Personalità e qualità, vola l’Ascoli di Sottil e Polito


A Lecce è arrivato il primo colpo esterno della stagione, ancora una volta in rimonta. Determinanti le scelte di mister Sottil ma anche l’apporto dei nuovi arrivati con il mercato di gennaio, a dimostrazione che il ds Polito ha fatto un ottimo lavoro. Sugli scudi Dionisi

Non ci sono davvero parole per definire l’importanza della vittoria dell’Ascoli a Lecce. Mancava il “colpaccio” esterno a Sottil e ai suoi ragazzi, è arrivato in casa della formazione di Corini, una delle squadre indicate ad inizio campionato tra le favorite per la promozione diretta in serie A. Un’impresa che stava per sfumare proprio al 90°, quando Mancosu ha avuto dal dischetto l’opportunità per riportare i suoi in parità. Per fortuna, però, il capitano giallorosso si è lasciato ipnotizzare da Leali ed ha calciato altissimo e così i bianconeri hanno potuto portare a casa il preziosissimo successo. Che, al di là degli episodi che avrebbero potuto cambiare il risultato finale, complessivamente è meritato, per il gioco espresso per gran parte della gara, per il modo con il quale la formazione bianconera ha affrontato la partita, a viso aperto e senza alcun timore dell’avversario, per la personalità, il carattere e la determinazione mostrate, che ormai fanno parte del dna di questa squadra, ma anche per la qualità messa in mostra nel corso di tutti i 90 minuti.

Al di là di qualche errore di troppo dei due reparti arretrati, la partita è stata bella e avvincente, con tante occasioni da una parte e dall’altra. L’Ascoli l’ha iniziata con il piglio giusto, rendendosi subito pericoloso con Sabiri ma poi ha subito il gol giallorosso, complice una disattenzione della difesa (errore di Quaranta, D’Orazio in ritardo nella chiusura). I bianconeri hanno rischiato di subire l’immediato raddoppio su un clamoroso errore di Leali nel rinvio, che ha messo sui piedi di Coda la palla per il facile 2-0, con il capocannoniere del campionato che ha incredibilmente mandato a lato. Scampato il pericolo, l’Ascoli si è rifatto sotto ed ha trovato il pareggio con Dionisi, servito alla perfezione da Sabiri, dopo un errore a centrocampo di Stepinski. Chiuso il primo tempo in crescendo, con anche un paio di potenziali opportunità che potevano essere sfruttate meglio, i bianconeri ad inizio ripresa hanno decisamente preso in mano la partita, mettendo in grande difficoltà il Lecce.

Dopo una doppia clamorosa occasione di Bidaoui (miracolo di Rafael) e Sabiri (salvataggio di un difensore quasi sulla linea), è arrivato il raddoppio ancora con Dionisi, lesto a depositare in rete una respinta di Rafael su conclusione di Saric, al termine di una bellissima azione in velocità. Il Lecce ha reagito con veemenza e ancora Coda poco dopo si è divorato il gol del pareggio, calciando alle stelle una sorta di rigore in movimento, non sfruttando una “dormita” della difesa bianconera. I padroni di casa hanno continuato a spingere ma l’Ascoli ha replicato colpo su colpo e solo un miracoloso recupero di Lucioni sulla linea di porta ha evitato il 3-1 (sul tocco a scavalcare il portiere di Sabiri), poi è stato il nuovo entrato Parigini, con una travolgente discesa sulla fascia sinistra, a mandare in tilt la difesa giallorossa che ha sfiorato il clamoroso autogol.

Nel finale, dopo un grande intervento di Leali su colpo di testa di Nikolov, il rigore sbagliato da Mancosu che ha messo fine alla vera e propria girandola di emozioni. Che, è indiscutibile, avrebbe potuto produrre anche un altro risultato, da una vittoria più larga dell’Ascoli al pareggio ma anche un successo dei padroni di casa (se Coda avesse realizzato il 2-0 la partita si sarebbe messa in salita). Alla fine, però, ha vinto la squadra che lo meritava di più, che indiscutibilmente ha espresso il calcio migliore, che ha dimostrato di essere quanto meno allo stesso livello di una delle formazioni più accreditate del campionato.

Un dato di fatto che per certi versi è a dir poco sorprendente, appena un mese e mezzo fa c’era il fondato sospetto che l’Ascoli non fosse neppure all’altezza del campionato di serie B, che fosse inevitabilmente destinato alla retrocessione. Una trasformazione  clamorosa, merito soprattutto di Sottil ma anche di Polito. Magari saremo un po’ condizionati dall’euforia per il “colpaccio” a Lecce, ma davvero l’allenatore bianconero sta andando oltre ogni più rosea aspettativa. Ha preso quella che era ormai una parvenza di squadra, sfilacciata, disunita e quasi rassegnata e l’ha resuscitata, trasformandola innanzitutto dal punto di vista del carattere e della determinazione. Da molle e arrendevole l’Ascoli si è trasformata in una squadra tenace, che non molla mai.

