L’Ascoli si è perso, le rivali l’aspettano


Contro il Parma si è vista una squadra senza la necessaria determinazione, condizionata ancora una volta  dalle scelte discutibili del tecnico, apparso quasi in stato confusionale nel post partita. Fortunatamente i risultati delle rivali danno una mano ai bianconeri

Che la brutta sconfitta casalinga con il Parma abbia decisamente complicato la rincorsa è sin troppo evidente. Ma ascoltando le parole di Cosmi nel post gara si ha la sgradevole sensazione che il destino dell’Ascoli sia davvero appeso ad un filo, più per la condizione in cui si trovano squadra e allenatore che per la situazione di classifica.

Magari sarà la stata la delusione del momento, forse passata la nottata  il mister bianconero avrà ricaricato le pile e sarà meno “negativo”. Ma in tutta sincerità quelle pronunciate negli spogliatoi del Del Duca dopo la partita con i ducali sono sembrate le parole di un allenatore in disarmo, abbastanza in confusione e quasi sul punto di mollare. Sappiamo che per carattere Cosmi è un lottatore e siamo certi che da oggi proverà a “caricare” la squadra per la fondamentale trasferta di Cremona di sabato prossimo. Però proprio per questo, se dopo la prestazione fornita dalla sua squadra era giusto preoccuparsi, dopo aver ascoltato l’allenatore la preoccupazione si è inevitabilmente trasformata in allarme.

Troppe, e non sempre condivisibili e chiare, le giustificazioni ascoltate, un modo quasi di mettere le mani avanti che sinceramente non ci aspettavamo. Addirittura in alcuni passaggi sembrava quasi che a parlare non fosse l’allenatore bianconero ma un osservatore esterno. Ci si attendevano, per quanto possibile, delle risposte e invece è stato proprio Cosmi a porre dei quesiti. In realtà non c’era certo bisogno che fosse l’allenatore bianconero a dire che in questa fase del campionato la squadra deve essere pronta e convinta, come invece non lo è stato l’Ascoli con il Parma ma anche a Foggia, né che i bianconeri in queste due ultime partite sono tornati ad essere quelli senza grinta e determinazione di un mese fa.

Da lui ci saremmo piuttosto aspettati delle spiegazioni, per quanto possibile, sul perché in una partita così decisiva la squadra non è scesa in campo con la stessa necessaria cattiveria mostrata, ad esempio, nella partita contro il Bari. E, d’altra parte, a chi se non all’allenatore spetta il compito di far scendere in campo i giocatori con il giusto atteggiamento mentale? Non ce ne dovrebbe essere neppure bisogno, è difficile credere che la squadra non sia consapevole che si sta giocando la salvezza.

Ma se così non fosse spetterebbe proprio all’allenatore riportare tutti alla realtà, prima della partita, però, e non certo dopo in sala stampa, raccontando quello che tutti hanno, purtroppo, potuto vedere. Tra l’altro dopo quanto era accaduto a Foggia solo 3 giorni prima, ci si attendeva che Cosmi curasse soprattutto questo aspetto in vista della partita con il Parma. A maggior ragione le sue parole nel post gara devono allarmare, sembra quasi che l’allenatore voglia dire che neppure lui riesce a farsi sentire, a trasmettere alla squadra la giusta determinazione. Ed è del tutto evidente che se davvero così fosse sarebbe molto grave, il destino dell’Ascoli sarebbe praticamente segnato.

La realtà, non meno preoccupante, è che tra le scelte operate nelle ultime due partite e le cose dette nel post gara, la sensazione che si ha è quella di un allenatore abbastanza in stato confusionario.

Giovani e assenze, non reggono le giustificazioni di Cosmi

In campo c’erano tanti giovani, certo che affidare a loro la responsabilità di una gara importante come questa non è stato affatto facile. Quando giochi partite come queste e sei costretto ad affidare le redini a ragazzi di 20 anni, che sono di valore assoluto ma se sentono troppo la responsabilità non sono in grado di supportarla, è tutto più complicato” ha spiegato Cosmi nel post gara.

Non sappiamo a quale partita si riferisca, non certo a quella contro il Parma. L’età media dell’undici sceso in campo contro la formazione di D’Aversa è di 27,8, l’unico ventenne presente tra i titolare è D’Urso (21 anni), in campo c’erano ben 4 ultra trentenni (Mengoni, Padella, Buzzegoli e Cherubin). Difficile avere un undici più esperto di quello messo in campo lunedì sera, forse l’allenatore bianconero dovrebbe ritrovare un po’ di lucidità e non aggrapparsi a giustificazioni che non reggono semplicemente perché inesistenti.

