Falsa partenza per Stellone, l’Ascoli scivola sempre più in basso


Il nuovo allenatore bianconero chiede tempo ma contro lo Spezia le sue scelte non convincono e commette il gravissimo errore di non togliere a fine primo tempo Troiano, ammonito e già “graziato” dall’arbitro. Ed ora la zona playout è a soli tre punti di distanza…

Da diverse settimane ormai è sempre più difficile capire se i tifosi bianconeri devono preoccuparsi di più per le prestazioni (e i risultati) in campo della squadra o per le dichiarazioni di dirigenti e tecnici del Picchio. Per restare semplicemente ai numeri, nelle prime 5 giornate del girone di ritorno l’Ascoli ha collezionato 4 punti (1 vittoria, 1 pareggio, 3 sconfitte), con 7 gol fatti e ben 9 subiti. Una media punti da zona playout, per altro che si aggiunge ad un finale di girone di andata certamente non brillante.

Senza tornare alla “preistoria” del campionato (dopo 5 turni l’Ascoli era al primo posto in classifica…), poco prima della fine del girone di andata i bianconeri viaggiavano ancora pienamente in zona playoff, tra il quinto e l’ottavo posto. Ora, invece, sono scesi al quattordicesimo posto, con dietro solamente sei squadre (e i playout sono a 3 punti). Altro dato significativo da aggiungere, nel girone di andata nei primi 5 turni la formazione allora guidata da Zanetti aveva collezionato 12 punti, 8 in più rispetto al girone di ritorno. E, per concludere con i dati, è la prima volta in tutta la stagione che la zona playout è più vicina (3 punti) rispetto alla zona playoff (4 punti).

Al di là di ogni valutazione tecnica, che faremo poi, i numeri sono sin troppo emblematici e chiari e parlano di un trend a dir poco preoccupante e di una squadra che lentamente sta sempre più scivolando. Chi non sembra rendersene conto, però, sono proprio il patron e il ds dell’Ascoli ma anche il nuovo allenatore. Nella settimana passata le dichiarazioni di Pulcinelli e Tesoro avevano suscitato non poche perplessità. Ora è la volta del nuovo allenatore Stellone a far suonare il campanello d’allarme con le sue sconcertanti affermazioni nel pre partita Spezia – Ascoli.

Ad oggi non ho le idee chiare perché sono solo 10 giorni che lavoro con questa squadra – ha dichiarato Stellone – ho un gruppo di giocatori che si sta allenando benissimo, ma ancora devo cercare le soluzioni in certi ruoli del campo perché voglio vedere tutti i giocatori in partita e l’allenamento è relativo. Nelle prossime 6-7 partite cercherò di far ruotare più giocatori per capire le soluzioni che ho a disposizione”.

Magari il nuovo tecnico stava bluffando, nel caso contrario qualcuno dovrebbe fargli presente che tra 6-7 partite siamo quasi alla fine del campionato e dover attendere fino ad allora prima di capire quale possa essere la migliore soluzione è un azzardo troppo grande. Senza dover ripetere ancora una volta che alla base c’è il grave errore della società bianconera, che avrebbe dovuto cambiare l’allenatore a fine girone di andata, in modo da dare tempo al nuovo allenatore di orientarsi meglio (e magari orientare anche il mercato), non possiamo credere che un tecnico preparato e attento come Stellone abbia bisogno di tutto questo tempo per capire “le soluzioni che ho a disposizione”.

La rosa dell’Ascoli non è composta da giovani di belle speranze poco conosciuti ma da giocatori le cui caratteristiche sono ampiamente note. Quindi una quindicina di giorni di tempo per capire quale possa essere il migliore assetto è un tempo di attesa comprensibile, 6-7 partite è una follia. Se l’allenatore bianconero ha detto le stesse cose al patron Pulcinelli e al ds Tesoro al momento del suo ingaggio allora sarebbe stato meno azzardato continuare con Abascal, pensando magari per il prossimo anno a Stellone. Che sta “scherzando con il fuoco” e non può in alcun modo permettersi esperimenti e prove nelle prossime partite, se non vuole rischiare il disastro.

Lo ha fatto a La Spezia, in una partita già molto difficile per il valore e lo stato di forma degli avversari, e le sue scelte sono state pagate a caro prezzo dall’Ascoli. Troiano in campo e Cavion, il centrocampista bianconero con il migliore rendimento da inizio stagione e spesso nelle ultime partite lasciato solo a lottare contro i centrocampisti avversari, in panchina è un errore che neppure un principiante commetterebbe. Spiace davvero sottolinearlo, ma Troiano nelle ultime uscite ha suscitato non poche perplessità. Stellone ha sbagliato a mandarlo in campo ma, a fine primo tempo, l’Ascoli era comunque in vantaggio e l’arbitro Baroni aveva già “graziato” lo stesso Troiano che, già ammonito, a gioco fermo aveva allontanato il pallone.

