Missione compiuta: a Novara finalmente un Ascoli “formato salvezza”


Al di là della fondamentale vittoria, contro la formazione piemontese si è vista una squadra determinata e “cattiva”, in grado di reagire con decisione dopo essersi trovata sotto di un gol. Convince sempre più Monachello, in crescita Martinho, prova da  vero capitano di Buzzegoli

E’ un segnale davvero importante quello che giunge da Novara. Serviva l’immediato riscatto, bisognava assolutamente tornare a far punti (e, visti i risultati delle avversarie, anche un pareggio sarebbe stato una mezza sconfitta) ed è finalmente arrivata la prima vittoria del 2018. Ma, al di là del successo, è quello che si è visto sul campo che lascia ben sperare per il proseguo del campionato.

Anche se non sono mancati errori e qualche titubanza di troppo (soprattutto nel finale ma è comprensibile, troppo importante la posta in palio), è quella vista al “Piola” la squadra che serve per conquistare la salvezza. Parliamo naturalmente di atteggiamento mentale, di aggressività, di determinazione. Sarebbe sin troppo facile citare in proposito Addae che, d’altra parte, anche a Vercelli era stato tra i pochi a mostrare il giusto atteggiamento. L’esempio più lampante a nostra giudizio è Varela, sicuramente il giocatore più tecnico dei bianconeri ma anche quello troppo spesso più “fumoso”.

A Novara, fino a che è rimasto in campo, ha giocato con una determinazione, un’abnegazione incredibile, rincorrendo ogni avversario, pressando e tornando a coprire ogni volta che c’era la necessità. Poi, dopo un avvio non brillantissimo, è cresciuto anche in fase propositiva. Un altro esempio evidente di quello che abbiamo definito il giusto atteggiamento mentale è il gol della vittoria, la tenacia e la cattiveria (quasi ai limiti del fallo…) con cui Mogos pressa l’avversario sulla linea di fondo, impedendogli di rinviare, la rapidità con cui Bianchi arriva per primo sulla palla vagante (perfetto il suo cross), la determinazione con cui Monachello si getta sulla respinta del portiere per ribadire in rete.

Che fossimo fortunatamente di fronte ad un Ascoli completamente differente rispetto alla settimana precedente si era capito subito. La squadra di Cosmi è scesa in campo decisa e determinata, anche se inizialmente sembrava un po’ troppo contratta e sbagliava qualche passaggio di troppo. Poi è arrivato il gol del Novara e, sinceramente, abbiamo temuto il crollo. Per una squadra reduce da due pesanti sconfitte, in particolare quella bruttissima di Vercelli, trovarsi a metà primo tempo in svantaggio (praticamente al primo tiro in porta degli avversari) poteva rappresentare un brutto colpo, quasi fatale.

Anche perché i 100 tifosi bianconeri presenti in Piemonte hanno subito iniziato a contestare (soprattutto il presidente Bellini ma anche la squadra). Il rischio di un crollo, con tutte le conseguenze che ciò avrebbe determinato, era davvero grande. Invece proprio in quel momento la squadra ha reagito, prima di tutto di carattere. Nei 5 minuti successivi al gol del Novara i bianconeri hanno chiuso gli avversari nella propria trequarti, impedendogli di uscire.

Poi è arrivata la prodezza di Buzzegoli, uno dei giocatori più discussi delle ultime due partite. Lo avevamo sottolineato, contro Cittadella e Pro Vercelli aveva disputato due pessime partite, sbagliando una serie incredibile di passaggi e commettendo troppi errori, anche in fase di chiusura. A Novara Buzzegoli non ha solo disputato una grande partita, non ha solamente realizzato un gol con uno slalom alla Maradona, ha dimostrato di essere un vero capitano, un vero leader. In quello che poteva essere il momento più difficile della stagione dell’Ascoli ha trovato la prodezza decisiva e determinante.

