Tanti dubbi e poche certezze per l’Ascoli dopo il mercato di gennaio


I giocatori arrivati in bianconero a gennaio sono di sicuro valore e potranno aumentare la qualità della squadra ma la maggior parte di loro non sono ancora pronti e in condizione ottimale. Ma la classifica piange e l’Ascoli non può aspettare. Giallo sulle condizioni di Cherubin

Se dovessimo dare una valutazione in astratto, cioè senza tener conto di tutta una serie di implicazioni pratiche, del mercato invernale dell’Ascoli, non potremmo che dare un giudizio estremamente positivo delle operazioni effettuate dai bianconeri. E’ infatti indiscutibile che sulla carta la rosa a disposizione di mister Cosmi abbia fatto un evidente salto di qualità. Agazzi è qualcosa di più di un secondo portiere, non ce ne voglia Ragni (passato all’Alessandria) ma sicuramente dà molte più garanzie rispetto all’ex secondo portiere dell’Ascoli.

Cherubin, con la sua esperienza e la sua fisicità, non può che rafforzare (stiamo sempre parlando sulla carta) un reparto difensivo che, pur non rappresentando il principale problema della formazione bianconera, non è certo sempre sicurissimo. Kanoutè può portare quella fisicità e, soprattutto, quel dinamismo che troppo spesso manca (in maniera clamorosamente evidente a Vercelli) al centrocampo dell’Ascoli, mentre nel reparto offensivo il salto di qualità appare sin troppo evidente. Sono andati via due giocatori (Santini e Perez) che il campo ha ampiamente dimostrato che non sono tecnicamente all’altezza del campionato di serie B, i nuovi arrivati (Ganz, Martinho, Monachello) sono sicuramente di valore e hanno già dimostrato (in altre squadre) di poter dare un ottimo contributo nel campionato cadetto.

Con simili premesse verrebbe quasi da concludere che la salvezza, nonostante l’ultimo posto in classifica, non può sfuggire ai bianconeri. La realtà, purtroppo, è ben differente e di dubbi e interrogativi ce ne sono non pochi e tali da non consentire di essere così ottimisti e così entusiasti nel giudicare il mercato bianconero. Intendiamoci, se a luglio avesse già avuto a disposizione questa rosa non avremmo avuto esitazioni a sbilanciarsi, prevedendo quanto meno un campionato tranquillo per i bianconeri. Ma a febbraio, con poco meno di metà stagione da disputare, la situazione è decisamente differente, così come inevitabilmente differenti devono essere le valutazioni. Abbiamo purtroppo già verificato nelle due partite con Cittadella e Pro Vercelli che, per quanto qualitativamente validi, giocatori fisicamente non pronti finiscono per rivelarsi un peso più che una risorsa.

Il valore di Martinho e Ganz (Monachello, gol a parte, ha dimostrato di essere in buona condizione fisica), ad esempio, non è certo in discussione ma la loro condizione è tale che nelle due partite citate il loro contributo (soprattutto a Vercelli) è stato nullo (anzi, il brasiliano ha commesso il grave errore che ha dato il via al contropiede per l’1-0 dei piemontesi). Identico punto interrogativo per quanto riguarda i colpi di mercato dell’ultimo giorno, Kanoutè e Cherubin, in particolare per quanto riguarda il difensore proveniente dal Verona. Il 19enne centrocampista di colore con il Pescara ha giocato fino al trasferimento per complessivi 360 minuti, mentre Cherubin è fermo da diverso tempo.

Intorno al centrale, in grado anche di giocare a sinistra, tra l’altro si è creato un piccolo mistero. Secondo quanto hanno raccontato i media ascolani la società bianconera sarebbe riuscita sul filo di lana a strapparlo al Brescia che pensava di averlo acquisito. Ma il “Corriere di Brescia” riporta una versione decisamente differente, visto che ieri sera, al termine del mercato, sul proprio sito internet scriveva “solo esterni per la formazione di Boscaglia, mentre Cherubin, prelevato dal Verona, non ha superato le visite mediche, portando il club a blindare Meccariello”. E’ probabile che quella del quotidiano bresciano sia un’interpretazione assolutamente forzata e non completamente veritiera, anche perché le voci di un interesse del Brescia per il centrale del Verona sono iniziate a circolare solo nel pomeriggio (e il suo passaggio con le rondinelle a quel punto pareva certo) e appare difficile che, in così poco tempo, la società di Cellino abbia pure trovato il tempo per effettuare le visite mediche.

