L’Ascoli può festeggiare, la meritata salvezza dopo una stagione da incubo


Nonostante la sconfitta con il Benevento i bianconeri raggiungono la salvezza che ha soprattutto la firma di mister Dionigi ma anche di Ninkovic, autore di gol e assist decisivi. Un piccolo miracolo al termine di una stagione nella quale la società non ne ha azzeccata…

Alla fine la salvezza è arrivata. Non come si sperava, cioè con la vittoria nell’ultima giornata con il Benevento, ma grazie alle sconfitte di Perugia e Pescara (rispettivamente a Venezia e a Verona contro il Chievo). Ma è bene subito chiarire che questo nulla toglie a Dionigi e ai bianconeri, è una salvezza più che meritata, costruita con una bella serie di risultati (4 vittorie e 2 pareggi) proprio quando il peggio (inteso addirittura come retrocessione diretta) sembrava inevitabile. A tal proposito è opportuno ricordare che, alla ripresa dopo il lockdown, con Abascal in panchina, i bianconeri avevano subito due sconfitte al Del Duca, dando l’impressione di essere una squadra allo sbando.

Bisogna essere sinceri, anche con il cambio in panchina (e non bisogna dimenticare che Dionigi è arrivato tra lo scetticismo di tutto l’ambiente) il pessimismo stava prendendo il sopravvento e il destino dell’Ascoli sembrava segnato. Tanto più che l’esordio in panchina del tecnico emiliano, con l’immeritata sconfitta a Venezia contro una diretta concorrente per la salvezza, non era certo stato dei migliori. Poi, invece, è arrivato il pareggio in rimonta contro il lanciatissimo Crotone e una striscia di 4 vittorie consecutive, per altro ottenute contro una delle squadre più in forma del momento (il Cosenza) e tre squadre in piena lotta per conquistare i playoff (Empoli e Cittadella che poi hanno centrato l’obiettivo e Salernitana che invece l’ha mancato).

Il pareggio in rimonta (da 0-2) contro il Pordenone, per altro in una partita condizionata da clamorosi errori arbitrali (tutti a scapito dell’Ascoli) ha completato una striscia di 6 partite consecutive, con un bottino di 14 punti che ha permesso ai bianconeri di scalare la classifica e mettersi nelle condizioni di potersi salvare nonostante le ultime due battute d’arresto, con Pisa e Benevento.

E’ superfluo sottolineare che, in una pagella ideale, il voto più alto per aver centrato l’obiettivo va indiscutibilmente a mister Dionigi. Che ha preso una squadra “morta”, che praticamente aveva alzato bandiera bianca, destinata alla retrocessione, ed è riuscito invece a rianimarla. I numeri dicono solo parzialmente quale fosse la situazione. Dopo aver terminato il girone di andata al 6° posto con 27 punti (quindi in piena zona playoff), in compagnia di Frosinone, Spezia e Perugia, nelle prime 10 giornate del girone di ritorno l’Ascoli aveva totalizzato appena 5 punti, con l’unica vittoria ottenuta sul campo del Livorno.

In altre parole, i bianconeri erano mestamente ultimi nel girone di ritorno (dietro anche a Livorno che in 10 giornate aveva ottenuto 6 punti) e per come scendevano in campo sembrava impossibile anche solo sperare in un cambio di rotta. Dionigi ha ridato carica e vigore alla squadra, è riuscito a far rendere al massimo sotto il profilo tecnico e caratteriale praticamente tutti i giocatori, tenendo un ritmo da playoff (proiettando la sua media punti per tutto il campionato in linea teorica l’Ascoli avrebbe conquistato il quarto posto…). E’ stato bravo a lavorare non solo sulla testa dei giocatori ma anche ad adottare alcune soluzioni tattiche che hanno aiutato la squadra a rendere meglio, a mascherare alcune gravi lacune (in particolare in difesa e a centrocampo).

Dopo Dionigi, l’altro grande protagonista della salvezza bianconera è sicuramente Nikola Ninkovic, con i suoi gol, i suoi assist, le sue invenzioni ma anche con il carattere e l’abnegazione mostrate nelle ultime partite. E proprio il ruolo determinante del fantasista serbo dovrebbe far riflettere a fondo. L’ultimo giorno del mercato di gennaio la società aveva venduto Ninkovic al Crotone, affare poi saltato solo perché il giocatore serbo ha rifiutato i rossoblu per rimanere in bianconero. L’Ascoli al suo posto non avrebbe preso nessun altro giocatore, visto che nei piani della società l’arrivo di Morosini era sufficiente per colmare il vuoto della partenza di Ninkovic.

