Emergenza covid tra voglia di collaborazione e la solita speculazione politica


Condivisibile l’appello dell’assessore Brugni che chiede di mettere da parte le divisioni politiche per collaborare e affrontare uniti questa difficile emergenza. Peccato, però, che da Folignano ad Ascoli, fino alla Regione il centrodestra si comporta esattamente al contrario…

Non si possono non condividere gli appelli che da diversi giorni sta ripetendo sui social l’assessore alle politiche sociali Massimiliano Brugni. Che non si stanca di sottolineare come la situazione sia dannatamente seria e preoccupante (d’altra parte i numeri non lasciano dubbi, per non rendersene conto più che negazionisti bisognerebbe essere completamente ciechi), invitando tutti i cittadini a rispettare in pieno tutte le precauzioni necessarie (mascherina e distanziamento) e sottolineando più volte che in un momento come questo sarebbe fondamentale mettere da parte le distinzioni tra maggioranza e opposizione per collaborare tutti insieme per affrontare al meglio questa dura e lunga battaglia.

Giustissimo, fa bene l’assessore a ripetere concetti che sembrano scontati ed elementari ma che sono fondamentali per evitare che la situazione precipiti ulteriormente. D’altra parte se si vuole evitare il temutissimo ma (purtroppo) sempre più probabile lockdown i corretti comportamenti di ogni singolo sono decisivi, mentre è del tutto ovvio che in un momento come questo responsabilità vorrebbe che, a qualsiasi livello (Stato, Regione, Comune), si mettessero da parte gli scontri tra le forze della maggioranza e quelle dell’opposizione per fronteggiare uniti questa drammatica emergenza.

Per questo non possiamo che sinceramente apprezzare lo sforzo che sta compiendo in quest’ottica l’assessore Brugni. Che, però, questo genere di appello dovrebbe rivolgerlo soprattutto alla sua parte politica che, sia dove è all’opposizione sia dove invece è al governo, si comporta esattamente in maniera opposta a quanto auspica, in maniera assolutamente ragionevole, lo stesso Brugni. Sorvolando, per decenza, sul comportamento dei principali leaders dell’opposizione a livello nazionale (ad eccezione di Silvio Berlusconi che, è giusto sottolinearlo, forse anche perché colpito direttamente dal covid, in questo periodo sta dimostrando un’impensabile ragionevolezza), in realtà almeno fino ad oggi proprio la parte politica di riferimento di Brugni anche da queste parti (nel territorio piceno ma anche in quello regionale) non si è certo comportata meglio. Per altro con atteggiamenti e prese di posizioni a dir poco discutibili, ai limiti del paradosso.

Come, ad esempio, è accaduto a Folignano dove, di fronte alla crescita del numero di positivi (attualmente 137 cittadini Folignano risultano positivi), i rappresentanti dell’opposizione non hanno perso tempo a prendersela con il sindaco Terrani accusandolo di aver gestito male questa seconda ondata. “Ci vediamo costretti a rilevare che, allo stato attuale, l’azione di contrasto messa in atto dall’amministrazione comunale sia risultata inefficace. Ora, lungi dal voler strumentalizzare, ci corre l’obbligo di sottolineare che, se il sindaco si autoelogiava per aver avuto solo tra casi durante il lockdown primaverile, cosa si dovrebbe dire adesso che invece il numero degli infettati è rilevante e la situazione appare ormai fuori controllo, tanto da indurre a chiedere alla popolazione di rimanere in casa?” si legge in una nota firmata dai consiglieri comunali di minoranza Pietro Principi, Fulvio Corradetti, Giampaolo Ferretti e Giorgio Capriotti che lamentano anche di non essere mai stati coinvolti dall’amministrazione comunale.

In realtà basta andare indietro nel tempo e rileggere i post del sindaco Terrani nel periodo del lockdown per scoprire che, allora come ora, il primo cittadino si è sempre limitato a fornire i dati ufficiali del numero dei contagiati, ovviamente manifestando la propria soddisfazione nel momento in cui si contavano sulle dita di una mano i positivi (chissà, magari per qualcuno avrebbe dovuto mostrarsi rammaricato…) e la propria preoccupazione ora che quel numero si è decisamente impennato.

