L’Ascoli c’è e ci crede, sette finali per la salvezza


Dopo l’immeritata sconfitta di Venezia, i bianconeri in grandissima emergenza rimontano il Crotone e spezzano la serie negativa. La classifica resta preoccupante ma Dionigi sembra aver restituito al gruppo la voglia di lottare e un assetto tattico più logico

“Noi ci crediamo”. L’avevano scritto sui social, squadra e staff tecnico, con tanto di foto di tutto il gruppo unito. Con il Crotone l’hanno dimostrato sul campo e l’abbraccio finale di tutta la squadra è stata l’ulteriore conferma. E dopo aver visto all’opera al Del Duca, ma anche a Venezia, l’Ascoli di Dionigi crederci è doveroso da parte di tutto l’ambiente, pur nella consapevolezza dell’oggettiva difficoltà della situazione. Ma, al di là dell’aspetto tecnico-tattico (che comunque non è irrilevante), finalmente dopo tanto tempo si è rivista una squadra, un gruppo pronto a lottare e a non mollare, con giocatori che in mezzo al campo hanno dato tutto quello che avevano. Eppure dall’arrivo di Dionigi in panchina non si può certo dire che i bianconeri siano stati baciati dalla fortuna.

Prima la partita sfortunata di Venezia, con i due pali, le occasioni fallite e una sconfitta assolutamente immeritata (anche il pareggio sarebbe stato stretto all’Ascoli). Poi l’assenza di uomini fondamentali come Gravillon e Cavion (squalificati), a cui si è aggiunta quella all’ultimo minuto di Brosco. Che ha costretto Dionigi a schierare una difesa a tre assolutamente inedita composta da Ranieri, Ferigra e Valentini, con gli ultimi due che da tempo non partivano titolari. Poi ancora, alla fine di un sofferto primo tempo, l’infortunio di Ninkovic che ha privato la squadra nella ripresa del suo faro. Eppure, nonostante tutto, con un po’ di comprensibile affanno l’Ascoli stava reggendo contro la seconda in classifica. Poi ancora una punizione beffa, l’errore di Leali e la drammatica (in senso sportivo) sensazione che l’ennesima sconfitta fosse inevitabile.

Invece la rabbiosa reazione dei bianconeri, che non si è esaurita neppure di fronte alla clamorosa opportunità fallita da Scamacca, che ha portato al meritato pareggio (e nel finale ancora Scamacca ha avuto un’opportunità, non semplicissima, addirittura per il clamoroso sorpasso). Un punto fondamentale per il morale più che per la classifica che resta molto preoccupante. Però la sensazione che Dionigi sia in così poco tempo riuscito a compattare nel giusto modo la squadra (e questo dovrebbe far riflettere su quanto sbagliata sia stata la scelta di Abascal), a darle un’anima e anche a trovare qualche soluzione tecnico-tattica importante. Come la difesa a tre sicuramente importante per una squadra che nelle precedenti partite aveva terribilmente ballato nel reparto difensivo.

Ma anche a centrocampo dove, preso atto dei limiti dei centrocampisti a disposizione, si è scelto giustamente di preoccuparsi prima di tutto di assicurare copertura. Più in generale è la necessaria presa di coscienza che ora bisogna lottare per evitare il peggio e, quindi, bisogna soprattutto pensare in concreto, senza troppi svolazzi. Anche perché in avanti, pur con Morosini che non sta certo attraversando il suo momento migliore, i bianconeri continuano ad avere una discreta qualità e giocatori che possono comunque trovare il gol da un momento all’altro. Quindi è fondamentale cercare di evitare errori difensivi e cercare di non subire gol perché poi con quei giocatori in avanti la possibilità di trovare la via della rete c’è sempre.

Certo resta forte il rammarico per la partita di Venezia, dopo lo sbandamento iniziale probabilmente la migliore gara dell’Ascoli da molto tempo a questa parte. In alcuni momenti di quella gara si sono viste anche belle trame di gioco, come non se ne vedevano da tempo, con i bianconeri che arrivavano con estrema facilità al tiro. L’1-2 clamorosamente mancato da Ninkovic prima e da Brosco poi, il palo che allo stesso Brosco ha negato il gol del vantaggio (nel finale un altro palo ha negato anche un pareggio che sarebbe stato sacrosanto) gridano ancora vendetta.

