C’è lo spareggio salvezza con l’Avellino, l’Ascoli non ha tempo per i rimpianti


A Chiavari la formazione di Cosmi, in vantaggio dopo un quarto d’ora e poi in superiorità numerica per gran parte della ripresa, sciupa un’occasione per ipotecare la salvezza. Che ora va conquistata negli ultimi 270 minuti, a partire dallo spareggio di sabato con gli irpini

Ci sarebbe da mangiarsi le mani per la grande occasione persa ma non c’è neppure il tempo di pensarci troppo. Però è davvero un peccato perché a Chiavari l’Ascoli poteva davvero ipotecare la salvezza. I padroni di casa hanno fatto di tutto per aiutare i bianconeri, prima il gentile omaggio di Iacoboni per il vantaggio di Monachello, poi la sciocchezza e l’espulsione di Icardi che ha consentito alla formazione di Cosmi, raggiunta sull’1-1 ad inizio ripresa, di giocare in superiorità numerica per gran parte del secondo tempo.

Alla fine, però, è arrivato solo un pareggio che lascia quasi tutto come era prima, con Ternana e Pro Vercelli che sono ad un passo dalla retrocessione e l’Avellino (sconfitto in casa con il Cittadella) raggiunto proprio da Ascoli ed Entella. Per il resto distanze immutate con tutte le altre e spareggio probabilmente decisivo sabato al Del Duca contro gli irpini. In realtà le recriminazioni maggiori a nostro avviso sono più per il primo tempo che per la ripresa in superiorità numerica.

Con Baldini a sinistra al posto di Mignanelli e il trio di centrocampo formato da Buzzegoli, Kanoutè e Addae, l’Ascoli aveva approcciato bene la partita, trovando il gol del vantaggio con il solito Monachello, grazie al gentile omaggio del portiere ligure, poco prima del 20°. L’Entella ha duramente accusato il colpo e per una decina di minuti è uscita dalla partita. In quel momento i bianconeri dovevano provare ad approfittarne e non accontentarsi di controllare.

Bisognava provare ad “ammazzare” la partita, mantenendo l’aggressività dei primi minuti. Invece la formazione di Cosmi ha abbassato i ritmi, limitandosi a tenere e far girare palla senza affondare troppo. Graziato dall’atteggiamento dell’Ascoli, l’Entella è rientrato in partita anche se, ironia della sorte, proprio nell’ultima parte del primo tempo ha rischiato di subire il colpo del ko.

Ritrovato un po’ di vigore e assorbita la “botta” del vantaggio regalato, i liguri hanno provato a portarsi in avanti ma in maniera piuttosto confusa e lasciando ampi spazi alle ripartenze dell’Ascoli.

Che non ha sfruttato un paio di potenziali contropiedi molto pericolosi (clamoroso il “liscio” sulla tre quarti offensiva di Buzzegoli che non ha stoppato un pallone facile che avrebbe creato un interessante tre contro due…) e non è stato fortunatissimo proprio allo scadere della prima frazione, quando il tiro forse vincente di Kanoutè dal limite è stato fortunosamente deviato in angolo da un difensore ligure.  Nella ripresa, come prevedibile, si è assistito subito ad un’altra partita, con l’Entella subito all’assalto e troppo presto in gol, per la solita disattenzione difensiva.

In quel momento per la verità si è temuto il peggio, i padroni di casa sembravano rinvigoriti e hanno provato ad operare subito il sorpasso.  Però è arrivata la sacrosanta espulsione di Icardi per un ineccepibile secondo giallo per un’evidente simulazione (davvero bravo Pinzani, indiscutibilmente la migliore direzione di gara vista quest’anno). In inferiorità numerica la formazione di Aglietti inevitabilmente si è tirata indietro per cercare di portare a casa almeno il punto, lasciando all’Ascoli il compito di fare la partita.

I bianconeri ci hanno provato, non con molte idee e sempre a ritmo troppo basso. Nonostante tutto non sono neppure mancate le opportunità (la traversa di Addae, le due parate di Iacoboni su Baldini e su Mogos) per conquistare i tre punti. Ma, forse anche per la paura di subire anche la beffa, è mancata un po’ quella feroce determinazione che serviva per andare a conquistare la vittoria.

