Sulla strada giusta: Ascoli lanciato nella volata salvezza


Dieci punti nelle ultime 4 partite hanno permesso ai bianconeri di arrivare allo sprint finale in una posizione di classifica che consente di sperare non solo nei play out ma anche nella salvezza diretta. Decisive le scelte di Cosmi, l’inserimento di Agazzi e il rientro di Mengoni

Alzi la mano chi immaginava di trovarsi in questa situazione dopo la doppia pesante sconfitta con la Salernitana (in casa) e a Venezia. Tre vittorie e un pareggio nelle successive 4 partite e d’incanto i bianconeri dall’ultimo posto in classifica si trovano in zona play out e solamente a 1 punto (se l’Avellino dovesse vincere il posticipo casalingo con il Perugia a 2) dalla zona salvezza.

Nei momenti peggiori di inizio 2018, quando l’Ascoli era sprofondato all’ultimo posto, abbiamo più volte sottolineato alcune scelte e alcune decisioni di Cosmi che non ci avevano convinto. Ora è giusto dare atto all’allenatore bianconero di aver compiuto un piccolo miracolo. Perché è da considerare tale la risalita dell’Ascoli assolutamente impronosticabile, soprattutto dopo il brutto ko interno con la Salernitana. Con l’ambiente sfiduciato e i tifosi sul piede di guerra (non solo contro la società), era più facile aspettarsi il crollo finale che avrebbe chiuso la porta ad ogni speranza.

Invece Cosmi è riuscito a tenere viva una squadra che sembrava sfiduciata, con un paio di mosse ha ridato un po’ di solidità ai bianconeri e sono arrivate le tre vittorie casalinghe consecutive al Del Duca (contro Ternana, Bari e Carpi), intervallate dal pareggio al 91° con lo Spezia in Liguria. E se la vittoria con gli umbri e il pareggio al “Picco” erano stati strappati con i denti e con una reazione nervosa ad eventi avversi (l’espulsione di Mignanelli a metà secondo tempo con la Ternana, il gol subito in superiorità numerica, sempre a metà ripresa, in casa dello Spezia), le due vittorie consecutive con Bari e Carpi sono state il frutto di prestazioni impeccabili, da squadra che sa cosa deve fare per cercare di strappare la salvezza.

Così come contro il Bari, anche contro il Carpi l’Ascoli è partita fortissima, ha subito trovato il gol del vantaggio che ha indirizzato la partita e poi ha controllato concedendo pochissimo agli avversari. A differenza della sfida con i pugliesi, sabato scorso i bianconeri sono stati bravi (e un pizzico fortunati) a trovare il gol del raddoppio prima della fine del primo tempo che ha messo in discesa una ripresa, giocata comunque con grande giudizio e sicurezza.

Agazzi e Mengoni, il valore aggiunto per la difesa

La svolta e la rinascita nasce innanzitutto dal reparto arretrato che sembrava allo sbando, con l’Ascoli che dopo la partita con la Salernitana aveva la seconda peggior difesa del campionato. All’improvviso, però, tutto è cambiato e la difesa ora sembra essere diventata un vero punto di forza.

In particolare è straordinario l’apporto che sta fornendo il portiere ex Cagliari, determinante anche contro il Carpi quando, a metà primo tempo, ha evitato un pareggio che sembrava già fatto con un grandissimo intervento. Con tutto la riconoscenza che è giusto avere per Ivan Lanni per quanto ha fatto e ha dato negli anni passati per questa squadra, è innegabile che quest’anno anche lui era incappato in diversi errori che avevano compromesso un paio di partite e gli avevano fatto perdere sicurezza.

Agazzi al momento è un fattore e, fatti tutti gli scongiuri del caso, da qui alla fine della stagione può essere considerato un punto fermo. Non meno determinante il ritorno in squadra di Mengoni che nelle ultime partite è tornato quello dello scorso anno. Con il Carpi ha anche aggiunto la rete del 2-0 ma ciò che è più importante è che con lui la difesa è un’altra cosa (e potrebbe crescere ancora di più, con tutto il rispetto per Gigliotti comunque positivo nelle ultime due partite, se potesse contare su Cherubin).

