Le scelte di Sottil e i rinforzi del mercato, l’Ascoli sulla strada giusta


La meritata vittoria nel recupero sul Brescia permette ai bianconeri di abbandonare l’ultimo posto e portarsi ad 1 punto dai playout e 3 dalla salvezza. Decisive, per la rimonta vincente, le mosse nella ripresa di Sottil e il contributo di alcuni dei nuovi arrivati

E’ iniziato come meglio non poteva il girone di ritorno dell’Ascoli. Serviva assolutamente una vittoria nella partita con il Brescia e il successo è arrivato. E, per come è stato ottenuto, probabilmente vale più dei 3 punti che ha aggiunto alla classifica. Perché vincere trovando il gol decisivo nel recupero, dopo essere stati in svantaggio e aver rischiato di trovarsi sotto di due gol, indiscutibilmente vale doppio. Era già accaduto contro la Reggina ma, a differenza di quella partita (nella quale l’Ascoli aveva vinto solo con il cuore, dopo che gli avversari a lungo avevano dominato), questa volta la vittoria è più che meritata. E’ stata una partita molto intensa, per gran parte condotta dalla formazione di Sottil che, però, dopo il gol del vantaggio bresciano ha rischiato di deragliare.

Eppure i bianconeri erano partiti molto bene, dando la sensazione di poter dominare il Brescia e trovando con una certa facilità gli spazi nella metà campa lombarda. Al punto che nel solo nel primo quarto d’ora l’Ascoli aveva costruito due buone occasioni (il tiro di Dionisi deviato da Joronen, la doppia opportunità ancora per Dionisi e Saric) e si era procurato due pericolose punizioni dai 20 metri, calciate non benissimo da Sabiri. Poi, all’improvviso, l’errore di Brosco e la punizione dal limite che Jagiello ha trasformato nel gol del vantaggio.

I bianconeri hanno accusato il colpo e per una ventina di minuti hanno rischiato grosso, con il Brescia che ha preso coraggio ed è diventato aggressivo, trovando spazio con imbarazzante facilità sulla fascia destra (la sinistra difensiva dell’Ascoli), con Kragl in grande difficoltà. In quella fase la formazione di Dionigi ha costruito tre occasioni per raddoppiare ma un salvataggio di Brosco a due passi dalla linea e un intervento di Leali e l’errore di mira di Martella hanno evitato lo 0-2 che non avrebbe certo chiuso la gara, ma sicuramente avrebbe complicato notevolmente i piani. Che nell’ultima parte del primo tempo hanno dato qualche segnale di ripresa, se non altro non concedendo più spazi e occasioni ai lombardi.

Nell’intervallo Sottil ha giustamente lasciato negli spogliatoi Sabiri e Kragl, inserendo D’Orazio e Bidaoui, che rispetto allo stesso Sabiri partiva soprattutto da sinistra. Pur continuando a sbagliare qualche passaggio di troppo, sin dai primi minuti della ripresa i bianconeri hanno preso possesso della partita. E’ cresciuto moltissimo il centrocampo (sottotono nel primo tempo), Saric è entrato in partita ed Eramo più nel vivo del gioco. Con il Brescia che ha praticamente quasi rinunciato ad ogni velleità offensiva, preoccupato solo di contenere l’offensiva non lucidissima ma incessante dei padroni di casa, l’Ascoli ha faticato a trovare gli spazi per far male, anche se prima Eramo, poi Bidaoui hanno avuto sui piedi la palla dell’1-1.

Subito dopo l’ingresso anche di Danzi (al posto di Buchel) proprio da una percussione sulla destra di Saric, rifinita da Pucino, i bianconeri hanno trovato il pareggio con Eramo. Ed hanno avuto il merito di insistere, di continuare a spingere per andare a cercare la vittoria. Per la verità non sono arrivate occasioni clamorose ma in più di una circostanza i bianconeri hanno creato le premesse per rendersi pericolosi, sbagliando sempre nel momento della rifinitura decisiva. Alla fine, quando sembrava dover arrivare il secondo pareggio consecutivo casalingo, la punizione di Dionisi e il gol di Brosco che ha regalato la meritata vittoria. Un successo lascia anche tante sensazioni positive e diversi motivi per guardare al proseguo del campionato con fiducia.

