Farsa Del Duca, il sindaco “inciampa” sui seggiolini


In un video di 5 minuti Castelli spiega di aver appreso in questo giorni il mancato rinnovo dell’affitto per la curva sud modulare e il problema inerente i 5.500 seggiolini. Ma i comunicati stampa di diverse settimana fa e la determina n. 1806 lo smentiscono clamorosamente

Il sindaco Castelli ormai deve essersi convinto che gli ascolani, e i tifosi bianconeri in particolare, hanno l’anello al naso. Perché altrimenti non si spiegherebbe come possa aver trovato il coraggio di realizzare e postare venerdì 22 giugno sui social il surreale video, di circa 5 minuti, inerente la situazione del Del Duca e degli interventi del Comune. Solo pensando che i supporters bianconeri hanno capacità mnemoniche praticamente nulle e capacità cognitive se possibile ancora più limitate il primo cittadino poteva raccontare quella incredibile storiella, per altro come al solito in gran parte smentita dagli atti ufficiali del Comune stesso.

E’ singolare, ma non certo casuale, che il video di Castelli arrivi poche ore dopo la comunicazione ufficiale da parte del presidente Bellini in merito alla rottura definitive delle trattive per la cessione della società, con la conseguenza che resterà lui alla guida dell’Ascoli Picchio (almeno fino a che non spunterà fuori qualche altro acquirente).

Con una parte dei tifosi in subbuglio e non certo bene predisposti nei confronti di Bellini, il primo cittadino ha pensato bene che questo fosse il momento ideale per dare una comunicazione che, come vedremo, avrebbe potuto dare già da giorni. E che, difficile pensare che il sindaco lo ignorasse, messa nei termini in cui l’ha presentata inevitabilmente contribuisce a gettare ulteriore benzina sul fuoco (come se ce ne fosse bisogno).

Riassumendo il contenuto del video, Castelli, sostenendo di non voler fare alcuna considerazione sulla vicenda della mancata vendita dell’Ascoli, racconta la storiella di un’amministrazione comunale che in questi giorni, mentre Bellini trattava con Bricofer, improvvisamente ha pensato bene di preoccuparsi di informarsi sulle adempienze da compiere, in vista dell’iscrizione al campionato di serie B, per rendere disponibile il Del Duca e non rischiare che i bianconeri debbano giocare in altra sede le proprie partite casalinghe. E già questo argomento dovrebbe far riaffiorare qualche ricordo, chi ha un pizzico di memoria dovrebbe ricordare che non è certo qualcosa di cui non si era mai parlato nelle ultime settimane.

Curva e seggiolini, l’improbabile sorpresa del sindaco

Invece secondo la surreale tesi di Castelli solo in questi giorni, inaspettatamente, il Comune ha fatto delle inattese scoperte. “Abbiamo appreso – afferma il sindaco – che l’Ascoli Picchio non aveva rinnovato il contratto per il mantenimento della Curva sud modulare che sostituisce la vecchia curva lesionata dal terremoto. Noi come Comune subentreremo nel rapporto di affitto della curva che non verrà smontata fino a quando non sarà disponibile la tribuna est”. La seconda, poi, ancora più “sorprendente ed inattesa”.

Inoltre ci siamo resi conto – prosegue Castelli – che nessuno si era adoperato per la prescrizione dei seggiolini. La Lega prevede che ogni impianto debba essere munito di almeno 5.500 seggiolini. L’Ascoli non si era attivato sotto questo punto di vista. In questa settimana, dunque, ci siamo premurati di garantire i 5500 seggiolini. Come verranno distribuiti? 3500 nella curva sud mobile, 1300 nei distinti nord-ovest e i restanti 1200 nella tribuna ovest che è scoperta a causa del sisma.

Quindi in silenzio come amministrazione abbiamo operato in senso giusto. Dunque ci sono tutte le caratteristiche, deroghe o non deroghe, per cui lo stadio può sostenere la disputa del prossimo campionato”. Il sindaco ha poi concluso sostenendo di sentire “l’esistenza di un senso di scoramento, tristezza e di insoddisfazione da parte di tanti”. Che, dopo aver ascoltato le sue affermazioni, saranno ancora più “scorati e insoddisfatti”.

Perché la ricostruzione quasi fiabesca del sindaco è assolutamente irreale e per nulla aderente alla realtà. Innanzitutto a partire dal fatto che l’amministrazione comunale sapeva da tempo della situazione dello stadio, del problema dei seggiolini, come dimostrano dichiarazioni e comunicati stampa non solo dell’Ascoli ma anche del sindaco stesso, senza parlare degli atti comunali (per la precisione la determina n. 1801 del 20 giugno scorso).

Preliminarmente, però, occorre sottolineare (anche se in teoria neppure ce ne sarebbe bisogno) come fosse ampiamente previsto e prevedibile che Bellini, con l’ipotesi della vendita della società, non avrebbe rinnovato l’affitto per la curva sud modulare, quindi è del tutto fuori luogo lo stupore dell’amministrazione comunale. Che, soprattutto, a differenza di quello che ora vuole far credere il sindaco, sapeva da tempo dell’esistenza del problema dei seggiolini.

