L’Ascoli cala il tris e si candida per una stagione da protagonista


A Como arriva la terza vittoria nelle prime 3 gare al termine di una partita sofferta, con i bianconeri in grande difficoltà nel primo tempo e salvati dal solito grande Leali. Ma anche la conferma che Sottil ha a disposizione una rosa di qualità e con valide alternative in ogni reparto

E’ sicuramente troppo presto per fare previsioni. Certo, però, è innegabile che ci sono tutti i presupposti per una stagione finalmente ricca di soddisfazioni per l’Ascoli e per i suoi tifosi. La rosa è altamente competitiva, con elementi di qualità per il campionato cadetto. L’allenatore sta confermando quanto di buono ha mostrato lo scorso anno, ha già saputo dare un’anima e un carattere ad un gruppo in gran parte nuovo. E poi ci sono quei segnali inequivocabili che sembrano far pensare che possa davvero essere la stagione dei bianconeri. Perché quando si vince una gara come quella di sabato scorso con il Como, nella quale, rigore decisivo a parte, la prima vera occasione da gol i bianconeri l’hanno costruita al 90° con Bidaoui, allora viene il sospetto che davvero sia l’anno buono per togliersi grandi soddisfazioni.

A Como è arrivato uno storico tris, tre vittorie nelle prime tre partite di campionato. Un successo che ha un sapore diverso rispetto ai primi due perché giunto al termine di una partita molto sofferta, in particolare nel primo tempo quando i bianconeri si sono aggrappati al solito monumentale Leali per non andare sotto. Poi nella ripresa le cose sono andate un po’ meglio, anche se la formazione di Sottil non si è mai espressa a grandi livelli. E nel finale di gara solo l’imprecisione degli attaccanti lariani (in particolare di Gliozzi) ha consentito all’Ascoli di portare a casa la vittoria. Lasciando da parte l’inutile discussione se la vittoria è meritata o meno, quello che è certo è che non si tratta di fortuna ma perché il cinismo, la capacità di resistere anche quando non si gioca al meglio e si è in difficoltà, per poi sfruttare la prima occasione utile, sono caratteristiche da grande squadra.

Come detto il protagonista della partita è stato Leali, lo scorso anno per distacco il migliore dei suoi ma che nelle prime due partite di campionato aveva mostrato qualche incertezza. In riva al lago, però, è tornato quello della stagione scorsa, unico argine alle folate comasche nel difficile primo tempo dell’Ascoli. Che ha sofferto tantissimo a centrocampo la giornata non felicissima di Buchel e la prima prova negativa di Collocolo, con Fabbrini che ha perso troppe volte palla, innestando in un paio di circostanze le veloci ripartenze dei padroni di casa. Con i bianconeri troppo lenti ed incapaci di creare problemi alla difesa lariana, la formazione di Gattuso non ha preso con decisione il comando della gara ma ha prodotto alcune fiammate, creando i presupposti per il vantaggio.

Qualche difficoltà di troppo, nel brutto primo tempo bianconero, anche per Avlonitis e Botteghin che si sono fatti sorprendere in un paio di circostanze con tagli alle loro spalle che hanno consentito prima a Cerri, poi a Lagumina di presentarsi soli davanti a Leali. Che, però, in entrambe le circostanze è stato semplicemente prodigioso. Così come in occasione della conclusione dal limite dell’ex Chajia, destinata all’angolino basso, e nel finale di tempo su una percussione da destra di Lagumina. Le cose sono andate decisamente meglio nella ripresa, con l’Ascoli che ha iniziato a manovrare meglio, pur senza creare particolari occasioni ma senza concedere quasi nulla ai padroni di casa, che hanno provato a sfruttare la vivacità di Chajia che ha spesso messo in difficoltà Baschirotto.

Poi quella che a tutti gli effetti è risultata la mossa decisiva di Sottil che, poco dopo l’ora di gioco, ha inserito Caligara per uno spento Collocolo e, soprattutto, Maistro per un Fabbrini non in giornata positiva. E proprio l’ultimo arrivato del mercato, con una progressione centrale e sfruttando un perfetto assist di Dionisi, si è procurato il rigore decisivo, trasformato dal capitano bianconero. L’Ascoli ha poi controllato bene la reazione del Como anche se nel finale, dopo che il vivacissimo Bidaoui aveva sfiorato il 2-0, ha rischiato grosso in due occasioni, con Gliozzi che, soprattutto nel secondo caso, per fortuna ha incredibilmente sprecato un pallone che doveva solo essere spinto in rete.

