Ascoli, la salvezza in 5 mosse


La fondamentale vittoria a Cremona porta i bianconeri in zona playout e ad un solo punto dalla salvezza diretta. Conforta la reazione della formazione di Cosmi sospinta dai gol del centravanti arrivato a gennaio. Sorpresa Florio, Agazzi e Cherubin danno sicurezza alla difesa

In una stagione così difficile e sofferta non si poteva certo sperare di ottenere qualche vittoria senza soffrire troppo. Quella preziosissima di Cremona, dopo l’iniziale svantaggio, poteva essere una di quelle perché dopo il 2-1 i bianconeri hanno avuto diverse clamorose opportunità per chiudere la partita. Invece il risultato è rimasto in bilico fino alla fine e, pur senza correre particolari rischi, l’Ascoli ha dovuto aspettare il 94° per festeggiare una vittoria che vale oro.

Tre punti fondamentali che riportano i bianconeri in zona playout (se finisse oggi il campionato il Cesena, insieme a Pro Vercelli e Ternana, sarebbe la terza squadra a retrocedere per gli scontri diretti a favore dell’Ascoli), con la salvezza diretta ad appena un punto di distanza. Dopo il doppio stop con Foggia e Parma non si poteva sperare di meglio.

Eppure la trasferta in Lombardia non era certo iniziata nel migliore dei modi, con la solita grave distrazione difensiva (ma a cosa stava pensando Mignanelli?) e il repentino vantaggio della Cremonese. In quel momento si è temuto il peggio, la squadra poteva crollare e compromettere (se non definitivamente, quasi) le possibilità salvezza. Invece è arrivata la reazione rabbiosa, un po’ confusa ma con grande determinazione, che ha portato quasi subito al pareggio.

Da quel momento la partita è cambiata e già nel primo tempo, pur se l’Ascoli non ha creato particolari occasioni, si aveva la sensazione che il “colpo” era a portata di mano. L’avvio di ripresa determinato e autoritario ha prodotto il meritato vantaggio che ha fatto sbandare i grigiorossi, “graziati” prima da Varela poi da Monachello (a cui comunque va dato il grande merito di aver realizzato la doppietta decisiva).

Nel finale il tentativo confuso dei padroni di casa di raggiungere il pareggio è stato ben controllato dalla formazione di Cosmi che ha trovato anche il tempo per gettare al vento (con Clemenza e Mogos) altre due colossali occasioni per chiudere il discorso. Poco male, alla fine la vittoria è arrivata e con essa alcune importanti conferme e qualche piccolo mistero.

Florio la sorpresa, Agazzi la certezza

Come quello che riguarda Florio, la cui ultima apparizione in squadra risaliva al dicembre scorso. Schierato a sorpresa dal primo minuto, al posto di Mogos, fino a che è rimasto in campo (a metà ripresa è stato sostituito da Mogos dopo aver dato tutto) ha dimostrato di poter ampiamente fare la propria parte.

Anzi, per certi versi è risultato decisivo, visto che proprio Florio si è conquistato l’importantissimo rigore del pareggio. Considerando che, nelle rare occasioni in cui è stato impiegato, non aveva certo demeritato, è inevitabile chiedersi per quale ragione in tutto questo tempo non ha mai messo piede in campo, neppure per un minuto.

L’altro piccolo mistero riguarda Kanoutè, sempre positivo nelle partite in cui è stato impiegato ma negli ultimi tempi inspiegabilmente finito nel dimenticatoio. A Cremona, dopo un primo tempo sufficiente, nella prima parte della ripresa è salito in cattedra ed ha dominato in mezzo al campo, risultando fondamentale (anche in occasione dell’azione del gol decisivo di Monachello). Con lui e Addae in mezzo al campo è sembrato rigenerato, rispetto all’opaca prestazione con il Parma, anche Buzzegoli (che però salterà per squalifica la partita con il Perugia).

Per quanto riguarda le conferme arrivano innanzitutto da Agazzi che, pur non dovendo compiere parate particolari, ha dato sicurezza alla retroguardia bianconera, soprattutto con le sue uscite sicure nella fase finale della partita, quando la formazione di Tesser gettava ripetutamente palla in area. Sempre nel reparto arretrato è arrivata la conferma dell’importanza di Cherubin che, se solo riuscisse a giocare con un po’ di continuità, potrebbe risultare determinante in questa fase finale.

