Cinque partite in 20 giorni, primo momento della verità per l’Ascoli


I bianconeri, che dopo aver assaporato il primato sono incappati in due sconfitte consecutive, dal 20 ottobre sono attesi da 5 dure sfide (a Verona, Perugia e Crotone, al Del Duca contro Entella e Venezia) prima della nuova sosta. Centrocampo e Ninkovic i problemi da risolvere

Dopo la sosta arriva il primo momento della verità per l’Ascoli di Zanetti che nello spazio di 20 giorni (prima del nuovo stop sempre per le nazionali) dovrà affrontare un difficile ciclo di 5 partite, contro avversari che metteranno a dura prova la formazione bianconera. Sarà l’occasione per iniziare a capire realmente fino a dove può arrivare la formazione bianconera, se davvero può addirittura aspirare a lottare con le favorite per il vertice o se invece l’obiettivo più realistico è comunque l’ingresso ai playoff.

Le prime giornate avevano fatto crescere l’entusiasmo dei tifosi e le ambizioni di tutto l’ambiente che, nonostante gli appelli a rimanere con i piedi per terra, ha iniziato a pensare in grande. Ancor più dopo che, grazie alla vittoria casalinga con lo Spezia, l’Ascoli ha riassaporato l’ebbrezza del primato in solitario che mancava in casa bianconera da oltre 30 anni. Poi è arrivata la doccia fredda delle due sconfitte consecutive (a Cremona e in casa con il Pescara) che ha raffreddato gli entusiasmi e, in qualche caso, ha lasciato spazio ad un eccesso di pessimismo.

Guardando a quanto accaduto in questa prima fase di campionato con un po’ di equilibrio in più si può sottolineare come la formazione di Zanetti abbia fatto intravedere il proprio potenziale indiscutibilmente di buon livello ma, al tempo stesso, ha palesato i limiti e i difetti in un certo senso preventivabili per una formazione quasi completamente rinnovata, che ovviamente deve ancora trovare le proprie certezze e il proprio equilibrio.

Sicuramente il calendario iniziale, che ha visto l’Ascoli confrontarsi con tutte formazioni che sono in coda alla classifica (Trapani, Livorno, Juve Stabia, Spezia e anche il Frosinone, che di certo ha una rosa più importante rispetto alle altre 4, ma è partito nel peggiore dei modi), ha aiutato i bianconeri. Che in quelle partite, pur palesando qualche inevitabile difetto, ha mostrato sprazzi molto incoraggianti, trovando poi grande aiuto nella indiscussa qualità di alcuni suoi giocatori.

Poi, come il livello delle avversarie è cresciuto (la Cremonese era tra le favorite della vigilia, il Pescara, pur avendo perso alcuni giocatori importanti, resta comunque una squadra di livello superiore a quelle che sono in coda alla classifica),  sono arrivate le prime vere difficoltà, accentuate da prestazioni non brillantissime, sia dal punto di vista del gioco che dal punto di vista caratteriale. Va per altro evidenziato che, pur complessivamente meritando le due sconfitte (soprattutto quella di Cremona), in entrambi i casi un paio di episodi avrebbero potuto far girare e probabilmente cambiare l’esito delle due gare (pensiamo in particolare al clamoroso gol del pareggio fallito praticamente a porta da Rosseti a Cremona e al palo di Scamacca nel primo tempo contro il Pescara).

Nel complesso si può dire che sostanzialmente dopo le prime 7 giornate l’Ascoli, pur se tra alti e bassi, si trova in una posizione di classifica più che buona, sicuramente in linea con le speranze e le ambizioni di inizio campionato. Per mantenere quella posizione o, addirittura, migliorarla, ora è necessario iniziare a superare le difficoltà e i limiti emersi in questa prima fase di campionato e che riguardano la squadra nel suo complesso ma anche qualche singolo giocatore e lo stesso mister Zanetti.

Che sicuramente nelle ultime due partite ha sbagliato qualche scelta, sia nella formazione iniziale che nei cambi nel corso della partita. In particolare, ad esempio, hanno suscitato molti dubbi le scelte fatte a centrocampo e, ancora più, il fatto di non aver cambiato nulla ad inizio ripresa, nonostante il primo tempo avesse chiaramente evidenziato tutte le difficoltà di circolazione di palla e di capacità di verticalizzare del centrocampo bianconero.

Proprio l’asse centrale della formazione bianconera è al momento la principale fonte di preoccupazione. In queste prime 7 giornate Zanetti non ha mai schierato lo stesso centrocampo, ha sempre cambiato la sua composizione, alternando tutti gli uomini che ha a disposizione. Scelta che sin dall’inizio abbiamo ritenuto piuttosto discutibile e che, di fatto, fino ad ora non ha certo prodotto risultati positivi. La linea mediana è il fulcro e il cuore di ogni squadra, il centrocampo bianconero ha bisogno di acquisire una sua identità, oltre che a determinati meccanismi, e sicuramente l’ossessiva rotazione degli uomini non aiuta.

