Ancora 90 minuti di sofferenza tra l’Ascoli e l’impresa salvezza


Il pareggio a Chiavari permette ai bianconeri di mantenere la situazione di vantaggio sull’Entella. Giovedì al Del Duca sarà salvezza con un pareggio o con una vittoria. Ma sarebbe suicida pensare di poter speculare su questo indiscutibile vantaggio

Bisognerà soffrire fino all’ultimo secondo. Era praticamente inevitabile dopo una stagione come questa e così sarà. Giovedì 31 maggio, quindici giorni dopo quella con il Brescia, il Del Duca ospiterà un nuovo spareggio salvezza, questa volta senza alcuna possibilità di appello. Alla fine una delle due formazioni festeggerà la salvezza, l’altra “piangerà” per la retrocessione in Lega Pro. Rispetto alla partita con le rondinelle la situazione per l’Ascoli è esattamente capovolta. I bianconeri possono contare su due risultati su tre, non sono obbligati a vincere per salvarsi dopo lo 0-0 di Chiavari e per effetto della migliore posizione in classifica al termine del campionato.

E’ chiaro che questo significa che l’Ascoli giovedì prossimo partirà da una posizione di indiscutibile vantaggio. Ma sarebbe suicida pensare di poter speculare e assolutamente non bisogna illudersi che sarà facile e che non bisognerà palpitare fino al 90°.  Perché quella in programma giovedì prossimo al Del Duca è sin troppo facile immaginare che sarà una partita molto differente rispetto a quella di andata, piuttosto bloccata e con due formazioni che erano più preoccupate di non compromettere tutto che di cercare la stoccata vincente.

Le occasioni di Clemenza, i rischi nel finale

Era prevedibile che fosse così e probabilmente non ci si poteva aspettare di più dall’Ascoli, viste le assenze (soprattutto a centrocampo) e i tanti giovani scesi in campo. Nel complesso, comunque, i bianconeri a parte qualche errore nel finale che poteva costare carissimo (perché subire il gol avrebbe significato rivivere poi in casa la stessa situazione che si era creata contro il Brescia…), hanno disputato una prestazione più che accettabile.

Anzi, in realtà dopo la prima mezzora sostanzialmente di studio (con un paio di situazioni pericolose in area bianconera), era stata proprio la formazione di Cosmi a dare l’impressione di poter fare qualcosa di più, creando anche 3 nitide palle gol (due con Clemenza, una con Bianchi). Poi nel finale un paio di palle perse banalmente hanno concesso all’Entella di rendersi pericolosa, con Aliji che ha avuto tra i piedi la più ghiotta delle opportunità per vincere la partita e rovesciare la situazione. Nel complesso si è assistito alla partita che ci si aspettava, condizionata dalla comprensibile paura (vista la posta in palio), giocata sul filo di un equilibrio che solo una “giocata” o un errore potevano spezzare.

Al di là delle occasioni create da una parte e dall’altra, un pizzico di rammarico i bianconeri possono averlo per la parte finale della partita, quando il neo entrato Varela con la sua rapidità (e la stanchezza dei difensori avversari) ha creato in più di un’occasione i presupposti per far male alla retroguardia avversaria, finendo però per sbagliare sempre al momento dell’ultimo passaggio.

Nulla di nuovo, in realtà. Se l’uruguagio fosse un po’ più incisivo e più concreto negli ultimi 20 metri probabilmente ora calcherebbe ben altri palcoscenici. Restando al reparto offensivo, le ultime due partite hanno amplificato quello che è il vero e proprio mistero su Ganz.

Sia a Pescara che con il Brescia che a Chiavari Cosmi, quando ha dovuto sostituire Monachello (non al massimo della forma), lo ha fatto sempre con un Rosseti che non è apparso certo brillante (un po’ meglio con il Brescia, molto male a Pescara e a Chiavari). E se l’ex Pescara non può dare qualcosa in più del quasi nulla dato in queste circostanze da Rosseti, allora è davvero in condizioni disastrose. Ma su questo specifico aspetto ci sarà tutto il tempo per riflettere (ricordando che Ganz si è legato all’Ascoli con un contratto di 3 anni) da venerdì in poi.