Proprio Bellini ne parlò, paventando l’ipotesi di non poter disputare le partite casalinghe al Del Duca il prossimo anno, nel dopo Entella-Ascoli (31 maggio). Seguì uno scambio di duri comunicati stampa tra l’Ascoli e il Comune, in uno dei quali la società bianconera ha svelato una lettera invita dalla Lega B al Comune e all’Ascoli stesso nella quale si intimava di fornire una risposta alle criticità sollevate in merito allo stadio entro e non oltre l’8 giugno.

Lettera confermata dallo stesso sindaco che, sempre in un comunicato stampa, sottolineava come “il Comune è pronto a dare corso a quanto concordato per l’apposizione dei seggiolini, così da rispettare le prescrizioni della Lega”. Non solo, il sindaco ricordava anche come “l’Ascoli Picchio è nelle condizioni di poter beneficiare della deroga prevista dall’art. 16 della circolare stadi” e come nelle settimane e nei mesi precedenti si erano svolti degli incontri con Cardinaletti nei quali, addirittura, erano già stati concordati modalità e termini di approvvigionamento dei seggiolini a cura della società “e fissato ulteriori interventi utili a cura del Comune”.

L’articolo 16 “tradisce” il primo cittadino

Quindi è del tutto evidente, e non ci sono dubbi in proposito, che già da tempo era chiarissima la situazione, anche al sindaco e al Comune. Non solo, il comunicato stampa del Comune conferma come il sindaco sia a conoscenza delle norme inerenti lo stadio, visto che cita l’art. 16 del “Sistema licenze nazionali e norme programmatiche”. Tra l’altro in tal modo il primo cittadino si tradisce ulteriormente, in quanto il riferimento che fa inerente la deroga è si contenuta nell’art. 16 ma della circolare inerente al 2017-2018 (quindi al campionato appena terminato) e non a quello 2018-2019 (nel quale l’art. 16 non parla di deroghe).

Questo significa che, al di là delle favole raccontate nel video, il primo cittadino era a conoscenza da almeno un anno della situazione. Un dato che contribuisce a sollevare grossi dubbi anche sul contenuto della determina n. 1806 del 20 giugno scorso con la quale il Comune affida alla ditta Clarin  il noleggio per altri 12 mesi della curva sud, la fornitura e l’installazione sulla curva stessa di 3.150 seggiolini nuovi e il montaggio di ulteriori “1300 scocche su gradoni in cemento armato di altri settori” (il tutto per una spesa di 110 mila euro).

Perché in quella determina l’amministrazione comunale giustifica l’affidamento diretto con il fattore sorpresa (“non è dettato dall’inerzia dell’azione amministrativa dell’Ente”). Che, invece, abbiamo che non c’era. La determina, oltre a confermare ulteriormente che la questione era nota da tempo all’amministrazione comunale (l’iter descritto non si è certo svolto in pochi giorni…), fa emergere anche la totale confusione in cui è sprofondato il sindaco, tra dati sbagliati e rischio di grossolani errori.

Avanzano oltre mille seggiolini e, dal 2019-2020, la curva sud modulare

Il primo cittadino, infatti, nel video parla dell’acquisto di 5.500 seggiolini ma dalla determina emerge chiaramente che sono 4.450 i seggiolini acquistati. E, per giunta, ne servivano un centinaio di meno per arrivare a 5.500, visto che 1.200 nella tribuna ovest li aveva già posizionati l’Ascoli (con spesa a parziale compensazione del canone). Come se non bastasse anche la distribuzione nei vari settori non appare corretta (il sindaco ha parlato di curva sud, distinti nord-ovest e tribuna ovest) .

Ma l’art. 18 delle norme per ottenere la licenza per lo stadio, dopo aver stabilito che i posti a sedere con seggiolini (“sedute individuali”) devono essere distribuiti almeno in 2 settori indipendenti, impone che “almeno un settore deve essere destinato ai sostenitori della squadra ospite”. Ma c’è di più, lo stesso art. 18, in riferimento alla successiva stagione sportiva (2019-2020), impone che “le tribune riservati agli spettatori non potranno essere di tipo temporaneo, ovvero realizzate per uso molto limitato nel tempo e non fissate da idonee fondazioni”.

In altre parole, se non ci saranno ulteriori proroghe (sempre possibili in Italia…), la prossima sarà l’ultima stagione nella quale potrà essere utilizzata la curva sud modulare. Un bel problema, perché al momento appare assai improbabile che il Comune possa permettersi un’ulteriore spesa consistente sullo stadio, come quella che servirebbe per sistemare e mettere in sicurezza la vecchia curva sud.

Ma questo al sindaco Castelli interessa molto poco, sarà un problema (e che problema…) che dovrà affrontare il primo cittadino e la giunta che arriveranno dopo di lui…

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