La domenica del villaggio


La “geniale” ricetta di Acquaroli per far diminuire il numero dei contagi, la “figuraccia” solidale del consigliere regionale Antonini, l’infettivologo Bassetti come il Cimabue del vecchio “Carosello”, Giletti incalza Salvini chiedendogli… con chi passerà il Natale

Settimana molto frizzante e piena di spunti, in particolare nella nostra regione. Con grande e indiscusso protagonista il nuovo governatore Acquaroli con la sua “geniale” ricetta per far diminuire il numero dei nuovi contagi e la pessima opinione nei confronti dei marchigiani. In suo supporto il consigliere regionale Antonini che, probabilmente come forma estrema di solidarietà, si è a sua volta esposto ad una clamorosa “figuraccia”. Sempre in tema di covid, il direttore di Radio Maria e l’ex procuratore Ingroia scagionano la Cina, mentre l’infettivologo Bassetti veste i panni del novello Cimabue, quello che “fa una cosa e ne sbaglia due”.

Grandi protagonisti della settimana anche giornali e giornalisti italiani, con Giletti che non fa sconti a Salvini, mentre “Libero” e Porro non riescono a rassegnarsi alla sconfitta di Trump Tutto questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”.

La “geniale” ricetta di Acquaroli per far diminuire il numero dei nuovi contagi. Acquaroli l’aveva detto già venerdì scorso: “da lunedì 16 novembre il numero giornaliero dei nuovi positivi inizierà a scendere”. Ed in effetti così è stato. A parte il tradizionale calo del lunedì (per i pochi tamponi effettuati), martedì 17 novembre il Gores ha annunciato che i nuovi positivi erano 357, un numero non bassissimo ma, considerando che nella settimana precedente si viaggiava ad una media di circa 700 nuovi contagi al giorno, la diminuzione è evidente. Confermata anche il giorno successivo, mercoledì 18 novembre, pur se con numeri un po’ più alti (479 nuovi contagiati). Doti divinatorio o conoscenza approfondita della situazione della regione?

Nessuna delle due, molto semplicemente la previsione di Acquaroli è risultata azzeccata per il semplice fatto che, non si capisce per chissà quale motivo, martedì e mercoledì si è praticamente dimezzato il numero dei tamponi effettuati (1200-1700 rispetto ai 2500-3000) della settimana scorsa. Non a caso giovedì 19 novembre, che sono stati effettuati 2313 tamponi, il numero dei nuovi contagiati è tornato quasi ai livelli della settimana precedente (667). Certo, però, ora sappiamo che, con Acquaroli presidente, non sarà poi così difficile arrivare a zero nuovi contagi. Sarà sufficiente ridurre ulteriormente, fino a non farli più per niente, il numero dei tamponi…

La paradossale ordinanza e la pessima opinione che Acquaroli ha dei marchigiani. Giovedì 19 novembre, a lungo annunciata e attesa, è arrivata l’ordinanza del presidente Acquaroli. Che, secondo quanto raccontato dal presidente della Regione, guarda il caso era pronta proprio mentre l’Iss decideva il passaggio delle Marche da giallo ad arancione (cioè venerdì 13 novembre). Da allora sono passati altri 6 giorni che, secondo il comunicato stampa della Regione, sono serviti al governatore marchigiano per confrontarsi con prefetti, Aree Vaste, organizzazioni sindacali sindaci (anche se molti di quelli citati non se ne sono accorti di aver avuto questo confronto…) per decidere quali misure inserire nell’ordinanza stessa.

Un lungo confronto, almeno a detta di Acquaroli, dal quale è scaturita un’ordinanza surreale, nella quale in pratica si impone ai marchigiani di rispettare le norme già stabilite dal governo. Evidentemente il presidente della Regione non deve avere una grande opinione dei marchigiani, li riterrà un po’ limitati (e, visto chi hanno scelto come presidente, forse non ha tutti i torti…)

La previsione di Antonini e gli scongiuri dei marchigiani. La critica non ha risparmiato il presidente Acquaroli, divenuto oggetto dello scherno più feroci di molti (in particolare sui social) dopo la surreale ordinanza di giovedì 19 novembre. In suo soccorso, però, è arrivato il consigliere regionale della Lega Andrea Maria Antonini che, prima di ogni altra cosa, per aiutare il presidente della Regione si è lanciato in un’azzardata previsione.

