Ascoli sull’orlo del baratro, una stagione e un futuro da salvare


Salta anche Abascal, sarà probabilmente Dionigi il quarto allenatore di questa disgraziata stagione. Una scelta che non convince a pieno, visti i precedenti. Ma ora non è il momento delle polemiche e delle discussioni, c’è una salvezza ampiamente possibile da conquistare…

Pulcinelli cala il poker nel tentativo di evitare che una delle più imbarazzanti stagioni della storia recente dell’Ascoli diventi un disastro senza precedenti. Dopo Zanetti e Stellone il patron bianconero non ha potuto fare altro che esonerare anche Abascal e nelle prossime ufficializzerà il nuovo allenatore che, se non ci saranno colpi di scena, dovrebbe essere Daniele Dionigi. Non c’erano alternative, il giovanissimo allenatore spagnolo ha “toppato” in maniera clamorosa le due partite che avrebbero dovuto rilanciare l’Ascoli, dimostrando per altro nel post partita di essere nella più totale confusione.

Ma il suo esonero se possibile fa ancora più male perché di fatto in questo modo Pulcinelli ha “bruciato” un promettente allenatore con il quale, in altre circostanze e con presupposti differenti, si poteva davvero costruire un discorso futuro molto stimolante. Naturalmente il disastro contro la Cremonese e il Perugia ha fatto finire nel dimenticatoio ciò che Abascal ha fatto in questa stagione in bianconero, in particolare con la Primavera. Una cavalcata trionfale, interrotta solo dalla pandemia quando ormai la promozione era conquistata, che poteva essere da stimolo per pensare ad un progetto ambizioso futuro che vedesse al centro proprio l’allenatore spagnolo.

Prospettive spazzate via inesorabilmente nel giro di 4 giorni, a causa della scelta inopportuna e incauta del patron bianconero di affidare proprio ad Abascal una squadra in una situazione delicatissima, che avrebbe avuto bisogno di ben altra e più esperta guida. Lo avevano capito tutti che non era il caso di affidarsi al giovane allenatore spagnolo, con il concreto rischio che accadesse quello che poi puntualmente si è verificato. Tutti tranne Pulcinelli e la società bianconera che così in un colpo solo hanno peggiorato la situazione già delicata della squadra e contemporaneamente “bruciato” quella che sarebbe potuta diventare una preziosa risorsa nel futuro dei bianconeri.

Il problema è che, a quanto pare, il patron bianconero non sembra aver compreso bene la lezione. In un momento come quello che sta vivendo la squadra bianconera, con la situazione di classifica sempre più compromessa e una salvezza difficile da conquistare (possibilmente senza l’appendice dei playout), con un gruppo evidentemente problematico sia dal punto di vista tecnico che, ancor più, caratteriale, forse sarebbe servito un allenatore più esperto e più abituato a situazioni simili. Dionigi invece è una scommessa, magari un po’ meno azzardata rispetto ad Abascal, ma comunque sempre un azzardo.

Non ha grandissima esperienza, non si è mai trovato a dover affrontare una situazione complessa come quella che sta vivendo l’Ascoli, non ha alcuna esperienza da allenatore del campionato cadetto e le ultime sue esperienze in panchina non sono certo incoraggianti (l’ultima a Catanzaro stagione 2017-2018, dimesso a marzo con la squadra nella parte bassa della classifica). E’ inutile nascondere che, ancora una volta, la scelta di Pulcinelli e della società lascia a dir poco perplessi.

Era inevitabile sottolinearlo, ma ora è altrettanto doveroso mettere alle spalle polemiche e discussioni, rimandare a fine campionato una più seria e approfondita analisi sulle colpe e le responsabilità (non solo quelle mastodontiche di Pulcinelli e della società) della negativa la stagione dei bianconeri e restare il più possibile uniti per cercare di salvare il salvabile. Perché nonostante tutto il campionato dell’Ascoli è tutt’altro che compromesso, ci sono ancora tempo e opportunità per evitare che da negativa la stagione si trasformi in fallimentare.

Soprattutto ci sono ancora tutte le possibilità per conquistare comunque la permanenza in serie B, anche direttamente e senza passare attraverso i playout. Perciò ora bisogna pensare esclusivamente a raggiungere questo che è un obiettivo vitale, anche e soprattutto per il futuro dei bianconeri. Non è il momento di pensare ai “disastri” commessi, non è il momento di piangersi addosso, bisogna concentrare tutti gli sforzi nel perseguimento di questo obiettivo, sapendo che ormai non sono più consentiti errori.

