Segnali incoraggianti per l’Ascoli, preoccupa la difesa “colabrodo”


A Cremona è arrivato il primo punto della gestione Rossi, al termine di una partita pirotecnica che lascia qualche rimpianto ma anche indicazioni incoraggianti, soprattutto per il reparto offensivo. Restano, invece, i problemi di una difesa troppo facilmente perforabile

Un punto, una buona dose di recriminazioni ma anche primi segnali incoraggianti. Non è propriamente esaltante per l’Ascoli, almeno sul piano dei punti e della conseguente situazione in classifica, il bilancio delle due partite della settimana. Alla vigilia delle due gare l’auspicio era di tornare dalle due trasferte con qualcosa in più dell’unico punto racimolato poi dai bianconeri. Pesa il disastroso finale di Pisa, una partita che i bianconeri nel secondo tempo (dopo un primo tempo brutto e noioso che sembrava confermare la crisi delle due squadre) stavano interpretando nel giusto modo e che sembravano avere in mano.

Poi i cambi, azzeccatissimi quelli del Pisa, purtroppo sbagliati quelli di Rossi (fuori Chiricò e Cangiano, tra i migliori, dentro i sempre più deludenti Pierini e Tupta), e i soliti “orrori” difensivi hanno ribaltato l’esito della partita, trasformando quella che poteva essere una fondamentale vittoria nell’ennesima bruciante sconfitta. E l’avvio di gara della successiva sfida con la Cremonese aveva fatto temere il peggio. Padroni di casa in vantaggio al primo vero affondo, grazie alla solita imbarazzante serie di errori difensivi (compresa la bruttissima palla persa al limite dell’area da Chiricò), con i bianconeri che sembravano già sul punto di arrendersi, al punto da lasciare agli avversari un paio di pericolosissime ripartenze in superiorità numerica, fortunatamente sciupate dalla formazione di Bisoli.

Poi, quasi all’improvviso, l’Ascoli ha iniziato a macinare gioco, ha preso completo possesso della partita e della metà campo avversaria e probabilmente ha giocato i 20 minuti migliori di questa prima parte di campionato. Brillanti e concreti, i bianconeri hanno sciorinato in quella fase un calcio molto piacevole e, soprattutto, molto produttivo, mettendo alle strette gli avversari. Dopo averlo sfiorato con un’azione travolgente, hanno trovato il pareggio con un perfetto colpo di testa di Bajic, su perfetto assist di un finalmente convincente Cavion.

Non paga la formazione di Rossi ha continuato a spingere, sfiorando l’immediato 1-2 (anche se, nell’unica occasione in cui è riuscita ad uscire fuori dalla propria metà campo, anche la Cremonese ha sfiorato il nuovo vantaggio) e, poco dopo, trovandolo ancora con il centravanti bosniaco, lesto a riprendere la respinta del palo su una bella conclusione di Sini. Con i padroni di casa visibilmente in difficoltà, l’Ascoli poco dopo ha avuto l’opportunità di mettere una seria ipoteca sulla partita ma Bajic ha calciato nel modo peggiore il calcio di rigore che avrebbe potuto dare il 3-1. Puntuale, prima della fine del tempo, è arrivata poi la beffa, con il pareggio di Deli che nella ripresa ha riportato avanti i suoi.

Sembrava la fine, invece i bianconeri hanno reagito con decisione, raggiungendo quasi immediatamente il nuovo pareggio, ancora con Bajic (su splendido assist di Chiricò). Nella parte finale della gara, pur costruendo un paio di buone opportunità, i bianconeri hanno sofferto, rischiando in almeno due occasioni (in una delle quali è stato ancora bravissimo Leali) di subire il gol del 4-3. Alla fine è arrivato un pareggio che, oltre ad essere il primo punto conquistato da Rossi in 3 gare, non cambia certamente in meglio la classifica (l’Ascoli è penultimo, un punto in più dell’Entella e a 4 punti dalla zona salvezza) ma può rappresentare un punto di partenza per la formazione bianconera.

Anche in considerazione del fatto che la squadra ammirata nel secondo tempo a Pisa (a parte i 15 minuti finali) e per tutta la partita con la Cremonese non è neppure lontana parente di quella desolante e confusa vista contro il Pescara. E, soprattutto, ha finalmente mostrato di avere le potenzialità per crescere e per cercare di scalare la classifica. Pur tenendo presente dei limiti difensivi delle due avversarie incontrate (il Pisa è la peggior difesa della serie B, la Cremonese nelle ultime gare ha sempre subito diversi gol), la sensazione è che Rossi abbia trovato l’assetto giusto in fase offensiva, con Cangiano in grande crescita, Chiricò finalmente più incisivo e, in particolare, un Bajic inatteso goleador (4 gol in 2 partite).

L’attaccante bosniaco nelle prime partite aveva sempre dimostrato impegno e abnegazione ma gli veniva chiesto di giocare per la squadra, di arretrare  fin quasi a centrocampo per prendere e tenere palla e aprire spazi nei quali, però, ad eccezione di Sabiri (in qualche circostanza…), nessun altro giocatore bianconero di inseriva concretamente. Dopo il gol realizzato con la Reggiana, Bajic nelle successive partite praticamente Bajic non aveva più avuto neppure l’opportunità di concludere verso la porta.