Nell’intervallo i bookmakers neppure quotavano la sostituzione dell’ex Entella, praticamente nessuno aveva dubbi che non sarebbe tornato in campo per l’avvio di ripresa. Solo Stellone non ha pensato di toglierlo, lasciandolo in campo in attesa dell’irreparabile. Che puntualmente è accaduto dopo circa un quarto d’ora, dando così il via ad un’altra partita. Ovviamente non c’è la controprova e nessuno sa come sarebbe finita la gara se si fosse rimasti in parità numerica. Ma fino a quel momento, pur senza brillare in maniera particolare, l’Ascoli aveva bene imbrigliato i liguri e, con una bella azione (ottimo il cross di Andreoni), aveva trovato con Morosini il vantaggio.

Nella ripresa la formazione di Italiano era ripartita con un’intensità maggiore ma è innegabile che la partita è cambiata dopo l’espulsione di Troiano, le cui responsabilità sono esattamente da dividere tra il giocatore e l’allenatore bianconero. Per altro va sottolineato che quell’episodio ha confermato anche l’attuale preoccupante fragilità caratteriale dei bianconeri. Ovviamente non era facile resistere in 10 allo Spezia, ma l’Ascoli in inferiorità numerica è letteralmente crollato, concedendo (in mezzora) ai padroni di casa 3 gol e almeno altre 3 grosse opportunità (compresa una clamorosa traversa).

In altre parole la formazione di Stellone, dopo l’espulsione di Troiano, si è letteralmente sciolta. Ed ovviamente non è un bel segnale. Espulsione a parte, la partita contro i liguri ha ancora una volta confermato i problemi dei bianconeri a centrocampo e sugli esterni in fase difensiva. Al di là della discutibile scelta iniziale di Stellone, chiunque venga schierato il centrocampo bianconero resta non particolarmente competitivo.

Di Troiano abbiamo detto, Petrucci continua a deludere, Piccinocchi sembra sempre più ai margini (e anche lui non ha mai convinto), restano Eramo, Cavion e Brlek (poco brillante in Liguria) e Padoin che almeno tatticamente può essere utile. Che manchi un regista lo hanno capito da tempo quasi tutti (quel Mazzitelli finito poi all’Entella grida vendetta…), a parte il ds bianconero. Servirebbe anche un po’ di fisicità in più che magari, se mai alla fine arriverà, potrebbe darla Sankoh. Il cui possibile approdo in bianconero potrebbe sicuramente essere utile (ammesso che il guineano sia poi pronto in breve tempo), ma di certo non potrà risolvere tutti i problemi del centrocampo.

Forse è arrivato il momento di chiedersi anche se questa squadra, con i giocatori che ha a disposizione, possa davvero permettersi il lusso di giocare con tre giocatori offensivi, con il trequartista dietro le due punte. Anche perché sugli esterni difensivi si continua a soffrire maledettamente. Andreoni sabato come al solito in fase di spinta ha fatto discretamente, con l’aggiunta del perfetto cross per Morosini per il momentaneo vantaggio.

Ma ancora una volta difensivamente è stato un disastro, con gravi responsabilità in almeno due dei tre gol dello Spezia. Il ritorno di Pucino potrebbe aiutare, più complessa è invece la situazione a sinistra. Dove Sernicola nel primo tempo non ha demeritato ma, poi, nella ripresa non è riuscito a fermare Bartolomei che dalla sua parte ha fatto quello che voleva (compresi i cross per i primi due gol). In questo caso, però, con lo sfortunato infortunio a Ranieri alternative possibili non ce ne sono (e ribadiamo che tale non può essere considerato Padoin, sempre in difficoltà quando schierato esterno a sinistra).

In ogni caso ormai questa è la squadra che Stellone avrà a disposizione fino a fine campionato e con questa rosa l’allenatore bianconero dovrà trovare l’assetto migliore. Subito, non tra 6-7 partite, anche perché il calendario pone subito l’Ascoli di fronte ad una sfida fondamentale per il proseguo del campionato. Sabato al Del Duca arriva la Cremonese, squadra con una rosa molto ambiziosa ma finita nella zona retrocessione. I lombardi, però, sono rinfrancati dal 5-0 contro il Trapani e arrivano nelle Marche con la chiara intenzione di proseguire la marcia.

Per l’Ascoli è fondamentale vincere perché significherebbe allontanare la zona a rischio e poter disputare le successive partite con un’altra tranquillità (senza considerare che una vittoria riavvicinerebbe i bianconeri alla zona playoff). Senza i tre punti, invece, la formazione di Stellone dovrebbe seriamente iniziare a preoccuparsi…

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