La domenica del villaggio


Ad Acquaroli la notte porta consiglio e…gli strumenti per fronteggiare il covid, i dispetti della matematica all’assessore Saltamartini, l’ex parlamentare Casoli scambia il tramonto con l’alba, la memoria corta della Meloni sulla Libia

Torna, dopo la pausa della domenica di Pasqua, il tradizionale appuntamento con “La domenica del villaggio” con i fatti più singolari e bizzarri delle ultime due settimane. A partire dalle tragicomiche gesta della giunta regionale, con il governatore Acquaroli a cui la notte porta non solo consiglio ma, magicamente, anche gli strumenti per fronteggiare il covid, mentre l’assessore Saltamartini è alle prese con i dispetti della matematica che continuano ad ostacolare il procedere delle vaccinazioni nelle Marche. La settimana politica è caratterizzata dalla discussione sempre più infuocata sul ddl Zan, con l’involontario endorsement in favore del provvedimento da parte di Matteo Salvini, ma anche dalla memoria corta di Giorgia Meloni sulla Libia. Clamoroso scoop sulla festa nella villa di Mckennie, con il Corriere della Sera svela come ci fossero più auto e taxi che persone. Tutto questo e molto altro nel tradizionale appuntamento con “La domenica del villaggio”.

Ad Acquaroli la notte porta consiglio… e gli strumenti per fronteggiare il covid. Mercoledì 31 marzo, dopo che in tarda mattinata la Regione aveva diffuso il solito bollettino quotidiano sul covid, secondo il quale si registrava una nuova impennata con oltre 800 casi, il governatore delle Marche Acquaroli scriveva un post di commento sui social dai toni quasi sconfortanti, sostenendo che si era tornati indietro di due settimane, ma soprattutto lasciandosi andare ad una disarmante (ed immotivata) dichiarazione di impotenza. “La Regione non ha alcun strumento di intervento davanti a dati che ci condannano nella cabina di regia” dichiarava il presidente della Regione a cui, nel giro di poche ore, in tanti hanno ricordato tutte le armi che in realtà ha a disposizione per fronteggiare il covid.

Meno di 24 ore dopo, però, è arrivato un nuovo post sui social con il quale Acquaroli ha comunicato che, in realtà, dopo un ricalcolo del dato del giorno precedente è emersa un’anomalia (chiamarlo errore sembrava brutto…) e che, di conseguenza i nuovi positivi erano 650 e non più di 800. “Sta continuando la decrescita – conclude il governatore marchigiano – e le misure messe in atto dalla Regione stanno producendo i loro effetti”. Visto che solo il giorno prima aveva sostenuto che la Regione stessa non aveva strumenti di intervento, evidentemente la notte oltre a portare consiglio avrà portato in dono ad Acquaroli anche gli strumenti…

I “dispetti” della matematica a Saltamartini ostacolano la vaccinazione nelle Marche. Nel giorno della visita del generale Figliuolo nelle Marche (giovedì 8 aprile), l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ha fatto il punto sulla situazione dei vaccini nella nostra regione, sottolineando innanzitutto che dopo che il Cts ha consigliato la somministrazione di Astrazeneca agli over 60 c’è il rischio che ci sia qualche problema nella programmazione. “In ogni caso – ha comunque spiegato l’assessore – avendo in riserva numerosissime dosi di Pfizer, circa 130 mila, la vaccinazione prosegue”. Detto che quelle che Saltamartini chiama “riserve” in realtà sono semplicemente dosi non utilizzate, l’assessore si è poi lanciato nelle previsioni per i prossimi mesi. “La giunta regionale punta ad arrivare almeno 900 mila marchigiani entro luglio se la programmazione delle dosi sarà rispettata – spiega l’assessore leghista – ieri abbiamo fatto il record di vaccinazioni con 9 mila persone e ci stiamo avvicinando alla soglia delle 12 mila vaccinazioni al giorno necessaria per raggiungere i nostri obiettivi”.

Peccato, però, che ancora una volta tra il dire e il fare ci si mette di mezzo… la matematica. Perché considerando che all’8 aprile nelle Marche complessivamente erano state somministrate 213.973 dosi, con 106.161 marchigiani che avevano ricevuto anche il richiamo, per raggiungere la quota di 900 mila marchigiani vaccinati (prima e seconda dose) entro luglio bisognerà complessivamente somministrare poco meno 1,7 milioni di dosi. Ma viaggiando ad una media giornaliera di 12 mila vaccinazioni, per raggiungere quella quota si impiegherebbe poco meno di 5 mesi (141 giorni per l’esattezza). In altre parole gli almen0 900 mila marchigiani vaccinati promessi da Saltamartini si raggiungerebbero solo a settembre inoltrato. Certo che la matematica è davvero dispettosa, sembra quasi avercela con l’assessore regionale alla sanità…