Inevitabilmente, però, qualche apprensione sulle sue condizioni fisiche restano e, comunque, vista la lunga assenza dai campi è difficile pensare che possa essere subito pronto. Ed il problema è proprio questo, l’Ascoli è in una situazione tale che non può permettersi di attendere, non può certo aspettare che i rinforzi di gennaio entrino in forma, acquisiscano il ritmo partita. I bianconeri sono ultimi in classifica e, anche se la zona playout e la zona salvezza non sono certo distanti, non possono perdere ulteriore tempo e, soprattutto, ulteriore terreno. Bisogna subito fare punti, a partire dalla trasferta di Novara di sabato (possibilmente 3 punti) e poi anche nel successivo turno casalingo con il fortissimo Empoli (poi si andrà in casa della capolista Frosinone…).

La speranza è che con due partite già alle spalle e un’ulteriore settimana di allenamento, sabato prossimo Ganz e Martinho siano in ben altre condizioni fisiche rispetto alle due precedenti sfide (quando forse Cosmi avrebbe dovuto gestirli in maniera differente). Appare, però, assai difficile che prima di un paio di settimane (sempre che tutto vada bene) i due ultimi arrivi possano essere utili alla causa.

Ad accrescere le preoccupazioni, poi, c’è il fatto che tutte le principali rivali (in chiave salvezza) dell’Ascoli sono uscite dal mercato decisamente rafforzate, con giocatori nella maggior parte dei casi già pronti. In particolare il Pro Vercelli, che proprio sabato scorso ha battuto e superato i bianconeri, ha effettuato una vero e propria rivoluzione portando in Piemonte tre esterni offensivi (Kanoutè dal Benevento, Alex dalla Salernitana e Gatto dal Chievo), due centrali difensivi di buon livello come Gozzi e Alcibiade, che ha giocato contro l’Ascoli come il nuovo portiere Pigliacelli, e due centrocampisti di categoria come Ivan e Paghera, con in aggiunta il punto interrogativo Reginaldo.

Decisamente rinforzate e migliorate dal mercato anche il Foggia, che ha dato spessore al centrocampo (con Kragl dal Crotone e Greco dal Bari) e rivoluzionato la difesa colabrodo del girone di andata (sono arrivati Tonucci, Zambelli, Scaglia, oltre al giovane della Roma Calabresi), e la Ternana che ha portato in Umbria l’attaccante Piovaccari e il centrocampista Signori. Non sono rimaste a guardare neppure Cesena (ha preso il difensore Saugher e i centrocampisti Fedele e Emanuello), Brescia (si è rinforzato sugli esterni in avanti con Embalo e Okwonkwo, più un 25enne serbo) ed Entella (in Liguria sono arrivato l’ex bianconero Gatto, il centrocampista Acampora e il difensore Cremonesi), mentre il Novara prossimo avversario dei bianconeri ha rinforzato l’attacco con Puscas (dal Benevento via Inter) e Maracchi (Trapani), anche se ha perso il fantasista Da Cruz.

Anche sulla base di queste considerazioni, passando “dalla carta” al concreto i dubbi e i timori per il mercato dell’Ascoli restano. Il rischio maggiore è che, nell’attesa che i nuovi arrivati trovino forma e ritmo partita, i bianconeri perdano ulteriormente contatto (visto anche il terribile calendario dei prossimi turni). In tal senso dovrà essere bravo Cosmi (cosa che in realtà non è accaduta nelle prime due partite del girone di ritorno) ad utilizzare in maniera razionale i nuovi e a puntare comunque su un gruppo che, prima della sosta, aveva dato dimostrazioni importanti.

Sarà fondamentale superare senza troppi danni questo difficile periodo e arrivare pienamente in corsa alla fase finale del campionato. Quando i rinforzi di gennaio, a quel punto sicuramente in condizione, potrebbe realmente diventare un fattore decisivo.

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