Ascoli a due facce ma in confortante crescita


All’Arechi i bianconeri hanno disputato un primo tempo sottotono e hanno rischiato di trovarsi nuovamente sotto di 2 gol. Ma nella ripresa si è vista una squadra trasformata, aggressiva e determinata, che per qualità di gioco e occasioni creati avrebbe potuto conquistare i 3 punti

E’ stata una partita ricca di indicazioni utili per il proseguo del campionato e che si presta a diverse letture quella disputata dall’Ascoli sabato all’Arechi. Può sembrare un controsenso ma la formazione di Zanetti nello stesso tempo ha validi motivi per rammaricarsi per la mancata vittoria e comunque può tirare un sospiro di sollievo perché ha seriamente rischiato di perdere. Il modo in cui ha dominato il secondo tempo, soprattutto nell’ultima mezzora, e le occasioni create in quella parte di gara (clamorosa quella capitata a Cavion dopo un’azione splendida) autorizzano qualche rimpianto.

Però non si può certo ignorare il fatto che, senza il clamoroso errore arbitrale (il gol ingiustamente annullato a Gondo per un inesistente fuorigioco), a mezzora dalla fine i bianconeri si sarebbero trovati sotto di 2 gol, costretti quindi ad un’impresa non impossibile (per la squadra vista nel secondo tempo) ma di certo per nulla semplice. Errore arbitrale a parte, tra l’altro, non bisogna dimenticare che se il portiere della Salernitana è stato il migliore in campo, Leali non è stato da meno, con 4 interventi decisivi, compreso quello al 95° su Djuric che, liberato da un rimpallo, dal dischetto del calcio di rigore ha avuto sui piedi il match point.

A vantaggio dell’Ascoli si può aggiungere che sul piano del gioco non c’è stato paragone. Nel senso che nel primo tempo, nel quale la Salernitana ha indiscutibilmente giocato meglio dei bianconeri, i granata non hanno mai dato la sensazione di dominare e di avere in pugno la partita. Cosa che invece è accaduta nella ripresa, soprattutto dopo l’1-1 di Scamacca, quando la formazione di Zanetti per lunghi tratti ha avuto in mano la partita, non riuscendo a mettere a segno il colpo del ko un po’ per imprecisione, un po’ per le parate di Micai.

In un certo senso stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda la prestazione dell’Ascoli che, nella stessa partita, ha mostrato il suo lato peggiore (nel primo tempo), riproponendo alcuni dei soliti difetti, ma anche il suo lato migliore (nella ripresa), mettendo in mostra un calcio molto aggressivo e per diversi tratti anche di qualità. Certo, però, fa riflettere il fatto che, per l’ennesima volta, la formazione di Zanetti di fatto ha regalato un tempo agli avversari, scendendo in campo inizialmente non con la necessaria cattiveria agonistica ed aggressività.

Non è la prima volta che accade, anzi è una situazione che inizia a ripetersi con troppa frequenza. Con il Cosenza era accaduta la stessa cosa, anche se poi nella ripresa era riuscita la clamorosa rimonta. E poco ci è mancato che anche sabato, dopo il brutto primo tempo, i bianconeri riuscissero a ribaltare il risultato. Però non sempre poi si riesce a cambiare l’andamento della partita, soprattutto contro formazioni più in forma e più forti concedere un tempo potrebbe risultare deleterio. Tra l’altro il rammarico in questo caso è maggiore perché l’Ascoli affrontava una formazione reduce da risultati negativi e in evidente difficoltà. E che, se aggredita con la stessa determinazione mostrata nel secondo tempo, probabilmente sarebbe andata ulteriormente in crisi. Il problema, come già in altre occasioni, non è di natura tecnico-tattica ma di atteggiamento.

L’Ascoli sceso in campo nel secondo tempo da questo punto di vista è stato subito evidente che era una squadra, decisa, determinata, agonisticamente cattiva, pronta ad aggredire gli avversari sin dalla propria area. Come abbiamo sottolineato anche in questa fase qualche rischio i bianconeri l’hanno corso ugualmente ma sono stati molto più i problemi creati ai granata e le opportunità avute. C’è un dato, assolutamente significativo, che non lascia dubbi. Nel primo tempo i padroni di casa hanno vinto quasi tutti i contrasti e recuperato il doppio dei palloni dell’Ascoli, nella ripresa il dato si è invertito.

Al di là dell’approccio non dei migliori alla gara (e sottolineato che comunque Zanetti e i suoi ragazzi sono stati bravi a cambiare atteggiamento nella ripresa), la partita contro la Salernitana ha confermato che ancora i bianconeri hanno qualche problema nella fase difensiva. Anche all’Arechi troppe le opportunità concesse agli avversari (anche nel momento migliore della gara), troppo i rischi corsi, come confermano le 4 parate importanti compiute da Leali. La coppia di centrali formata da Brosco e Gravillon, a parte qualche distrazione, è molto affidabile. I problemi vengono soprattutto dalle fasce ma anche da un centrocampo che non sempre aiuta la fase difensiva.

