L’Ascoli ritrova mentalità, determinazione e i giocatori decisivi e torna a “vedere” i playout


Dopo la brutta prestazione di Cosenza, con il Vicenza l’Ascoli ritrova attenzione e determinazione, non concede quasi nulla agli avversari e grazie a Dionisi e Sabiri trova 3 punti quanto mai fondamentali. Restano 6 gare per guadagnare i playout, più difficile la salvezza diretta

Il gol del 2-2 al 96° della Reggiana ha solo parzialmente rovinato un lunedì di Pasqua finalmente molto positivo per l’Ascoli. Piuttosto il vero rammarico, che aumenta dopo la partita con il Vicenza, è per l’atteggiamento che i bianconeri hanno avuto nella partita di Cosenza, con l’attenzione e la determinazione mostrate contro i veneti la formazione di Sottil molto probabilmente sarebbe uscita dal “Marulla” con un successo che avrebbe potuto dare ben altre prospettive per il finale di campionato. Però è inutile guardare indietro, piuttosto bisogna essere soddisfatti per la vittoria (fondamentale per non sprofondare ) contro il Vicenza ma anche per il modo con il quale l’Ascoli ha affrontato la partita. Dopo la sconfitta in Calabria, quella contro la formazione di Di Carlo, per altro in un buonissimo momento di forma, era una partita molto difficile per i bianconeri che sapevano perfettamente che avevano a disposizione un unico risultato.

Vittoria che alla fine è arrivata al termine di una prestazione non certo scintillante (ma era impensabile aspettarselo) ma molto attenta e finalmente anche di carattere. Anzi, per certi versi contro i veneti si sono visti la squadra e l’atteggiamento che servono in queste ultime partite per centrare quanto meno i playout. A parte il colpo di testa iniziale di Padella (su azione da calcio d’angolo), l’Ascoli fino al 95° non ha praticamente concesso nulla agli avanti biancorossi, tanto che per una volta Leali ha potuto trascorrere un pomeriggio quasi di tranquillità. Certo, a sua volta nel primo tempo anche i bianconeri non hanno fatto molto dal punto di vista offensiva, un’occasionissima capitata ad Eramo, una buona opportunità per Bidaoui (che ha tirato malissimo da dentro l’area) e un altro paio di potenziali situazioni da sfruttare ma sfumate per un errore nel passaggio decisivo.

Però è questo l’atteggiamento giusto che devono avere i bianconeri, la consapevolezza che arrivati a questo punto non conta null’altro che il risultato. E che, quindi, è innanzitutto fondamentale concedere il meno possibile agli avversari, cercando poi di sfruttare le opportunità che capitano o una “giocata” di quei giocatori che possono fare la differenza e che anche l’Ascoli ha. Quello che, appunto, è accaduto nella ripresa, con la formazione di Sottil che ha sfruttato a pieno, per trovare il vantaggio che ha messo in discesa la partita, la giocata di quello che al momento è sicuramente il suo giocatore più importante, Dionisi. Che, pure, fino al momento del gol praticamente non si era visto, anche perché sottoposto ad un trattamento “speciale” da Valentini.

Una prestazione sotto tono illuminata, però, dalla splendida giocata dell’1-0, nata per altro da un errore iniziale dello stesso Dionisi. Che stava rischiando di vanificare l’azione migliore di tutta la partita dell’Ascoli, con la perentoria e travolgente accelerazione di Kragl che ha spaccato in due il Vicenza, rifinita poi alla perfezione da Sabiri che ha servito all’ex Frosinone un pallone perfetto, che doveva solo essere calciato verso la porta. Invece il numero 9 bianconero ha perso il tempo, ha stoppato non in maniera perfetta il pallone e, con il difensore che ha avuto così il tempo di recuperare, si è dovuto allargare. Sembrava un’occasione sfumata, invece un gran numero di Dionisi, con la finta che ha sbilanciato il difensore e la violentissima conclusione che non ha dato scampo a Grandi, ha dato l’agognato vantaggio.

Quell’azione in verticale così rapida nella speranza dei tifosi bianconeri dovrebbe essere il marchio vincente dell’Ascoli e di quei tra giocatori che hanno le qualità per dare la spinta decisiva verso la salvezza. In particolare Kragl, fin qui probabilmente la più grande delusione della stagione (anche perché le aspettative su di lui erano molto elevate), finalmente ha fatto quello che ci si aspettava facesse con continuità. Il giocatore tedesco ha potenza, velocità e tecnica per fare certe accelerazioni che mettono in difficoltà gli avversari e finalmente oggi lo ha fatto vedere. Quanto a Sabiri il passaggio finale decisivo, in grado di mettere gli avanti in condizione di concludere da buona posizione a rete, è quello che ci si aspetta da un giocatore come lui, oltre naturalmente a qualche spunto e qualche conclusione pericolosa in porta.