Partiamo dalla fine, con una buona notizia: dobbiamo resistere fino al 3 dicembre. Dopodichè si tornerà zona gialla” ha scritto Antonini su facebook venerdì 20 novembre. Detto, fatto. Passano solo poche ore e già sabato mattina (21 novembre) i primi dati che arrivano dal Gores (quelli relativi ai nuovi contagiati) non sono certo dei migliori, con il rapporto tamponi effettuati/nuovi positivi poco sotto il 29% per le Marche, praticamente il doppio della media nazionale. Nel primo pomeriggio, poi, sul web iniziano sono iniziate a circolare le prime voci che ipotizzano a breve un passaggio delle Marche addirittura nella cosiddetta “zona rossa”. Nel tardo pomeriggio, poi, i dati sulle terapie intensive che nella nostra regione, dopo giorni di stallo, fanno segnare un aumento di ben 5 unità (con un aumento complessivo in tutto il paese di 10 unità). Non ce ne voglia l’ex assessore alla cultura del Comune di Ascoli, ma i marchigiani sono autorizzati a fare tutti gli scongiuri del caso di fronte alla sua previsione…

La “figuraccia” solidale del consigliere regionale Antonini. Profezia a parte, nel suo intervento su facebook il consigliere regionale Andrea Maria Antonini ha cercato di dare una mano ad Acquaroli, inevitabilmente oggetto di scherno dopo le sue ultime imbarazzanti “uscite” e l’ancor più imbarazzante ordinanza. Peccato, però, che lo ha fatto ripetendo in parte le stesse improbabili giustificazioni del presidente. “La zona arancione – scrive Antonini – ci è stata data (forse un po’ troppo frettolosamente dal Ministro Speranza ) perché il nostro Rt , ovvero l’indice di contagio, era leggerissimamente più alto del massimo seppur Acquaroli abbia sempre affermato giustamente che erano dati superati, vecchi”. In effetti è vero che i dati utilizzati dall’Iss per darci la zona arancione erano riferiti alla settimana precedente (2-8 novembre).

Ma in realtà è stata una fortuna, perché quelli della settimana in cui l’Iss ha deciso (9-15 novembre) erano decisamente peggiori, con il rapporto tamponi effettuati/nuovi positivi schizzato dal 29,6% della settimana prima al 33,7% (senza contare la percentuale di occupazione delle terapie intensive, balzata sopra la soglia di allarme e il fatto che le Marche continuano ad essere la regione che effettua meno tamponi). In altre parole il consigliere regionale avrebbe fatto meglio a tacere. Però, chissà, magari Antonini ha volutamente fare una “figuraccia” per solidarietà con quella rimediata da Acquaroli…

Nascita del coronavirus, Ingroia e il direttore di “Radio Maria” scagionano la Cina. Con la seconda ondata che imperversa praticamente in tutte le regioni, in Italia si è riaccesa la discussione sull’origine del covid. Che, secondo tutti gli studi scientifici accreditati, è assolutamente naturale. Sono ancora tanti, però, a non esserne comunque convinti e a rilanciare tesi alternative, anche piuttosto bizzarre. Come, ad esempio, quella del direttore di Radio Maria don Livio Fanzaga secondo cui “questa epidemia è un progetto del demonio, un progetto criminale delle elite mondiali, con la probabile complicità di alcuni Stati, per instaurare una dittatura sanitaria, cibernetica e ridurci come zombie. Il mondo di Satana”. O come quella dell’ex procuratore Antonio Ingroia che sostiene che “la ‘ndrangheta probabilmente ha avuto un ruolo nella creazione del coronavirus. C’è qualcosa di oscuro all’origine di questa pandemia. Se fosse vero che non è stata casuale ma è stata determinata può darsi che qualche componente criminale abbia avuto un ruolo”. Non resta quindi che stabilire se sia stato il demonio o la ‘ndrangheta, magari una collaborazione. Quel che è certo che così viene definitivamente scagionata la Cina…

L’infettivologo Bassettti come il Cinabue del “Carosello”. Solo la scorsa settimana aveva ammesso che “forse aveva sbagliato le previsioni”. Pochi giorni dopo, però, l’infettivologo Matteo Bassetti ci è ricascato. Intervistato dalla giornalista Annalisa Chirico ha testualmente dichiarato.: “I politici hanno parlato troppo e hanno detto cose inesatte. Come quando si dice che la colpa del ritorno del virus è stata l’estate, si dice una cosa inesatta perché nella realtà la ripresa del covid non è arrivata per colpa della movida e dei viaggi”. “In Italia – ha poi aggiunto Bassetti – abbiamo sbagliato a contare i morti, anche chi aveva un infarto è stato registrato come decesso da covid”.

Evitando, per decenza, di sottolineare chi, in realtà, parla davvero troppo e dice cose inesatte (altro che il bue che disse cornuto all’asino), bisogna davvero fare i complimenti a Bassetti perché non era per nulla facile riuscire a dire due colossali “baggianate” con un unico intervento. Proprio mentre l’infettivologo genovese parlava con la De Chirico, il rapporto annuale de “The European House Ambrosetti” (uno dei più accreditati e prestigiosi a livello internazionale) dimostrava esattamente il contrario, cioè che proprio i comportamenti sbagliati dell’estate (movida, assembramenti, no mascherina e viaggi all’estero) sono stati la principale causa del ritorno del covid. Quanto ai morti in effetti è vero che si è sbagliato a contarli, ma secondo la relazione e il monitoraggio dell’Iss e dell’Istat (confermato dal rapporto de “The European House Ambrosetti”) in difetto, nel senso che ci sarebbero (al momento) almeno altri 12-15 mila decessi non attribuiti al covid ma che sarebbero invece tali. In altre parole Bassetti è come un vecchio personaggio di “Carosello”, Cimabue, quello che “fa una cosa e ne sbaglia due