Proprio il gol realizzato dalla Salernitana è particolarmente emblematico. Lonbardi, che per un’ora ha fatto impazzire Padoin, partendo dalla fascia ha portato “a spasso” l’ex Juve e poi, arrivato al limite dell’area in posizione centrale, ha potuto concludere indisturbato con Petrucci inspiegabilmente schiacciato dentro l’area sulla linea dei difensori e non pronto ad uscire per andare a contrastare. Se con la Salernitana i problemi sono nati sul lato difensivo sinistro (Padoin), con il Cosenza si era verificata la stessa cosa a destra (Andreoni in grave difficoltà in fase difensiva). Con il rientro di Pucino a destra la situazione dovrebbe migliorare, a sinistra invece i dubbi restano perché anche con D’Elia i problemi non sono mancati. Sarà compito di Zanetti cercare di rendere meno vulnerabile la fase difensiva sulle fasce e più solido in fase di copertura il centrocampo.

Sarà fondamentale riuscire a migliorare questi difetti (di approccio alla gara e in fase difensiva) perché la squadra del secondo tempo, con quegli aggiustamenti, sarebbe difficile da contenere per tutti. Per aggressività, per incisività ma anche per qualità di gioco. In particolare è piaciuta e ha molto convinto l’aggressione alta continua agli avversari che ha permesso di recuperare velocemente palla, con la conseguenza di coinvolgere spesso, e vicino all’area di rigore, gli attaccanti. E se si riesce a mettere in moto rapidamente i giocatori d’attacco dell’Ascoli sulla trequarti avversaria sono dolori per tutti. Forse solo il Benevento ha eguale qualità dei bianconeri negli uomini di attacco.

L’ennesima conferma è arrivata a Salerno dove tutti i giocatori offensivi dell’Ascoli hanno mostrato le proprie qualità. Chajia non ha certo demeritato e ha dimostrato di poter spostarsi (magari per spezzoni di partita) anche a centrocampo per aumentare la qualità del gioco offensivo. Ardemagni ha come al solito messo a dura prova la difesa avversaria, aprendo varchi per i compagni, sfornando un paio di invitanti assist e tenendo sempre sotto pressione la retroguardia granata. Su Scamacca c’è poco da dire, 3 gol in 2 partite e nel complesso una prestazione di assoluto livello.

Discorso un po’ più complesso per Da Cruz che ha mostrato di avere qualità e di poter essere devastante anche giocando dietro le due punte. Solo che deve imparare ad essere più concreto (almeno in 3-4 circostanze poteva concludere e invece si è perso per cercare l’ennesimo dribbling) e a giocare di più con i compagni (troppe volte ha ignorato il compagno smarcato per tentare l’ennesimo dribbling). Il tutto senza dimenticare che all’Arechi mancava (per squalifica) Ninkovic, straordinario protagonista la domenica precedente con il Cosenza.

Certo giocare sempre così aggressivi e alti come nel secondo tempo di Salerno è molto dispendioso e comporta qualche rischio. Però con un centrocampo adeguato e più consono a questo atteggiamento più aggressivo siamo convinti che si possa provare a farlo. Vedremo se nelle prossime partite i bianconeri riusciranno a farlo, comunque sarà fondamentale approcciare da subito con il giusto atteggiamento la partita.

Anche perché da qui alla fine del girone di andata l’Ascoli è atteso da 5 difficili sfide fondamentali per la classifica. Che, come accade spesso in serie B, al momento è cortissima, tanto che i bianconeri (al momento al 7° posto) in attesa del posticipo Pisa-Pordenone sono ad un punto dalla promozione diretta ma a soli 5 punti dalla zona playout. Una serie di risultati utili lancerebbe la formazione di Zanetti verso obiettivi probabilmente impensabili ad inizio stagione ma, al tempo stesso, una striscia di risultati non positivi porterebbe i bianconeri in posizione di classifica scomoda.

Servirà l’Ascoli migliore e, soprattutto, determinato al massimo per affrontare queste ultime 5 partite del girone di andata nelle quali, tra l’altro, i bianconeri incontreranno le formazioni che sono ai tre primi posti in classifica (la capolista Benevento e il Pordenone in trasferta, il Cittadella al Del Duca). Sabato prossimo, intanto, si parte con un’altra trasferta, in casa dell’Empoli che era tra i favoriti di inizio stagione ma che ora sta vivendo un momento di profonda crisi (nell’ultimo turno travolto a Frosinone 4-0). Non sarà facile ma se sin dall’inizio si vedrà la squadra del secondo tempo dell’Arechi, allora si potrebbe davvero aspirare al colpaccio.

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