Non meno importante, per la fase difensiva ma non solo, è il ritrovato elevato rendimento in mezzo al campo di Addae. Che anche in passato, quando era stato mandato in campo, il suo l’aveva sempre fatto. Ma in tutta sincerità non si era mai visto quest’anno esprimersi sui livelli delle partite contro Bari e Carpi. Con un Addae così è più facile anche per Buzzegoli, senza dimenticare la crescita di D’Urso (che può fare ancora meglio). Con il rientro di Bianchi e non dimenticando Kanoutè, si può star piuttosto tranquilli da qui a fine stagione per quanto riguarda il centrocampo.

Note positive arrivano anche in avanti dove Monachello, dopo qualche partita opaca, sembra essere tornato in grande spolvero. Splendido e importantissimo il suo gol dopo 4 minuti contro il Carpi, ma già con il Bari, pur non trovando il gol, la sua prestazione aveva convinto. Piace anche il Varela che si è visto in campo nelle ultime settimane. Decisivo con Ternana (si è procurato il rigore decisivo) e Spezia (suo il gol del pareggio), con una grinta e un’intensità insospettabile nelle ultime due partite casalinghe. L’ulteriore salto di qualità che potrebbe fare è quello di diventare più concreto e più decisivo, cosa non impossibile per un giocatore con le sue qualità tecniche e la sua velocità. Naturalmente senza dimenticare Clemenza che nei momenti peggiori sembrava essere l’unica tenue luce e che sicuramente sarà determinante in questa ultima e decisiva fase del campionato.

Nella quale si spera che Cosmi possa contare anche sul contributo qualitativo di Martinho e Ganz, due innesti di gennaio dai quali ci si attendeva una consistente mano ma che fino ad ora, per una serie di ragioni, non hanno dato quanto potevano. Chissà che non possano essere proprio loro, nello sprint finale, l’arma in più per i bianconeri. Che, ovviamente, possono rallegrarsi per aver raddrizzato un campionato che sembrava quasi compromesso ma che non hanno ancora fatto nulla. Perché i 10 punti in queste 4 partite hanno semplicemente permesso all’Ascoli di arrivare allo sprint finale con la possibilità di potersi giocare le proprie carte. Ma di fatto il destino e il futuro dei bianconeri si deciderà proprio in quest’ultimo mese e mezzo, nelle ultime 8 sfide.

Le ultime 8 sfide: tanti scontri diretti e aspiranti alla serie A

In particolare i prossimi 20 giorni potrebbero rivelarsi decisivi, con la formazione di Cosmi attesa da 5 importantissimi e difficilissimi impegni. A partire dall’anticipo di venerdì sera (ore 19) in casa di quel Foggia che è una delle squadre con il rendimento migliore nel girone di ritorno e reduce dal trionfo di Cremona. Dopo la difficile trasferta in Puglia i bianconeri saranno attesi da due sfide al Del Duca con due formazioni in lotta non solo per i playoff ma anche per la promozione diretta (Parma lunedì 16 aprile, Perugia sabato 28 aprile), con in mezzo (sabato 21 aprile) la sfida a Cremona che, con la formazione di Tesser in grave difficoltà, potrebbe trasformarsi in uno scontro diretto salvezza.

Come i 4  che attenderanno i ragazzi di Cosmi a maggio, nelle ultime 4 partite di campionato, a partire dalla sfida del 1 maggio a Chiavari contro l’Entella. Poi, in serie, al Del Duca contro l’Avellino, il derby dell’Adriatico con il Pescara e conclusione con il Brescia. Ci vorranno 8 prestazioni come quelle contro il Bari e il Carpi per conquistare la salvezza. Si perché ora l’obiettivo non può che essere la salvezza diretta, senza doversi giocare la serie B nella lotteria della sfida diretta dei play out.

Una speranza che, solo 15-20 giorni fa, sembrava un’utopia…

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