Ascoli, tre passi verso la Lega Pro


Al di là del risultato negativo, oltre la classifica complicata (ma non definitivamente compromessa) c’è la sconfortante prestazione contro la Salernitana, che segue l’inquietante ripresa di Palermo, a far pensare al peggio. Cosmi resta ma ora dovrà inventarsi qualcosa di nuovo

Speriamo ovviamente di sbagliare. Ma la sensazione che la serie B dell’Ascoli sia terminata al 45° della partita di martedì scorso con il Palermo è davvero molto forte. In quel momento, con i bianconeri meritatamente in vantaggio (dopo un primo tempo molto ben giocato) e il Palermo che sembrava sul punto di farsi travolgere del nervosismo, la formazione di Cosmi virtualmente aveva superato un paio di squadre in classifica (anche grazie ai rinvii di un paio di partite) e addirittura si portava a soli due punti dalla salvezza diretta, con la partita casalinga con la Salernitana che avrebbe inevitabilmente assunto ben altro significato.

Invece, poi, ad inizio ripresa in poco più di 60 secondi tutto è cambiato, l’Ascoli è uscito dalla Favorita con un pesante 1-4 e, ancora una volta, la partita in casa con i campani si è trasformata in una sfida quasi senza appello. Che, però, questa volta i bianconeri hanno pesantemente e clamorosamente fallito, non soltanto sul piano del risultato. Capita spesso che una stagione abbia un punto di svolta, in positivo o in negativo, e temiamo davvero che per i bianconeri ci sia stato ad inizio secondo tempo a Palermo. Al di là delle sensazioni, però, è superfluo sottolineare come la prestazione di sabato contro la Salernitana sia sotto ogni punto di vista sconfortante e non può certo indurre all’ottimismo, ben oltre quello che dice una classifica condizionata dai troppi rinvii.

Sforzandoci ad essere realistici, è del tutto evidente che ora siamo davvero di fronte ad un bivio. Le prossime due partite (a Venezia e al Del Duca contro la Ternana) saranno davvero l’ultima chiamata per i bianconeri, rappresentano l’ultima possibilità di tenere viva la speranza quanto meno di agguantare i play out. Servirebbe un exploit in laguna per dare un minimo di vigore alla speranza, sono indispensabili almeno 4 punti in queste due partite altrimenti diventa quasi una missione impossibile. E’ del tutto evidente che serve una squadra completamente diversa da quella vista nel secondo tempo di Palermo e con la Salernitana, a partire dall’atteggiamento e dalla determinazione.

Serve gente che scende in campo con il “coltello tra i denti”, può anche capitare di perdere nettamente e malamente in casa, può succedere che, una volta in svantaggio, nel tentativo di recuperare si lascino spazi agli avversari e si finisca per subire altri gol. Contro la formazione di Colantuono, però, non è accaduto nulla di tutta ciò. Dopo i primi 10 minuti di gara incoraggianti (probabilmente solo perché la Salernitana non aveva ancora capito che squadra si trovava di fronte), il primo tempo è stato un monologo dei campani, a parte una reazione di nervi nei 5 minuti successivi al gol dello 0-1, con la fortuna (per l’Ascoli) di essere comunque andati al riposo con la partita ancora aperta.

Ci si attendeva un secondo tempo all’arrembaggio, con la disperata volontà di provare a recuperare e ribaltare la partita (poi poteva anche andar male…). Invece la ripresa è proseguita sulla falsariga del primo tempo, con la Salernitana che ha continuato a dominare la partita. Imbarazzante, ancora più se si pensa che Cosmi ha poi detto che nell’intervallo aveva chiesto ai suoi ragazzi di reagire. Non c’è stata alcuna reazione, neppure di nervi. E questo è davvero preoccupante, segno evidente che l’allenatore bianconero non riesce comunque a scuotere una squadra che sembra quasi rassegnata all’inevitabile.

Tra i tanti aspetti negativi della partita di sabato scorso, ci ha particolarmente colpito vedere il tono dimesso, la scarsa cattiveria agonistica di Addae. Se pure un combattente come lui, che, a prescindere dalla prestazione, in campo ha sempre lo spirito giusto da “guerriero”, non scende in campo con grinta e determinazione, allora la situazione è davvero preoccupante. In tal senso è comprensibile lo sfogo a fine gara di Cosmi, a cui va dato atto di essersi preso ogni responsabilità. E’ comunque importante che alla fine ha deciso di proseguire a lottare con i bianconeri con lo spirito di chi comunque non vuole cedere, tanto che porterà la squadra tutta la settimana in ritiro per preparare la difficile partita di Venezia.