Superfluo sottolineare quanto una vittoria a Venezia avrebbe cambiato classifica e situazione dell’Ascoli. Ma ormai è inutile guardare indietro, ora è fondamentale pensare e concentrarsi sulle 7 sfide finali che bisognerà affrontare con lo spirito e la determinazione mostrata nelle ultime due partite. E con la consapevolezza che conta solo il risultato, il resto sono dettagli.

Inutile nascondere che la partita di venerdì prossimo a Cosenza sarà fondamentale. Servirebbe una vittoria per dare concretezza alle speranze di salvezza senza dover affrontare i playout, è assolutamente indispensabile non perdere per non finire con l’acqua alla gola. Perché nel malaugurato caso di sconfitta l’Ascoli finirebbe addirittura al terz’ultimo posto, scavalcato dal Cosenza e quasi certamente con il Trapani penultimo ad un solo punto, visto che i siciliani al prossimo turno dovranno affrontare in casa il Livorno quasi retrocesso e che nelle ore scorse non ha rinnovato i contratti in scadenza al 30 giugno.

In altre parole i labronici perdono ben 16 giocatori della rosa e affronteranno le ultime partite con i ragazzi della Primavera (parlare di campionato falsato e di vergogna per la Lega Serie B è riduttivo…). Al di là della comprensibile rabbia (dopo il Trapani sarà la volta della Cremonese quart’ultima ad affrontare il Livorno…), bisogna solo guardare in casa propria e presentarsi a Cosenza determinati a fare risultato.

Una vittoria non chiuderebbe definitivamente (proprio per il discorso relativo al Trapani) il discorso riguardo la retrocessione diretta ma sicuramente allontanerebbe decisamente questo inquietante spettro. E soprattutto rafforzerebbe le speranze di poter evitare anche i playout. Attualmente la salvezza diretta è a 3 punti di distanza, con i 36 punti della Juve Stabia che sembra in difficoltà e che, sulla carta, ha il calendario più complicato tra le squadre in lotta per la salvezza.

Un punto sopra ai bianconeri, invece, c’è la Cremonese che (fortunatamente) ha gettato via una grande occasione a Salerno (in vantaggio 0-2, poi 2-3 a pochi minuti dalla fine si è fatta raggiungere sul 3-3) ma che di fatto è come se avesse già 3 punti in più, visto che tra due turni dovrà affrontare il Livorno. Sempre per quanto riguarda il calendario, naturalmente la difficoltà dipenderà anche dalla situazione in classifica delle varie avversarie che ogni squadra incontrerà sulla sua strada. In questo momento, a parte il Benevento promosso e il Livorno di fatto retrocesso, tutte le altre formazioni sono in lotta per un obiettivo.

E’ chiaro, però, che con il passare delle giornate questa situazione potrebbe cambiare e naturalmente incontrare una squadra che non ha più obiettivi può rappresentare un vantaggio. Di seguito pubblichiamo il calendario delle formazioni che al momento sono in lotta per la salvezza, da Pescara e Venezia (39 punti) fino al Trapani penultimo (in maiuscolo le gare in trasferta). Un punto sopra alla coppia veneto-abruzzese c’è il Perugia che non può essere considerato completamente al sicuro ma al quale, di fatto, mancano solo pochi punti per esserlo.

PESCARA 39 (CREMONESE – Perugia – VENEZIA – Frosinone – TRAPANI – Livorno – CHIEVO)

VENEZIA 39 (Empoli – BENEVENTO – Pescara –SPEZIA – J. Stabia – CITTADELLA – Perugia)

JUVE STABIA 36 (SALERNITANA – Entella – FROSINONE – Chievo – VENEZIA – Cremonese – COSENZA)

CREMONESE 34 (Pescara – LIVORNO – Chievo – PERUGIA – Spezia – J. STABIA – Pordenone)

ASCOLI 33 (COSENZA – Salernitana – Empoli – CITTADELLA – Pordenone – PISA – Benevento)

COSENZA 31 (Ascoli – SPEZIA –Perugia – PORDENONE – Pisa – EMPOLI – J. Stabia)

TRAPANI 29 (Livorno – CHIEVO – Benevento – PISA – Pescara – PERUGIA – Crotone)

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *