Senza difesa e senza cattiveria agonistica salvezza difficile per l’Ascoli


I bianconeri a Palermo, dopo un ottimo primo tempo chiuso in vantaggio grazie al gol di Bianchi, rovinano tutto in poco più di 60 secondi, regalando il sorpasso ai rosanero e, poco dopo, anche il gol del 3-1. Ancora una volta imbarazzante la fase difensiva

Dopo una partita come quella di martedì sera a Palermo è davvero difficile credere nella salvezza. Non certo per la classifica, visto che in coda è rimasto quasi tutto invariato (in attesa dei recuperi delle partite non disputate per neve e, anzi, Novara, Entella e Salernitana hanno addirittura perso in casa. Però di fronte ad una prova così disarmante, di fronte ad una squadra senza la necessaria cattiveria agonistica e senza neppure la parvenza di una difesa diventa difficile anche solo sperare.

Purtroppo l’avevamo sottolineato anche dopo la vittoria fondamentale contro il Cesena, evidenziando, pur nel contesto di una buona prova sul piano del gioco, proprio l’imbarazzante fragilità difensiva e la scarsa cattiveria agonistica. Per certi versi la partita contro i rosanero può essere presa come esempio emblematico di quello che è oggi l’Ascoli. Una squadra che gioca un buon calcio, piacevole da vedere, tecnicamente di buon livello, anche se non sempre concreto e produttivo, come sottolinea sempre Cosmi insolito per una squadra che lotta per non retrocedere. Che, però, dovrebbe mettere in campo sempre una straordinaria determinazione e cattiveria, cosa che invece non fa praticamente mai l’Ascoli, incapace di “mordere” e che sembra non scendere mai in campo “con il coltello tra i denti”.

Soprattutto, però, una squadra che praticamente non è capace di difendere, di fare per 90 minuti una fase difensiva quanto meno decente. Mettete insieme questi due aspetti e probabilmente allora è possibile capire come si possano regalare 2 gol in poco più di 60 secondi e 3 in appena 8 minuti. Ad una squadra, per giunta, che arrivava a questa sfida dopo 2 sconfitte e un pareggio, in crisi e in evidente difficoltà, alla fine del primo tempo quasi sull’orlo di una crisi di nervi. Neppure per una squadra di terza categoria sarebbe ammissibile regalare 3 gol del genere. Quello dell’1-1 dopo meno di un minuto dall’inizio della ripresa sarebbe riduttivo definirlo imbarazzante.

Nessuno in grado di chiudere sulla fascia sinistra un triangolo che tutto lo stadio aveva già capito, nessuno in area in grado di intervenire e rinviare il cross, nessuno a contrastare al limite dell’area il giocatore del Palermo  che può concludere indisturbato. E, poi, tra le tante “statuine” bianconere a centro area, il più lesto ad avventarsi sulla respinta è proprio Rispoli. Non molto diversa la dinamica della seconda rete, quanto meno poi impreziosita dalla bella conclusione di Coronado. Il gol del 3-1, poi, è davvero di quelli che tolgono ogni speranza.

Una palla calciata neppure molto bene da calcio angolo, ancora una volta tra tante maglie bianconere finisce ancora una volta tra i piedi di Rispoli. Che con una certa flemma ha tutto il tempo di stoppare, girarsi e infilare l’incolpevole Lanni, tra le solite statuine bianconere immobili, come paralizzate. A rendere il tutto più sconfortante il fatto che il corto circuito si è verificato al rientro dagli spogliatoi dopo l’intervallo, al termine di un primo tempo concluso dalla formazione di Cosmi in vantaggio e non casualmente, al termine di 45 minuti di buonissimo livello. Che inevitabilmente finiscono nel dimenticatoio e diventano un particolare quasi irrilevante di fronte al disastro di inizio secondo tempo.

Con grande rammarico, perché siamo perfettamente d’accordo con Serse Cosmi, la prestazione dei primi 45 minuti dei bianconeri era stata davvero ottima, sotto ogni punto di vista. Pur senza creare grandissime occasioni, comunque l’Ascoli aveva mostrato un buon calcio, creando in più circostanze i presupposti per rendersi concretamente pericoloso, pur poi non concretizzando come avrebbe potuto. Ancora ottimo l’apporto di Clemenza, molto partecipe e sempre pronto a venire a prendere palla anche nella sua metà campo, molto bene il centrocampo guidato ottimamente da Buzzegoli, ben supportato da Bianchi e da Kamoutè.

Splendida l’azione del gol, sviluppata perfettamente in velocità e in verticale dopo un buon fraseggio sulla tre quarti, conclusa con il perfetto cross di Mogos bravo a pescare in area Clemenza, poi fortunato a trovare la deviazione di Bianchi sulla sua conclusione non perfetta. Il Palermo, di contro, sembrava incapace di produrre gioco offensivo di qualità e con continuità, con il solo Coronado in grado di inventare qualcosa e di rendersi pericoloso. Non a caso il pericolo maggiore per un attentissimo Lanni era arrivato proprio da un’azione personale del fantasista ex Trapani (oltre che da un colpo di testa di Nestoroski in evidente, ma non segnalata, posizione di fuorigioco).

Senza dimenticare che comunque i bianconeri stavano giocando in casa della squadra terza in classifica, sembrava davvero la serata buona per dare una svolta decisiva al campionato. Perché è innegabile che un successo in Sicilia avrebbe davvero cambiato le prospettive dei bianconeri, oltre naturalmente a regalare una massiccia dose di fiducia e convinzione. In particolare in classifica l’Ascoli, dopo tanto tempo, si sarebbe finalmente trovata in zona playout (anche se con Cesena e Pro Vercelli che devono recuperare lo scontro diretto non disputato questa sera), a pari punto con l’Entella e a soli due punti da Novara e Salernitana. Con la concreta possibilità di scavalcare quest’ultima, attesa sabato prossimo al Del Duca.

Era un’occasione davvero unica per “svoltare” e per presentarsi alla sfida di sabato, oltre che con “il vento in poppa”, anche senza l’assillo di dover a tutti i costi vincere per non staccarsi troppo. Invece in poco più di 60 secondi è svanito ed è cambiato tutto, anzi è tornato tutto come nelle previsioni, con l’Ascoli sconfitto a Palermo e ancora fermo in classifica al penultimo posto.

Con, il lato positivo della serata, le principali avversarie fortunatamente anch’esse sconfitte e ferme in una classifica che, in sostanza, resta immutata. Ma anche con la partita di sabato prossimo contro i campani che diventa l’ennesimo appuntamento assolutamente da non fallire, con un unico risultato a disposizione.

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