Tempo scaduto per l’Ascoli


A 10 giorni dall’inizio della stagione (ritiro di Cascia) ancora tutto in alto mare in casa bianconera. Mentre si riaprono le trattative per la vendita (in ballo Candeloro e ancora Bricofer), c’è da decidere lo staff tecnico e una squadra da rifondare

La nuova stagione dell’Ascoli parte tra 10 giorni (il 14 luglio inizia il ritiro a Cascia) e ancora è tutto in alto mare, dalla società all’area tecnica. Basterebbe questa considerazione per comprendere come il tempo sia ampiamente scaduto, non si può aspettare oltre ed è necessario che arrivi una decisione definitiva. Che in realtà sembrava arrivata la settimana scorsa, quando la trattativa tra Bellini e Bricofer si era interrotta.

Però, tempo qualche giorno, e sono ricominciate le voci, prima è spuntato Candeloro, poi sembra essere tornato in lizza anche Bricofer e praticamente siamo al punto di partenza. Con la differenza, non da poco, che intanto è trascorso un mese e di fatto la nuova stagione è alle porte. Secondo voci e indiscrezioni i prossimi saranno i giorni decisivi. Ma, detto che non è la prima volta che sentiamo una simile previsione (poi sempre smentita), in ogni caso già siamo in ritardo di una vita e la nuova stagione inizia comunque sotto i peggiori auspici.

Tra candeloro e bricofer il favorito e’ … bellini!

Chiunque sarà alla guida della società, avrà il difficile compito di ricostruire una squadra reduce da un campionato difficile, ma protagonista di una discreta seconda parte stagione, che però ha già perso molti dei suoi elementi migliori (e che sono risultati determinanti nella rimonta e poi nella sospirata salvezza). Al di là della posizione di totale chiusura nei confronti di Bellini di una parte della tifoseria (che inevitabilmente può costituire un problema in più nella prossima stagione), nello scenario attuale (almeno per quello che si conosce) la sua permanenza alla guida della società bianconera ci appare ancora la soluzione migliore per l’Ascoli (o comunque la meno peggio).

Ovviamente siamo pronti a ricrederci e magari presto dovremo fare ammenda. Ma in tutta sincerità né Bricofer né Candeloro ci sembrano le soluzioni migliori e auspicabili per un salto di qualità rispetto alla situazione vissuta in questi anni. Il gruppo di Massimo Pulcinelli, almeno secondo quanto emerge, porterebbe ad Ascoli una vecchia conoscenza come Gianni Lovato, per nulla amato nel capoluogo piceno anche per i tanti errori commessi nella sua esperienza ascolana, e l’ex Ds del Vicenza Antonio Tesoro che in Veneto ha fatto “disastri” (i biancorossi sono retrocessi dalla B alla Lega Pro).

Non proprio un bel biglietto da visita, considerando anche i nomi dei “papabili” allenatori dell’Ascoli targato Bricofer. Quanto a Candeloro in tutta franchezza ci appare un vero e proprio salto nel vuoto, magari con atterraggio morbido, ma una sorta di tentativo, di esperimento ricco di insidie e di incognite. Servono ben altre certezze e ben altri presupposti per una piazza come Ascoli. E, a nostro avviso, nessuna delle due alternative a Bellini è in grado di fornirle.

Al di là di tutto, però, in questo momento la cosa più importante è che si arrivi ad una decisione definitiva, in un senso o nell’altro. Con la consapevolezza, comunque, che, se dovesse restare, in ogni caso Bellini (come più volte annunciato) continuerebbe a cercare un nuovo acquirente per la società bianconera. Che, però, a quel punto non potrebbe che arrivare a stagione in corso, quindi con una situazione completamente differente.

Portieri, difesa, centrocampo, attacco: squadra da rifondare

Però ora il tempo è ampiamente scaduto ed è assolutamente necessario muoversi subito e definire staff tecnico e rosa della squadra. Naturalmente il primo è più importante tassello riguarda l’allenatore. Cosmi è ancora sotto contratto e Bellini ha già detto che se resta sarà lui l’allenatore. Con Bricofer sembra certo che, invece, non verrebbe confermato, mentre con Candeloro non si sa cosa accadrebbe. Va, per altro, aggiunto che Cosmi in queste settimane non si è mai espresso ufficialmente, ha si ribadito di avere un altro anno di contratto e di volerlo rispettare.

Ma da allora sono successe tantissime cose e non è assolutamente scontato che, anche con Bellini, sia lui l’allenatore dell’Ascoli per la prossima stagione. Situazione se possibile ancora più complessa per quanto riguarda la rosa della futura squadra, da ricostruire. Se ne sono andati per fine prestito Clemenza, Kanoutè, D’Urso, Monachello, Pinto e Cherubin, mentre Agazzi e Varela hanno rescisso. Si tratta di alcuni dei giocatori che hanno contribuito, da metà stagione, a riportare l’Ascoli dall’ultimo posto in classifica (con la retrocessione che sembrava inevitabile) nella zona salvezza.

