La domenica del villaggio


Gli effetti “a scoppio ritardato” del sisma 2016 sulle aree verdi dell’Annunziata, basta una candidatura e la cena di Acquasanta non esiste più, il singolare lockdown della Meloni e la coerenza di Salvini, record di presenze a Macerata per Adinolfi

L’estate entra nel vivo, le temperature si alzano e la settimana che va in archivio ci regala una serie davvero interessante di “stranezze”. Come, ad esempio, gli effetti “a scoppio ritardato” del sisma 2016 sulle aree verdi dell’Annunziata. Anche nel nostro territorio inizia a farsi sentire il vento delle prossime elezioni regionali, con le sue “magiche” conseguenze. Può, infatti, accadere che basta strappare una candidatura da consigliere regionale e, d’incanto, la cena “nostalgica” di Acquasanta non esiste più. A livello nazionale tiene banco la pubblicazione dei verbali del Comitato tecnico scientifico con le conseguenti polemiche.

Come quelle sollevate dalle Meloni, che avrebbe voluto chiudere in casa gli italiani ma lasciare circolare liberamente nel paese i turisti, mentre  Salvini, con la solita coerenza, ora dichiara di essere sempre stato contrario a chiudere tutto… Intanto la drammatica esplosione a Beirut fa nuovamente emergere il difficile rapporto del M5S con la geografia, mentre un “lucidissimo” Calderoli spiega in Senato come i maschi siano soliti accoppiarsi (come le bestie..) con 4-5 donne differenti. Tutto questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”

Gli effetti “a scoppio ritardato” del sisma del 2016 sulle aree verdi dell’Annunziata. La “Relazione sulla Performance 2019”, approvata dalla giunta comunale con delibera n. 147 del 24 luglio scorso e pubblicata sull’albo pretorio on line nei giorni scorsi, è uno dei documenti più surreali e paradossali mai redatti dall’amministrazione comunale, con la rivendicazione del raggiungimento di obiettivi che possono essere tali solo nella fervida fantasia di sindaco e assessori (l’esempio più clamoroso è quello relativo alle verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole che, secondo quel documento, sono pronte da fine 2019…). L’apice del paradosso e delle comicità, però, si raggiunge nella descrizione dello stato di attuazione dell’obiettivo relativo alla riqualificazione delle aree verdi zona Annunziata.

Per giustificare il solito ritardo sindaco e assessori spiegano che “il progetto definitivo redatto nel 2018 è stato revisionato a causa degli eventi sismici che hanno determinato aggravio di danni sul muro che costeggia via Mazzoni”. Peccato, però, che gli eventi sismici a cui si fa riferimento in teoria si sarebbero verificati nel 2016, cioè 2 anni prima della redazione del progetto definitivo…

Miracoli elettorali: basta una candidatura e la cena di Acquasanta non c’è più…   Alla presentazione della lista civica “Movimento per le Marche” che sostiene il candidato governatore del centrodestra Acquaroli c’era anche il consigliere comunale sambenedettese Giorgio De Vecchis, inserito in lista come candidato consigliere regionale. E quando ha preso la parola per presentare la sua candidatura, De Vecchis ha attaccato il centrosinistra sostenendo che “l’unico argomento che sanno tirare fuori è la falsità della cena di Acquasanta”.

Che, quindi, secondo il consigliere comunale sambenedettese non c’è stata o, quanto meno, non nei termini in cui se ne è parlato (cioè come cena per commemorare l’anniversario della marcia su Roma, con tanto di menù con le immagini di Mussolini). Lo stesso De Vecchis, però, proprio nei giorni successivi a quella cena aveva duramente attaccato l’assessore sambenedettese Assenti, chiedendogli di spiegare la sua partecipazione a quella cena contestata. Lo stesso Assenti, però, non aveva risposto. D’altra parte cosa mai avrebbe potuto dire visto che, come sostiene ora anche De Vecchis, quella cena non esiste…

