La domenica del villaggio


La singolare evoluzione dei comunisti secondo Castelli, “lavorare con lentezza” motto ufficiale del Comune,  l’incubo coronavirus e i problemi di udito di Antonini, il successo della missione in Libia di Di Maio, Salvini pronto a chiudere anche il porto… di Roma

Settimana ricca di spunti quella che si appresa ad andare in archivio, con ovviamente l’allarme coronavirus al centro dell’attenzione. Anche nel capoluogo piceno, dove si evidenziano i problemi di udito dell’ex assessore Antonini. A proposito di ex, il precedente sindaco, Guido Castelli, in tv e sui social spiega la particolare evoluzione dei comunisti che non mangiano più bambini ma costruiscono quartieri. Intanto nel capoluogo piceno va in onda una sorta di replica della telenovela della tribuna est, con la spasmodica attesa del nuovo Godot, la demolizione della curva sud.

In ogni caso nulla al confronto di quanto accade per le villette di via delle Begonie, la cui richiesta di sanatoria, presentata a fine 2004, secondo il Comune doveva essere definita (in senso positivo o negativo) entro 3 anni ma dopo 16 ancora non se ne sa nulla. Dando uno sguardo a ciò che avviene nel resto del paese soddisfazione per il grande successo della missione in Libia del ministro degli esteri Di Maio, mentre Salvini assicura che, quando tornerà al governo, questa volta ha intenzione di chiudere anche il porto… di Roma. Que­sto e mol­to al­tro nel tra­di­zio­na­le ap­pun­ta­men­to de “La do­me­ni­ca del vil­lag­gio”.

L’evoluzione dei comunisti secondo Guido Castelli: non mangiano più bambini, costruiscono quartieri! Giovedì 20 febbraio l’ex sindaco di Ascoli Guido Castelli era ospite a La7 da Myrta Merlino (“L’Aria che tira”), proprio nel giorno in cui è iniziato l’abbattimento di una delle Vele di Scampia. Occasione che l’ex primo cittadino ha voluto subito sfruttare per sostenere la surreale tesi che quel quartiere, diventato luogo simbolo di Gomorra, se è diventato così è colpa dei comunisti. Al punto che la stessa Merlino ironicamente gli ha chiesto “Ma allora è sempre colpa dei comunisti?”. Non soddisfatto, Castelli ha ribadito la propria tesi anche sul proprio profilo facebook. “Oggi è iniziato l’abbattimento di una vela di Scampia – scrive l’esponente di FdI – Ho voluto ricordare a Myrta Merlino che questi mostri sono nati dall’ideologia di architetti che proponevano il modello sovietico per costruire le nuove periferie italiane: Meglio ricordarle certe cose”.

In effetti ha ragione Castelli, sarebbe meglio ricordarle certe cose, quanto meno per evitare certe clamorose “cantonate”. Perché le vele di Scampia sono state realizzate tra il 1962 e il 1975, periodo nel quale Napoli ha sempre avuto sindaci dell’area di destra della DC. Il progetto è dell’architetto Franz Di Salvo che gli unici contatti politici li ha avuti sempre con la DC, partecipando anche ad un paio di congressi dello scudo crociato. Di Salvo, tra l’altro, si è ispirato, nella progettazione delle Vele, a Le Corbusier, architetto-urbanista svizzero che non ha mai avuto a che fare con l’Unione Sovietica. In altre parole l’ex primo cittadino ascolano l’ha davvero sparata grossa. D’altra parte si sa, i comunisti mangiano i bambini, non costruiscono quartieri…

Quelli che aspettano… la demolizione della curva sud. L’ex sindaco Castelli, come al solito, era stato ultra ottimista e aveva previsto che la demolizione della curva sud sarebbe iniziata a fine del passato campionato. Il nuovo primo cittadino Fioravanti inizialmente aveva auspicato settembre, poi entro la fine del 2019. Poi, finalmente l’attesa notizia, data non dall’amministrazione comunale o da qualche altro ente ma da un quotidiano locale: “Entro 15 giorni inizierà il cantiere per la demolizione della curva sud” pubblicava a tutta pagina quel quotidiano il 9 gennaio scorso. Però è passato il 24 gennaio, siamo arrivati a fine gennaio, siamo quasi a fine febbraio e del cantiere al Del Duca nessuna traccia. Poi venerdì 21 febbraio, sempre sui quotidiani locali, la nuova notizia: la demolizione della curva sud inizierà il prossimo 16 marzo. Inutile sottolineare che aspettiamo con ansia l’arrivo di quella data per capire se finalmente il nuovo Godot (che prende il posto della tribuna est…) finalmente arriverà…

Il motto del Comune di Ascoli? Lavorare con lentezza… Si è svolta nei giorni scorsi l’ennesima udienza per la surreale vicenda dei presunti abusi edilizi in via delle Begonie, a Monticelli. Al di là della vicenda legale (sia penale che civile), è in ballo la richiesta di sanatoria presentata dall’azienda edile locale che ha realizzato le villette in questione. Richiesta presentata il 17 dicembre 2004, in merito alla quale il responsabile comunale del procedimento il 26 aprile 2005 scriveva: “Ai sensi dell’articolo 8 della legge 241/1990 la domanda di sanatoria dovrà essere definita entro 3 anni dalla presentazione”. Quindi entro la fine del 2007. Siamo all’inizio del 2020, in ritardo di “appena” 13 anni. Altro che “lavorare con lentezza”…

Il pericolo coronavirus e i problemi di udito di Antonini. I primi casi (e purtroppo i primi morti) in Italia hanno fatto scattare l’allarme per il coronavirus in tutto il paese. Ovviamente anche la politica, nazionale e locale, se ne sta occupando, ancor più in regioni come le Marche dove tra qualche mese sono in programma le elezioni regionali. Tra i tanti interventi da segnalare anche quello dell’ex assessore al Comune di Ascoli e responsabile locale della Lega Andrea Maria Antonini. “Non possiamo far finta di nulla – scrive – senza fare allarmismo ma bisogna essere pronti a tutto. Mentre diversi governatori attraverso i social e circolari ai Comuni hanno già informato e predisposto un percorso di emergenza, da parte del governatore Ceriscioli, niente, nessuna indicazione. Regione Marche, perché questo silenzio assordante?”.