Perché la reazione d’orgoglio e di carattere dopo il gol preso non sarebbe servita a nulla se i bianconeri non avessero trovato subito il pareggio. E in quel momento, con il Novara chiuso tutto nella propria tre quarti, non era affatto semplice trovare il varco. E’stato straordinario Buzzegoli e quello slalom vincente ha segnato la riscossa. Subito dopo il gol del pareggio era ben chiaro che l’Ascoli aveva la partita in mano e che doveva solo sfruttare e concretizzare il momento positivo. Lo ha fatto subito, grazie alla caparbietà di Mogos, al perfetto cross di Bianchi e, soprattutto, ad un grandissimo Monachello.

Lo si era capito già alla prima uscita con il Cittadella (e non solo per il suo straordinario gol), l’attaccante proveniente dall’Atalanta (via Palermo) è davvero un acquisto di grandissimo valore, di certo in grado di far compiere alla squadra un importante salto di qualità. Siamo certi che non è da meno anche Martinho che, vista la lunga assenza, aveva ed ha solo bisogno di ritrovare il ritmo partita e la necessaria brillantezza. A Novara ha disputato una buonissima gara, pur dimostrando di non essere ancora brillante. Ma è stato molto utile sulla fascia sinistra, ha saputo proporsi e soprattutto ha coperto molto bene (straordinario un suo recupero quando si era ancora sullo 0-0).

In fase di attacco può fare sicuramente molto di più (e questo non può che indurre ad un moderato ottimismo), ma già in queste condizioni è un valore aggiunto anche lui. Detto che il centrocampo in blocco è molto piaciuto, sostanzialmente discreta la prova del reparto difensivo, anche se sono arrivate un paio di distrazioni. Cosa che potrebbe risultare assolutamente fatale sabato prossimo contro l’Empoli, la squadra sicuramente più in forma del campionato, in grado di rifilare 4 gol alla migliore difesa del campionato (quella del Palermo).

Bravissimo, ma non avevamo dubbi, anche Cosmi che, dopo l’errore di Vercelli, ha capito che in questo momento la squadra non può certo permettersi uno schieramento così offensivo. Tra l’altro Varela sembra trovarsi meglio in quella posizione in cui ha più possibilità di svariare e, come sua validissima alternativa, anche Clemenza può risultare molto utile e molto efficace in quel ruolo. Il trequartista di scuola Juve nei minuti in cui è stato in campo ha dimostrato di aver ritrovato una buona condizione dopo l’infortunio e può diventare un importante valore aggiunto.

Cosa che si spera possa essere presto anche Ganz, messo giustamente in panchina da Cosmi, visto che è decisamente indietro nella condizione. Il suo abbraccio a fine gara con Monachello è un bel segnale (così come un ottimo segnale per la serenità dell’ambiente e la ritrovata unità di intenti, almeno fino a fine stagione, ritrovata tra tifosi e società), non abbiamo dubbi che una volta ritrovata la giusta condizione anche lui potrà dare molto alla causa. Cosa che si spera possano fare anche i due ultimi arrivati, senza contare il fatto che presto potrebbero tornare arruolabili Mengoni e Mignanelli.

Tanti aspetti positivi che inducono ad un (molto) moderato ottimismo. A preoccupare, però, è il calendario delle prossime 4 partite quando i bianconeri dovranno affrontare le prime tre della classe (Empoli sabato al Del Duca, Frosinone la domenica successiva in trasferta, Palermo in Sicilia dopo la partita casalinga con il Cesena). Sarà fondamentale riuscire a strappare più punti possibili in queste 4 sfide per rimanere comunque nel gruppo e poter poi sfruttare un calendario meno difficile, contando anche sul fatto che, all’epoca, tutti i nuovi arrivati avranno raggiunto una buona condizione fisica. La strada è ancora molto lunga e piena di difficoltà.

Ma, dopo la depressione post Vercelli, almeno si può guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più.

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