Ascoli troppo brutto per essere vero…


Seconda sconfitta consecutiva per 1-0, ma contro il Pordenone il risultato finale poteva essere ben più pesante. Pur considerando le assenze, prestazione imbarazzante dei bianconeri, inoffensivi in attacco e ancora una volta indifesi sulle fasce laterali

Troppo brutto per essere vero, almeno si spera. Pur con tutte le giustificazioni del caso, quella contro il Pordenone, sabato scorso al Del Duca, è probabilmente una delle prestazioni peggiori dell’Ascoli degli ultimi tempi. Che solo per una serie di fattori (i miracoli di Sarr, l’incredibile imprecisione degli avanti neroverdi, un pizzico di sfortuna per la formazione di Tesser) non si è trasformata in una disfatta di dimensioni storiche. Per quanto si è visto in campo, soprattutto dalla mezzora del primo tempo in poi, la formazione di Bertotto poteva tranquillare chiudere la partita con 4-5 gol sul groppone. I numeri della gara sono semplicemente imbarazzanti e fotografano un dominio nettissimo degli ospiti, che non rispecchia certo lo 0-1 finale.

Oltre il gol, 2 pali, 1 rigore sbagliato, un salvataggio “miracoloso” sulla linea, almeno 4 prodezze di Sarr, un altro paio di occasioni clamorose gettate via dagli attaccanti di Tesser, 28 tiri complessivi di cui 13 nella porta per il Pordenone a fronte di solamente un paio di situazioni pericolose per i bianconeri, con complessivamente 5 tiri ma nessuno nello specchio della porta e il portiere ospite Perisan inoperoso per tutti i 94 minuti, senza neppure dover intervenire su un cross. Al di là dei numeri, sin troppo eloquenti, ancor più preoccupante la confusione vista in campo tra le fila bianconeri e, soprattutto, l’atteggiamento complessivo della squadra e, ancor più, di alcuni giocatori in particolare, ai limiti dell’irritante. Per non parlare, poi, di alcune scelte di Bertotto impossibili da comprendere.

Come anticipato qualche attenuante per i bianconeri indiscutibilmente c’è. Il covid ne ha messo fuori uso 5, privando così l’allenatore bianconero della possibilità di fare determinate scelte. Nel dettaglio l’assenza più pesante è risultata quella di Saric in mezzo al campo, mentre Sarr, di gran lunga il migliore dei suoi, non ha certo fatto rimpiangere Leali. Tra i sicuri titolari mancava anche Pucino che, però, nelle precedenti partite non ha mai brillato, anzi, in fase difensiva ha commesso diversi errori, compreso quello determinante nella sconfitta di Salerno. E in una sorta di “maledizione” anche il suo sostituto, Spendlhofer, oltre a dimostrarsi non propriamente a suo agio in quel ruolo, ha qualche responsabilità sul gol risultato poi positivo.

Quanto a Pierini e Tupta il primo era stato schierato titolare nelle ultime partite, come attaccante esterno, ma non aveva mai pienamente convinto, mentre il secondo si è visto ancora troppo poco per poter esprimere giudizi compiuti. Nel complesso le assenze un po’ possono aver condizionato ma in maniera tale da giustificare una simile inguardabile prestazione. Per altro si è sempre detto, dall’inizio di questa nuova stagione, che uno dei punti di forza dell’Ascoli era proprio la rosa così profonda e competitiva. Se, quindi, ci si appiglia a quelle assenze allora bisognerebbe dedurre che la rosa bianconera, non è poi così competitiva ma semplicemente molto (troppo) numerosa. Sinceramente è troppo presto per arrivare ad una simile conclusione, anche se è inevitabile che qualche dubbio inizia a serpeggiare sul valore di diversi nuovi arrivati.

Non ci sono, invece, troppi dubbi, ancor più alla luce di quanto visto contro il Pordenone, sui limiti e sugli errori commessi in fase di mercato dai dirigenti bianconeri che, nonostante la serie incredibile di nuovi arrivi, non sono riusciti a completare adeguatamente la rosa. Che, contro la formazione di Tesser si è avuta l’ennesima conferma, difensivamente è troppo fragile e troppo facilmente perforabile sugli esterni e, al tempo stesso, fatica terribilmente in fase conclusiva.

Ormai appare sin troppo chiaro che chiunque venga schierato sulle due fasce, Kragl o Sarzi Puttini a sinistra, Pucino e Spendlhofer a destra, la musica non cambia, gli avversari quando affondano vanno con disarmante facilità “a nozze”. Non solo, gli esterni bianconeri continuano a sbagliare le chiusure a centra area, cosa fondamentale in una difesa a 4, stringendo sempre con estremo ritardo (quando si ricordano di farlo), in particolare sui cross che arrivano dalla fascia opposta. In tal senso il gol del Pordenone è una sorta di manifesto dei limiti difensivi sugli esterni della retroguardia bianconera. Berra da destra, con Kragl che non si preoccupa minimamente di chiudere, ha tutto il tempo per guardare e mettere la palla al centro e Scavone che taglia dalla fascia opposto sorprendendo Spendhlofer, anticipando anche Sarr.

