Rossi non fa il miracolo, notte fonda per l’Ascoli


Troppo pochi 4 giorni per cambiare le cose, contro il Pescara ennesima prestazione indecorosa e la conferma che la rosa allestita dalla società non è adeguata per affrontare il campionato di serie B. E non solo per i limiti offensivi ma anche per una difesa davvero imbarazzante

Bisogna avere molta pazienza, perché non si poteva certo pensare che Delio Rossi potesse in 4 giorni cambiare le cose. Ma, al tempo stesso, è legittimo iniziare ad essere molto preoccupati. Perché la situazione dell’Ascoli sembra essere di molto peggiore di quanto si temeva, sia da un punto di vista tecnico che caratteriale. E il cambio dell’allenatore, che non è certo in discussione, potrebbe non essere sufficiente o, comunque, richiederà un pò di tempo per sortire (almeno si spera) qualche concreto effetto. In quest’ottica pesa ancora di più l’errore di non aver esonerato Bertotto dopo la partita con il Pordenone, sfruttando la sosta del campionato per le nazionali.

Soprattutto, però, di partita in partita si ha sempre più l’impressione che questa accozzaglia di giocatori (che non merita di essere chiamata squadra) è ancora più scarsa di quello che qualcuno immaginava (non tutti, una parte dei tifosi che ora protesta ad inizio stagione aveva duramente “attaccato” chiunque aveva osato sollevare dubbi), mal assortita e caratterialmente più che fragile. In altre parole, la sensazione è che questo gruppo così come è non è all’altezza di un campionato di serie B, non è in grado di garantire almeno la salvezza.

A maggior ragione ora sarà decisiva l’impronta dell’allenatore, di un tecnico come Rossi che deve trovare il modo di mettere la cosiddetta “pezza” a tutte le gravi ed evidenti carenze tecnico-strutturali che ha mostrato sin qui l’Ascoli, cercando di stimolare il gruppo a tirar fuori quel carattere che fin qui non si è visto ma che è assolutamente necessario per non naufragare. E’ fondamentale in questa fase cercare comunque di fare punti e di restare, in classifica, nel gruppo, sperando poi che nel mercato di gennaio la società abbia la reale volontà di rinforzare la squadra, comprando non a caso (come ha fatto questa estate ma come aveva fatto anche nel gennaio scorso) ma scegliendo solo quei giocatori che servono realmente a colmare almeno alcune delle evidenti lacune dell’Ascoli.

Ci rendiamo conto che potrebbe sembrare eccessiva una simile analisi, magari sarà anche un po’ condizionata dall’orribile prestazione, peggiore persino dei primi inguardabili 70 minuti contro l’Entella nei quali si credeva di aver toccato il fondo (poi almeno nei 20 finali, in 9, era uscito fuori un pizzico di orgoglio). Ma se nelle ultime 4 partite, a parte quei 20 minuti e parte del primo tempo di Venezia, l’indecente copione è sempre lo stesso. Se il cambio dell’allenatore non sortisce alcun effetto neppure dal punto di vista motivazionale e caratteriale. Se, contro la squadra ultima in classifica e con una difesa “colabrodo” (19 gol subiti in 9 partite, neppure una gara con la porta inviolata fino a venerdì sera), non si riesce a costruire neppure lo “straccio” di una vera occasione gol (in quasi 100 minuti 2 tiri da fuori area, di Sini e di Cangiano, questa la produzione offensiva dei bianconeri), allora è difficile non pensare che questa rosa non è all’altezza del campionato di serie B.

E, considerando che dei 32 giocatori che la compongono, ben 21 sono arrivati nel mercato estivo, è del tutto evidente di chi siano le responsabilità. Per altro sono due gli aspetti che maggiormente fanno riflettere e preoccupano della partita con il Pescara.

Il primo è che la prestazione contro gli abruzzesi è sembrata la continuazione del bruttissimo secondo tempo di Venezia. Stesso copione, stesso atteggiamento rassegnato e dimesso, stessa incapacità di provare persino a lottare e ribellarsi ad un destino che sembra scritto. Come se non fosse neppure avvenuto il cambio in panchina, i bianconeri sono scesi in campo contro il Pescara molli e senza mostrare almeno la necessaria rabbia che, invece, sin dai primi attimi di gioco hanno mostrato gli avversari. Emblematico il fatto che già nei primi 3 minuti di gioco Leali ha dovuto compiere due interventi decisivi.

L’altro aspetto, più strettamente tecnico, è che la partita di venerdì ha confermato che forse il problema più grave di squadra è nella fase difensiva, più ancora dell’inconsistenza dell’attacco. Che resta un limite non indifferente e di difficile soluzione per un reparto che, non solo non ha un vero attaccante in grado di assicurare un buon contributo di gol, ma che nel complesso non ha elementi di qualità.