Vittoria del centrodestra nelle Marche, il proprietario del gruppo Elica scambia il tramonto con l’alba. Era il 10 ottobre scorso, quando, commenta  ndo la vittoria di Acquaroli e del centrodestra nelle Marche, l’imprenditore fabrianese ed ex parlamentare di Forza Italia Francesco Casoli, proprietario del gruppo Elica, affermava convinto: “è un’alba che inizia, le Marche hanno bisogno di gente valida e io vi conosco. Non poteva andarci meglio. Contiamo su di voi”. Quasi 6 mesi dopo il suo gruppo annuncia centinaia e centinaia di licenziamenti (409 per l’esattezza) e lo spostamento all’estero del 70% della produzione. Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto accadere se “fosse andato peggio”. In realtà viene il sospetto che in realtà Casoli, a differenza di quanto affermava, non conoscesse a fondo i nuovi amministratori. O, molto più semplicemente, ha fatto confusione, scambiando il tramonto con l’alba…

L’involontario endorsement di Salvini nei confronti del ddl Zan. Da settimane è al centro dell’attenzione dell’opinione la vicenda legata al ddl Zan per la lotta all’omotransfobia, approvato da mesi dalla Camera ma bloccato al Senato dall’ostruzionismo della Lega. Che, insieme a Fratelli d’Italia, continua a dichiararsi contraria, sostenendo che con la sua approvazione c’è il rischio che venga perseguito chi professa opinioni di un certo tipo (peccato, però, che i ddl Zan non si occupa di opinioni e, per non lasciare dubbi in proposito, ha inserito l’art. 4 definito “la clausola salva idee”…).

Ovviamente tra i suoi più feroci oppositori c’è anche Matteo Salvini che, però, preoccupato di non apparire come omofobo nei giorni scorsi ha pubblicato sui social un intervento sull’argomento in cui scrive testualmente: “ognuno è libero di amare chi vuole, di condividere la sua vita, la sua casa, le sue emozioni con chi vuole, di fare l’amore e di svegliarsi a fianco di chi desidera. Chi discrimina una persona per il suo orientamento sessuale o affettivo è un ignorante”. Ma, come gli ha subito fatto notare un utente, “con quelle parole hai scritto esattamente il sunto del ddl Zan”. Il cui contenuto, quindi, è pienamente condiviso da Salvini che, però, vota contro (anzi, prova addirittura a boicottarlo). Tutto perfettamente logico e coerente…

La memoria corta della Meloni sulla Libia. Martedì 6 aprile Giorgia Meloni, commentando la visita di Draghi in Libia, ha affermato: “bene la scelta del presidente del Consiglio di dedicare la sua prima visita all’estero alla Libia. L’impegno di ripartire da quanto lasciato dall’ultimo governo di centrodestra, prima dello scellerato attacco alla Libia voluto da   2011 (secondo il racconto dell’allora ministro La Russa, compagno di partito della Meloni, in una riunione al teatro dell’Opera di Roma con il presidente della Repubblica Napolitano), a dare il via libera all’intervento militare. E sempre le cronache di allora raccontano che il successivo 24 marzo alla Camera tutto il centrosinistra votò contro l’intervento italiano in Libia che passò per pochissimi voti. Tanto che lo stesso La Russa commentò con ironia allora: “il Pd e la sinistra hanno scommesso su un passo falso del governo di centrodestra in Parlamento sulla crisi libica e ha perso”. Evidentemente la Meloni deve avere qualche problema di memoria o forse confonde la destra con la sinistra…

Dybala vede la luce in fondo al tunnel… ma è quella della villa di McKennie. Quella di Paulo Dybala alla Juventus è stata fino ad ora una stagione a dir poco difficile. Prima i postumi dell’infortunio patito ad agosto nella sfida Champions contro il Lione, poi il lento e difficile recupero alla ricerca della forma ideale, infine, proprio nel momento in cui sembrava finalmente essere tornato sui suoi livelli, l’infortunio al ginocchio sinistro e il lunghissimo e complicato recupero. Ora, dopo 2 mesi e mezzo, la pausa delle nazionali è coincisa con il suo recupero e tutti gli organi di informazione hanno annunciato il suo rientro.