Il problema è che Bertotto sulle fasce non ha alternative, non ha un rosa giocatori che possano esprimersi in maniera meno disastrosa in quei ruoli, sia a destra che a sinistra. L’unico tentativo che l’allenatore bianconero può fare è quello di cambiare modulo, di schierare la difesa tre. Per altro è incredibile che l’ex Udinese continui ad intestardirsi a schierare Kragl come terzino sinistro. Una doppia “iattura” per l’Ascoli, innanzitutto perché anche un cieco ha visto che il tedesco in fase difensiva è una sciagura. E, poi, perché schierato così basso non può sfruttare le sue qualità migliori (il tiro ma anche il cross). Non è un caso che le uniche situazioni vagamente pericolose costruite dai bianconeri sabato sono nate dai suoi piedi: filtrante per Baijc con tiro alto del centravanti bianconero nel primo tempo, percussione centrale con tiro alto da buona posizione e cross pericoloso al centro, non sfruttato da nessuno, nel secondo tempo (le ultime occasioni quando era stato spostato più avanti).

Certo poi guardando Sarzi Puttini (con il Pordenone in campo nell’ultima mezzora) viene lo sconforto, l’ex Carpi continua ad essere semplicemente imbarazzante e non adeguato per il campionato cadetto. Però, visto che difensivamente sono entrambi inaffidabili, quanto meno schierandolo più avanti Bertotto consentirebbe a Kragl di sfruttare al meglio le proprie qualità. Non meno preoccupante è la sterilità offensiva dei bianconeri, per altro per nulla sorprendente. Perché sin dall’inizio si era sottolineato che in rosa non c’erano attaccanti con una particolare confidenza con il gol.

Ma i primi responsi del campo hanno dimostrato che la situazione se possibile è addirittura peggiore di quanto previsto. Baijc, in gol con la Reggiana, ha confermato tutti i suoi limiti. Vellos è ancora un oggetto misterioso, Cangiano è persino difficile pensarlo come giocatore offensivo, Pierini ha buone qualità ma non in fase conclusiva, mentre Tupta è ancora un punto interrogativo. Resta Chiricò che, purtorppo, ha dimostrato di essere quello che avevamo conosciuto qualche anno fa in bianconero. Cioè un “funambolo” con buoni doti tecniche e di velocità, a volte molto piacevole da vedere, ma troppo spesso inconsistente e inoffensivo.

A loro si potrebbe aggiungere Sabiri che, a sprazzi, ha lasciato intravedere qualità e la possibilità di creare problemi alle difese avversarie ma anche una preoccupante propensione a scomparire quando la partita diventa complicata. In ogni caso Bertotto, almeno fino a gennaio, avrà a disposizione questo parco di giocatori offensivi, quindi dovrà inventarsi qualcosa per rendere più produttivo l’attacco bianconero. Magari sfruttando al meglio le potenzialità di quei centrocampisti in rosa (non solo Kragl) che hanno una certa propensione offensiva e che, se messi in condizioni migliori, possono aiutare in fase realizzativa.

A proposito del centrocampo, indiscutibilmente il reparto migliore dell’Ascoli, in realtà contro il Pordenone non è per nulla piaciuto, in entrambe le fasi. Ma, detto che una giornata negativa può capitare, anche il modulo scelto da Bertotto (con Donis davanti alla difesa) non è sembrato certo essere l’ideale. Al di là di tutto, la brutta prestazione di sabato e il magro bottino di queste prime 6 partite (4 punti, con 3 gol fatti e 7 subiti) hanno avuto l’effetto di interrompere la luna di miele con i tifosi. Una parte dei quali, però, punta l’indice soprattutto contro Bertotto, considerando quindi la rosa più che adeguata. Non siamo certi che sia realmente così, ovviamente c’è da sperare che abbiano ragione loro. Perché in quel caso sarebbe sufficiente che l’ex Udinese trovi la formula giusta o, se non dovesse riuscirci a breve, che la società decida di puntare su qualcun altro.

Il patron Pulcinelli aveva detto qualche giorno fa (prima della partita di Salerno) che avrebbe guardato la classifica solo dopo la decima giornata. Ma nel caso di un non auspicabile nuovo passo falso a Pisa, prima della sosta per le Nazionali, la posizione di Bertotto sarebbe inevitabilmente a forte rischio…

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