Per quanto si è visto fino ad ora Baijc potrebbe anche essere utile, è buon gregario che lavora per la squadra ma dal quale non è lecito attendersi chissà quale contributo in fase realizzativa. Per il resto è meglio stendere un velo pietoso, a parte l’oggetto misterioso Vellios la folta schiera di attaccanti esterni, mezze punte e trequartisti è di scarsissima qualità e di ancora minore utilità. Qualcuno di loro magari crescerà e tra qualche tempo potrà rivelarsi utile alla squadra. Ma al momento non danno alcun affidamento e bisogna solo sperare in qualche sporadico guizzo. Purtroppo, però, la situazione in difesa rischia di essere addirittura peggiore.

Nelle ultime partite la retroguardia bianconera ha sempre subito tantissimo, lasciando agli avversari un numero impressionante di occasioni da gol. Che venga schierata a 3 o a 4, la musica non cambia, dietro si balla in maniera imbarazzante e bisogna solo ringraziare Leali e Sarr (che ha sostituito il primo in alcune partite) se non sono arrivate “batoste” di proporzioni imbarazzanti. E’ accaduto anche contro il Pescara, con, oltre i due gol subiti, due doppi incredibili miracoli di Leali, un altro paio di parate importanti del numero uno bianconero e almeno tre occasioni nelle quali gli abruzzesi, in superiorità numerica, hanno “sprecato”, sbagliando l’ultimo facile passaggio. In altre parole, se la partita fosse finita con 4-5 gol di scarto non ci sarebbe stato nulla da ridire.

Ma l’ennesima imbarazzante prestazione difensiva va ben al di là dei 2 gol subiti e delle occasioni lasciate. I due centrali, Avlonitis e Spendlhofer, visti all’opera con il Pescara sono apparsi semplicemente impresentabili, improponibili anche tra i dilettanti, al punto da far sembrare dei fenomeni i due attaccanti abruzzesi (Cetere e Galano), fino a venerdì 2 gol segnati. Il secondo gol del Pescara, viziato inizialmente da un fallo non fischiato, sarebbe imbarazzante anche in una partita tra “scapoli e ammogliati”, c’erano 6 giocatori bianconeri contro 2 del Pescara eppure il centravanti abruzzese ha potuto calciare indisturbato da dentro l’area, dopo una serie impressionante di orrori difensivi: Avlonitis che sbaglia l’anticipo a centrocampo, Spendlhofer che aspetta e non chiude mai, neppure sul prevedibilissimo passaggio filtrante al limite dell’area, Pucino che corre dietro e accompagna Ceter senza neppure provare a disturbarlo, Sini che dimentica di chiudere in diagonale, mantenendo la posizione larga per difendere contro nessuno.

Per altro proprio quest’ultimo, all’esordio in bianconero, è risultato il meno peggio, più per quanto fatto in fase di spinta che per la fase difensiva, e tra i laterali sinistri visti all’opera fino ad ora è quello che ha sfigurato meno (non che fosse particolarmente difficile, viste le prestazioni di Sarzi Puttini ma anche di Kragl). Semplicemente indecente, invece, la prestazione di Pucino i cui limiti difensivi sono ben noti. Ma contro il Pescara è andato oltre ogni più pessimistica immaginazione. Il fallo che ha provocato il rigore dello 0-1 è un’ingenuità mastodontica, neppure un “pivello” alle prime apparizioni interverrebbe con quella irruenza su un avversario che stava uscendo dall’area.

Il problema è che di alternative sugli esterni difensivi non ce ne sono, mentre al centro il rientro di Brosco potrebbe risultare utile, mentre Corbo, autore già di diversi svarioni, non può certo essere un’alternativa valida. Bisogna, poi, pensare che, al di là dei macroscopici errori individuali, le difficoltà difensive probabilmente dipendono anche da un centrocampo che, così come è stato schierato in queste ultime partite, non garantisce una sufficiente copertura.

D’altra parte la coppia schierata in mezzo al campo contro il Pescara, Saric-Cavion, non ha certo nell’interdizione e nella copertura le qualità migliori. In realtà contro gli abruzzesi non hanno brillato e hanno deluso anche in fase di impostazione, ma non ci sono dubbi che sono i migliori centrocampisti a disposizione dei bianconeri. Potrebbe essere utile, per dare una mano alla difesa, schierare un centrocampo un po’ più solido e attento in copertura, il problema è che nella folta schiera in rosa di centrocampisti con caratteristiche simili non ce ne sono, forse il solo Buchel e, in parte, Gerbo.

Non sarà per nulla facile per Rossi venirne a capo e, per giunta, l’allenatore bianconero non ha molto tempo a disposizione perché ora sono in arrivo 3 partite in 8 giorni (recupero a Pisa martedì 8, sabato a Cremona e poi martedì 15 al Del Duca con il Cosenza nel turno infrasettimanale). E’ indispensabile fare punti, a prescindere dalla prestazione, per non sprofondare, per non perdere contatto con il resto del gruppo e arrivare al mercato di gennaio con una situazione non troppo compromessa.

Ora spetta a Delio Rossi evitare il peggio. Poi dovrà essere la società per una volta a fare un mercato serio ed efficace, senza comprare a caso  e senza alcun criterio.

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