L’Ascoli resta a galla ma la classifica mette paura


Dopo due sconfitte consecutive i bianconeri a Pordenone recuperano il solito svantaggio iniziale ma non riescono a centrare la vittoria, nonostante un secondo tempo incoraggiante. Purtroppo, però, le avversarie volano si allontano sia la zona playout che la salvezza

Il primo gol in maglia bianconera (e in serie B) di Mosti, su perfetto assist di Dionisi, ha evitato la terza sconfitta consecutiva e ha permesso all’Ascoli di tornare dalla difficile trasferta friulana almeno con un punto. Che, però, anche alla luce dei risultati delle dirette concorrenti, è più utile per il morale che per la classifica, inevitabilmente sempre più preoccupante. Si è allontanata la zona playout, ora a 4 punti, mentre la salvezza diretta è ora distante 6 punti. E’ indiscutibilmente un momento difficile per la formazione di Sottil, probabilmente il più delicato della stagione.

Perché se in realtà ci sono stati periodi peggiori sia come risultati che come prestazioni, è anche vero che in quei momenti c’era ancora l’appiglio del mercato di gennaio per cambiare rotta, con la consapevolezza ulteriore che non mancava il tempo per recuperare. Ora, invece, stiamo entrando nell’ultima parte del campionato e, se si perde contatto in questa fase, poi diventa quasi impossibile recuperare. Per altro anche mentalmente non è facile perché dopo la vittoria a Lecce, ad inizio febbraio, l’Ascoli aveva addirittura abbandonato gli ultimi tre posti e sembrava pronto a scalare ulteriormente la classifica. Invece, dopo il pareggio raggiunto al 95° contro il Frosinone, sono arrivate due sconfitte e ora il pareggio con il Pordenone.

Appena 2 punti in 4 gare, con solamente l’Entella, tra le formazioni in lotta per la salvezza, che ha fatto peggio (1 punto). A rendere più grigio un quadro già così fosco ci sono, poi, anche le prestazioni fornite dalla squadra che, dopo l’ottima ma sfortunata prova di Reggio Emilia, sembra essersi persa. Con un paio di giustificazioni, come infortuni e arbitraggi, che però servono solo ad aumentare i rimpianti. Per la verità contro il Pordenone qualche timido segnale di ripresa, rispetto all’inguardabile partita con la Salernitana, si è visto. Ma, al di là del fatto che era francamente impossibile fare peggio, è chiaro che serve molto di più per poter recuperare posizioni.

Un po’ per le assenze, che hanno falcidiato soprattutto il reparto avanzato (fuori Sabiri e Simeri per squalifica e Parigini e Bidaoui per problemi fisici), un po’ per dare fiato a qualche elemento apparso in calando nelle ultime partite, Sottil ha presentato una formazione molto diversa rispetto alle ultime uscite. A partire dal ritorno al centro della difesa di Avolonitis, al posto di Quaranta, proseguendo con un centrocampo quasi completamente nuovo, con Danzi e Caligara insieme all’inamovibile Saric. In avanti prima da titolare per Stoian, trequartista al posto di Sabiri, e Cangiano a fianco di Dionisi come punta. Tante novità che, però, non hanno prodotto il risultato sperato, anzi.

In realtà i bianconeri non erano neppure partiti male, creando una potenziale opportunità dopo pochi minuti sull’unica giocata degna di nota di Stoian, per il resto assolutamente abulico. Poi, però, ancora una volta al primo vero affondo degli avversari l’ennesimo gol subito, frutto di una lettura sbagliata di tutto il reparto difensivo (fuori posizione Pucino, con Brosco costretto ad uscire sulla fascia per chiudere, in ritardo nella chiusura su Ciurria D’Orazio) e con Leali che questa volta non è parso esente da colpe.

Come nella sfida casalinga con la Salernitana, dopo il gol subito l’Ascoli non ha reagito subito, anzi, per una ventina di minuti i bianconeri sono sembrati in difficoltà, soprattutto sulla fascia destra (la sinistra offensiva del Pordenone) dove Pucino (che poi pian pino è cresciuto e nel secondo tempo è stato tra i più positivi, soprattutto in fase di spinta) non riusciva a chiudere adeguatamente. Fortunatamente i padroni di casa non ne hanno approfittato, creando poco, solo un paio di potenziali situazioni pericolose, così i bianconeri pian piano sono tornati in partita, pur senza creare particolari pericoli.

L’unica occasione per il pareggio è arrivata nel finale di tempo, con la punizione di Dionisi (procurata da Saric) fuori di pochissimo, con il portiere neroverde che non sembrava in grado di intervenire. Sempre nella fase finale del primo tempo l’episodio che avrebbe potuto cambiare il volto della partita, il mancato secondo giallo e, di conseguenza, la mancata espulsione di Chrzanowski (ovviamente poi sostituito da Tesser nell’intervallo). Un errore gravissimo e ingiustificabile perché, una volta fischiato il fallo (quindi l’arbitro ha visto l’intervento), l’arbitro non poteva esimersi dal mostrare il giallo.

