La domenica del villaggio


Gli incidenti in A14 e la nuova versione di “piove, governo ladro”, il senso per le discriminazioni di Castelli, l’improbabile guerra de “La Nuova Padania” contro il Comune di Bugliano, la previsione quasi azzeccata di Salvini sui soldi in Svizzera

Settimana caldissima quella che si appresta a terminare che, per quanto riguarda il capoluogo piceno, ha portato la sofferta salvezza dell’Ascoli che ha mandato in tilt qualche quotidiano locale. Sul fronte politico in vista delle elezioni regionali al centro dell’attenzione la situazione dell’A14 con la nuova versione di “piove, governo ladro” e il senso di Castelli per le discriminazioni. A livello nazionale al centro dell’attenzione il convegno “negazionista” al Senato e le incaute dichiarazioni di Bocelli che hanno provocato, tra le altre cose, la decisione del famoso Comune di Bugliano di cambiare la serratura, con le immediate dure critiche da parte de “La Nuova Padania”.  Tutto questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”

Gli incidenti in A14 e la nuova versione di “piove, governo ladro”. Martedì 28 luglio è stato un ennesimo giorno di fuoco per il tratto autostradale delle Marche dell’A14. Questa volta, però, non a causa di lavori o cose simili ma molto più semplicemente a causa di due incidenti che hanno coinvolto due camion, uno dei quali ha addirittura provocato un incendio che ha reso necessario chiudere per qualche ora l’uscita di Porto Sant’Elpidio. Poche ore e immancabile è arrivato sui social l’intervento di Giacomo Manni, ex consigliere comunale del M5S ed ora sostenitore del candidato governatore “nostalgico” Francesco Acquaroli, che, con tanto di foto della fila provocata dagli incidenti di cui sopra, scrive: “A14 ore 14:30, ringraziamo chi governa questa regione e questo paese per aver abbandonato il sud delle Marche”.

In pratica una versione aggiornata del famoso “piove, governo ladro” perché anche un bambino comprenderebbe che, visto che in questo caso le code e i rallentamenti sono stati provocati da due incidenti, chi governa la regione e questo paese non c’entra nulla. A meno che a guidare i due camion non erano il presidente Conte e il governatore Ceriscioli…

Il caldo e la salvezza dell’Ascoli mandano in tilt qualche quotidiano locale… Quello che si è appena concluso è stato un campionato di serie B particolare, se non altro per il semplice motivo che la stagione regolare è terminata il 31 luglio (ovviamente a causa della lunga sosta per il covid). Forse proprio per il caldo di questo periodo o per l’orario in cui si è conclusa l’ultima partita contro il Benevento (dopo le 23) ma qualche quotidiano locale è andato letteralmente in tilt. Uno in particolare dopo la partita persa 2-4 contro i giallorossi, che ha messo a rischio la salvezza stessa dell’Ascoli conquistata grazie ai risultati negativi di altre squadre, sembrava davvero impazzito. Nelle pagelle della partita, ad esempio, per l’Ascoli fioccano sufficienze e addirittura anche 7, con solamente un’unica insufficienza, a cui si aggiunge quella per l’allenatore Dionigi.

In altre parole se i bianconeri hanno perso così pesantemente la colpa è di Scamacca (unica insufficienza) e del mister (portiere e difensori, nonostante i 4 gol subiti, avrebbero giocato una gran partita…). Ma la vera è propria perla è la classifica finale, nella quale Perugia e Pescara hanno gli stessi punti dell’Ascoli (46). Il che vorrebbe dire che i bianconeri sarebbero costretti a giocarsi la salvezza ai playout. Invece, magicamente, nonostante la (presunta) parità in classifica e gli scontri diretti negativi, l’Ascoli anche per quel quotidiano è salvo. Un piccolo miracolo…

Il senso di Castelli per le discriminazioni. Che l’ex sindaco Guido Castelli si candidasse alle prossime elezioni regionali di settembre lo si era capito da tempo. Ora che c’è stata l’ufficializzazione, l’ex sindaco di Ascoli sta ulteriormente “tempestando” i social con la propaganda. Ovviamente non poteva mancare anche la presentazione della sua stessa candidatura. “Mi candido – scrive Castelli – per difendere il nostro territorio dalle discriminazioni che da sempre subisce da parte della Regione”. Evidentemente, però, per l’ex primo cittadino ci sono discriminazioni e discriminazioni.

E se per quelle (presunte) della Regione verso il nostro territorio ha deciso di battersi (magari avrebbe potuto farlo nei 10 anni in cui è stato sindaco di Ascoli…), invece quelle evidenti e certificate nei confronti dei gay in qualche modo le promuove e le giustifica, come dimostra il fatto che non solo era tra i partecipanti della manifestazione di sabato scorso in piazza del Popolo contro il ddl Zan (che invece vuole estendere certe tutele anche ai gay) ma addirittura è stato tra i promotori della mozione presentata dal suo partito.