E’, però, altrettanto evidente che ora l’allenatore bianconero dovrà inventarsi qualcosa, dovrà comunque provare a cambiare. Perché è ormai palese che continuando a proporre questo schieramento non ci sono possibilità. A partire dall’impresentabile difesa, in grado di incassare 7 gol in un partita e mezza e che nelle ultime due sfide sembra che ha dovuto fronteggiare Messi, Ronaldo, Neymar, Suarez. Invece si è trovata di fronte giocatori che, a voler esagerare, sono di buon livello per la serie B ma che di fronte all’inguardabile retroguardia bianconera sono sembrati dei veri e propri fenomeni.

E’ del tutto evidente che il problema riguarda l’intero reparto ma è altrettanto innegabile che, dopo l’incredibile serie di errori commessi nelle ultime partite, è arrivato il momento di mettere da parte Gigliotti, ormai in evidente stato confusionale. Imbarazzante il modo in cui si è lasciato sfuggire Bocalon in occasione del primo gol, inaccettabile per un giocatore di categoria la sua posizione (dietro l’avversario…) sulla punizione che ha poi portato al raddoppio.

Anche se poi è giusto sottolineare che il primo gol della Salernitana nasce innanzitutto da un gravissimo errore di De Santis che si “addormenta” vicino la linea di fondo campo, dimenticandosi di salire, in occasione del primo cross in area, tenendo così in gioco lo stesso Bocalon (su cui Agazzi compire un mezzo miracolo, inutile perché nel proseguo dell’azione poi lo stesso centravanti campano realizza indisturbato). Considerato che ormai è chiaro che su Mengoni per quest’anno non si può contare, a questo punto tanto vale provare a buttare nella mischia, se è appena in grado di stare in piedi, il nuovo arrivato Cherubin.

Tanto c’è poco da perdere, peggio di così è praticamente impossibile fare. O in alternativa, se proprio il nuovo arrivato non è in grado di scendere in campo, tanto vale provare a mettere in difesa Addae che almeno garantisce un minimo di copertura in più nel gioco aereo. Naturalmente non è detto che gli eventuali cambi sortiscano effetti, ma quel che è certo che così come è ora il reparto difensivo bianconero non è in alcun modo all’altezza della serie B (e forse non lo sarebbe neppure in Lega Pro). Il discorso, prendendo a riferimento la partita di sabato, riguarda anche le fasce laterali dove Baldini a destra e Mignanelli a sinistra hanno deluso (per usare un eufemismo).

Si sapeva che entrambi sono più portati a spingere che a difendere, il problema è che hanno fatto malissimo (Mignanelli non ha azzeccato un cross…) o sono stati nulli (Baldini) in fase offensiva, confermando al tempo stesso tutti i loro limiti in quella difensiva. Passi per Baldini che evidentemente era adattato in quel ruolo a destra, ma Mignanelli da questo punto di vista ha fornito una prestazione sconfortante, Di Roberto dalla sua parte sembrava un “marziano”. Entrambi in realtà hanno giocato solo per l’indisponibilità dei titolari (Martinho a sinistra e Mogos a destra), però anche in caso di necessità non possono essere utilizzati in quei ruoli.

I numeri e l’evidenza delle ultime partite dimostrano come quello della inesistente affidabilità della difesa sia il primo e più grave problema dell’Ascoli. Che, comunque, non che a centrocampo e in attacco se la passi così bene. In particolare in avanti Ganz continua ad essere un oggetto misterioso (se non segna neppure a due metri dalla porta con il portiere già sdraiato a terra…), mentre Monachello dopo l’ottimo avvio ha subito un’evidente involuzione e la sua partita contro la Salernitana è stata irritante. Clemenza, invece, ha numeri (e contro i campani è l’unico davanti che almeno ha provato ad inventare qualcosa) ma non può avere ancora la continuità e la personalità per essere il vero punto di riferimento del reparto offensivo.

In questo senso le alternative a disposizione non sono poi tante, c’è Varela finito improvvisamente nel dimenticatoio, c’è la possibilità di provare le due punte. Ma gli uomini a disposizione (con Rosseti fuori causa) sono quelli. In altre parole la situazione è (sportivamente parlando) drammatica, se possibile più di quanto non dica la classifica stessa.

Dopo aver riflettuto Cosmi ha deciso di tornare e siamo sicuri che torna con la giusta determinazione. E, si spera,  con l’intenzione di rivoltare completamente la squadra. Che, così come è ora, ha il destino segnato. Non sarà facile e non è affatto detto che un’eventuale rivoluzione produca risultati concreti. Ma è l’unico fragile appiglio che è rimasto prima della rassegnazione.

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.