Così come non regge la tesi, tirata fuori sempre dall’allenatore, delle gravi assenze. Bianchi e Carpani mancano da tempo e non erano presenti nella striscia di 4 partite in cui i bianconeri hanno ottenuto 10 punti. Rispetto a quelle sfide l’unico assente è Pinto che sicuramente in quel ciclo di gare ha sorpreso tutti, con ottime prestazioni. Ma da qui a pensare che la sua assenza sia così decisiva è una follia. Certo, viste le prestazioni di Mignanelli nelle ultime due partite l’importanza di Pinto inevitabilmente si ingigantisce.

Ma, e questo è il punto della vicenda, chiunque al posto di questo Mignanelli sarebbe in grado di fare meglio e Cosmi, invece di accampare scuse improponibili, dovrebbe piuttosto spiegare perché si ostina a puntare su di lui. Così come dovrebbe spiegare per quale ragione la sua squadra sembra fisicamente alle corde, con anche giocatori che hanno visto poco il campo che danno l’impressione di essere quasi “cotti”.

Buzzegoli e Monachello “spremuti” e insostituibili… per cosmi

Sentire, poi,  l’allenatore bianconero parlare delle condizioni non ottimali di Buzzegoli e Monachello, regolarmente mandati in campo dal primo minuto (e l’attaccante è rimasto in campo tutta la partita), lascia davvero senza parole. Se si lascia fuori Kanoutè con un Buzzegoli in quelle condizioni vuol dire che il giovane di proprietà della Juve è ritenuto da Cosmi stesso un giocatore che non serve alla causa e, di conseguenza, un acquisto (a gennaio) assolutamente inutile.

In effetti quando è entrato in campo (dopo pochi minuti della ripresa) il senegalese non ha particolarmente brillato. Ma è davvero difficile pensare che, se schierato dall’inizio, avrebbe potuto fare peggio di un Buzzegoli irriconoscibile (e protagonista, insieme a Mignanelli prima e a Lanni poi, della “frittata” costata il gol partita). Se possibile ancora più sconcertante il discorso inerente Monachello.

Per schierare le due punte, in uno schieramento che è sembrato subito sbagliato (con due punte del genere sarebbe servito un gioco incisivo sulle fasce, che i bianconeri non hanno e non certo da ora, oppure uno schieramento differente, che prevedesse alle loro spalle un trequartista), Cosmi ha tenuto fuori Varela e Clemenza che al momento sono gli unici che sembrano in grado di accendere un po’ il gioco bianconero.

Se davvero Monachello ha bisogno di riposo allora sarebbe stato molto sensato partire con Ganz e alle sue spalle uno tra Clemenza e Varela, con l’attaccante di proprietà dell’Atalanta come alternativa da giocare eventualmente a partita in corso.

Lanni decisivo… in negativo

Certo, al di là di ogni considerazione e dei tanti dubbi che suscita in questa fase Cosmi, è chiaro che in una partita così importante, di fronte ad una squadra oggettivamente più forte e in buona salute, regalare dopo 3 minuti il gol del vantaggio inevitabilmente indirizza la sfida. E, spiace dirlo perché poi nel resto della partita ha compiuto anche buoni interventi, in quest’ottica le responsabilità di Lanni sono abbastanza evidenti e gravi. Come detto in occasione del gol ci hanno messo lo zampino anche Mignanelli (folle il passaggio ad un Buzzegoli circondato da avversari) e lo stesso centrocampista bianconero che ha perso palla.

Ma quello di Calaiò non era un tiro irresistibile e la sua indecisione è purtroppo risultata determinante. In un simile quadro terribilmente grigio le uniche buone notizie sono arrivate dagli altri campi, con le sconfitte di Entella, Cesena, Pescara e Avellino. Che, di fatto, lascia le distanze immutate, con i playout che restano ad un punto e la salvezza diretta che resta a 3 punti.

Probabilmente esce dalla lotta il Brescia (e potrebbe non essere una brutta notizia), mentre rientrano in corsa Ternana e Pro Vercelli che si avvicinano all’Ascoli. E’ del tutto evidente, però, che sabato a Cremona non è ammesso sbagliare, anzi bisognerebbe provare a centrare il risultato pieno. Anche perché Entella e Pescara hanno partite non impossibili in casa (con Pro Vercelli e Spezia), mentre il Cesena va sul campo del Brescia che con una vittoria archivierebbe definitivamente il discorso.

Più difficili, almeno sulla carta, le sfide che attendono l’Avellino (a Palermo), il Novara (in casa con il Venezia) e la Ternana (derby in trasferta con il Perugia). C’è da sperare che, così come senza spiegazioni è svanito, all’improvviso sabato in Lombardia si riveda l’Ascoli ammirato fino alla partita con il Carpi. Altrimenti sarebbe quasi impossibile evitare il peggio…

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