Ascoli con il doppio volto, decisivo il mercato di gennaio


La sconfitta di Benevento conferma che, fuori dal Del Duca, i bianconeri non riescono ad esprimersi e ad ottenere risultati. Il girone di andata si chiude comunque con un positivo settimo posto. Ma per centrare i playoff sarà fondamentale non sbagliare nel mercato di gennaio

Non poteva chiudersi in maniera peggiore il girone di andata dell’Ascoli. Che, sul campo della capolista Benevento subisce la sconfitta più pesante della stagione (4-0), confermando le enormi difficoltà della squadra in trasferta. Perdere in casa dei giallorossi, alla settima vittoria consecutiva e ormai lanciati verso la promozione, non è certo scandaloso. Ancora una volta, però, colpisce la prestazione negativa, a tratti imbarazzante, con la formazione di Inzaghi che non ha neppure dovuto dannarsi troppo l’anima per mettere a segno il poker di fine stagione.

Quello andato in scena in Campania è un copione purtroppo ampiamente già visto fuori dal Del Duca. Squadra lenta e prevedibile, centrocampo incapace di costruire e rifornire rapidamente gli attaccanti e in imbarazzante difficoltà ogni volta che gli avversari acceleravano, difesa troppo facilmente perforabile sulle fasce ma (in questa circostanza) anche al centro, scelte di Zanetti a dir poco discutibili. Quelle iniziali (ennesimo centrocampo differente) ma anche quelle a partite in corso, come l’inserimento di Scamacca al posto di Brlek ad inizio secondo tempo, con la partita ancora in bilico (1-0) e il conseguente spostamento dietro le due punte di Da Cruz, praticamente fuori dal gioco da quel momento.

Per chiudere il cerchio, le solite dichiarazioni “criptiche” del post partita di mister Zanetti, con quel riferimento al calcio spettacolo che si spera non fosse riferito alla prestazione della sua squadra. Come detto una sconfitta a Benevento era da mettere in preventivo e ci può stare, ma dopo la vittoria con il Pisa ci si attendeva una prestazione differente.

Nonostante la “batosta” i bianconeri vanno alla pausa di fine anno con una classifica positiva, settimo posto a 27 punti che, se confermato a fine stagione, vorrebbe dire ingresso ai playoff. Quindi obiettivo di inizio stagione centrato. Ma la classifica è talmente corta che nel girone di ritorno tutto può accadere, sia in chiave playoff e promozione che in chiave playout e retrocessione (solo il Benevento, con i 15 punti di vantaggio sulla terza, sembra aver ipotecato il ritorno in serie A).

Classifica alla mano, il girone di andata della formazione di Zanetti può essere considerato sufficiente, anche se è opportuno sottolineare alcuni aspetti. A partire dal fatto che la posizione in classifica dei bianconeri è tale grazie soprattutto al buon inizio di campionato (12 punti nelle prime 5 giornate, con 14 gol fatti e 4 subiti). Nelle successive 14 partite il rendimento dell’Ascoli è assolutamente insufficiente (15 punti con 13 gol fatti e ben 22 subiti), quasi da playout. Dopo il buon avvio la squadra ha perso brillantezza offensiva e, soprattutto, è diventata troppo fragile dal punto di vista difensivo.

Ancora, se in casa il rendimento dei bianconeri è da promozione (22 punti in 9 partite, solo Benevento e Pordenone hanno fatto meglio ma con una partita in più), in trasferta è da retrocessione, appena 5 punti conquistati, 2 in più del Livorno. Non serve neppure sottolineare che, ammesso che si riesca a mantenere un così positivo rendimento casalingo, la conquista dei playoff passa dal miglioramento del rendimento esterno. Al di là dei numeri, però, dopo quanto si è visto nel corso del girone di andata appare evidente che il proseguo del campionato dell’Ascoli dipenderà in buona parte dal mercato di gennaio.

Servono un paio di innesti per rinforzare la difesa sulle due fasce e, soprattutto, bisogna ridisegnare il centrocampo. Reparto nel quale ci si attende un profondo cambiamento, con almeno un paio di partenze ed altrettanti arrivi. Servono giocatori che sappiano dare sostanza e solidità ma anche linearità e rapidità di manovra. Inevitabilmente, però, dopo gli eventi delle ultime settimane il mercato invernale dell’Ascoli ruoterà tantissimo intorno al destino di Ninkovic. Che, a meno di improbabili colpi di scena, sembra ormai essere lontano dalla maglia bianconera.

L’espulsione a Pordenone, con le conseguenti 3 giornate di squalifica, sembra aver segnato il destino del fantasista serbo. Che in questo girone di andata si è espresso solo a sprazzi ai suoi livello ma che, soprattutto, ha commesso troppe sciocchezze. Proprio sulla base di questo comportamento è più che comprensibile che la società pensi ad un addio. Ma non si può non considerare che senza Ninkovic l’Ascoli perde molto in qualità e che la partenza del serbo deve essere in qualche modo compensata. Ed appare chiaro che, se si dovesse ricorrere ad una soluzione interna, bisogna essere coscienti che comunque si tratterebbe di una soluzione di emergenza che non garantisce la stessa qualità offensiva. Sia che Zanetti opti per Brlek come sostituto, sia che viri su Chajia (Da Cruz non appare adatto, come ha confermato anche nel secondo tempo di Benevento).

Va anche detto che trovare un sostituto adeguato di Ninkovic non appare certo cosa facile nel mercato di gennaio. L’alternativa potrebbe essere quella di rivoluzionare lo schieramento offensivo dei bianconeri, eliminando il trequartista e rinforzando e migliorando le fasce in fase offensiva, per poter sfruttare al meglio una coppia di attaccanti fisicamente imponente e molto forte nel gioco aereo. Ma rivoluzionare così profondamente la squadra a metà stagione rappresenta un azzardo e potrebbe richiedere un certo periodo di adattamento che, con l’avvio del girone di ritorno fissato per il 18 gennaio, Zanetti non ha.

Perciò la società bianconera, prima di dare il via libera definitivo all’addio di Ninkovic, dovrebbe riflettere attentamente e valutare se davvero non c’è alcuna possibilità di recuperare alla causa bianconera il fantasista serbo. Perché, è opportuno ribadirlo, pur con i rinforzi a centrocampo e sulle fasce laterali, un Ascoli senza Ninkovic sarebbe sicuramente meno forte. Alla luce di queste considerazioni è chiaro che quello di gennaio sarà un mercato complesso e difficile per l’Ascoli ma anche decisivo per le sorti della stagione dei bianconeri.

Senza i necessari rinforzi in difesa e a centrocampo e senza una soluzione accettabile del caso Ninkovic per centrare i playoff servirebbe una mezza impresa.

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