Incognita Dionigi e squadra da ricostruire, non c’è tempo da perdere per l’Ascoli


Tra poco più di un mese riparte già il campionato e l’Ascoli è tutto da costruire. Dopo le “esternazioni” di Pulcinelli anche Dionigi torna in discussione, mentre sotto contratto restano pochi giocatori. Difesa ed attacco completamente da ricostruire, nodo Ninkovic

Neppure il tempo di metabolizzare la sofferta salvezza che è già tempo di pensare alla prossima stagione per l’Ascoli. Il via del campionato è previsto tra poco più di un mese (26 settembre) ed inevitabilmente tra una quindicina di giorni dovranno radunarsi i bianconeri per la preparazione. Quasi superfluo sottolineare che quello che partirà a fine settembre sarà un campionato pieno di incognite e decisamente complicato, già solo per il fatto che non era mai accaduto che tra la fine di una stagione e l’avvio di quella successiva ci fosse un intervallo di tempo così ristretto, poco più di un mese. Per altro sulla carta si preannuncia un campionato più difficile, con il livello delle avversarie che sale.

Perché, oltre alle squadre retrocesse dalla serie A (Lecce, Brescia, Spal) sono salite dalla Lega Pro formazioni che per blasone e per potenzialità economiche sono destinate a svolgere un ruolo da protagoniste. Su tutte il Monza di Galliani-Berlusconi che non nasconde certo (ne parlava già quando ancora doveva conquistare la matematica certezza della promozione…) di puntare alla serie A. M anche Reggina e Vicenza (la quarta neopromossa è la Reggiana) hanno ambizioni e potenzialità. In un contesto simile che oggettivamente renderà la vita difficile a tutte le squadre che affronteranno il campionato cadetto, a rendere tutto terribilmente più complicato ci sono le ormai consuete vicissitudini interne dell’Ascolli e la necessità in così breve tempo di ricostruire quasi da zero la squadra e la rosa.

Purtroppo non è certo una novità, da quando è iniziata l’era Pulcinelli non si sono mai vissuti momenti di particolare tranquillità e le fibrillazioni interne sono praticamente all’ordine del giorno. Non c’è nulla da fare, il patron bianconero è fatto così (prendere o lasciare), non riesce proprio a tenere a freno la lingua, si lascia troppo spesso andare, sui social e sulla stampa, a “sparate” che, anche quando hanno un briciolo di fondamento, non sono certo utili e non fanno sicuramente bene all’ambiente.

Ora la sua ultima “sparata” contro mister Dionigi che, a prescindere da come la si pensi, produce delle inevitabili gravi conseguenze. Tutto è nato dopo la pubblicazione su Instagram, da parte di Dionigi, di un brevissimo post. “Comunque… sempre nel mio cuore”, una frase che ovviamente si presta a diverse interpretazioni a cui, però, ha fatto subito seguito, sempre sui social, un post di Pulcinelli che ha accusato l’allenatore bianconero (o comunque il suo procuratore) di aver chiesto il triplo dell’attuale ingaggio.

Non pago Pulcinelli nella giornata di domenica, in un’intervista con “Pianetaserieb”, ha ulteriormente calcato la mano accusando l’allenatore bianconero di aver voluto forzare la mano e di aver destabilizzato l’ambiente. “Probabilmente sarà stato cercato da qualche altra società – ha affermato – dato che siamo nel momento clou del valzer degli allenatori e ha conseguentemente provato a forzare la mano, creandoci un problema importante a livello di immagine. Ha destabilizzato un ambiente intero, siamo molto dispiaciuti di questo”.

Parole forti, dopo le quali sarebbe inevitabile attendersi la conseguente (ed inevitabile, viste le accuse lanciate) decisione di chiudere qui il rapporto con il tecnico bianconero. Invece, come già dopo la prima esternazione, Pulcinelli ha ribadito che “Dionigi resta il nostro allenatore” e che “sono convinto che troveremo una soluzione”.