Con 10 presenti Adinolfi a Macerata batte il suo record di spettatori… Doppio impegno per Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, a Macerata per presentare, in piazza Cesare Battisti, il suo libro “Il grido dei penultimi” e la lista per comunali, con la capolista (e probabile candidata sindaco) Clara Ferranti. In serata, poi, sui social lo stesso Adinolfi ha voluto ringraziare la città marchigiana  (“Grazie Macerata per la splendida accoglienza”), con tanto di foto. Dalla quale, però, si possono addirittura contare le persone presenti in piazza ad ascoltarlo, esattamente 10. E se per 10 persone il leader del Popolo della Famiglia può parlare di splendida accoglienza, non osiamo immaginare quante persone ci sono solitamente ad ascoltarlo…

Il singolare lockdown proposto dalla Meloni: italiani chiusi in casa, turisti liberi di circolare. Dopo un lungo “tira e molla”, nei giorni scorsi il premier Conte e il governo hanno autorizzato la pubblicazione dei verbali delle sedute del Comitato tecnico scientifico nel periodo del lockdown. “Tanto rumore per nulla”, verrebbe da dire dopo una rapida lettura, visto che non ci sono chissà quali clamorose novità Quanto basta, però, per far ripartire la polemica politica, con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che non ha perso l’occasione per accusare il premier di aver preso con troppo ritardo la decisione di chiudere.

Noi avevamo proposto il lockdown almeno 10 giorni prima che il governo lo facesse, pensando che sarebbe stato più efficace” tuona la Meloni. Considerando che la chiusura di tutto il paese è partita il 9 marzo, significa che FdI già a fine febbraio avrebbe voluto chiudere tutto. Ed in effetti a supporto di questa tesi c’è anche un video, quello postato su tutti i social dalla stessa Meloni proprio il 28 febbraio nel quale, in inglese, la leader di FdI invita i turisti a venire in Italia perché non ci sono rischi ed è tutto sotto controllo. Quindi, a meno che non si voglia pensare (e perché mai…) che ora sta solo cercando di speculare, questo significa che se fosse dipeso dalla Meloni a fine febbraio avrebbe chiuso tutti gli italiani in casa, lasciando però circolare liberamente in tutto il paese i turisti provenienti da qualsiasi parte del mondo…

Tutto il paese chiuso, Salvini contrario… a scoppio ritardato. Sempre in riferimento alla pubblicazione dei verbali delle sedute del Cts, per la serie “così è se vi pare”, se la Meloni accusa Conte per aver ritardato il lockdown, il suo alleato Salvini invece se la prende con il premier per aver chiuso tutto il paese. “Portiamo Conte e i suoi al tribunale internazionale perché hanno sequestrato mezza Italia, noi l’avevamo detto che non c’era la necessità di chiudere tutto” attacca il leader della Lega. Ed in effetti l’ex ministro l’aveva detto, basta tornare indietro per trovare prova inequivocabile delle sue parole. 10 marzo 2020: “Sto con governatori, medici, sindaci e ricercatori. Chiudere tutto e subito salvo i servizi essenziali”. 11 marzo 2020: “Se ci sono centinaia di morti al giorno è necessario chiudere oggi per ripartire tutti insieme domani”. 12 marzo 2020: “Serve chiudere tutto per davvero, fare un sacrificio ora per ripartire più forti domani. Chiudere a pezzi non basta”. E per fortuna che l’aveva detto che non c’era la necessità…

Beirut capitale della Libia e il difficile rapporto del M5S con la geografia. Hanno ovviamente colpito il mondo intero le immagini dell’esplosione al porto di Beirut che ha provocato centinaia di morti. Immediate le reazioni anche dal nostro paese, con il sottosegretario agli affari esteri, il grillino Manlio Di Stefano, tra i primi ad esprimere la propria solidarietà. “Con tutto il cuore mando un abbraccio ai nostri amici libici” ha subito twittato. Sulla sua stessa linea, sotto ogni punto di vista…, la parlamentare del M5S Elisa Pirro che, poco dopo, sempre su Twitter ha scritto. “Le immagini dell’esplosione avvenuta a Beirut sono sconvolgenti esprimo la mia vicinanza al popolo libico e cordoglio per le vittime”. Peccato, però, che in realtà Beirut sarebbe la capitale del Libano e non della Libia, quindi la solidarietà andrebbe espressa al popolo libanese (non libico). D’altra parte, però, non si scopre certo oggi il difficile rapporto del M5S con la geografia…

