Ascoli Picchio: tra i tre litiganti… nessuno gode!


Sempre più incerto il futuro dei bianconeri con Bellini, ormai da tempo “scaricato” da una buona parte dei tifosi, che dice di voler vendere ma poi si comporta come se dovesse restare. E i possibili acquirenti non lasciano certo dormire sogni tranquilli…

Una versione riveduta e corretta della sora Camilla, quella che “tutti la vonno e nissuno la pija”. Questa è l’immagine dell’Ascoli questi giorni, con in realtà i pretendenti che, almeno secondo le voci, vorrebbero prenderla. Ma colui che dovrebbe concederla, l’attuale presidente Bellini, continua a dire di volersene disfare ma all’atto pratica continua a tergiversare e, soprattutto, si muove e si comporta in maniera esattamente contraria, cioè come se fosse certo che sarà ancora lui a guidare la società bianconera la prossima stagione.

Sullo sfondo una tifoseria che, almeno nella parte che più si espone, già da tempo ha fatto la sua scelta (non vuole più Bellini) e non perde occasione per rimarcarlo. Senza dimenticare il problema sempre più pressante e grave dello stadio, amplificato dai disastri commessi (e che continua a commettere) dall’amministrazione comunale.

Non ci vuole certo un genio, in un simile contesto, per capire che la situazione è molto delicata. Anche perché sono già in arrivo le prime scadenze (iscrizione al prossimo campionato, idoneità dello stadio) e bisogna iniziare a programmare la stagione. Per questo è fondamentale che si chiarisca subito l’intrigo sulla proprietà, siamo già in ritardo ed ogni giorno che passa è un giorno perso, anche se, almeno per quanto riguarda l’iscrizione, problemi non ce ne saranno perché sarà comunque l’attuale società a garantirla. Ciò non toglie che è arrivato (anzi è già passato) il momento di sapere con certezza chi guiderà l’Ascoli la prossima stagione.

L’ambiguità di Bellini

La logica vorrebbe che non sia più Bellini, i fatti di questi ultimi giorni, però, fanno venire più di un dubbio sulla reale volontà (o possibilità) dell’attuale numero uno bianconero. Che sinceramente non si capisce come possa ancora restare alla guida dell’Ascoli con un ambiente che ormai gli è palesemente (e per certi versi pregiudizialmente contro) e che non perde occasione per manifestarlo, anche in maniera strumentale e senza concreti presupposti. Non più di 24 ore fa, ad esempio, è stato montato un caso dal nulla, prendendo spunto dal fatto che il presidente dell’Entella ha comunque voluto ringraziare i 167 tifosi liguri che hanno seguito la squadra nella sfortunata trasferta al Del Duca.

E subito è scattato il confronto con il fatto, già evidenziato da una parte dei tifosi, che Bellini invece, nonostante la salvezza raggiunta, nel dopo partita in campo non ha pensato di ringraziare i tifosi. Ovviamente fingendo di dimenticare che il presidente bianconero l’avrebbe dovuto fare mentre i tifosi stessi intonavano cori di ogni tipo contro di lui e contro la società…

Altro motivo di polemica, ancora meno giustificato, è scaturito dalla notizia dell’accordo con la Juventus per il riscatto, da parte della società piemontese, del talentino ascolano Di Francesco per una cifra di 600 mila euro. Un’operazione assolutamente condivisibile, sia perché permette al giovane talento ascolano di provare questa esaltante avventura, sia perché comunque porta nelle casse della società una cifra importante, ancor più considerando che, per quanto di buone speranze, Di Francesco ancora deve dimostrare il suo reale valore. Invece giù con commenti e polemiche senza fondamento, come se poi quei 600 mila euro finissero nelle tasche di Bellini e non alla società.

A conferma di tutto ciò gli striscioni di protesta apparsi in alcune zone della città l’altra notte, per altro con un attacco generalizzato anche a chi davvero non ha alcuna responsabilità e ha la sola colpa di aver lavorato in questi anni per la società bianconera (per quanto può contare, tutta la nostra solidarietà all’addetta stampa Valeria Lolli, una professionista inappuntabile, il cui valore e competenza sono unanimemente riconosciuti, che non meritava in alcun modo un simile trattamento). Come si può anche solo pensare di affrontare una stagione con simili presupposti, con un simile clima? Cosa mai potrebbe accadere alla prima difficoltà, ai primi problemi che dovessero venir fuori?

Come detto logica vorrebbe che Bellini venda. I fatti, però, inevitabilmente suscitano più di una perplessità. Alcune mosse del presidente, infatti, sono difficili da comprendere se davvero la sua intenzione è quella di vendere. Abbiamo già precedentemente sottolineato che, in tal senso, non si capisce la polemica (nella quale Bellini ha tutte le ragioni) contro l’amministrazione comunale, una “brutta gatta da pelare” che dovrebbe lasciare a chi verrà dopo di lui.

Ma, ancora più, nell’ottica della cessione non si capisce perché siano stati già fissati sede e data del ritiro per campionato (Cascia, dal 14 luglio al 4 agosto) che, più correttamente, dovrebbero essere scelti dall’eventuale nuova proprietà Discorso in un certo senso analogo per l’operazione Di Francesco, ribadiamo sicuramente giusta, ma che sarebbe stata più opportuna far concludere dalla nuova proprietà. In questo gioco delle parti gli stessi tifosi non brillano certo per chiarezza.

Perché se da un lato non vorrebbero più Bellini, dall’altro sono preoccupati e per nulla convinti dai possibili nuovi acquirenti (ma, chissà perché, continuano stranamente a rimanere in silenzio di fronte allo scempio del Del Duca), al punto da aver chiesto anche un incontro con Bellini.

Tante ombre sui possibili acquirenti

D’altra parte, però, in questa surreale situazione è concreta la possibilità che, sempre ammesso che ci sarà realmente il passaggio di proprietà, non molto tardi poi i tifosi bianconeri possano addirittura rimpiangere “l’odiato” Bellini. Perché, in tutta sincerità, le voci e le notizie sui possibili nuovi acquirenti non lasciano per nulla tranquilli, anzi.

Da un lato, infatti, c’è la Bricofer che è stato azionista del Latina che poi ha fatto una fine ingloriosa, e che è rappresentato nelle trattive dall’ex Lovato (poco amato dalla piazza, per usare un eufemismo)e da Tesoro, due anni fa direttore sportivo di quel Vicenza che poi è mestamente retrocesso in Lega Pro. Se possibile perplessità maggiori suscita l’altro acquirente, quella Re Outsider che fa capo ad Alex Oliva, una sorta di procuratore che da molto gravita nel mondo del calcio e da tempo sta cercando una società da acquistare. E, anche leggendo le indiscrezioni che trapelano su presunti collaboratori, il rischio di trovarci di fronte ad una sorta di “dilettanti allo sbaraglio” è assai concreto.

Nelle ultime ore, poi, si è parlato anche di una possibile terza cordata, del Lazio, avvolta nel più assoluto mistero. Ovviamente, se davvero alla fine Bellini cederà l’Ascoli, speriamo di cuore di sbagliarci.

Ma la sensazione che, nella migliore delle ipotesi, si passi “dalla padella alla brace” in questo momento è  difficile da scacciare.

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