Travaglia vince e convince con la maglia azzurra e si candida per un 2020 da protagonista


Il tennista ascolano nell’Atp Cup mette paura al russo Khachanov, vincendo poi contro il norvegese Durasovic e l’americano Fritz (n. 31 nel ranking Atp), esprimendosi su buonissimi livelli. Ora obiettivo puntato sull’Australian Open, primo torneo dello Slam dell’anno

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2020 potrebbe diventare l’anno della consacrazione per Stefano Travaglia. Il tennista ascolano, grazie anche ai problemi fisici di Matteo Berrettini, nella prima settimana del nuovo anno ha avuto l’opportunità di esordire con la maglia azzurra nell’Atp Cup in corso di svolgimento in Australia. Tre gli incontri disputati da Travaglia che ha perso il primo contro il russo Khachanov (numero 17 nel ranking Atp), vincendo i due successivi con il norvegese Durasovic (n. 329) e con l’americano Fritz (n. 31 ed in forte ascesa).

Soprattutto, però, il tennista ascolano ora n. 82 del ranking (il top nel maggio scorso quando è stato n. 79) in tutte le partite disputate ha messo in mostra un tennis di qualità e la capacità di poter competere anche con i giocatori più forti. Già all’esordio, di fronte al forte russo Khachanov (uno dei tennisti emergenti e in crescita), Travaglia aveva destato un’ottima impressione, giocando alla pari del più quotato avversario e andando ad un passo dal vincere un primo set nel quale, dopo essere stato avanti 5-2, aveva commesso qualche errore di troppo proprio nel momento di chiudere la prima frazione.

Una sconfitta amara che, però, ha rafforzato le convinzioni del tennista ascolano. Che, nel successivo incontro contro la Norvegia, non ha lasciato scampo a Durasovic, liquidato in meno di un’ora con un emblematico 6-1, 6-1. Certo il giocatore norvegese è molto indietro in classifica, ma accade molto spesso che, quando si gioca per la propria nazione, il divario si riduce e le motivazioni rendono equilibrate e complesse partite che in un torneo di singolare sarebbero una formalità. Molto bravo, quindi, Travaglia a non concedere alcuna possibilità al suo avversario, imponendo la sua superiorità tecnica.

Martedì 7 gennaio, poi, quella che è può essere considerata a tutti gli effetti l’impresa, la vittoria in due set (due tie break) contro l’emergente americano Taylor Fritz. Giunta contro un avversario che ha giocato un’ottima partita che il tennista ascolano ha inizialmente dominato, portandosi avanti 5-3 e sprecando anche un set point. Agganciato e, addirittura, superato sul 5-6, Travaglia non ha tremato, conquistando con autorità il diritto di disputare il tie break. Che ha giocato in maniera perfetta, concluso 7-3 con 7 punti vincenti (2 ace, 2 servizi vincenti, due rovesci e un diritto vincente). E che nel secondo set ha proseguito a servire in maniera devastante, concedendo un’unica palla break all’avversario (sul 4-4), non lasciandosi condizionare dalle 4 palle break non sfruttate.

Ancora una volta al tie break il tennista ascolano è stato praticamente perfetto, chiudendo con un perentorio 7-1. Peccato che, nonostante le sue prestazioni, l’Italia non abbia superato il turno, pur avendo vinto due delle tre sfide in programma (contro Usa e Norvegia), perdendo solamente contro la fortissima Russia. Un 3-0 che alla fine ha pesato e che, insieme all’inattesa sconfitta di Fognini contro Ruud, non ha consentito agli azzurri di essere ripescati tra le migliori seconde. Tutti concordi, però, nel sottolineare come proprio le prestazioni del tennista ascolano sono la nota maggiormente positiva per i colori azzurri.

Un bel modo per iniziare una stagione che potrebbe essere quella della definitiva consacrazione a certi livelli per Travaglia. Che ha iniziato l’anno in una buona posizione di classifica e che, se riuscirà ad esprimersi con costanza su questi livelli, potrebbe legittimamente aspirare ad entrare nei primi 50 al mondo. Ora, terminata l’avventura azzurra, per il tennista ascolano il primo appuntamento importante dell’anno sarà il primo torneo dello Slam, l’Australian Open, che prenderà il via il prossimo 19 gennaio.

Salvo ripensamenti dell’ultimo momento, Travaglia non dovrebbe, infatti, disputare nessuno dei due tornei (Adelaide ed Auckland) che precedono l’appuntamento con il torneo di Melbourne. Lo scorso anno, dopo aver superato brillantemente le qualificazioni, l’ascolano al primo turno del tabellone principale aveva ottenuto una bella vittoria (in quattro set) sull’argentino Andreozzi, venendo poi eliminato dopo aver lottato 5 set dalla testa di serie m. 20, il georgiano Basililashvili. Quest’anno grazie alla classifica migliore Travaglia non dovrà disputare le qualificazione ed entra di diritto nel tabellone principale.

Naturalmente molto importante sarà avere un pizzico di fortuna nel sorteggio, sperando di evitare un primo turno troppo complicato. Quel che è certo, però, che il tennista visto all’opera nell’Atp Cup ha le potenzialità per giocarsela contro la maggior parte degli avversari, anche quelli molto più avanti in classifica. Ed un buon risultato nel primo torneo dello Slam dell’anno, oltre che un’importante conferma, rappresenterebbe un’importante iniezione di fiducia per il proseguo della stagione. Che, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, promette di riservare molte soddisfazioni al tennista ascolano.

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