Ascoli ancora convalescente, tante “spine” per Stellone


Al di là della vittoria sfuggita in extremis, contro la Juve Stabia si è vista una squadra molto simile a quella del girone di andata, con i soliti problemi sulle fasce laterali, un centrocampo inadeguato e un attacco convincente, indiscutibilmente il miglior reparto dei bianconeri

Come era facile prevedere, passata la “sbornia” di Livorno contro la Juve Stabia l’Ascoli è subito tornato con i piedi per terra. Chiunque conosce un po’ il calcio sa che era inevitabile, che nessuno ha la bacchetta magica e che le difficoltà dei bianconeri non potevano essere scomparse in un attimo, solamente con l’allontanamento di Zanetti. Piuttosto si può dire che l’Ascoli è in convalescenza, sta facendo ancora i conti con i soliti problemi (non risolti, o quanto meno non completamente, dal mercato) che ora Stellone dovrà cercare di superare.

La diagnosi (per restare nell’alveo del paragone medico) sarebbe stata identica anche senza quel maledetto gol al 95° del portiere della Juve Stabia Provedel che ha regalato il pareggio alla formazione di Caserta. Sicuramente, però, la vittoria contro i campani, che ormai sembrava cosa fatta, avrebbe consentito di guardare il tutto con una ben differente serenità e, soprattutto, con una migliore posizione di classifica. Però sarebbe sbagliato prendersela o imprecare contro la sfortuna o, ancor più, tirare in ballo l’arbitraggio come ha fatto ancora una volta patron Pulcinelli. E’, infatti, indiscutibile che Pezzuto ha arbitrato malissimo ma ha commesso errori gravi in maniera indistinta.

Basterebbe pensare che, prima della mancata espulsione di Allievi (risparmiato da un evidente secondo giallo) c’era stata la mancata concessione del rigore agli ospiti per il nettissimo fallo di Andreoni su Bifulco (addirittura ammonito per simulazione). Senza andare oltre e fare la conta degli errori da una parte e dall’altra, è invece giusto sottolineare che di certo non ci si può appellare al fatto che il gol del 2-2 è arrivato quando il cronometro aveva superato da una trentina di secondi il 94° (l’arbitro aveva concesso 4 minuti di recupero).

L’ingenuo ed inutile fallo di Andreoni su Di Mariano, nei pressi del vertice dell’area, è arrivato una decina di secondi prima del 94° ed in questi casi giustamente gli arbitri lasciano comunque calciare la punizione. E’ cosa ampiamente nota, Pulcinelli poteva risparmiarsi questa immotivata lamentela. Così come il ds Tesoro poteva risparmiarsi certe affermazioni sul mercato, come se i tifosi ascolani fossero degli sprovveduti con l’anello al naso che credono ancora alle favole.

Come quella che qualche giocatore che doveva arrivare ad Ascoli avrebbe rinunciato perché impaurito dalla contestazione dei tifosi dopo la sconfitta casalinga con il Frosinone. O come le giustificazioni sui mancati rinforzi a centrocampo (in particolare un regista) su richiesta di Stellone. Il nuovo allenatore bianconero è arrivato a poche ore dalla chiusura del mercato, cioè quando i giochi dovevano praticamente essere già fatti. Tesoro e Pulcinelli, piuttosto, dovrebbero spiegare perché hanno aspettato così tanto, non sfruttando la sosta al termine del girone di andata, per cambiare allenatore e fare poi i necessari interventi di mercato.

In quel modo si sarebbe dato il tempo necessario all’allenatore nuovo di conoscere meglio la squadra e di dargli subito una propria impronta. Per chiudere con il mercato, alla fine c’è la concreta possibilità che la mossa migliore per l’Ascoli risulta la permanenza in bianconero di Ninkovic, giocatore comunque di un’altra categoria in serie B, che per altro è rimasto solo perché ha rifiutato la nuova destinazione, visto che la società l’aveva di fatto venduto al Crotone.

In questa fase fondamentale del campionato sarebbe auspicabile lasciare da parte improbabili spiegazioni e non cercare alibi ma concentrarsi esclusivamente su quello che bisogna fare, su come si possono correggere certi difetti, su come si può migliorare questa squadra.

Il problema principale è che l’Ascoli visto nell’anticipo di venerdì, al di là di una sensazione di maggiore compattezza di squadra (che raramente si era vista nel periodo Zanetti), tecnicamente è sembrato terribilmente simile alla squadra del girone di andata. Con ancora grossi problemi difensivi sulle due fasce, con un centrocampo non all’altezza e con un attacco che, pur avendo cambiato alcuni elementi, resta indiscutibilmente il reparto migliore e più affidabile.