Nella partita con il Pescara (la prima con Rossi in panchina), ad esempio, il centravanti bosniaco era stato tra i più volitivi dei suoi ma in 90 minuti non aveva ricevuto un pallone nei pressi dell’area, impegnato in un lavoro oscuro non sfruttato da nessuno. Va detto che in quella occasione Delio Rossi, da pochi giorni in bianconero, aveva schierato l’Ascoli con un 4-4-1-1, con Sabiri da trequartista e Pierini e Gerbo sulle fasce, che in fase offensiva non aveva prodotto nulla. A partire dalla partita di Pisa il nuovo tecnico è passato al 4-3-3, con Cangiano e Chiricò sugli esterni e con Bajic a cui non viene più chiesto di svolgere un certo tipo di lavoro per la squadra ma viene lasciato giostrare più avanti.

Una mossa che ha dato i suoi frutti, grazie anche alla crescita del rendimento di Cangiano e di Chiricò. Che se riuscisse a togliersi quel vizio di voler toccare sempre una volta in più la palla e di tentare sempre un dribbling di troppo, sia quando deve effettuare il passaggio che quando deve concludere, potrebbe diventare devastante. Si è visto a Pisa, quando dalla sua conclusione respinta è nato poi il gol di Bajic, si è ripetuto a Cremona con lo splendido assist di prima intenzione per il 3-3, siglato ancora dal bosniaco. Con la tecnica, la velocità e il sinistro che ha, un Chiricò un tantino più concreto potrebbe davvero rappresentare l’arma in più per i bianconeri e costituire con Bajic (e con il supporto di un Cangiano in costante crescita) una coppia offensiva di ottimo livello.

Per altro è giusto sottolineare che il netto miglioramento della fase offensiva dell’Ascoli è dovuto anche alla crescita del rendimento del centrocampo bianconero, almeno in fase di costruzione. Fondamentale in quest’ottica il ritorno ad uno schieramento a 3, con Buchel davanti alla difesa (non benissimo a Pisa, decisamente più convincente a Cremona) e Saric e Cavion ai suoi lati. E se l’ex Carpi è sempre più continuo e tra i più convincenti da inizio stagione (solo con il Pescara non si è espresso ai suoi livelli), a Cremona si è finalmente rivisto il Cavion dello scorso anno, al centro di quasi tutte le più importanti iniziative dei bianconeri.

Il problema è che se è tornato così convincente in fase di costruzione, stessa cosa non si può dire del centrocampo bianconero in fase di interdizione. In altre parole, il centrocampo bianconero aiuta molto poco, quasi per niente, un reparto difensivo che continua ad evidenziare imbarazzanti lacune. Come avevamo già ipotizzato la settimana scorsa, alla fine è proprio della difesa che bisogna maggiormente preoccuparsi e dal miglioramento della fase difensiva passano le possibilità dei bianconeri di tirarsi fuori al più presto dalla coda della classifica.

Anche a Cremona, nel contesto di una prestazione complessiva più che incoraggiante, la fase difensiva dei bianconeri è stata semplicemente disastrosa. Sarebbero sufficienti i tre gol subiti (e soprattutto il modo in cui sono stati subiti) a dimostrarlo. Ma, come già nelle precedenti partite, le reti sul groppone potevano tranquillamente essere molte di più, perché come al solito Leali è stato tra i migliori (e ha dovuto compiere almeno un paio di interventi decisivi, di cui uno proprio nel finale) e la Cremonese ha sbagliato almeno un altro paio di occasioni molto favorevoli. Molto più semplicemente ogni volta che i grigiorossi superavano la metà campo si aveva l’impressione che potessero arrivare al tiro con irrisoria facilità. Sicuramente, come detto, per lo scarsa propensione all’interdizione del centrocampo bianconero.

Ma anche e soprattutto per una difesa nella quale, a parte il solito generosissimo Brosco, gli altri componenti non sono sembrati all’altezza. A partire da Spendlhofer, un’autentica sciagura per la retroguardia bianconera (dopo l’imbarazzante “figuraccia” di Pisa ha gravi responsabilità in almeno 2 dei 3 gol subiti), passando per Corbo che, pur palesando buona volontà, è apparso in evidente difficoltà a destra. Non meno in difficoltà a sinistra Sini, positivo quando c’è da spingere ma con palesi limiti nella fase difensiva. Un problema al quale Rossi deve trovare al più presto soluzione perché non è certo pensabile di dover realizzare ogni volta 2-3 gol anche solo per conquistare un pareggio.

Al centro della difesa, insieme a Brosco, ci sarebbe la possibile soluzione Avlonitis, il greco che era naufragato come tutta la squadra con il Pescara, ma che è difficile pensare che possa fare peggio del centrale austriaco. Più complicato trovare una soluzione sulle fasce perché a destra Pucino in fase difensiva se possibile è anche peggio, mentre a sinistra, nonostante i limiti evidenziati, Sini è comunque la migliore soluzione tra quelle viste fino ad ora. Dovrà ingegnarsi e trovare qualche soluzione l’allenatore bianconero e, possibilmente, anche piuttosto in fretta. Perché martedì si torna già in campo (al Del Duca contro il Cosenza) e, dopo i segnali incoraggianti di Cremona, ora serve necessariamente un risultato pieno.

Naturalmente non è certo l’ultima spiaggia, ma per rimettersi realmente in carreggiata servono necessariamente i 3 punti. Per poi, sulla spinta dell’entusiasmo, affrontare con lo spirito migliore la doppia difficile trasferta a Vicenza prima e a Monza poi.

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