La mascherina? Per Salvini è necessaria a giorni alterni… Lunedì 3 agosto, intervistato a Sky Tg24, Matteo Salvini si rivolge ai più giovani, lanciando un appello: “Ai giovani dico usate la testa, mantenete la distanza, rispettate quello che dice la scienza, usate la mascherina. Quando è necessaria la mascherina si mette, nei luoghi chiusi, sui treni. Anche io metto la mascherina”. Peccato che, solo pochi giorni prima (esattamente il 27 luglio) lo stesso Salvini aveva partecipato al convegno dei pseudo negazionisti e non solo non aveva voluto indossare la mascherina (in un luogo chiuso e affollato…) ma, a chi glielo aveva fatto notare, aveva risposto: “non ce l’ho la mascherina e non la metto”. Il 2 agosto, poi, alla festa della Lega a Milano Marittima aveva invitato un adolescente salito sul palco, che indossava correttamente la mascherina stessa, a togliersela.

L’accoppiamento del maschio con 4-5 donne, l’ultima “perla” di Calderoli. Nel corso della discussione in Senato sulla doppia preferenza di genere, ha destato grande scalpore l’intervento del senatore leghista Roberto Calderoli. L’ex ministro, padre del “porcellum”, ha testualmente affermato: “la doppia preferenza di genere danneggia il sesso femminile. Il maschio è più infedele della donna. Così si accoppia con 4-5 rappresentanti del gentil sesso. Il risultato è che si porta dietro i voti di quattro o cinque signore a differenza della donna”. Farneticazioni, anche se in fondo c’è da capirlo Calderoli. Da ministro nel governo Berlusconi, ha avuto l’esempio del “cavaliere”. Quindi si è pure tenuto “stretto” sostenendo che ogni maschio “si accoppia con 4-5 rappresentanti del gentil sesso”…

Sport Mediaset mette fine alla dittatura Juve e assegna lo scudetto 2020 all’Inter. In attesa di poter gioire per la consueta eliminazione premature in Champions League, l’Italia del pallone che odia la Juventus (praticamente tutta, tifosi bianconeri esclusi) ha dovuto ingoiare il rospo del nono scudetto consecutivo vinto dalla Signora. In loro soccorso, però, è arrivata Sport Mediaset, da sempre sospettata di essere poco simpatizzante dei bianconeri, che in un lungo e approfondito articolo ha svelato come in realtà se fosse in vigore ancora la regola dei 2 punti lo scudetto l’avrebbe vinto l’Inter (58 a 57). Chissà, potrebbe essere un’idea quella di assegnare il tricolore 2020 basandosi sulla regola dei 2 punti. D’altra parte non sarebbe poi così strano, quello italiano è l’unico campionato al mondo nel quale è accaduto anche di assegnare lo scudetto alla squadra quarta classificata…

Estate 2020, il trionfo della cellulite. Ogni estate ha la sua moda e quella 2020 al femminile è a dir poco singolare. Da settimane, infatti, è in corso una sorta di gara tra le più belle e ricercate dei social non solo a pubblicare foto senza filtri, mostrando anche i presunti difetti, ma anche a rivendicare quasi come una qualità la presenza di un po’ di cellulite (che, per la verità, nelle foto suddette non che sia così evidente, anzi…).

Ha iniziato Melita Toniolo, pubblicando una foto con un po’ di pancetta e rivendicando la presenza di un filo di cellulite. Ha proseguito Chiara Ferragni che ha pubblicato una foto del suo lato B, che ha provocato una discussione tra i suoi follower, tra chi sosteneva che si vedeva un filo di cellulite e chi invece la incensava per un corpo così perfetto. “Fidati è solo una questione di luce, cellulite ce ne abbiamo tutte in abbondanza” ha risposto la Ferragni. Il giorno successivo è stata la volta di Elena Barolo (l’ex velina) che pubblicato e commentato tre sue foto in costume “al naturale, senza filtri, sotto il sole di mezzogiorno, mostrando anche la cellulite”, per altro indicando con esattezza dove si poteva notare (prima foto) la cellulite stessa…

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