Considerando che Lanni sembra in procinto di passare all’Avellino (e comunque dopo una stagione così negativa è scontato che se ne vada), attualmente la rosa conta di 19 giocatori già in bianconero lo scorso anno, a cui si aggiungono 3 Primavera che hanno firmato il primo contratto da professionisti e 5 rientri da fine prestito. In teoria numericamente ci potremmo essere, tutt’altro discorso per quanto riguarda l’adeguatezza della rosa stessa al campionato di serie B.

Innanzitutto servono due portieri (un titolare e una valida riserva), visto che in quel ruolo c’è solo Venditti. Discorso diverso per quanto riguarda il reparto arretrato che è di certo il più attrezzato. Se ne sono andati solo Pinto e Cherubin, ci sono ancora Mengoni, Padella, Gigliotti, Mogos, De Santis, Florio e Mignanelli a cui si aggiungono Quaranta rientrato dal prestito e il giovane Perri.

Sicuramente servirebbe un esterno di sinistra (possibilmente di buon livello) ma almeno un centrale di categoria sarebbe auspicabile aggiungerlo, visto che comunque lo scorso anno quella difesa non ha propriamente brillato (anche se è migliorata sensibilmente nell’ultima parte di campionato). A centrocampo al momento ci sarebbero Addae, Buzzegoli, Bianchi, Carpani, Martinho (il cui contratto si è rinnovato automaticamente dopo la salvezza), Parlati e Castellano. Una sufficiente base di partenza con, però, troppe incognite.

Detto che Addae (che in assoluto rappresenterebbe l’elemento più affidabile del centrocampo) sembrava essere in partenza (mentre ora ci sono possibilità che rimanga), il nodo centrale è Buzzegoli che è certamente un regista di buon livello per la serie B. Ma che, per una ragione o per l’altra, non si è certo espresso al massimo lo scorso anno.

Quanto a Bianchi ha dimostrato di essere molto utile ma anche che, per limiti fisici, è giocatore che non può certo garantire la necessaria continuità.

Martinho e Ganz, riscatto o addio?

Ricordato che Carpani è reduce da un bruttissimo infortunio (e quindi il suo recupero sarà tutto da verificare) e che Parlati e Castellano restano degli oggetti “semi misteriosi”, discorso a parte merita Martinho. Il suo acquisto a gennaio era stato accolto molto favorevolmente perché quello che si conosceva era un giocatore duttile tatticamente, tecnicamente di ottimo livello e anche in grado di assicurare un buon contributo in fase realizzativa.

Senza troppi giri di parole, in bianconero ha ampiamente deluso, condizionato nel finale di stagione anche da problemi fisici. Il punto è quale giocatore si troverà a disposizione l’Ascoli ora, se quello spento e poco determinato della stagione scorsa o se quello degli anni passati, un vero lusso per la serie B. In ogni caso, a prescindere dalle scelte che verranno fatte sui giocatori in rosa, servono almeno un paio di elementi di sostanza e di qualità per il centrocampo bianconero.

Situazione ancora più complessa per quanto riguarda il reparto offensivo dove al momento sono a disposizione Rosseti, Ganz, Baldini, De Feo e i rientranti dal prestito (Santini, Manari, Jallow). In pratica, considerando che i giocatori tornati dal prestito non appaiono certo all’altezza della serie B, le due più grandi delusioni della stagione scorsa (Rosseti e Ganz), un “oggetto non identificato” e Baldini che, dopo un anno di esperienza, potrebbe essere un buon esterno offensivo.

Naturalmente la situazione di Rosseti e Ganz è piuttosto differente, il primo non sembra spendibile per il prossimo campionato (se non come rincalzo), mentre per Ganz c’è da capire se si vuole provare a recuperare un attaccante che solo poco più di anno fa sembrava un lusso per la serie B o se, invece, è meglio che si trovi un’altra destinazione. Con, in tal caso, la certezza che non si potrà neanche lontanamente recuperare quanto è stato speso a gennaio per il suo acquisto.

Certo è che, se anche si provasse a recuperarlo, per non trovarsi poi scoperti in avanti servono almeno due attaccanti in grado di garantire un buon bottino di gol. In altre parole servono almeno 6-7 elementi di categoria per rendere competitiva la squadra.

L’ideale sarebbe di sceglierli anche sulla base dell’allenatore (che sia Cosmi o qualcun altro). Ma questo sembra difficile che possa accadere nell’Ascoli attuale, dove non si sa neppure chi sarà alla guida della società e, di conseguenza, chi seguirà il mercato. Un’incertezza che, in un modo o nell’altro, deve assolutamente concludersi.

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