Infatti l’esterno friulano è intervenuto volontariamente sull’uomo (Pucino), per altro con un calcione, pur non potendo più prendere la palla e, oltretutto, ha fermato fallosamente una ripartenza potenzialmente pericolosa. Chiaramente non servirà a restituire qualcosa all’Ascoli, ma di fronte ad un così grave errore sarebbe opportuno che i dirigenti arbitrali prendessero provvedimenti nei confronti di Maggioni, pessimo anche nel secondo tempo in diverse circostanze (clamorosi i mancati fischi per un fallo al limite dell’area su Dionisi e per un intervento di un difensore neroverde con spinta sullo stesso centravanti ascolano e, addirittura, respinta con un braccio).

Tornando alla gara, poco è cambiato con l’ingresso, dopo l’intervallo, di Baijc per l’impalpabile Stoian. Qualcosa è, invece, mutato con l’ingresso, dopo un quarto d’ora della ripresa, di Mosti per un deludente (sia come punta, che come trequartista) Cangiano. L’Ascoli finalmente ha aumentato ritmi e intensità, pur senza creare particolari occasioni, quanto meno ha creato in un paio di circostanze i presupposti per rendersi pericoloso e, a metà ripresa, ha agguantato il pareggio, grazie ad un break di Mosti (che ha rubato palla sulla trequarti bianconera, facendo ripartire l’azione nonostante un intervento falloso), che poi Dionisi con una splendida giocata ha trasformato in un assist che lo stesso Mosti ha trasformato nell’1-1.

Nella parte finale di gara la formazione di Sottil ha provato a conquistare i tre punti, creando in diverse circostanze anche i presupposti per essere pericolosa ma peccando sempre in precisione e determinazione negli ultimi metri. Al di là del comprensibile rammarico, i bianconeri devono ripartire proprio da quel secondo tempo discreto, cercando però di evitare le solite partenze ad handicap. “Purtroppo regaliamo episodi su cui dobbiamo essere più concentrati, ci mettiamo le gare in salita e dopo facciamo delle super prestazioni come nel secondo tempo. Dobbiamo renderci conto e avere consapevolezza della nostra forza” ha dichiarato Sottil nel dopo gara.

Al di là della comprensibile esagerazione in merito alla prestazione della ripresa (positiva, non certo super), l’analisi dell’allenatore bianconero è assolutamente esatta. Bisogna scendere in campo più concentrati, soprattutto bisogna assolutamente evitare di regalare almeno un gol in ogni partita. Perché poi, nel complesso, a Pordenone la prestazione della difesa non è stata certo negativa. Bene il rientrante Avolonitis che ha dimostrato di poter essere utile, come al solito positiva la prestazione di Brosco, qualche sofferenza in più sulle fasce. Con Pucino, però, che dopo le difficoltà iniziali è molto cresciuto e nella ripresa è stato tra i migliori, mentre continua a destare qualche perplessità la fase difensiva di D’Orazio (molto meglio quando deve spingere).

Non brillantissima, ma neppure così negativa, la prova del centrocampo bianconero, con Saric come al solito molto propositivo e attivissimo, anche se non sempre lucido (come sul finire del primo tempo quando ha perso un’opportunità, non servendo Cangiano che poteva andare in porta) e Danzi che non ha demeritato. Qualcosa in più ci si attendeva da Caligara che nei primi minuti di gara sembrava in buona giornata ma poi si è spento. La partita di Pordenone, però, ha confermato che in questo momento è l’attacco ad avere le maggiori difficoltà. Stoian, con tutte le giustificazioni del caso, è risultato impalpabile, così come Cangiano, malissimo come seconda punta e solo un pochino meglio quando è stato spostato dietro le due punte.

L’ingresso di Bajic ha sicuramente dato un po’ più di peso all’attacco bianconero e ha migliorato i movimenti di tutto il reparto. Ma il bosniaco continua ad essere sottotono, poco incisivo e mai pericoloso, un altro giocatore rispetto a quello comunque positivo e produttivo di qualche tempo fa. Così ancora una volta il peso offensivo dei bianconeri è stato quasi tutto sulle spalle di Dionisi, aiutato poi da Mosti sicuramente vivace e puntuale sul perfetto assist dell’ex Frosinone. Serve qualcosa di più dall’attacco e la speranza è che Sottil possa recuperare presto tutti gli effettivi.

Per martedì, secondo quanto dichiarato dall’allenatore, dovrebbero tornare Sabiri e Simeri, che hanno scontato le rispettive squalifiche, ma non Bidaoui e Parigini, che invece sono molto preziosi e importanti per il gioco offensivo bianconero. Ma è inutile rammaricarsi, anche perché quella con il Pisa in programma martedì prossimo è una di quelle partite nelle quali c’è un solo risultato utile per l’Ascoli. Anzi, considerando che poi i bianconeri sabato prossimo dovranno far visita all’Entella, servirebbe un doppio successo per ridare slancio alla rincorsa salvezza.

Con complessivamente 13 giornate ancora da giocare forse può sembrare esagerato, ma quelle con i toscani e i liguri, se non proprio l’ultima spiaggia, sono qualcosa di molto simile…

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