Quello colto a Lecce è il terzo successo in rimonta ottenuto da Sottil, il secondo consecutivo dopo quello con il Brescia. Quando è approdato in bianconero al tecnico piemontese era stato chiesto di tenere l’Ascoli a galla, di non farlo precipitare in vista del mercato di gennaio che avrebbe dovuto rinforzare concretamente la squadra. Missione ampiamente compiuta, nonostante il calendario non era certo dalla sua parte, con i bianconeri che dovevano affrontare le prime della classe. Naturalmente sarebbe fuorviante e riduttivo evidenziare solo la crescita caratteriale della squadra, Sottil anche tatticamente praticamente non ha sbagliato nulla.

Anche a Lecce ha sorpreso tutti con lo schieramento iniziale, lasciando fuori Kragl e Bajic, con D’Orazio esterno difensivo a sinistra e Bidaoui seconda punta, libero di svariare e di partire soprattutto dalla fascia sinistra (quella difensivamente presidiata da Maggio). Un piccolo capolavoro, perché D’Orazio, pur non essendo sempre preciso nei passaggi e nei cross, ha spinto con continuità su quella fascia, mentre Bidaoui ha costretto Maggio a rimanere sulla difensiva, mettendolo spesso in grande difficoltà in velocità e nell’uno contro uno.

Tra i tanti meriti che bisogna riconoscere a Sottil c’è anche quello di aver recuperato due giocatori che erano ai margini e che si stanno rivelando fondamentali per questa squadra. Parliamo in particolare di Quaranta che anche a Lecce, pur avendo commesso l’errore in occasione del gol giallorosso, ha confermato il suo valore, non lasciandosi abbattere dall’errore stesso e, tra l’altro, rendendosi protagonista nel finale di un recupero su Rodriguez che vale quasi come un gol. Ma anche di Eramo che, dopo il fondamentale gol del pareggio contro il Brescia, a Lecce si è reso protagonista di un’altra bella prestazione.

In pratica i due possono essere considerati come dei nuovi acquisti, fondamentali per rinforzare la squadra. Che vanno ad aggiungersi a quelli messi a segno dal ds Polito che hanno completamente trasformato e rivoluzionato l’Ascoli. L’undici che è sceso in campo a Lecce, con gli annessi 5 cambi, non è neppure lontano parente della squadra che si è presentata al via in campionato. C’erano in campo 4 nuovi arrivati, oltre a Quaranta ed Eramo a settembre ai margini della squadra, e arrivano tutti dal mercato di gennaio i 5 che poi nel secondo tempo sono subentrati. E, con tutte le precauzioni del caso, tutti hanno dimostrato il loro valore.

Di D’Orazio e Bidaoui abbiamo già parlato, Danzi, anche se in un ruolo non proprio congeniale per lui, ha ampiamente fatto la sua parte recuperando numerosi palloni (compreso quello che poi è stato trasformato nel gol vittoria). Poi c’è Dionisi, l’arma in più di questa squadra, un vero leader, fondamentale per l’attacco bianconero al di là dei 2 gol realizzati (che non sono certo un particolare irrilevante). Buone indicazioni anche da chi è entrato a partita in corso, in particolare ha stupito, per la giovane età, la personalità mostrata subito da Caligara e Mosti, mentre le qualità di Parigini non sono certo una novità.

Una menzione particolare merita a nostro avviso Simeri che magari non sarà un bomber in grado di realizzare caterve di gol, ma il cui apporto in certi momenti della partita può essere fondamentale (senza dimenticare l’assist che ha mandato in porta Sabiri). In generale quello che è apparso evidente nella partita di Lecce è che ora questa squadra ha tantissima qualità, soprattutto da centrocampo in su. Dionisi in queste condizioni e con questa determinazione è ancora un lusso per la serie B, Bidaoui e Parigini hanno il pregio, non di poco conto, di essere in grado di saltare l’uomo e, quindi, di creare sempre qualcosa, mentre Mosti ha dimostrato, nei pochi minuti in cui è stato in campo, di avere personalità e tecnica.

Poi c’è Sabiri, a Lecce autore di una prestazione maiuscola, sempre nel vivo del gioco e protagonista di alcune giocate importanti (come l’assist per l’1-1). Senza dimenticare Saric, senza esagerare uno dei migliori centrocampisti della cadetteria, a Lecce bravissimo anche quando, nel finale di gara, Sottil l’ha schierato in mezzo al campo, davanti alla difesa. Per altro è anche opportuno ricordare che nella partita di venerdì sera l’allenatore bianconero si è potuto permettere il lusso di lasciare per 90 minuti in panchina giocatori del calibro di Bajic (il miglior realizzatore dell’Ascoli) e di Kragl. E, guardando come si è espressa la squadra, praticamente quasi nessuno se ne è accorto.

Qualità e profondità della rosa che sono fondamentali, visto che da qui alla fine di febbraio l’Ascoli è atteso da 4 sfide in 20 giorni, a partire dal turno infrasettimanale di martedì 9 febbraio al Del Duca con il Frosinone. Poi, in sequenza, la trasferta a Reggio Emilia (un fondamentale scontro diretto), la Salernitana in casa e la trasferta a Pordenone. Non si può certo abbassare la guardia, bisogna continuare a spingere sull’acceleratore anche perché la classifica migliora ma resta poco rassicurante (i bianconeri sono ancora terz’ultimi, ad un punto dalla zona playout e 2 dalla salvezza) e le squadre in fondo alla classifica continuano a fare punti.

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