Così la formazione di Sottil ha potuto portare a casa il terzo successo su tre partite, confermandosi al comando della classifica (per quanto può contare dopo solo tre gare) insieme al Brescia e al Pisa. Al di là della soddisfazione dell’essere in testa e per lo storico tris, a rendere più positivo questo avvio di stagione è la consapevolezza che i bianconeri hanno ancora ampi margini di miglioramento e che, di conseguenza, hanno notevoli possibilità di crescita. Innanzitutto perché Sottil deve ancora inserire alcuni importanti giocatori.

Parliamo, ovviamente, innanzitutto del bulgaro Iliev, arrivato l’ultimo giorno di mercato e di fatto, a causa della sosta per le nazionali, praticamente ancora mai a disposizione dell’allenatore bianconero, che sicuramente potrà quanto meno portare quella fisicità che manca all’attacco. Soprattutto, però, con l’attaccante bulgaro a disposizione Sottil avrà diverse opzioni per il reparto avanzato, con la possibilità di scegliere lo schieramento migliore in base al tipo di partita da affrontare, oltre ovviamente a poter cambiare a partita in corso. Ma, a proposito dell’inserimento di giocatori importanti, non si deve certo dimenticare anche quello di Caligara che fino ad ora, per il ritardo di preparazione, ha solo giocato qualche spezzone ma che, una volta in condizione, porterà dinamismo e qualità al centrocampo bianconero.

C’è, poi, da considerare che qualche giocatore importante non è ancora al meglio della condizione. Parliamo, ad esempio, di Buchel che, dopo una buona prestazione all’esordio con il Cosenza, ha sofferto un po’ a Perugia e ancor più a Como. L’ex Verona ha dimostrato di essere un giocatore molto importante ed inevitabilmente la squadra non potrà che beneficiare della sua crescita. Discorso per certi versi simile per Dionisi che evidentemente è ancora lontano dalla migliore condizione. Anche così, però, è riuscito ad essere decisivo, realizzando con freddezza i due rigori decisivi contro Perugia e Como ma anche con il perfetto assist per Maistro in occasione del rigore contro i lariani.

Per altro siamo curiosi di vederlo all’opera a fianco ad Iliev (anche se è giusto sottolineare che in queste 3 partite Bidaoui ha fatto molto bene ed è sempre stato tra i più vivaci), con l’attaccante bulgaro che potrebbe consentire all’ex Frosinone di avere qualche spazio in più. Oltre la crescita di condizione di alcuni uomini fondamentali per la squadra, Sottil dovrà poi migliorare certi automatismi, inevitabilmente ancora da sistemare. In particolare in difesa, dove nelle partite con Perugia e Como si sono viste alcune sbavature, sono completamente mancati alcuni necessari sincronismi.

In particolare, nella sfida contro i lariani, la formazione di Gattuso ha sfruttato molto bene lo spazio che si creava quando riusciva ad evitare la pressione a centrocampo, di uno dei due centrali, con i due esterni difensivi bianconeri non sempre pronti a scalare e chiudere. Sono movimenti che devono essere assimilati e perfezionati in una difesa di fatto completamente nuova, che deve migliorare quando deve difendere in spazi un po’ più larghi. Piuttosto, al di là degli automatismi da perfezionare, qualche perplessità continua a destare la fase difensiva proprio dei due esterni. D’Orazio a Perugia aveva sofferto tantissimo, sabato a Como è stato meno sollecitato e se l’è cavata un po’ meglio (anche se di fatto non si è mai visto in fase di spinta). Baschirotto, invece, è andato spesso in difficoltà con Chajia.

Ora, però, Sottil i cambi all’altezza li ha a disposizione in entrambe le fasce (Salvi a destra e Felicioli a sinistra) e quindi l’allenatore bianconero potrà valutare se quelle dei due esterni difensivi sono difficoltà legate alla condizione ancora da migliorare o se invece è opportuno cambiare per dare più solidità alla fase difensiva (e magari anche qualcosa in più in fase di spinta). Ma alternative importanti ci sono anche a centrocampo e, come visto, anche in avanti. In altre parole, le condizioni per disputare un campionato da protagonisti ci sono.

Fino a che punto lo si capirà un po’ di più nei prossimi giorni quando, nel giro di una settimana, l’Ascoli affronterà Benevento e Brescia in casa (due delle squadre considerate ad inizio stagioni tra le favorite, anche se i campani non sono partiti benissimo), con nel mezzo la trasferta ad Alessandria. Dopo quel difficile trittico si potrà stilare un primo serio bilancio e valutare quali possono essere le vere prospettive dei bianconeri in questa stagione.

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