La “cura” Sottil resuscita l’Ascoli, dal mercato la spinta decisiva per la salvezza


Con il nuovo tecnico in panchina i bianconeri hanno conquistato 7 punti in 3 partite, compresa la vittoria in rimonta sulla Reggina dopo una gara soffertissima. Sottil ha ridato anima e determinazione al gruppo, ora servono i necessari rinforzi dal mercato di gennaio

Non poteva concludersi in modo migliore per l’Ascoli la prima fase di campionato. Sette punti in tre partite, sulla carta considerate quasi impossibili (soprattutto quelle con Spal e Empoli), con la gestione Sottil e la vittoria in rimonta contro la Reggina nella partita più difficile e giocata peggio con il nuovo allenatore in panchina. Un segnale forte ed importante che dimostra che la squadra c’è, che ha finalmente quello spirito e quella feroce determinazione necessarie per affrontare il campionato di serie B e che consentono appunto anche di fare risultato nelle giornate peggiori.

Le belle prestazioni, anche sul piano del gioco, contro Spal e Empoli avevano sollevato il morale e confermato che, pur con alcune evidenti lacune, l’Ascoli ha tutte le carte per disputare un campionato all’altezza. Per certi versi il modo di stare in campo e di giocare delle due avversarie, un calcio molto offensivo ma che lascia spazio alle ripartenze, aveva aiutato i bianconeri. Che, per altro, in entrambe le occasioni avevano avuto la bravura e la fortuna di trovare il vantaggio molto presto (ad Empoli dopo un paio di minuti), potendo così impostare la partita nel modo migliore possibile. Con la Reggina, invece, si è subito capito che la partita sarebbe stata ben più complicata. D’altra parte si sapeva che i calabresi erano in grande condizione e che con Baroni in panchina aveva cambiato passo.

Dopo la sconfitta all’esordio con il Cittadella avevano conquistato 7 punti nelle successive 3 partite, le ultime 2 vinte senza subire gol. La fisicità e il pressing asfissiante della formazione di Baroni hanno messo alle corde l’Ascoli, surclassato a centrocampo, messo in difficoltà in fase difensiva, soprattutto sulle fasce, e praticamente annullato dal punto di vista offensivo, con Sabiri ingabbiato e reso inoffensivo (ogni volta che prendeva palla si ritrovava 2-3 avversari addosso) e Chiricò nella sua versione peggiore (e nelle uniche 2-3 volte che si è trovato uno contro uno fermato con irrisoria facilità da Di Chiara).

In particolare i primi 20 minuti sono stati un’autentica sofferenza, con la Reggina che ha fatto subito la partita, trovando vita sin troppo facile sulle fasce laterali. Dopo un paio di occasioni sciupate e un grande intervento del solito Leali, quasi inevitabile è arrivato il gol di Liotti, provocato da una “dormita” generale della difesa bianconera, con l’aggiunta del grave errore commesso proprio da Tofanari (troppo morbido sull’attaccante calabrese).

L’Ascoli ci ha provato a reagire ma per tutto il primo tempo sembrava che non avesse le armi per poter impensierire i calabresi, anche perché i calabresi sono stati bravi a chiudere tutti gli spazi, mentre Gerbo e Cavion facevano a gara a chi sbagliava più passaggi (anche molto semplici) e Buchel giocava solo in orizzontale o addirittura all’indietro (anche perché non trovava mai compagni liberi per la verticalizzazione). La Reggina in questa fase ha avuto forse il torto di non affondare in maniera più decisa per cercare quel raddoppio che probabilmente avrebbe indirizzato in maniera definitiva la partita, anche se prima della fine del primo tempo Leali ha dovuto compiere un altro intervento decisivo per mantenere lo 0-1. L’unico merito dell’Ascoli è stato quello di continuare a lottare, di restare aggrappato alla partita nonostante le tante difficoltà.

Nell’intervallo Sottil ha provato a cambiare qualcosa, inserendo Kragl e Cangiano al posto di Tofanari e Gerbo, ma in avvio di ripresa le cose non sembravano essere cambiate di molto. A parte uno spunto individuale di Sabiri, i bianconeri hanno continuato a non riuscire ad imbastire un’azione degna di tal nome, con la Reggina che dava l’impressione di poter controllare senza alcun affanno, pronta a chiudere tutti gli spazi alle sterili offensive dei padroni di casa, anche se rispetto al primo tempo i calabresi ripartivano con minore convinzione.

A metà ripresa, poi, Sottil ha giocato la carta Pierini (al posto di Chiricò), inserendo poco dopo anche Tupta per un Sabiri ormai spento. I nuovi entrati un briciolo di vivacità in più l’hanno portata, anche con il supporto di Cangiano che ha iniziato a svariare su tutto il fronte offensivo, spesso sovrapponendosi a destra a Pierini. Nell’ultima fase di gara la formazione di Baroni è calata fisicamente, finalmente i bianconeri hanno iniziato a vincere qualche contrasto in più e ad arrivare in anticipo sui palloni vaganti e, pur senza creare particolari occasioni, hanno chiuso i calabresi nella propria metà campo. Kragl a sinistra, pur palesando una condizione fisica ancora non ottimale, ha iniziato a mettere qualche pallone interessante, mentre a destra Pucino, in grande difficoltà per tutto il primo tempo, è pian piano cresciuto, supportando con maggiore convinzione la spinta sulla fascia.

