Ascoli, un ritorno al passato che mette paura


Al di là del risultato (seconda sconfitta consecutiva), contro la Salernitana si è rivista la squadra spenta e molle che aveva fatto temere il peggio prima dell’arrivo di Sottil. La classifica torna a mettere paura, con i playout ancora vicini ma la salvezza distante 5 punti

Un brusco e amaro risveglio. E’ questo lo stato d’animo che lascia la brutta sconfitta casalinga con la Salernitana (la seconda consecutiva), insieme alla preoccupante impressione che l’incantesimo che aveva accompagnato i bianconeri dall’arrivo in panchina di Sottil in poi sia improvvisamente svanito. Perché, dopo l’incredibile partita persa a Reggio Emilia, al termine di quella che lo stesso allenatore a ragione aveva definito la migliore prestazione dei suoi, si era parlato di sfortuna, dell’arbitraggio penalizzante di Ayroldi (e solo marginalmente delle ingenuità commesse dai bianconeri). Sembrava un episodio da mettere alle spalle, anzi con la consapevolezza che la squadra era comunque sulla giusta via e che i risultati inevitabilmente sarebbero arrivati.

Invece quella patita contro la Salernitana è una di quelle sconfitte al termine delle quali non c’è nulla a cui appigliarsi e da cui ripartire con spirito positivo. Grossolani errori individuali, errori tattici, squadra spenta e slegata, priva di nerbo e incapace di reagire, tanta confusione e scarsa lucidità anche da parte dell’allenatore e prestazioni individuali che non possono non sollevare perplessità. Con un grandissimo sforzo di ottimismo si potrebbe dire che difficilmente potrà mai accadere nuovamente che tutti quegli aspetti negativi si concentrino in una sola partita.

Come sempre la verità sta sempre nel mezzo, era esagerato l’ottimismo dopo Reggio Emilia, altrettanto si può dire per il pessimismo dopo la sconfitta con la Salernitana. Che, però, realisticamente fa suonare forte il campanello d’allarme. E non solo per la classifica che è tornata ad essere molto preoccupante. Ma anche e soprattutto perché la sfida contro la formazione di Castori ha mostrato nuovamente, amplificandoli, alcuni problemi che erano già apparsi nelle ultime partite. Partendo dal reparto difensivo, al netto dell’erroraccio di D’Orazio (poi in difficoltà per tutto il primo tempo) che, dopo 2 minuti, ha spianato la strada alla Salernitana, la preoccupazione principale riguarda Quaranta.

Che nelle ultime partite ha commesso alcune ingenuità, tutte pagate a caro prezzo (gol contro il Frosinone, rigore, per la verità molto dubbio, contro la Reggiana, gol del 2-0 contro la Salernitana), e contro i campani è stato autore di una prestazione complessiva molto negativa. Un momento di appannamento ci può stare, anche in considerazione del fatto che il giovane bianconero non è abituato a giocare così tante partite di fila da titolare (lo scorso anno a Catanzaro, in tutta la stagione, è partito titolare solo in 7 occasioni). Probabilmente avrebbe bisogno di rifiatare un attimo, il problema è che le possibili alternative (Avlonitis e Corbo) quando sono scesi in campo non hanno certo convinto.

Nella sfida con la Salernitana, poi, è riemerso un problema che sembrava superato, cioè la fragilità difensiva sulle fasce laterali. D’Orazio, che nelle altre partite non era certo dispiaciuto, probabilmente ha pagato l’errore iniziale dal quale non si è praticamente mai ripreso, mentre Pucino è apparso un po’ sottotono rispetto alle ultime uscite. Un po’ meglio ha fatto Pinna nel secondo tempo, anche se con gli ospiti chiusi aveva soprattutto il compito di spingere. Però ha dato l’impressione di poter essere utile nelle prossime partite. Molto male anche il centrocampo, con Eramo per 45 minuti frastornato, Buchel in difficoltà e Saric troppo impreciso. Decisamente tardivo l’ingresso di Danzi che, almeno per quello che ha fatto vedere quando è stato chiamato in causa, meriterebbe un po’ più di spazio. Discorso differente per quanto concerne Sabiri che, dopo la pausa (e i problemi con il covid), non è mai stato incisivo e di grande aiuto alla squadra.