A nostro avviso è arrivato il momento che Zanetti anche a centrocampo (come in pratica ha fatto anche in difesa) faccia delle scelte, schierando in maniera continuativa quegli uomini che a suo avviso sono in grado di garantire alla squadra fisicità, dinamismo, interdizione e buona capacità di gioco. Non è facile perché la rosa, anche in mezzo al campo, è molto ampia, ma anche perché non è semplicissimo capire quale possa essere la combinazione migliore. Però crediamo che sia indispensabile farlo immediatamente per contribuire a dare una precisa identità alla squadra. E’ chiaro che, poi, in base agli avversari Zanetti potrà optare per qualche accorgimento.

Ma è importante che si inizi a delineare con chiarezza il centrocampo titolare, con le eventuali alternative in partite che richiedono degli aggiustamenti, Probabilmente questo genere di scelta potrebbe aiutare anche a superare un altro dei problemi evidenziati in questo avvio di stagione dall’Ascoli, cioè quello di non approcciare sempre con lo spirito e la cattiveria (agonistica) giusta ogni partita. A Cremona, ad esempio, al di là di ogni considerazione tecnica, nel primo tempo in campo c’erano due squadre con un atteggiamento completamente differente, una aggressiva al massimo e agonisticamente molto cattiva (la Cremonese), l’altra molto meno determinata e decisa (l’Ascoli).

Era accaduta la stessa cosa a Castellammare di Stabia, anche se poi in quel caso i bianconeri nel primo tempo si erano salvati grazie alla fortuna (pali) e ai miracoli di Leali, per poi dilagare nella ripresa. Pur se in maniera sicuramente più attenuata, anche il Pescara nell’ultima gara aveva in campo un’aggressività e una determinazione maggiore rispetto ai bianconeri. E in un campionato in cui le differenze tecniche tra le squadre non sono quasi mai così accentuate, la differente carica agonistica può fare la differenza.

Preoccupa meno, a nostro avviso, il fatto che nelle ultime due gare improvvisamente si sia bloccato l’attacco bianconero che nelle prime 5 partite aveva prodotto 14 gol (miglior attacco). Con il Pescara Zanetti ha ritrovato Scamacca, mentre dovrà aspettare ancora un po’ per riavere Ardemagni. Senza il quale l’attacco bianconero resta comunque di ottimo livello, se Da Cruz si esprime ai suoi livelli. E, soprattutto, se può contare sul vero Ninkovic (o, in caso contrario, su Chajia).

Il fantasista serbo non ha iniziato benissimo la stagione, ha avuto nelle prime gare degli sprazzi interessanti ma non si è ancora espresso ai suoi livelli. Contro Cremonese e Pescara ha giocato forse le due peggiori partite da quando è in bianconero, eppure contro gli abruzzesi è rimasto in campo fino alla fine (e Chajia è entrato in campo, per Troiano, solo al 91°). E’ chiaro che per l’Ascoli è importante ritrovare al più presto il vero Ninkovic, ma se il serbo è quello delle ultime due partite allora è controproducente rinunciare ad un giocatore come Chajia che ha già dimostrato di poter incidere positivamente.

Sicuramente fondamentale sarà ritrovare in difesa Brosco, la cui assenza si è fatta sentire contro il Pescara, già dalla difficile trasferta al Bentogodi contro il Chievo in programma domenica 20 ottobre alle 15. I gialloblu hanno alcune assenze importanti in avanti (Djordjevic infortunato, Pucciarelli squalificato) ma hanno qualità da vendere e, dopo un avvio difficile, sono in crescita e saranno un avversario molto ostico per i bianconeri. Che la settimana successiva, nell’anticipo di venerdì 25 ottobre (ore 21) ospiteranno al Del Duca la neopromossa Entella che fin qui si è ottimamente comportata. Il martedì successivo (29 ottobre), nel turno infrasettimanale la formazione di Zanetti sarà chiamata ad affrontare in trasferta il Perugia di Oddo, attualmente secondo in classifica.

Il sabato successivo (2 novembre) si torna al Del Duca per affrontare il Venezia temibilissimo in trasferta, che non a caso ha ottenuto le due vittorie e 8 dei suoi 9 punti proprio fuori casa. Infine, prima della nuova sosta, altro anticipo del venerdì sera (8 novembre) questa volta in casa del pericolosissimo Crotone, prima della sosta la squadra più in forma del campionato. Cinque sfide di livello, quindi, che diranno a che è punto è la formazione di Zanetti e quali prospettive potrà avere.

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