Restando al reparto arretrato (e sottolineando la grande prestazione di Padella), timidi segnali di miglioramento sono arrivati persino da Mignanelli. Che ha ancora combinato “disastri” in fase difensiva (oltre al gol preso da sottolineare un paio di strafalcioni inquietanti anche nel secondo tempo) ma almeno ha dato finalmente qualcosa in fase di costruzione e di spinta.

Ovviamente il grande protagonista della giornata bianconera è stato Gaetano Monachello, freddissimo e bravo a non farsi innervosire dalle provocazioni degli avversari (su tutti Cinaglia che, per il resto, non si è certo fatto rimpiangere, anzi…) in occasione del rigore e abile nello sfruttare il perfetto assist di Varela (bravo e volenteroso come sempre, se solo fosse un po’ più incisivo sotto porta…). Ma i 2 gol, ovviamente decisivi, sono solo il coronamento di una prestazione di grande sostanza, soprattutto nella parte finale della partita quando serviva ogni tanto far salire la squadra e allentare la pressione. Se solo avesse realizzato anche il terzo gol la sua prestazione sarebbe stata perfetta.

Decisivi gli scontri diretti con Entella, Avellino e Pescara

Nel complesso, quindi, la formazione bianconera torna da Cremona, oltre che con i tre preziosissimi punti, con un pizzico di convinzione in più. La salvezza è alla portata dei bianconeri, a patto che non si ripetano più nelle ultime 5 partite prestazioni caratterialmente “fiacche” come quelle di Foggia e contro il Parma. La vittoria a Cremona ha dato un’altra dimensione alla classifica dei bianconeri, dando certezza a quella che solo alcune settimane fa era una vaga speranza, cioè giocarsi la stagione nelle ultime 4 partite (3 scontri diretti con Entella, Avellino e Pescara e l’ultima al Del Duca con il Brescia che è quasi fuori dalla zona a rischio).

Prima delle 4 sfide decisive, però, l’Ascoli dovrà affrontare, sempre al Del Duca, il Perugia. Una partita che grazie al successo di Cremona assume ben altro significato. Di fronte la formazione di Cosmi si troverà una delle squadre più in forma e con il rendimento migliore in questo girone di ritorno e, quindi, non sarà per nulla facile ottenere punti. Anche in caso di risultato negativo, il destino dell’Ascoli dipenderebbe comunque dalle ultime 4 sfide e da quei scontri diretti.

Però se ai bianconeri riuscisse il “colpaccio” come contro il Bari, incredibilmente (soprattutto alla luce della situazione di alcune settimane fa) nella successiva sfida chiave di Chiavari con l’Entella (che nell’anticipo di venerdì è impegnata proprio in Puglia contro la formazione di Grosso) si troverebbero nell’invidiabile condizione di avere a disposizione due risultati su tre.

La speranza è che per queste ultime giornate decisive Cosmi possa ritrovare almeno qualcuno degli infortunati (in particolare Bianchi, Martinho e Pinto, dando per scontato che D’Urso, smaltita il problema gastrointestinale, tornerà a disposizione).  L’unico rammarico è che in questa delicata fase della stagione servirebbe un atteggiamento e un comportamento differente da parte della Lega di serie B che, invece, con la sua imbarazzante disorganizzazione e con il  “cervellotico” calendario dei prossimi turni rischia di svantaggiare alcune squadre (Ascoli e Venezia) e favorirne delle altre (in particolare l’Entella).

Dopo la giornata in programma sabato prossimo ci sarà il turno infrasettimanale martedì 1 maggio. In quell’occasione ci sarà l’importantissima sfida Entella-Ascoli, con i liguri che però avranno l’opportunità di avere un giorno di recupero in più, visto che a Bari giocheranno venerdì 27 aprile (mentre l’Ascoli con il Perugia gioca sabato 28). In una fase così importante e decisiva la differenza può farla anche qualche piccolo particolare. Anche 24 ore di recupero in più…

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