Peccato per Antonini, però, che da giorni non solo è attivo un sito della Regione stessa proprio sul coronavirus ma da fine gennaio è attivo il Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie (Gores) che ha già informato tutte le Asur e gli operatori sanitari del servizio sanitario regionale con diverse circolari operative, senza parlare di comunicati stampa e comunicazioni varie. Certi che l’ex assessore ascolano non potrebbe mai speculare su una vicenda così seria, evidentemente il “silenzio assordante” che ha denunciato deve essere frutto di problemi di udito…

La proverbiale affidabilità della Lega. Dopo la Brexit è tornato d’attualità anche nel nostro paese il dibattito sulla possibile uscita dell’Italia dall’euro, con in particolare diversi esponenti leghisti che spingerebbero per questa soluzione. Così nei giorni scorsi per fugare ogni dubbio è intervenuto sull’argomento il responsabile esteri del Carroccio, Giancarlo Giorgetti, con un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera nella quale afferma: “La Lega è affidabile, io sono il responsabile esteri della Lega e se dico che non usciamo dall’euro, non usciamo. Punto”. Poche ore la pubblicazione di quell’intervista, però, in uno dei suoi innumerevoli interventi pubblici sull’argomento Salvini ha affermato che “o cambiamo le regole o facciamo come gli inglesi. Inutile stare in una gabbia dove ti strangolano”. Più affidabile di così…

Lo straordinario successo della missione in Libia del ministro degli esteri Di Maio. Missione lampo a Tripoli, nei giorni scorsi, del ministro degli esteri Luigi Di Maio che ha incontrato il capo del consiglio presidenziale Fayez al Serraj al quale ha chiesto di mantenere aperto il negoziato con il capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Eln) Haftar. A cui lo stesso Di Maio ha lanciato una sorta di appello, chiedendo di far tacere le armi. “La risposta non sia militare” ha sostenuto il nostro ministro degli esteri. Ed in effetti, poche ore dopo la sua missione, lo stesso Haftar ha dato il via ad un violento raid aereo nel porto di Tripoli, con il premier al Sarraj che ha immediatamente deciso di sospendere ogni sorta di negoziato con l’Eln. Quella che si definisce una missione di successione…

Se torna al governo Salvini pronto a chiudere anche il porto… di Roma! In una delle sue innumerevoli dirette Facebook, nei giorni scorsi il leader della Lega Matteo Salvini è tornato a parlare della vicenda dell’Open Arms per cui è indagato dal tribunale di Palermo con le accuse di sequestro di persona aggravato e rifiuto di atti di ufficio. In particolare il leader del Carroccio ha voluto sottolineare che, a suo dire, la nave Open Arms ha volutamente fatto rotta in Italia anche se la Spagna aveva manifestato la propria disponibilità ad accoglierla.

La Spagna ha concesso il porto sicuro a Madrid ma il capitano ha deciso di fare rotta verso l’Italia” ha dichiarato Salvini. Ora se è vero che il governo spagnolo ha concesso il porto sicuro di Madrid, che dista circa 300 km dalla costa più vicina, è comprensibile che l’Open Arms abbia scelto l’Italia. Intanto, però, il leader della Lega non è per nulla intimorito dalle vicende giudiziarie che lo riguardano e, anzi, ha già pronto il piano per quando tornerà al governo. Questa volta non ci saranno sconti e Salvini ha tutta l’intenzione di chiudere e non concedere più a nessuno il porto sicuro di Roma..

Le ultime parole famose del capitano e dell’allenatore del Valencia. In settimana sono iniziati gli ottavi di finale della Champions League che hanno visto impegnata anche l’Atalanta che, a San Siro, ha ospitato il Valencia. Il cui allenatore Celades, al momento del sorteggio, si era dichiarato “contento di affrontare l’Atalanta”. Il capitano della formazione spagnola, Parejo, aveva invece sostenuto che “la Dea è avversaria più semplice delle altre”. Ed in effetti la partita di andata si è conclusa con il 4-1 in favore della formazione di Gasperini. Ovviamente i neroazzurri non sono certo qualificati e dovranno stare molto attenti al ritorno in Spagna. Però saremmo davvero curiosi di sapere se l’allenatore Celades è ancora così contento di aver pescato i bergamaschi. E non osiamo immaginare cosa sarebbe capitato al povero Valencia se avesse pescato un’altra avversaria e non, come ha sostenuto Parejo, la “più semplice delle altre”…

Tutti pazzi per Eva Padlock. Da una quindicina di giorni tutti i quotidiani e le riviste sportive pubblicano infiniti articoli e decine di foto su Eva Padlock. Per chi non lo sapesse non si tratta di un’atleta che merita le copertine per chissà quali imprese sportive ma, molto semplicemente, è una modella spagnola che ha a che fare con lo sport solo perché ha a lungo fatto l’ombrellina nel mondiale di Superbike. Solo che, all’improvviso, ogni volta che pubblica una foto su Instagram o su qualsiasi altro social, i giornali sportivi italiani le dedicano spazio come se avesse stabilito qualche record mondiale…

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