Per quanto concerne gli esterni dal mercato sono arrivati Ranieri e Sernicola, con il primo che a Livorno, pur se schierato da centrale, aveva fatto una buonissima impressione. Ci si è messa di mezzo la sfortuna con l’infortunio al malleolo e la conseguente operazione che lo terrà fuori per un paio di mesi. Con i campani a sinistra è stato schierato Sernicola che, ovviamente, è da rivedere (non ha brillato ma non ha neppure particolarmente demeritato).

Il problema è che con Ranieri fuori non ci sono alternative, perché tale non può essere considerato Padoin che ha sempre avuto problemi quando è stato schierato esterno basso a sinistra. Contro la Juve Stabia, però, i problemi sono arrivati soprattutto a destra dove Andreoni, brillante quando si tratta di spingere, continua a soffrire terribilmente quando deve difendere. Ci sarebbe Pucino, sicuramente più affidabile, che però è fermo da tempo per problemi fisici (ma dovrebbe rientrare presto).

Con la Juve Stabia in generale tutta la difesa ha lasciato a desiderare, centrali compresi. Ma l’assenza di Brosco pesa, ancor più considerando che anche Valentini era ai box. Ferigra è apparso ancora troppo acerbo, alterna buone giocate a disattenzioni ed errori clamorosi (che in ruolo come il suo si rischiano di pagare a caro prezzo). Se sugli esterni difensivi restano dei punti interrogativi, con i campani è purtroppo arrivata la conferma dell’inadeguatezza del centrocampo. Dal mercato non è arrivato il regista che serviva più di ogni altra cosa, così come un centrocampista fisico, di peso.

E’ arrivato Eramo, che ancora non è sceso in campo, sicuramente un giocatore di categoria ma, come caratteristiche non propriamente ciò di cui l’Ascoli aveva bisogno. Sicuramente potrà essere utile, ma serviva altro. Petrucci, dopo la buona parentesi di Livorno, è tornato quello delle ultime giornate del girone di andata, abulico e impreciso. Padoin è andato leggermente meglio rispetto a quando è stato schierato sulla fascia ma continua a non convincere. Il generosissimo Cavion anche venerdì si è dannato l’anima ma è troppo solo. Brlek quando è entrato ha convinto, ma pensare ad un centrocampo con Brlek, Cavion ed Eramo è difficile, non sarebbe particolarmente equilibrato. Nelle prossime ore potrebbe aggiungersi a rinforzare il centrocampo Sankoh ma, ammesso che arrivi davvero, bisognerà avere un po’ di pazienza.

Non sarà quindi facile per Stellone trovare un assetto che riesca a garantire al centrocampo bianconero quanto meno un rendimento sufficiente. Discorso differente, invece, per quanto riguarda il reparto offensivo con Morosini e Trotta che più o meno hanno compensato le partenze di Da Cruz e Ardemagni. Il problema, semmai, riguarda Ninkovic che, al di là di ogni altra considerazione, resta il giocatore più talentuoso e quello che più di ogni altro è in grado di risolvere con una giocata le partite.

Non sarà facile per Stellone tenerlo fuori, soprattutto se è quello visto nello spezzone di partita contro la Juve Stabia. Ma non sarà neppure facile trovare la soluzione migliore per ripresentarlo dall’inizio, anche perché bisognerebbe comunque sacrificare uno tra Morosini, Trotta e Scamacca. Stellone è tecnico esperto e preparato e siamo certi che riuscirà a trovare le soluzioni migliori. Non è però affatto indifferente il fattore tempo, bisognerà trovare il giusto equilibrio e le migliori soluzioni molto celermente.

Perché se è vero che una classifica così corta lascia ampi margini per inserirsi in zona playoff, è altrettanto innegabile che, allo stesso tempo, con un paio di risultati negativi si corre il concreto rischio di ritrovarsi in zona pericolo. E, per giunta, c’è alle porte una sfida complicatissima, sabato prossimo in casa dello Spezia che sta volando e che, di vittoria in vittoria, ha scalato posizioni in classifica ed ora si trova in piena zona playoff, con una partita da recuperare che, se vinta, proietterebbe i liguri addirittura al secondo posto.

C’è di che essere preoccupati, ci vorrà un Ascoli più concreto e attento di quello visto venerdì scorso per cercare di conquistare un risultato positivo e non allontanarsi troppo dalle posizioni che contano, mantenendo a distanza di sicurezza la zona playout

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