Non scopriamo certo ora che si tratta di uno di quei giocatori che può fare la differenza ma che inevitabilmente provoca qualche problema a livello tattico. E’ chiaro, però, che se non è in condizione, e quindi non determina in avanti e non fa la differenza, diventa solo un peso insostenibile per la squadra. In avanti, poi, è evidente che Bajic non stia attraversando un gran momento di forma. Ma appare altrettanto chiaro che, a maggior ragione senza Simeri, non ci sono tante alternative. Perché è vero che Dionisi a Lecce, quando giocava punta centrale con Bidaoui a fianco, ha realizzato una doppietta. Ma quella di Corini è una formazione portata sempre a giocare in avanti e, di conseguenza, a lasciare grandi spazi. Con difese più chiuse inevitabilmente Dionisi come punta centrale fatica tantissimo e non riesce comunque a dare il suo contributo.

Si è visto chiaramente anche contro la Salernitana, quando Sottil ha tolto Bajic per inserire Cangiano, l’ex Frosinone, spostato come punta centrale, praticamente è scomparso dal campo. Dopo averlo giustamente incensato anche per le sue scelte, di formazione e a partita in corso, questa volta ha lasciato molto a desiderare anche mister Sottil, tatticamente “asfaltato” da Castori. Certo, il gol regalato dopo 2 minuti ha inciso non poco, mettendo la partita subito nel modo migliore per i campani. Ma l’allenatore marchigiano è stato bravissimo a bloccare le fonti di gioco dell’Ascoli, sfruttando al tempo stesso le lacune dei bianconeri in fase di chiusura.

La sua squadra è stata in mezzo al campo sempre molto compatta, pronta ad aggredire e ripartire in velocità, l’Ascoli per tutto il primo tempo è stata lunga e sfilacciata e nella ripresa non è mai riuscita a cambiare passo. Alcune scelte dell’allenatore bianconero sono apparse poco condivisibili. A partire da quella di continuare a puntare su Sabiri che in questa fase non è certo in grandi condizioni, proseguendo sull’ennesima esclusione di Danzi il cui dinamismo sarebbe servito assolutamente ad un centrocampo bianconero surclassato sotto ogni punto di vista da quello avversario. Soprattutto, però, Sottil non ha avuto il coraggio di intervenire subito, nel primo tempo, di fronte agli evidenti problemi della formazione bianconera.

In particolare sulla fascia sinistra dove D’Orazio, probabilmente condizionato dall’errore iniziale, è andato “in bambola” ed Eramo è apparso subito in giornata fortemente negativa. Da quella parte per tutto il primo tempo la Salernitana ha banchettato, sfondava con una facilità imbarazzante. Bisognava cambiare subito, quanto meno cercare di ricompattare la squadra evitando di subire il secondo gol che di fatto ha definitivamente tagliato le gambe ad una squadra già in difficoltà. Anche i cambi operati ad inizio ripresa questa volta hanno inciso poco, pur se Pinna, Mosti e Parigini qualcosa in più hanno fatto vedere (ma non era poi così difficile…).

Troppo poco, come dimostra il fatto che, per la prima volta in questa complicata stagione, di fatto l’Ascoli in tutta la partita non è riuscita a creare una vera opportunità da gol. Solo un paio di mischie confuse, dopo calci piazzati, e nulla più. Quello del gol, nonostante l’innesto di Dionisi e di giocatori con qualità offensive come Bidaoui e Parigini, resta comunque il problema principale di questa squadra. Che, non a caso, con appena 20 gol è il terzo peggior attacco del campionato (peggio solamente Pescara con 18 gol e Cosenza con 19) e che nelle ultime tre partite ha trovato la rete solo su calcio di rigore (quello trasformato al 95° da Dionisi contro il Frosinone).

Al di là degli aspetti tecnici e tattici, quello che ora preoccupa di più è nuovamente la classifica che, inevitabilmente, risente pesantemente della sconfitta casalinga con la Salernitana e del solo punto realizzato nelle ultime tre partite. I playout restano a soli 2 punti ma la salvezza diretta si è notevolmente allontanata, a 5 punti. Per questo ora, a prescindere dalla qualità di gioco, è necessario reagire subito e tornare a fare punti immediatamente. Il calendario pone sulla strada dell’Ascoli sabato prossimo il Pordenone (in trasferta) e il successivo martedì, nel turno infrasettimanale, il Pisa al Del Duca.

Due avversari difficili, contro i quali però i bianconeri devono provare a raccogliere almeno 4 punti per non rischiare di vedersi allontanare ulteriormente, oltre la salvezza diretta, anche i playout.

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