E proprio da quella parte, su una palla recuperata proprio da Pucino, sull’asse Pierini-Cangiano, è nata l’azione del gol del pareggio, siglata dal giovane di scuola Bologna con la “cordiale” collaborazione di Guarna. Mancavano meno di 10 minuti al termine e l’Ascoli ha avuto il grande merito di non accontentarsi, di capire che, con gli avversari ora in difficoltà, c’era la possibilità addirittura di conquistare un’incredibile vittoria. Un’ulteriore scossa l’ha data L’inserimento di un Eramo (al posto di Cavion) finalmente entrato in campo con il “fuoco dentro” e con la giusta aggressività. Sottil ha poi spostato Kragl 20 metri più avanti, schierando per quei pochi minuti la difesa a 3 e la mossa si è rivelata vincente. Proprio il tedesco, su una delle rare verticalizzazioni di Buchel, con una conclusione dai 20 metri (per altro di destro che non è il suo piede migliore) ha trovato il gol dell’incredibile successo.

Lasciamo volentieri ad altri la discussione, che si è accesa nel dopo partita soprattutto sulla sponda calabrese (squadra ma anche media), su quanto il successo dell’Ascoli possa essere considerato meritato. Ci limitiamo a ricordare che in occasione di partite perse in maniera beffarda dai bianconeri (come a Pisa e a Vicenza) abbiamo sempre sostenuto che fortuna e sfortuna c’entrano poco. E naturalmente il discorso vale anche in questa circostanza. Senza guardare in casa calabrese, per quanto riguarda i bianconeri la tenacia con cui hanno continuato a lottare, pur in una giornata in cui nulla sembrava riuscire, la volontà con cui sono rimasti “attaccati” alla partita e la feroce determinazione con la quale, dopo il pareggio, sono andati alla ricerca della vittoria in qualche modo rendono comunque meritato il successo.

Non solo, va dato atto a Sottil di aver provato di tutto, di aver effettuato cambi anche coraggiosi (non era così facile sostituire Sabiri con i bianconeri ancora sotto), di aver mescolato le carte e di aver cambiato assetto alla squadra e ruoli a diversi giocatori, azzeccando nel finale anche l’ingresso di Eramo e, soprattutto, lo spostamento di Kragl più avanti. E a proposito di Sottil, al di là di determinati accorgimenti tattici, sicuramente importanti, ha il grande merito di aver ridato un’anima ma anche una feroce convinzione ad una squadra che sembrava allo sbando, praticamente rassegnata e incapace di lottare.

La partita vinta con la Reggina è la più palese dimostrazione della clamorosa trasformazione di questo gruppo, dell’incredibile crescita caratteriale che è dimostrata anche da come alcuni giocatori riescono a reagire e cambiare nel corso della partita la propria prestazione. Abbiamo accennato a Pucino, ma contro la Reggina emblematico è stato il comportamento di Quaranta, in grande difficoltà nel primo tempo ma cresciuto e sempre più aggressivo nella ripresa. L’altro grande merito di Sottil è quello di aver recuperato giocatori che sembravano spenti e che invece potrebbero essere utili alla causa.

A parte il caso Quaranta, parliamo in particolare di Pierini, Gerbo, Eramo e in qualche modo anche Pucino. Naturalmente, però, i 7 punti conquistati e l’euforia per la vittoria insperata contro la Reggina non devono ingannare, soprattutto non devono far pensare che non ci sia bisogno di un concreto intervento sul mercato. Anzi, proprio la partita con la Reggina ha confermato quanto i bianconeri abbiano bisogno di determinati innesti.

A partire dagli esterni difensivi, passando per l’attacco dove c’è assoluto bisogno di un’alternativa a Bajic (o comunque di un vero attaccante che in alcune occasioni possa affiancare il giocatore bosniaco). Una riflessione, poi, bisognerà anche farla sui centrali difensivi. Perché è sicuramente positiva la crescita di Quaranta, ma è impensabile disputare tutto il proseguo del campionato senza valide alternative alla coppia attualmente titolare. E, per quello che si è visto fino ad ora, ci sono seri dubbi sul fatto che possano esserlo Avlonitis e Spendlhofer.

E’ fondamentale che la società questa volta non sbagli mercato e che metta a segno i colpi giusti (ovviamente sfoltendo al contempo la rosa). Perché il grande impatto avuto da Sottil ha ridato fiato alle speranze dei bianconeri ma, nonostante i 7 punti, addirittura ora l’Ascoli è retrocesso all’ultimo posto, anche se di fatto è in gruppo con altre 6-7 squadre (e la salvezza diretta è a 3 punti). La speranza è che già al ritorno in campo (il 16 gennaio a Cittadella) Sottil possa avere a disposizione qualche rinforzo per proseguire la rincora e la rimonta iniziate in quest’ultima fase, proprio nel momento in cui la situazione sembrava dovesse precipitare. Un primo piccolo “miracolo” che la società non può vanificare.

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.