Al di là di questa doverosa precisazione, è semplicemente ridicolo pensare che la crescita così accentuata di casi positivi in questa seconda fase a Folignano possa essere in qualche modo responsabilità dell’operato del sindaco. Però, se gli esponenti dell’opposizione fossero davvero convinti di questa correlazione, allora per coerenza i rispettivi partiti di appartenenza (centrodestra) dovrebbero chiedere le immediate dimissioni del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti. Perché, se la matematica non è un’opinione, in proporzione la situazione nel capoluogo piceno è decisamente peggiore, visto che a Folignano risulta contagiato meno dell’1,5% dei residenti, mentre ad Ascoli siamo oltre il 2%.

A scanso di equivoci ribadiamo che non imputiamo certo al primo cittadino, e tanto meno ad una sua presunta pessima gestione, l’impennata di contagi che si sta verificando nel capoluogo piceno. Però le forze locali di centrodestra, che invece a Folignano hanno fatto questo genere di associazione, se sono realmente convinti di quanto hanno sostenuto in quella nota, per coerenza e per serietà dovrebbe mettere sotto accusa, con maggior forza, anche il sindaco di Ascoli. Perché in caso contrario saremmo costretti a constatare che siamo di fronte all’ennesimo becero tentativo di bassa speculazione politica, per altro di quelle peggiori, vista la situazione che stiamo vivendo. Piuttosto, per quanto riguarda l’amministrazione comunale ascolana, c’è da chiedersi perché le parole e gli inviti dell’assessore Brugni continuino a rimanere inascoltati. Anzi, se possibile da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale stessa si è addirittura accentuato un atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle forze e degli esponenti dell’opposizione, come dimostra la risposta sprezzante del sindaco Fioravanti alla richiesta, contenuta in un’interrogazione presentata in Consiglio comunale dal consigliere comunale Ameli, di fare chiarezza sul conteggio dei positivi, sul numero dei nuovi positivi giornalieri, con report quotidiano e tipologia di assistenza.

Una bocciatura senza alcun tipo di apertura che è la dimostrazione che l’attuale amministrazione si muove esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto auspicato da uno dei suoi assessori. Per altro, come ennesima conferma della confusione e della totale assenza di coerenza di determinate forze politiche, è a dir poco singolare che 2 giorni fa analoga richiesta sia stata avanzata dal centrodestra stesso in Consiglio regionale, con una risoluzione presentata dal consigliere regionale leghista Serfilippi (appoggiata da tutto il centrodestra e poi votata in Consiglio da tutte le forze, anche quelle dell’opposizione) che chiede report quotidiani sul numero dei contagiati da covid per ogni comune del territorio comunale per informare dettagliatamente i cittadini sull’andamento dell’epidemia nelle Marche con dati certi ed ufficiali.

Anche in questo caso, a scanso di equivoci, è impossibile non condividere e non apprezzare la proposta (la risoluzione) del consigliere regionale leghista Serfilippi. Ma, ovviamente, stesso discorso vale per quella presentata nel Consiglio comunale ascolano da Ameli. Quindi, per coerenza e in quello spirito di collaborazione tanto auspicato da Brugni, l’assessore stesso e tutta la componente leghista della giunta dovrebbero immediatamente correggere il sindaco e pretendere dal primo cittadino che il Comune di Ascoli si muova nella direzione auspicata dal proprio consigliere regionale.

Sempre in ottica di quell’auspicato spirito di collaborazione chiesto dall’assessore comunale, è quasi superfluo sottolineare che un atteggiamento differente sarebbe auspicabile anche a livello regionale da parte di entrambi gli schieramenti. E’ fondamentale, per il bene della nostra regione (che al momento è ancora regione “gialla” e sarebbe auspicabile per tutti che tale possa restare), che da una parte e dall’altra si mettano da parte i veleni della recente dura campagna elettorale e si provi a collaborare in un’ottica di bene comune dei cittadini. E se l’opposizione deve mettere da parte i risentimenti e la voglia di rivalsa, chi ha ora l’onere di governare le Marche può e deve non solo chiedere la collaborazione ma anche non cancellare per “partito preso” tutte quelle decisioni e quei provvedimenti che, nel corso della prima fase della pandemia, avevano contribuito ad evitare il peggio, a tenere sotto controllo la situazione.

Ci sarà tempo e modo, poi, per riprendere a scontrarsi su tutto, ora serve assolutamente uno spirito comune. Certo, se poi l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini chiede l’utilizzo dell’idrossiclorochina, non solo già ampiamente bocciata come inefficace, ma addirittura considerata potenzialmente pericolosa, allora cambia tutto…

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