L’Ascoli resta a galla tra orrori e scelte incomprensibili


Il pareggio agguantato nel recupero evita una sconfitta che sarebbe stata pesantissima ma restano i rimpianti per l’occasione persa, con i liguri in 10 da fine primo tempo. Non convincono le scelte e i cambi in corsa di Cosmi e l’atteggiamento remissivo della squadra

Si può vedere il bicchiere “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”. In tal senso quello di La Spezia si può considerare un punto guadagnato o un’occasione persa. Le prossime giornate ci diranno se e quanto sarà stato importante. Di certo, però, quando si raggiunge il pareggio nel recupero, per giunta dopo una partita giocata in maniera orribile, praticamente senza mai tirare in porta, è difficile non pensare di aver comunque guadagnato un punto.

Di contro non si può dimenticare che i bianconeri hanno avuto la fortuna di giocare in superiorità numerica per oltre 50 minuti. Però la settimana prima proprio la formazione di Cosmi aveva conquistato tre punti fondamentali con la Ternana in 10 contro 11. E, soprattutto, al 90° ci si preparava ad incassare una sconfitta che rischiava davvero di essere una pesante “mazzata” per le speranze salvezza. Quindi si può comunque tirare un sospiro di sollievo, prendere il punto che un po’ fa classifica e, volendo essere ottimisti, guardare ai segnali positivi che sembrano susseguirsi nelle ultime settimane.

Perché aver strappato il pareggio dopo una simile prestazione, per giunta nell’unico tiro nello specchio della porta e grazie alla complicità del portiere avversario, può davvero essere inteso come un segno. Se poi vogliamo analizzare la partita da un punto di vista strettamente tecnico c’è poco di che sorridere. Un disastro assoluto, sia dal punto di vista dell’atteggiamento (almeno per 70 minuti), sia dal punto di vista della prestazione sul campo. Con, questa volta, principale e indiscutibile responsabile mister Cosmi che ha mandato in campo una formazione a dir poco discutibile, per non parlare poi dei cambi effettuati nel corso della gara. In tutta sincerità, alla lettura delle formazioni siamo rimasti davvero perplessi per tantissimi motivi. Innanzitutto non abbiamo proprio capito il senso di schierare Pinto a sinistra. Non ce ne voglia il laterale difensivo, ma ogni volta che è sceso in campo ha dimostrato di non essere all’altezza della serie B.

Nella prima difficile mezzora dalla sua parte lo Spezia ha banchettato, inconsistente in fase difensiva, troppo impreciso e poco incisivo in fase di spinta. La cosa migliore della sua gara è stato il colpo che ha   subito da Morra che ha poi portato all’espulsione dell’ex Spal. Gravissima la sua responsabilità sul gol dei padroni di casa (si è lasciato sfuggire e anticipare di testa da Marilungo, non certo un gigante…), non meno grave la responsabilità di chi lo ha messo e lasciato in campo tutta la partita. Non ci ha convinto per niente neppure il centrocampo schierato da Cosmi  che, fino a che siamo rimasti in parità numerica (ma anche fino al gol di Marilungo), è stato “asfaltato” da quello ligure.

Non poteva essere altrimenti, Buzzegoli e D’Urso sono tecnici ma poco dinamici, senza Carpani o Bianchi che si inseriscono e garantiscono dinamicità, a correre è il solo generosissimo Addae. C’è Kanoutè che avrebbe garantito fisicità e corsa, non abbiamo francamente capito perché non è stato schierato. Così come non abbiamo compreso perché sono stati schierati sin dall’inizio (e, per altro, sono rimasti in campo per tutta la partita) D’Urso e Clemenza in settimana impegnati con l’Under 20 e quindi piuttosto stanchi (a proposito ma chi è quel “genio” che ha inserito una nuova partita dell’Under 20 martedì, prima del turno infrasettimanale del campionato?). Entrambi sono apparsi poco brillanti, sarebbe stato più logico schierarne dall’inizio al massimo uno dei due ed eventualmente utilizzare l’altro a partita in corso.

Ancora meno hanno convinto i cambi fatti e quelli non fatti. Chiuso il primo tempo in superiorità numerica, ci si attendeva ad inizio ripresa qualche aggiustamento e qualche cambio. Lo Spezia ha ovviamente tolto un attaccante e a quel punto aveva poco senso una difesa a tre, con l’aggiunta di Pinto. Si poteva pensare ad un cambio un po’ offensivo con l’inserimento di uno tra Baldini e Martinho al posto proprio del laterale sinistro. Anche quando si è fatto male ed è dovuto uscire Mengoni ci si attendeva un cambio meno conservativo. Invece è entrato De Santis, un altro difensore per mantenere una difesa a tre che in quel frangente non aveva molto senso. Solo nel disperato assalto finale Cosmi ha finalmente tolto un difensore per inserire Ganz, per giunta ancora una volta inconsistente.

Alle scelte tecniche discutibili si è poi aggiunto un atteggiamento troppo dimesso della squadra. Che sarebbe dovuta scendere in campo con lo stesso spirito della parte finale della partita con la Ternana. Invece grinta e cattiveria agonistica l’hanno mostrata sin dal primo minuto i ragazzi di Gallo, sembrava lo Spezia la squadra in lotta per la retrocessione. Per la verità i liguri sono andati anche un po’ oltre, con atteggiamento quasi intimidatorio e provocatorio che, però, alla fine hanno duramente pagato con l’espulsione (ineccepibile) di Mora che già prima aveva messo le mani addosso a Pinto. In inferiorità numerica, però, i padroni di casa non hanno certo diminuito l’intensità e la cattiveria agonistica, non cambiando atteggiamento ma continuando a rischiare e a pressare.

L’Ascoli anche in 11 contro 10 ha continuato a subire fino al gol di Marilungo. Solo una volta sotto, con il rischio concreto di subire una sconfitta pesantissima per il morale (oltre che per la classifica), finalmente la squadra ha reagito almeno sul piano caratteriale. Gli ultimi 20 minuti i bianconeri hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare dal momento in cui lo Spezia è rimasto in 10, hanno chiuso i liguri nella propria tre quarti, hanno spinto pur se in maniera confusa, trovando alla fine nell’unico tiro in porta il pareggio con Varela (che andava schierato dal primo minuto…). Alla fine il pareggio non cambia molto la classifica (peccato per il successo dell’Entella a Cremona) che resta difficile ma, con 10 giornate da giocare, lascia ancora spazio per recuperare.

La zona playout è a 4 punti, la salvezza a 5. I bianconeri ora avranno due partite casalinghe (Bari e Carpi) e ovviamente dovranno cercare di conquistare più punti possibili. Non sarà facile anche perché i pugliesi sono in gran forma e, con una partita da recuperare, hanno ancora la possibilità di lottare per il secondo posto che garantisce la promozione diretta in serie A. Ma, al di là dell’avversario, la formazione di Cosmi deve comunque scendere in campo per cercare i tre punti. Riuscire a fare bottino pieno nelle due gare casalinghe sicuramente migliorerebbe la classifica e lancerebbe i bianconeri nel modo migliore verso lo sprint finale.

E’ scontato, però, che ci vorrà una squadra diversa (a partire dal suo allenatore) da quella vista sabato scorso per sperare nell’impresa.

 

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