Ritorno con doppio vantaggio per l’Ascoli

Ora bisogna solo concentrarsi sull’ultima decisiva e drammatica (sportivamente parlando) sfida della stagione che, grazie alla concessione della curva nord ai tifosi ascolani, si disputerà in un Del Duca bollente, con 10 mila tifosi bianconeri pronti a spingere la formazione di Cosmi verso il sospirato traguardo.

E se è indiscutibile che non bisogna illudersi che sarà facile, è altrettanto inconfutabile che comunque l’Ascoli inizierà gli ultimi 90 minuti con un doppio importantissimo vantaggio: quello della classifica e quello che potrà ricevere dalla spinta dei suoi impagabili tifosi (che però farebbero meglio ad aspettare la fine della stagione, possibilmente con la salvezza raggiunta, per contestare Bellini e Giaretta).

Un vantaggio che i bianconeri dovranno provare a sfruttare subito, cercando di aggredire la partita e gli avversari. Naturalmente con raziocinio e senza rischiare troppo. Ma sarebbe imperdonabile non sfruttare inizialmente questa situazione, con la consapevolezza che un eventuale gol dell’Ascoli metterebbe ancora più in salita la partita dell’Entella, che potrebbe accusare il colpo.

Sarebbe fondamentale non arrivare a metà secondo tempo con la partita ancora in parità perché a quel punto il finale di gara sarebbe all’insegna della paura per i bianconeri e della disperazione per i liguri, con tutto quello che una simile situazione potrebbe determinare. Considerando che quella decisiva di giovedì prossimo sarà la quarta sfida tra le due squadre, che quindi si conoscono alla perfezione, è possibile che i due allenatori possano studiare qualcosa per sorprendere gli avversari.

Ma è difficile pensare a chissà quale stravolgimenti. Volpe, considerando che la sua squadra ha un unico risultato a disposizione, potrebbe optare per uno schieramento un po’ più  offensivo, inserendo sin dall’inizio la seconda punta (De Luca) a fianco di La Mantia, passando ad un 4-4-2 un po’ più sbilanciato, con 2 tra Gatto, Eramo, Icardi e Aramu sulle fasce.

Sicuramente in tal modo i liguri avrebbero più peso in avanti ma inevitabilmente rischierebbero qualcosa in più. Per questo siamo più propensi a credere che eventualmente quella potrebbe essere la mossa a partita in corso, per l’eventuale assalto finale. Per quanto riguarda l’Ascoli di sicuro Cosmi recupererà Addae e non ci sembrano essere troppi dubbi sul suo impiego. Con Bianchi irrinunciabile (per esperienza, senso tattico e per la sua capacità di inserirsi e rendersi pericoloso), il dubbio riguarda chi sarà il terzo a centrocampo.

Con Buzzegoli out, il ballottaggio sembra ridursi tra la fisicità (unità comunque ad un’invidiabile tecnica) di Kanoutè (ottima la sua prova in Liguria, soprattutto nel secondo tempo) e la tecnica e l’imprevedibilità di D’Urso (però tra i meno convincenti a Chiavari). Più difficile pensare all’impiego di Baldini, almeno dall’inizio. In difesa bisognerà vedere se recupererà Cherubin (e, comunque, nel caso non sarebbe certo scontato che partirebbe dal primo minuto), mentre in avanti sembra davvero difficile ipotizzare qualcosa di diverso del duo Clemenza – Monachello.

Perché il primo è tra i più in forma ed è stato nelle ultime partite il più pericoloso dei bianconeri, mentre l’attaccante proveniente dal Palermo, pur non essendo al massimo, è comunque di gran lunga più affidabile di Rosseti e Ganz. Che, ovviamente, si spera non debbano essere utilizzati a partita in corso, mentre Varela potrebbe risultare un’arma importante da giocarsi nella ripresa, soprattutto se la partita fosse ancora in bilico e l’Entella fosse costretto a rischiare il tutto per tutto (lasciando così spazi su cui l’uruguagio può andare a nozze).

Sperando di sbagliare (nel senso che ci auguriamo vivamente che i bianconeri riescano a chiudere la pratica da subito), saranno 90 minuti sconsigliati ai deboli di cuore.

Con la speranza che comunque alla fine si possa festeggiare quella che sarebbe una piccola impresa, pensando da venerdì a come fare in modo l’anno prossimo di non ripetere una simile stagione.

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