Ascoli in difficoltà, i numeri smentiscono Zanetti


Dopo la sconfitta di Empoli, come a Salerno, l’allenatore bianconero ha parlato di sfortuna e di risultato non meritato. Ma i bianconeri, dopo l’ottimo avvio, nelle ultime 10 partite hanno ottenuto appena 9 punti. E continuano a concedere tanto agli avversari e a subire troppi gol

La rocambolesca sconfitta di Empoli non lascia solamente l’amarezza per una partita persa nel recupero, dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio. C’è anche la preoccupazione per una squadra che continua a far intravedere le proprie qualità, ma non riesce mai a concretizzare (nel senso di portare a casa punti) come dovrebbe e un certo stupore nel sentire le analisi post partita di mister Zanetti che continua a parlare di sfortuna, di risultati non meritati. Forse per l’allenatore bianconero è arrivato il momento di riflettere un attimo e fare un’analisi un po’ più seria e approfondita. Partendo, come è sempre doveroso fare, dai numeri e dai dati di fatto incontestabili.

Dopo le prime 5 giornate l’Ascoli, spinta soprattutto dal suo attacco “stellare” (ma anche da una difesa convincente), aveva assaporato l’ebbrezza del primato con 12 punti (frutto di 4 vittorie e una sconfitta), con ben 14 gol fatti (quasi 3 a partita) ed appena 4 subiti. Dieci giornate dopo (alla 15^) i bianconeri sono scesi all’undicesimo posto con 21 punti, con 24 gol fatti e 20 subiti. Questo significa che in queste 10 partite la formazione di Zanetti ha totalizzato appena 9 punti (con una media inferiore ad un punto a partita), con 10 gol fatti e ben 16 subiti.

I numeri parlano chiaro, dopo una serie così lunga di partite con una media così deludente continuare a parlare di sfortuna o di risultati immeritati rischia di essere deleterio. Anche perché, nonostante la media retrocessione tenuta in queste 10 giornate, la classifica cortissima lascia aperta per i bianconeri ogni prospettiva, dalla promozione diretta (il secondo posto è a 4 punti) ai playoff (1 punto di distanza), compresa quella malaugurata e che non vogliamo neppure prendere in considerazione dei playout (a 4 punti). Per avere prospettive più rosee, però, la prima e più urgente cosa da fare è quella di prendere atto che ci sono problemi seri, di carattere e di gioco, da risolvere. E che i risultati così negativi in queste 10 gare sono frutto di questi problemi, non del fato o di chissà cos’altro.

E’ innegabile che, a parte un paio di casi, in questo ciclo di 10 gare l’Ascoli, nella singola partita, per uno spezzone di gara ha mostrato un calcio spumeggiante, in alcuni casi per diversi minuti (o per un tempo intero, come a Salerno nella ripresa) ha dato anche la sensazione di dominare. Però non è mai riuscita a dare continuità  (per tutti i 90 minuti per intenderci) alla prestazione, ha sempre alternato a quei momenti di buon calcio e di controllo della gara altre fasi in cui si è fatta schiacciare e sovrastare.

E’ accaduto anche ad Empoli quando, dopo un buon primo tempo (chiuso in vantaggio), nella prima mezzora della ripresa i bianconeri sono stati in balia dell’avversario. Che, oltre al pareggio, ha fallito un calcio di rigore e altre 3 occasioni da gol, di cui una a dir poco clamorosa (Mancuso da due passi praticamente a porta vuota). A Salerno era accaduto il contrario, primo tempo imbarazzante (chiuso sotto di un gol) e ultima mezzora della ripresa (dopo il gol del 2-0 ingiustamente annullato ai granata) dominata, senza però trovare il colpo del ko.

Certo, poi è indiscutibile che, passata miracolosamente indenne quella terribile mezzora, nell’ultimo quarto d’ora di gara (prima del gol decisivo nel recupero di Lagumina) i bianconeri hanno avuto le opportunità per tornare in vantaggio (e a quel punto probabilmente vincere la partita), trovando però sulla propria strada un Brignoli in giornata di grazia, bravissimo a negare, nell’ultimo assalto, anche il possibile 2-2. Ma se poi a fine gara Zanetti esamina la partita tenendo a mente quasi esclusivamente quel quarto d’ora allora siamo completamente fuori strada. Perché, come accade ormai quasi sempre quando in campo ci sono i bianconeri, anche quella del Castellani è stata una partita a fasi alterne.