Ancora una volta, purtroppo, i cambi non hanno per nulla inciso. In particolare Clemenza poco brillante e spesso fuori posizione, che ha letteralmente fatto impazzire Cosmi. Discorso un po’ differente per Ganz che praticamente da quando è entrato non ha toccato palla ma che, in realtà, forse doveva essere inserito prima. Alla fine i ragazzi di Cosmi tornano dalla Liguria con un punto e con la consapevolezza che saranno decisivi i prossimi 270 minuti, in particolare la sfida di sabato con l’Avellino.

Otto squadre per la salvezza, il calendario alleato dell’Ascoli

La classifica resta molto corta in coda e almeno 8 sono le formazioni che dovranno soffrire in queste ultime tre giornate, con Pro Vercelli e Ternana (ultime a 37 punti) che sono le principali indiziate a scendere in Lega Pro. A far compagnia a loro una tra Ascoli, Entella, Avellino (41 punti), Novara (42 punti), Cesena (43 punti) e Cremonese (44 punti) che tenteranno anche di evitare lo spareggio (tra quart’ultima e quint’ultima) per decidere la quarta retrocessione.

Non sono ancora completamente al sicuro neppure Brescia e Pescara (46 punti) che, però, dovrebbero combinare disastri (perdere le ultime tre partite) per rientrare in gioco. Sulla carta proprio l’Avellino e forse l’Ascoli (soprattutto se Pescara e Brescia si tirano fuori dai guai) sembrano avere il calendario un po’ meno complicato, ovviamente scontro diretto a parte.

Gli irpini dopo la partita del Del Duca ospiteranno uno Spezia ormai senza obiettivo (e decisamente spento) e concluderanno a Terni contro una squadra che potrebbe già essere retrocessa (se invece sarà ancora in lotta per la salvezza cambia tutto). L’Entella la prossima settimana farà visita ad una Salernitana ormai salva ma nelle ultime due giornate ospiterà il Frosinone in lotta per il secondo posto (promozione diretta) e poi chiuderà a Novara in una sfida che potrebbe diventare un vero e proprio spareggio.

Per i piemontesi, invece, la gara chiave potrebbe essere quella di domenica prossima contro il Pescara, perché poi la successiva trasferta a Perugia sarà molto complicata. Durissimo, sempre sulla carta, il calendario del Cesena che sabato ospita il Parma secondo in classifica, poi andrà a Palermo e concluderà con la Cremonese in un’altra sfida che potrebbe trasformarsi in uno spareggio. Si perché i lombardi, che non vincono da 17 turni, è vero che hanno tre punti di vantaggio dall’Ascoli ma sembrano la squadra più in difficoltà e hanno un calendario durissimo.

Molto dipenderà da quale Empoli si troveranno di fronte sabato prossimo in Toscana. Gli azzurri sono già promossi ma se giocheranno la loro partita appare difficile conquistare qualche punto per la formazione di Tesser. Che poi ospiterà una delle formazioni più in forma, il Venezia di Inzaghi, che potrebbe ancora essere in lotta per il secondo posto (e comunque sarebbe in lotta per la migliore posizione nei playoff). Se le cose non dovessero andare molto bene, poi l’ultima partita in Romagna diventerebbe quasi drammatica.

Tornando all’Ascoli è chiaro che la partita chiave è quella di sabato, anche se in ogni caso non sarà decisiva. Però una vittoria consentirebbe ai bianconeri di vedere aumentare le possibilità di conquistare la salvezza diretta, mentre una malaugurata sconfitta non condannerebbe definitivamente la formazione di Cosmi che, però, a quel punto dovrebbe soprattutto puntare ad i playout. Come già dopo la partita casalinga con il Bari la speranza è che l’allenatore possa recuperare qualcuno degli infortunati, almeno Mengoni che sarebbe fondamentale per la difesa in una sfida così delicata.

Su Martinho e Bianchi ormai è quasi inutile sperare, il loro rientro slitta di settimana in settimana ed è meglio non farsi troppe illusioni. Ancora una volta un ruolo decisivo potrà svolgerlo il Del Duca dove i bianconeri disputeranno due delle ultime tre partite. Con due successi la salvezza sarebbe a portato di mano.

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