“La Nuova Padania” in guerra con il Comune di Bugliano che… cambia la serratura! La settimana è stata caratterizzata dal convegno “negazionista” al Senato, con le dichiarazioni sul covid -19 di Andrea Bocelli che hanno scatenato una serie infinita di polemiche. E anche in questo caso le discussioni su quelle dichiarazioni, soprattutto sui giornali di destra, si sono trasformate nell’ennesima occasione di scontro politico. Nel mezzo di questo scontro ha fatto scalpore il titolo “sparato” a tutta pagina da “La Nuova Padania” che ha denunciato una sorta di grave ritorsione nei confronti del cantante. “Rimossa cittadinanza onoraria e chiavi della città ad Andrea Bocelli” scrive il quotidiano vicino alla Lega, facendo riferimento ad un comunicato stampa in cui si annuncia un simile provvedimento del Comune di Bugliano. Che, come è noto, è un account parodia di un ipotetico comune toscano che, ovviamente, nella realtà non esiste.

Una “figuraccia”, resa ancora più imbarazzante perchè, al di là del fatto che Bugliano non esiste, bastava leggere il comunicato stampa per capire che c’era qualcosa che non andava. “Ad Andrea Bocelli – si legge infatti nel comunicato – fu consegnata anche la chiave della città, ma per quella risolveremo cambiando la serratura”…

Soldi in Svizzera e la previsione quasi azzeccata di Salvini. Era il 2015 quando su Twitter Matteo Salvini scriveva: “Finanzieri milionari, conti in Svizzera. Ecco a voi la sinistra chic di Renzi. Curioso di vedere quanti benpensanti moralisti di sinistra saranno beccati coi milioni nascosti in Svizzera”. Non sappiamo quanti benpensanti moralisti di sinistra sono stati beccati negli anni passati. Oggi, però, sappiamo che tra quelli che hanno nascosto in Svizzera c’è anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Che non sappiamo se è benpensante, né se è moralista, di sicuro non è di sinistra. Perché è della Lega, dello stesso partito di Salvini. Che, evidentemente, aveva visto quasi giusto nella previsione, ha sbagliato solo parte politica…

Le confessioni ai tempi dei social… In un mondo che va sempre più veloce e, di conseguenza, bisogna essere rapidi e veloci qualsiasi cosa si faccia, cambia anche il modo di effettuare le confessioni. Emblematico, a tal proposito, quanto letto sulla bacheca di una chiesa del territorio. “Le confessioni oggi (sabato) termineranno alle 17:30. C’è un solo prete disponibile per le confessioni oggi. Nella vostra confessione andate subito al sodo e confessate solo i vostri peccati e trasgressioni. Non c’è bisogno di spiegare perché li avete commessi. Grazie”. Chissà, magari presto avremo le confessioni tramite mail o, meglio ancora, whattsap…

Il teorema Bocelli sul coronavirus applicato a Salvini in Senato. Le incaute parole di Bocelli sul coronavirus, che ha sollevato dubbi sulla reale pericolosità del virus sostenendo “io non conosco nessuno che è stato in terapia intensiva”, oltre alle inevitabili polemiche (che alla fine hanno spinto lo stesso Bocelli ad una parziale e imbarazzata marcia indietro), hanno scatenato la solita ironia dei social. Tra le tante battute ironiche e parodie della “teoria Bocelli” lette in questi giorni da sottolineare quella che tira in ballo i commessi del Senato. Che, stando a quanto si legge sui social, avrebbero detto: “Noi non l’abbiamo mai visto a Palazzo Madama (sede del Senato), quindi Salvini non esiste”…

La telenovela Belen-De Martino e la gara a chi soffre di più… Non accenna a terminare la telenovela sulla fine del rapporto tra Belen e Stefano De Martino. Tra i tanti articoli dedicati a questa ennesima rottura letti nel corso della settimana, due (per altro riproposti da diversi giornali e siti internet) hanno catturato la nostra attenzione. Il primo riguarda un inedito retroscena raccontato da un (presunto) amico del ballerino che sostiene che De Martino sta soffrendo tantissimo perché voleva stare ancora insieme alla showgirl. L’altro parla di uno sfogo su Instagram della madre di Belen che avrebbe scritto “Chi non ti cerca non ti ama”, con lo scopo di scuotere la figlia che starebbe soffrendo tantissimo per la rottura. Da profani, però, ci resta un dubbio? Ma se soffrono così tanto entrambi, perché mai si sarebbero separati di nuovo?

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