Va, per altro, detto che già da inizio ripresa si era visto un Ascoli più propositivo e intraprendente, grazie anche all’inserimento di Saric (lasciato inizialmente in panchina probabilmente perchè affaticato, aveva concluso la partita di Cosenza visibilmente stanco) al posto di un Caligara inevitabilmente condizionato dall’ammonizione subita dopo pochi minuti. E proprio l’ex Carpi, pochi minuti prima del gol di Dionisi, aveva vanificato un’azione in verticale simile a quella che ha portato al gol, sbagliando lo stop, ancora su passaggio smarcante di Sabiri.

Trovato il vantaggio i bianconeri sono stati bravi a controllare bene la reazione, per la verità non veemente, del Vicenza, praticamente non rischiando mai nulla. E ancora di più lo sono stati nel trovare il raddoppio, che di fatto ha messo al sicuro la vittoria, alla prima occasione utile, ancora una volta sull’asse Kragl-Sabiri. Se dopo Cosenza era giusto criticare Sottil, sempre senza dimenticare che quando è arrivato la stagione dell’Ascoli sembrava quasi definitivamente compromessa, bisogna ora riconoscere che dietro questo successo c’è la sua mano e, soprattutto, è frutto anche delle sue scelte coraggiose.

Perché dopo la brutta prestazione del “Marulla” ci si potevano aspettare dei cambi in formazione, in particolare si poteva pensare ad un turno di riposo per Brosco, Kragl e Sabiri, molto criticati dopo la sfida contro i rossoblu. L’allenatore bianconero li ha riproposti, lasciando a sorpresa in panchina Quaranta (al suo posto Avlonitis), il migliore dei suoi in Calabria, e il campo ha dimostrato che la scelta è risultata esatta. La vittoria ha permesso ai bianconeri di rilanciare le proprie quotazioni in chiave playout, con l’aggancio alla Reggiana e il Cosenza, sconfitto in casa dalla Cremonese, tornato ad un punto. Mantiene ancora qualche speranza di evitare la retrocessione anche il Pescara che ha raccolto un buon pareggio a Monza e che è a 4 punti da Ascoli e Reggiana.

Due di queste 4 formazioni faranno compagnia all’Entella, praticamente spacciato, nella discesa in Lega Pro, le altre due quasi certamente si scontreranno per designare la quarta retrocessione. Molto difficile pensare invece alla salvezza diretta, con il Pordenone che, come previsto, ha sfruttato a pieno il turno favorevole (in casa con l’Entella) e che mantiene 6 punti di vantaggio dall’Ascoli, con ancora una partita da recuperare (con il Pisa). E’ chiaro che con una vittoria contro i toscani i friuliani chiuderebbero o quasi il discorso ma, in ogni caso, sarebbe necessario un clamoroso exploit dei bianconeri negli ultimi 6 turni (ed un contemporaneo crollo dei neroverdi) per mettere a segno quello che sarebbe una sorta di miracolo.

Per questo è inutile fare troppi calcoli e ragionamenti ma, piuttosto, è importante per i bianconeri concentrarsi di partita in partita, cercando di scendere in campo sempre con lo spirito e l’attenzione viste contro il Vicenza. Con l’auspicio, poi, che il campionato non venga troppo condizionato da fattori esterni. Parliamo innanzitutto del covid, con la situazione al momento complessa dell’Empoli (che, per altro, la prossima giornata affronterà proprio la Reggiana con solo 2 giorni di allenamento dopo 15 giorni di stop e ancora qualche giocatore fuori), con norme e protocolli per nulla chiari e quindi a rischio di essere interpretati in maniera ambigua.

Ma anche del problema arbitri che troppo spesso rischiano di condizionare e indirizzare le partite. Solo nell’ultima giornata, ad esempio, ci sono stati errori clamorosi e pesanti a Pisa (Pisa-Lece), a Pordenone (Pordenone – Entella) e a Reggio Emilia (Reggiana – Brescia). Molto da dire ci sarebbe anche sull’arbitraggio di Massimi in Ascoli-Vicenza, tra il rosso risparmiato a Jallow a fine primo tempo, l’inaccettabile trattamento di favore riservato a Valentini, libero di picchiare a piacimento Dionisi (abbiamo contato almeno 5 interventi almeno da giallo dell’ex Ascoli, ammonito solo sul finale di gara) e l’utilizzo di un incomprensibile diverso metro di giudizio su falli perfettamente uguali, con il giallo mostrato (giustamente) a Caligara e Buchel ma inspiegabilmente risparmiato a Pontisso (anche lui ammonito solo nel finale) e al solito Valentini.

Detto che ovviamente gli errori arbitrali, in assenza del Var, fanno parte del gioco e devono essere accettati, la speranza è che i verdetti, in coda e in testa, siano decisi esclusivamente sul campo e per le giocate o per gli errori dei protagonisti delle varie squadre e non in altre sedi.

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