Al di là del fatto che, è del tutto evidente e lapalissiano, non ci sarebbe stato alcun problema a livello d’immagine per l’Ascoli senza i post di Pulcinelli stesso, senza entrare nel merito della vicenda quello del patron bianconero di “lavare in piazza i panni sporchi” è un vizio semplicemente deleterio che non fa altro che generare tensioni e problemi. Va dato atto a Dionigi di aver dimostrato molta più sensibilità e correttezza nel comportarsi rispetto al patron bianconero, evitando di rispondere attraverso i social o sulla stampa.

Non bisogna essere dei fini analisti per capire che simili esternazioni sarebbero comprensibili nel momento in cui si è già deciso di chiudere il rapporto con l’attuale allenatore bianconero, magari per spiegare le ragioni della rottura. Ma se, come più volte ribadito, l’intenzione è quella di andare avanti con Dionigi allora quello di Pulcinelli è un clamoroso autogol. Perché significherebbe ripartire con un clima non certo idilliaco, con un rapporto di fiducia inevitabilmente incrinato e con il concreto rischio che, se le cose non dovessero iniziare benissimo, l’allenatore bianconero diventerebbe un facile bersaglio. Quel che è certo è che questa inattesa querelle sull’allenatore rischia di complicare una situazione non semplice da affrontare, quindi c’è l’assoluta necessità di fare immediatamente chiarezza e fugare via ogni dubbio sul fatto che Dionigi resti o meno sulla panchina bianconera.

Non c’è tempo da perdere perché c’è un’intera squadra da costruire. Non è certo una novità, quella di ricostruire quasi ex novo la rosa è un’esigenza che ormai c’è ogni nuova stagione. A differenza degli anni passati, però, il tempo per farlo è pochissimo e sembra già ampiamente scontato che quella che al raduno di inizio stagione l’allenatore bianconero avrà a disposizione una rosa ancora in gran parte da costruire. Meno tempo a disposizione significa anche praticamente nessuna possibilità di sbagliare mosse.

Perché poi non ci sarà un precampionato per verificare la validità della rosa ed apportare eventuali correttivi ma saranno le prime giornate del campionato a far capire quale sia la situazione, con la prospettiva poi di dover aspettare il mercato di gennaio per eventuali correttivi. Questo significa che il ds Bifulco (ovviamente insieme alla società) è atteso da un compito tutt’altro che semplice visto che sotto contratto sono rimasti pochi giocatori (almeno in grado di essere utili alla causa) e, per altro, non è affatto scontato che chi è ancora legato all’Ascoli resti in bianconero. Secondo quanto ha dichiarato lo stesso Bifulco, ad esempio, Brosco e Cavion (entrambi sotto contratto) hanno chiesto di andar via (e la società è intenzionata a lasciar partire chi lo chiede) e, a quanto pare, solo per il centrocampista c’è ancora qualche speranza che possa cambiare idea.

C’è poi il nodo legato a Ninkovic, secondo radio mercato richiesto da alcune squadre di serie A (e anche da qualche squadra ambiziosa di serie B) la cui permanenza in bianconero è tutt’altro che scontata, visto anche che i soldi incassati dalla sua eventuale partenza potrebbero essere una base importante per il mercato in entrata. Oltre i tre giocatori citati, sotto contratto ci sono il portiere Leali, in difesa Pucino e Laverone tornato dal prestito alla Triestina, a centrocampo Eramo, Padoin, Petrucci e i rientranti Gerbo e Chajia, mentre in avanti oltre al fantasista serbo ci sono Pinto, Rosseti, Beretta e il rientrante Ganz.

In altre parole difesa e attacco sono praticamente da rifare completamente, mentre a centrocampo dipende da cosà farà Cavion e dalla decisione su Gerbo che a Crotone, nella seconda metà del campionato, ha confermato di poter essere un elemento molto utile nel campionato cadetto. Se dovessero restare entrambi, con Padoin ed Eramo che posso essere considerati utili per completare la rosa a centrocampo (qualche dubbio in più su Petrucci, protagonista di un campionato deludente), potrebbero essere sufficienti un paio di nuovi innesti, ovviamente di livello adeguato, per rendere competitivo il centrocampo bianconero.

In altre parole non c’è tempo da perdere, sotto ogni punto di vista, perché il rischio di partire in ritardo, quindi con l’handicap, è molto concreto. E dopo una stagione così tribolata come quella da poco terminata, i tifosi bianconeri non meritano di ricominciare subito a soffrire…

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