Giletti non fa sconti e incalza Salvini chiedendogli… con chi passerà il Natale! La lezione del giornalismo americano nel post elezioni presidenziali, con network televisivi e giornalisti che non si sono fatti scrupoli di smascherare le bugie di Trump, ha fatto discutere anche nel nostro paese. In tanti hanno sottolineato che servirebbero anche in Italia giornalisti con un simile coraggio. Forse anche perché spinto da queste discussioni, Massimo Giletti ha subito voluto dimostrare che anche lui, come i suoi colleghi americani, non è da meno. Così domenica scorsa quando per l’ennesima volta c’era Matteo Salvini ospite del suo programma (praticamente il leader della Lega è una presenza fissa).

Così, di fronte all’ex ministro che continuava a vaneggiare parlando ancora di idrossiclorochina e cose simili, Giletti con sprezzo del pericolo si è rivolto al leader della Lega, con una di quelle domande che manderebbero in crisi qualsiasi esponente politico. “Salvini – ha incalzato – ci dica con chi passerà il Natale”. Ce ne fossero di giornalisti così coraggiosi…

Porro dà i numeri, Libero pubblica fake: la disperazione dei fans italiani di Trump. Nonostante i “capricci” di Trump, negli Stati Uniti ormai nessuno ha più dubbi sul fatto che Biden abbia vinto le elezioni e sia il nuovo presidente americano (in realtà praticamente non ce ne sono mai stati). Chi, invece, non riesce a rassegnarsi è una parte della stampa italiana che, contro ogni evidenza, continua a rilanciare l’ipotesi che il risultato sia ancora in bilico. Libero, ad esempio, nel corso della settimana ha titolato: “Trump, i repubblicani sperano ancora”, con poi la notizia, a rafforzare questa ipotesi, che “la Cnn ha tolto l’Arizona dalla casella di Biden”, Peccato che, subito dopo, l’account Twitter internazionale dell’emittente Usa ha subito replicato (addirittura in italiano) sostenendo che quanto scrive Libero “è assolutamente falso, la Cnn non ha mai attribuito alcun vincitore presidenziale 2020 all’Arizona” (sottolineando però che ormai non c’erano più dubbi sul fatto che anche quello stato sarebbe stato assegnato al candidato democratico).

Ancora più deciso Nicola Porro che, sul proprio blog, giovedì 19 novembre ha pubblicato un articolo dal titolo significativo, “Perché il voto americano è ancora in bilico”, nel quale spiega che Biden ha 290 grandi elettori contro i 232 di Trump, con la Georgia ancora da assegnare. “Ove a Trump fossero assegnati i 16 elettori Grandi Elettori dello Stato con capitale Atlanta e fosse annullata dalla Corte Suprema l’assegnazione giuridicamente discutibile della Pennsylvania potrbbe arrivare ad un totale di 268 membri” si legge nell’articolo. Ora, al di là del fatto che, proprio in quelle ore, il riconteggio manuale ha confermato la vittoria di Biden in Georgia e che l’assegnazione della Pennsylvania non è in alcun modo in discussione, anche se per qualche improbabile miracolo avvenisse questo clamoroso ribaltamento, Biden avrebbe comunque i 270 grandi elettori necessari per diventare presidente degli Stati Uniti. Con buona pace di Porro e C…

Voce e tette, il binomio vincente di Roshelle. Rossella Discolo, in arte Roshelle, è una giovane rapper di 25 anni divenuta nota per la sua partecipazione ad “X Factor” ma anche per il modo spregiudicato con il quale mette in mostra il suo fisico decisamente avvenente. Un particolare che le ha attirato non poche critiche, alle quali, nei giorni scorsi, Roshelle ha risposto senza esitazioni. “Oltre ad avere una bella voce – ha affermato – penso di avere un bel corpo, mi piace usare entrambi nella maniera perfetta. Le tetto che ho a 25 anni non le avrò a 60, meglio usarle adesso

Tutti pazzi per Miriam Leone. Per quanto riguarda il gossip quella appena trascorsa è stata la settimana delle donne mature, quasi 50enni, che però continuano a far impazzire i propri fans. Ha iniziato, lunedì scorso, Alessia Marcuzzi, che pochi giorni prima aveva festeggiato i 48 anni, con la pubblicazione di un paio di foto molto sensuali che evidenziano un fisico ancora in grande forma. Si è spinta oltre la 49enne Justine Mattera che su Instagram ha pubblicato una foto molto provocante, senza veli, accompagnata da un post ancora più provocatorio: “Cosa vorreste fare prima?”. Ancora una volta, però, spetta a Miriam Leone la scettro di topic trending con un paio di foto con la una generosa scollatura che ha ottenuto in poche ore migliaia di like.

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