A partire dal fatto che questo Ascoli è davvero diventato una squadra tosta, che non si abbatte e non molla, che può anche avere momenti difficili nel corso dei 90 minuti ma non esce mai dalla partita, che lotta senza sosta e cerca con determinazione la vittoria fino alla fine. Non è, quindi, casuale che 2 delle 3 vittorie ottenute da Sottil siano arrivate recuperando lo svantaggio iniziale e trovando il gol decisivo negli istanti finali. L’altro aspetto che rincuora è che sembra davvero che i rinforzi di gennaio, almeno alcuni di loro, siano in grado di dare un importante contributo alla causa.

Era molto atteso Dionisi che non ha segnato all’esordio in bianconero ma ha disputato una prestazione importante e ha fatto vedere quanto può aiutare in fase offensiva. E’ stato più volte pericoloso, dopo un calo a cavallo dei due tempi nella seconda parte della ripresa è tornato protagonista e non è un caso che il gol vittoria sia arrivato da una punizione dal limite che lo stesso Dionisi si è guadagnato. Segnali incoraggianti sono arrivati anche da Bidaoui, entrato ad inizio ripresa al posto di uno spento Sabiri, che ha dato vivacità e ha spesso messo in difficoltà la difesa ospite sulla fascia sinistra. Peccato che non ha coronato la buona prestazione con il gol, tirando addosso al portiere lombardo il perfetto assist di Bajic.

Buone indicazioni anche da Danzi che, poco prima della metà della ripresa, ha sostituito un non brillante Buchel. Sufficiente anche la prestazione di D’Orazio che ha sbagliato qualche passaggio di troppo, soprattutto nei primi minuti della ripresa, ma sicuramente ha “blindato” la fascia sinistra difensiva dove, nella seconda metà del primo tempo, il Brescia aveva sfondato in continuazione con troppa facilità, approfittando dell’evidente difficoltà di Kragl.

Va, poi, sottolineato che ancora una volta Sottil ha dimostrato di saper leggere bene le partite, di essere in grado di saper cambiare qualcosa in corso per migliorare il rendimento della squadra. Con i cambi operati all’intervallo ha ridato compattezza e pericolosità ai bianconeri, arginando le folate del Brescia sulla fascia sinistra bianconera e trovando importanti spazi in fase offensiva proprio da quella parte, dove ha agito in prevalenza Bidaoui. Buoni frutti, sempre nel secondo tempo, ha dato la mossa di accentrare di più Eramo e spostare a destra Saric, non a caso il gol del pareggio è nato da un’iniziativa dell’ex Carpi sulla fascia destra, rifinita da Pucino che ha visto e servito l’inserimento al centro di Eramo.

Nonostante qualche sbandamento nella parte centrale del primo tempo, conferme positive sono arrivate anche dalla difesa. Quaranta ormai è una certezza, da qualche partita è molto cresciuto anche il rendimento difensivo di Pucino sulla fascia destra, mentre Brosco, nonostante l’errore che ha provocato la punizione e il gol del Brescia, ha confermato di essere il leader non solo della difesa. Si è ampiamente riscattato, prima salvando un gol che sembrava fatto e, soprattutto, trovando poi il preziosissimo gol del 2-1.

A completare un quadro finalmente un po’ più roseo c’è la classifica, con l’Ascoli che finalmente non è più ultimo, ad 1 punto dai playout e 3 dalla salvezza. Naturalmente è quasi superfluo sottolineare che bisogna subito mettersi alle spalle la preziosissima vittoria con il Brescia perché la strada è ancora lunga e ora è in arrivo un trittico di partite difficili ma molto importanti per il proseguo del campionato. Sabato prossimo l’Ascoli farà visita ad un Lecce che non è in un grandissimo momento di forma ma che ha una rosa da promozione e, soprattutto, ha la necessità di trovare i 3 punti per restare in corsa per la promozione diretta. Poi, nel turno infrasettimanale, ospiterà il Frosinone di Nesta, mentre il sabato successiva è in programma lo scontro diretto (in trasferta) contro la Reggiana.

Inutile dire che bisognerà dare continuità di risultati per risalire la classifica, così come è evidente che in queste ultime ore di mercato serve un ultimo sforzo da parte della società per completare la rosa con un centrocampista, assolutamente indispensabile. Con Buchel che verrà squalificato, al momento sabato prossimo a Lecce Sottil avrà a disposizione solo tre centrocampisti (Danzi, Saric e Eramo), senza alcun possibilità di scelta. Sarebbe un azzardo pericolosissimo, che rischierebbe di compromettere la rincorsa salvezza, lasciare immutata la situazione.

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