Dopo un primo quarto d’ora difficile (nel corso del quale, è bene ricordarlo, Lagumina si è divorato una facilissima opportunità per il vantaggio), l’Ascoli ha preso in mano la partita, trovando il vantaggio con Brosco e controllando con tranquillità la sterile reazione dell’Empoli. Nel complesso un primo tempo discreto nel quale, però, dopo il vantaggio (e con la formazione di Muzzi palesemente in difficoltà) forse si poteva provare ad affondare con maggiore determinazione e cattiveria per cercare il raddoppio che avrebbe, se non chiuso almeno indirizzato la partita. E’ opportuno sottolineare che, dopo il gol di Brosco e fino alla fine del primo tempo, i bianconeri pur controllando la partita non hanno neppure costruito i presupposti per rendersi pericolosi.

Sicuramente, poi, a fine primo tempo l’infortunio di Da Cruz ha condizionato e penalizzato la formazione di Zanetti. Ma neppure quella sfortuna è sufficiente per giustificare la prima mezzora del secondo tempo nel corso della quale l’Empoli ha schiacciato i bianconeri nella propria tre quarti, trovando il pareggio e costruendo più di un’occasione (rigore compreso) per operare il sorpasso. Poi, come detto, il quarto d’ora migliore dell’Ascoli, vanificato da Brignoli, e la beffa finale.

Da una simile analisi appare subito evidente che il primo problema della formazione bianconera è la sconcertante incostanza di rendimento all’interno della partita stessa, con picchi alti ma anche molto bassi. Scendendo più sul piano tecnico è altrettanto evidente che l’Ascoli, per poter puntare a traguardi ambiziosi, deve assolutamente migliorare e registrare la fase difensiva. Ormai è una costante in ogni partita, la formazione bianconera offre sempre troppe opportunità da gol alle avversarie. E lo fa non solo nelle porzioni di gara nelle quali è in difficoltà ma, quel che è più preoccupante, anche nei momenti in cui ha in mano la partita.

A Salerno, ad esempio, pur nella mezzora di netto dominio sul piano del gioco, la formazione di Zanetti aveva rischiato in tre occasioni di subire il 2-1 (e in due casi era stato provvidenziale Leali). Ad Empoli nel complesso oltre i 2 gol subiti e il rigore sbagliato i padroni di casa hanno avuto altre 5 nitide palle gol, davvero troppo per una formazione che aspira ad un campionato da protagonista. Considerando che i due centrali difensivi (Brosco e Gravillon) continuano ad essere sempre tra i più positivi, è evidente che il problema nasce da una scarsa capacità del centrocampo di assicurare un’adeguata copertura e, soprattutto, da una fase difensiva che sulle due fasce continua ad essere piuttosto lacunosa.

A Salerno era stato Lombardo ad imperversare sulla destra, ad Empoli è stato Balkovec che, gol su punizione a parte, ha messo al centro indisturbato una decina di cross pericolosi. In entrambi i casi gli avversari hanno sfondato sulla fascia che doveva essere presidiata da Padoin, in evidente e imbarazzante difficoltà. Ad Empoli, in realtà, ha faticato a sinistra anche D’Elia, tornato titolare dopo diverse giornate. A destra la situazione potrebbe migliorare con il rientro di Pucino, a sinistra non si vede al momento una soluzione.

A complicare le cose in fase difensiva c’è poi un centrocampo che non offre l’adeguata copertura. Ad Empoli Zanetti ha proposto uno schieramento differente dal solito, con un centrocampo a 2 e tre giocatori offensivi dietro Scamacca. Lo si era visto, ma solo nell’ultima mezzora, anche a Salerno e non era certo dispiaciuto. Soprattutto quando la squadra pressa alta e riesce a restare corta. Ma poi come i bianconeri si allungano un po’ si aprono delle autentiche praterie per le offensive avversarie. Il 4-2-3-1 è sicuramente uno schieramento affascinante e che piace, forse però servirebbe un duo differente in mezzo campo che sappia garantire anche corsa e, soprattutto, copertura. In tal senso Petrucci, sia a Salerno che ad Empoli, non ha per niente convinto ed anche lo stesso Cavion, molto positivo in fase propositiva (suo l’assist per il gol di Brosco), in fase di ripiegamento ha molto sofferto. A voler essere pignoli, dopo l’avvio esplosivo anche l’attacco bianconero in concreto in queste 10 partite si è un po’ inceppato.

Però sarebbe eccessivo preoccuparsi sia perché il valore dei giocatori offensivi è indiscutibile sia perché nelle ultime due partite comunque i bianconeri hanno costruito tantissimo, trovandosi però di fronte due portieri (prima Micai poi Brignoli) in serata di grazia. Il problema è che se non migliora la fase difensiva (praticamente nelle ultime 10 partite si viaggia quasi alla media di 2 gol subiti a partiti) difficilmente arriveranno tante vittorie. Perché anche per un attacco di livello come quello bianconero non è certo semplice segnare sempre 3 gol a partita…

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