Ascoli, corsa contro il tempo per ricostruire una squadra e una rosa all’altezza


A meno di 20 giorni dall’inizio del campionato mister Bertotto continua la preparazione con un gruppo di giocatori in gran parte sul piede di partenza e non adeguato per il campionato cadetto. Le rassicurazioni di Pulcinelli: “Stiamo valutando oltre 100 profili”

Se è vero, come si ripete spesso negli ambienti dei tifosi, che “l’Ascoli è una fede”, in questo momento ne è chiesta una dose smisurata ai supporter bianconeri per non farsi prendere dall’angoscia in previsione del nuovo campionato. Perché a meno di 20 giorni dal fischio di inizio è addirittura un eufemismo sostenere che siamo in alto mare. Mister Bertotto da poco più di una settimana sta svolgendo la preparazione, domenica pomeriggio ha fatto svolgere anche la prima amichevole (contro la Vis Pesaro). Ma in realtà ancora non ha a disposizione la rosa e tanto meno la squadra che dovranno affrontare la nuova difficilissima stagione.

In altre parole, la maggior parte dei 29 giocatori che fanno parte del gruppo che è agli ordini dell’ex Udinese è destinata a non far parte della rosa che affronterà il campionato, tra giocatori rientrati dai prestiti e in attesa di trovare una nuova squadra, giovani che hanno bisogno di andare a fare esperienza nelle categorie inferiori e qualche elemento che ha dimostrato di non essere all’altezza del campionato cadetto. Realisticamente non più di 8-9 di quei 29 elementi (Leali,Pucino, Brosco, Eramo, Cavion, Gerbo, Padoin, Pinto, Ninkovic) è presumibile che possano far parte della rosa per il campionato cadetto. E se, invece, alla fine fossero di più non sarebbe certo una buona notizia…

Per altro di quei 9 giocatori ce ne sono 3 che non è per nulla scontato che restino ad Ascoli, visto che hanno manifestato chiaramente l’intenzione di andarsene. E, particolare non di poco conto, si tratta dei tre giocatori più importanti dell’Ascoli: capitan Brosco, Cavion che lo scorso campionato è stato il più continuo e Ninkovic, indiscutibilmente l’elemento di spicco dei bianconeri e il protagonista, nella fase finale del campionato, della rimonta salvezza.

Proprio il serbo tra i tre è quello che al momento sembra più lontano dall’Ascoli, anche perché una sua partenza potrebbe portare nelle casse della società quei milioni necessari per il mercato in entrata. In ogni caso, vista la situazione, ce ne è abbastanza non diciamo per far vacillare la fede ma quanto meno per essere seriamente preoccupati.

Anche perché in questi 18 giorni che ci separano dall’inizio del campionato la società dovrà trovare non meno di 12-13 giocatori di livello per mettere a disposizione del nuovo tecnico una rosa quanto meno competitiva. E, a sua volta, Bertotto dovrà il più rapidamente possibile amalgamare il gruppo e dare uno straccio di fisionomia ad una squadra comunque completamente rinnovata rispetto a quella dello scorso anno. In ogni caso è altamente probabile, se non pressoché certo, che quello che si presenterà al via il 26 settembre sarà un Ascoli certamente non pronto, ancora in fase di costruzione (ufficialmente il mercato si concluderà il 5 ottobre). A rendere tutto più complicato il fatto che prima di concentrarsi sui rinforzi la società dovrà innanzitutto cercare di risolvere la grana relativa ai giocatori in esubero (come Laverone, Ganz, Rosseti, Chaija, Beretta, Petrucci, solo per citarne alcuni) che però non hanno un gran mercato (anche per l’ingaggio elevato).

Un problema che rischia di rallentare ulteriormente la costruzione della squadra e della rosa, con Bertotto che, sia pure con toni molto tranquilli, già nel post amichevole contro la Vis Pesaro ha sottolineato come sia in attesa di cospicui rinforzi per iniziare il lavoro con almeno un abbozzo di squadra e di rosa reale. A provare a rassicurare tutti ci ha pensato, proprio prima dell’amichevole di Pesaro, patron Pulcinelli che ha parlato di un nuovo corso della società, differente dal passato, che ora lavora “sull’esigenza con una visione europea, si fa scouting in una maniera analitica andando a trovare il profilo giusto. Non andremo a prendere chi ci viene proposto ma chi ci occorre specificatamente”. Il proprietario dell’Ascoli, che ha parlato di trattativa in via di definizione per l’arrivo di Saric, ha anche sottolineato come “con tutto il team di lavoro stiamo valutando oltre 100 profili, per ora posso dire che sicuramente arriveranno i ragazzi che occorrono per avere una squadra competitiva”.

Torniamo al discorso iniziale, bisogna avere fede, non resta che fidarsi di Pulcinelli e del nuovo staff, cercando di mettere da parte le perplessità che inevitabilmente sorgono. A meno di 20 giorni dall’inizio del campionato magari si sperava di ascoltare qualcosa in più di generiche dichiarazioni di intenti, ancor più in considerazione del fatto che le altre squadre del campionato cadetto si stanno muovendo in maniera molto più concreta, quasi tutte hanno o stanno acquisendo una fisionomia ben delineata. Per altro in un campionato che si annuncia decisamente più difficile di quello da poco terminato, con il livello delle formazioni al via che si è indiscutibilmente elevato, potrebbe risultare molto pericoloso partire ad handicap.

L’aspetto positivo che emerge dalle parole del patron bianconero è che finalmente la società sembra intenzionata, ovviamente nei limiti del possibile, a ridurre al minimo i prestiti, costruendo una rosa con giocatori di proprietà, per evitare poi ogni anno di dover ripartire quasi da zero, di dover ricostruire. Meno rassicurante, invece, il fatto che ci sia la volontà di puntare soprattutto sul mercato straniero, anche perché meno complicato e con giocatori raggiungibili senza spendere troppo. E’ quello che fa da anni l’Udinese (e non solo), spesso con ottimi risultati.

E’ chiaro, però, che per farlo con risultati positivi bisogna avere una pattuglia di osservatori molto competente, in grado non solo di valutare le caratteristiche tecniche ma anche quanto un determinato giocatore è ritenuto in grado di adattarsi rapidamente ad un campionato difficile come quello cadetto. In ogni caso, che vengano dall’estero o dall’Italia, è assolutamente necessario che al massimo entro il fine settimana arrivino diversi nuovi giocatori alla corte di Bertotto, per permettere all’allenatore bianconero di iniziare a lavorare su un progetto di squadra.

Ogni ulteriore ritardo renderebbe più grave una situazione comunque già preoccupante. E, inevitabilmente, andrebbe a scalfire quella fiducia che ancora tanti tifosi bianconeri continuano ad avere nei confronti di Pulcinelli.

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