E, accantonando il discorso sulla scelta dell’allenatore (sperando ovviamente che le comprensibili perplessità sul nome di Dionigi risultino infondate), la prima e più importante cosa da fare è prendere consapevolezza del momento delicatissimo ma, al tempo stesso, delle possibilità di questa squadra di tirarsi fuori dai guai. In tal senso sarebbe auspicabile che il patron Pulcinelli si facesse sentire al più presto. In questi mesi e in queste settimane ha parlato spesso (e nella maggior parte dei casi a sproposito), ora che la squadra e l’ambiente hanno bisogno di essere spronati e rassicurati inspiegabilmente tace.

Dovrebbe invece far sentire la sua voce, magari ammettendo la responsabilità per i tanti errori commessi ma al tempo stesso spronando tutti a dare il massimo per raggiungere un obiettivo che è ampiamente alla portata dell’Ascoli. Che, con tutti i limiti e i difetti che questo gruppo ha evidenziato, ha comunque le potenzialità per tirarsi fuori dagli impicci.

Sicuramente ad inizio stagione qualcuno si era illuso e aveva sopravvalutato il valore della rosa, altrettanto certamente in tanti non hanno dato il giusto peso agli errori commessi nella finestra di mercato di gennaio. Ma, pur con tutti i limiti che indiscutibilmente ci sono, questa rosa e questo gruppo valgono sicuramente di più del quart’ultimo posto in classifica. Ed ora sarà compito dell’allenatore (probabilmente Dionigi) riuscire a tirar fuori il meglio, esaltando le qualità che indiscutibilmente ci sono nella rosa e cercando di ridurre al minimo gli effetti delle carenze ben note del gruppo. Che soffre soprattutto per gli evidenti limiti di un centrocampo a cui manca qualità e anche fisicità ma anche per la fragilità della difesa.

Compito del nuovo tecnico sarà quello di trovare l’assetto e gli uomini che permettano di mascherare il più possibile questi limiti, cercando al tempo stesso di riuscire a sfruttare meglio la qualità che indiscutibilmente l’Ascoli negli uomini offensivi. Serve soprattutto, però, un allenatore che riesca a trasmettere alla squadra la giusta carica e la feroce determinazione che è necessaria, ancor più quando c’è da lottare per conquistare la salvezza.

Al di là dei limiti tecnici e delle carenze dei vari reparti, non è più ammissibile vedere una squadra che scende in campo molle e agonisticamente poco “cattiva”. La prima e più importante cosa che dovrà valutare il nuovo allenatore sarà proprio questa, nella scelta degli uomini da mandare in campo dovrà soprattutto scegliere quelli che sono pronti a dare tutto in mezzo il campo, a triplicare gli sforzi pur di ottenere il risultato. E’ superfluo sottolineare che nelle 9 sfide che mancano per chiudere il campionato non conterà la qualità e il livello del gioco espresso ma esclusivamente il risultato.

Bisogna conquistare più punti possibili, non è importante in che modo. La classifica parla chiaro, al momento l’Ascoli dovrebbe disputare i playout contro il Venezia (che avrebbe il vantaggio del ritorno in casa e della salvezza a parità di risultati) che precede i bianconeri di un punto. Insieme ai veneti c’è anche la Cremonese, mentre più su (rispettivamente a 4 e 5 punti dall’Ascoli) ci sono Juve Stabia e Pisa. La salvezza diretta è quindi lontana un solo punto. Però bisogna anche fare attenzione al possibile ritorno del Cosenza, che è ripartito con un prezioso successo e che ora ha 5 punti di distacco dai bianconeri (che dovranno andare in Calabria il prossimo 3 luglio).

E’ del tutto evidente che, con una simile situazione di classifica, grandissima importanza riveste la sfida di venerdì prossimo contro il Venezia. Una partita se possibile da vincere ma quanto meno assolutamente da non perdere (contemporaneamente è in programma anche Cremonese – Cosenza). Per altro il calendario non aiuta troppo i bianconeri che, dopo la trasferta in Veneto, ospiteranno al Del Duca il Crotone secondo in classifica e poi andranno a far visita proprio al Cosenza.

Un tris di gare difficile e fondamentale per le sorti future dei bianconeri, sarà importante che dopo queste 3 partite quanto meno la situazione in classifica dell’Ascoli non sia peggiorata, cioè che la salvezza diretta resti ad un passo e che invece il Cosenza non si sia avvicinato. In modo poi da potersi giocare le possibilità di conquistare direttamente la salvezza, senza passare dai playout, nelle ultime 6 sfide.

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