“A Dybala torna il sorriso” titola uno di questi martedì 30 marzo spiegando che l’attaccante argentino aveva preso parte all’intero allenamento della squadra e che quindi era pronto per tornare già nel derby contro il Torino tra i convocati. “Paulo Dybala inizia a vedere la luce in fondo al tunnel” concludeva l’articolo. Ed in effetti l’attaccante bianconero ha davvero visto quella luce in fondo al tunnel, peccato per lui che era quella della villa di McKennie dove, esattamente il giorno dopo quell’articolo, è stato beccato insieme al giocatore americano e al brasiliano Arthur alle 23:30 a cena, in palese violazione delle norme anti covid. Inevitabile l’intervento della società, con multa e sospensione e il sorriso, appena tornato, che è subito scomparso…

Festa in casa McKennie, lo scoop del “Corriere”: c’erano più auto e taxi che persone. La vicenda della presunta festa a casa del giocatore della Juventus McKennie (secondo i diretti interessati era semplicemente una cena tra amici), che ha visto coinvolti anche altri due giocatori bianconeri, Arthur e Dybala, ha molto solleticato l’attenzione dei media e dei giornali. Così nei giorni successivi si sono susseguiti gli articoli che raccontavano l’accaduto, con lo scoop messo a segno dal Corriere della Sera che addirittura ha avuto la fortuna e la bravura di intervistare il vicino di casa di McKennie che ha chiamato le forze dell’ordine. “Non credo che essere un calciatore famoso dia il diritto di essere sopra le regole – spiega nell’intervista la Corriere l’uomo – verso le 22:30 sono uscito a portare a spasso il cane, ho visto una fila di auto parcheggiate a bordo strada e un gruppo di persone, tutte senza mascherina, di fronte al cancello. C’erano mercedes con targa spagnola, tante Jeep e poi sono arrivati diversi taxi con a bordo giovani ragazze. Visto che le cene tra amici non sono consentite e il coprifuoco era scattato da un pezzo, ho deciso di avvertire le forze dell’ordine”.

Uno scenario davvero particolare quello descritto dal vicino di casa che, però, cozza con il rapporto ufficiale dei carabinieri, secondo il quale i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno trovato nella villa ed indentificato solamente 10 persone (considerando che i tre giocatori della Juventus erano con le rispettive compagne, c’erano altre 4 persone oltre loro). Sarebbe curioso capire, quindi, come si concilia la presunta presenza di diverse mercedes e tante Jeep con un numero così esiguo di persone. Soprattutto, però, sarebbe ancora più interessante capire dove hanno “scaricato” i diversi taxi che sono arrivati le giovani ragazze che erano a bordo…

Giulia Salemi come il Cimabue del vecchio Carosello. Non c’è pace per Giulia Salemi che, volontariamente o meno, comunque si muove scatena polemiche. Dopo quelle in serie che l’hanno colpita per i suoi atteggiamenti al Grande Fratello Vip, l’italo persiana aveva annunciato di volersi impegnare per un po’ a tenersi fuori da ulteriori polemiche, dedicandosi a qualcosa di concreto. Così nei giorni scorsi ha annunciato il lancio di una linea beachwear, la SMMR, con bikini e costumi interi di ogni forma e colore adatti ad ogni tipo di donna. Tutto a posto? Neanche per idea, non appena sono apparse le prime foto dei costumi della linea SMMR sono subito partite le polemiche, con in tanti che hanno accusato la Salemi di aver copiato la linea di costumi di Chiara Nasti, la Plume Ethérée ma anche quella di Eleonora Rocchini (ex di “Uomini e Donne”), Maison Roel.

In particolare c’è chi ha notato come un costume intero, con scollo quadrato e sgambato dietro, della Salemi non solo è identico ad uno della linea della Nasti ma, addirittura, hanno lo stesso nome. Stessa cosa per un bikini nero e con anelli laccetti, perfettamente uguale a quello della linea Maison Roel. In pratica la modella italo-israeliana ricorda sempre più il famoso Cimabue del vecchio Carosello, quello che “fai una cosa e ne sbagli due”…

La sfida social tra Lindsay Vonn ed Eugenie Bouchard. Non più protagoniste sui rispettivi campi di gara, la sciatrice americana Lindsay Vonn e la tennista canadese Eugenie Bouchard sono finite al centro dell’attenzione dei social per la loro indiscussa avvenenza ed una sorta di sfida a suon di “like” che ha scatenato la pubblicazione di alcune loro foto. Entrambe bionde e molto affascinanti, da anni considerate tra le atlete più sexy del mondo dello sport, sono abituate a sfidarsi sui social a suon di followers e like. La sciatrice americana ha pubblicato su Instagram una serie di scatti in bikini, accompagnati dall’affermazione “sono orgogliosa del mio corpo” che in pochissimo tempo ha ricevuto una pioggia di like. Il giorno dopo è stata la volta di Eugenie Bouchard che ha annunciato di essersi vaccinata contro il covid e di essere pronta a scendere nuovamente in campo e lo ha fatto pubblicando a sua volta una serie di foto in costume, mettendo in mostra il solito fisico davvero invidiabile, superando in un paio di giorni il milione di visualizzazioni

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