Ovviamente non ci sono controprove, ma il sospetto che, se Ninkovic avesse accettato il Crotone, ora non staremmo a festeggiare una faticosa salvezza è molto forte. E proprio la vicenda relativa al fantasista serbo è la più emblematica dimostrazione del caos combinato nel corso di questa stagione dalla società bianconera. Molto onestamente lo ha ammesso a fine stagione anche lo stesso Pulcinelli. Che, però, è indiscutibile che è il primo e principale responsabile di una stagione che, senza troppi giri di parole, è da definire tra le più negative della storia recente dell’Ascoli, non diventata fallimentare solo grazie al miracolo realizzato da Dionigi.

Non bisogna, infatti, dimenticare che l’obiettivo ad inizio stagione era chiarissimo, il raggiungimento almeno dei playoff. Certo, può capitare che gli obiettivi fissati non vengano raggiunti. Ma in questo caso le colpe della società sono evidenti e indiscutibili. Come visto a metà stagione l’Ascoli era pienamente in linea con i programmi di inizio anno, sesto posto in classifica che avrebbe voluto dire playoff. Certo la squadra aveva palesato qualche difficoltà e alcune lacune che, però, potevano essere colmate con il mercato di gennaio. Invece è accaduto esattamente il contrario e la società ha poi gestito nel peggiore dei modi le conseguenze di quelle scelte sbagliate.

Il frettoloso esonero di Zanetti, la disastrosa scelta di affidarsi a Stellone (2 punti in 5 partite), quella se possibile peggiore (dopo aver avuto tutto il tempo possibile per decidere a causa del lockdown) di scegliere poi Abascal. Come se non bastasse il caos societario, l’addio dei soci ascolani, quello di Tesoro (responsabile del mercato fallimentare di gennaio), le ripetute incaute affermazioni del patron stesso. Con questa incredibile serie di disastri commessi dalla società, aver evitato la retrocessione è un miracolo se possibile ancora più grande.

Scampato il pericolo, c’è la speranza che Pulcinelli e il suo staff (ammesso che saranno ancora loro a guidare la società, visto le numerose voci che girano in proposito) abbiano imparato la lezione e d’ora in poi siano in grado di invertire la rotta. Magari parlando meno e facendo più fatti concreti. Nella stagione complessivamente molto negativa dell’Ascoli è giusto coinvolgere anche i tifosi bianconeri, spesso una sorta di arma in più per la squadra.

La feroce contestazione nei confronti di Zanetti dopo Ascoli-Frosinone è risultata un errore clamoroso, visto come stava andando la squadra. Certo poi quell’errato comportamento dei tifosi non può e non deve essere considerato una giustificazione per Pulcinelli che, se convinto di Zanetti, non doveva cedere alle pressioni della piazza. Bruttissimo anche il comportamento di una parte dei supporters bianconeri nel dopo Ascoli-Benevento, quella dura contestazione contro i giallorossi colpevoli di aver fatto semplicemente il loro dovere (e non certo di aver giocato alla morte come qualcuno ha provato a far credere).

Per quanto calda e con comportamenti non sempre condivisibili, la tifoseria bianconera si è sempre distinta per una certa sportività. Bisognava pensare solo a festeggiare il pericolo scampato, non si doveva scendere così in basso. In questa sorta di consuntivo finale una doverosa “tiratina d’orecchie” merita anche la stampa locale. Che ad inizio stagione ha commesso l’errore di sopravvalutare l’organico bianconero e che, probabilmente anche per questo, poi è stata troppo dura nei confronti di Zanetti. Che, alla luce di quanto accaduto poi, non aveva certo fatto male nel corso del girone di andata.

Errori in serie, alcuni anche molto gravi, che però alla fine non hanno provocato il disastro (cioè la retrocessione). Un motivo in più per festeggiare e, soprattutto, ripartire con slancio, ovviamente facendo tesoro di quanto accaduto

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.