Falsa ripartenza: brutto passo indietro dell’Ascoli


Squadra spenta e in difficoltà anche per l’azzardo di Cosmi di mandare in campo subito tutti e tre i nuovi arrivati, pur se non ancora completamente pronti. Decisivo, ai fini della sconfitta, anche il cambio offensivo sul finale di partita dell’allenatore bianconero

Se l’Ascoli si è presentato al via del girone di ritorno del campionato di serie B ancora in corsa per raggiungere la salvezza, gran parte del merito va a mister Cosmi che è arrivato in bianconero nel momento più buio e, pur tra mille difficoltà, è comunque riuscito a mantenere a galla la baracca.

Le sue scelte e, ancor più, le sue dichiarazioni dopo la brutta sconfitta contro il Cittadella, però, sinceramente hanno suscitato non poche perplessità. Sapevamo (lo avevamo anche scritto) che quella contro i veneti non era certo una partita semplice, innanzitutto perché i veneti hanno un rendimento migliore in trasferta (sono la seconda miglior squadra) piuttosto che in casa. Ma anche perché i veneti sono rimasti praticamente gli stessi, e quindi sono ben affiatati, con l’unica aggiunta di Vido (decisivo) che, per altro, lo scorso anno era proprio agli ordini di Venturato.

Però ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso da parte dell’Ascoli e, soprattutto, una gestione differente dei tre nuovi arrivati. Che, il campo lo ha dimostrato chiaramente, ancora non sono completamente pronti (soprattutto Ganz) per affrontare una partita così difficile, con un ritmo così elevato e con una simile aggressività in campo. Lo ha ammesso lo stesso Cosmi che si è assunto un rischio nello schierare subito i 3 nuovi, pur sapendo che il solo Monachello stava meglio dal punto di vista atletico.

I nostri avversari erano più pronti di noi” ha aggiunto l’allenatore bianconero suscitando non poche perplessità. Perché dopo la sosta è difficile capire le ragioni per cui la squadra, per giunta ben sapendo dell’importanza della posta in palio, non è arrivata completamente pronta all’appuntamento. Dopo la preziosissima vittoria di Brescia e conoscendo il calendario delle principali avversarie in chiave salvezza una vittoria contro il Cittadella avrebbe avuto un’importanza incalcolabile.

C’era l’opportunità, dopo tantissimo tempo, di abbandonare le ultime tre posizioni in classifica (che determinano la retrocessione diretta), senza ovviamente considerare la spinta che un successo avrebbe avuto per il proseguo del campionato. Non ci hanno convinto le dichiarazioni, non ci hanno convinto le scelte iniziali e neppure i cambi. Obbligato quello di Ganz che aveva una scarsa autonomia (a maggior ragione forse era meglio farlo partire dalla panchina), dettato dall’affaticamento quello di Bianchi, troppo spregiudicato quello di Martinho con Rosseti. In quel momento i bianconeri stavano soffrendo e faticavano non poco, Cosmi ha comunque provato a fare un cambio offensivo spostando Carpani a sinistra dove Martinho, pur non brillando in fase offensiva, tatticamente era stato perfetto.

A Salvi, che aveva spinto molto ma senza creare grosse preoccupazioni, non è parso vero. Al primo affondo sulla fascia destra ha sfondato con facilità, fornendo a Vido l’assist per il gol decisivo. Naturalmente a posteriori è sempre molto semplice parlare, però in quel momento forse era più opportuno fare un cambio più conservativo per portare a casa comunque un punto. Che, ovviamente, non avrebbe soddisfatto ma sarebbe comunque servito per agganciare la Ternana e ridurre ulteriormente le distanze dalle altre formazioni.

Ad accrescere il rammarico c’è, poi, il fatto che nonostante la prestazione non certo brillante sin dall’inizio, comunque i bianconeri avevano trovato il vantaggio (con un gran bel jolly pescato da Monachello) e tutto sommato per un’ora non avevano neppure rischiato troppo. Poi la clamorosa ingenuità di Mogos, poco brillante anche lui, ed il rigore che ha cambiato la storia della partita. Perché fino a quel momento la sensazione era che il Cittadella, pur padrone del campo, faticava terribilmente a creare occasioni (e Lanni in un’ora aveva corso solamente un serio rischio). L’aspetto più negativo della partita è il nulla costruito in avanti (prodezza di Monachello a parte), in totale controtendenza con quanto visto a Brescia dove i bianconeri avevano costruito tantissimo, pur rischiando molto (ma erano senza la difesa titolare).

Al di là della scarsa condizione dei nuovi, l’Ascoli ha pagato le difficoltà di un centrocampo sovrastato da quello avversario. In particolare la giornata negativa di Buzzegoli, probabilmente alla peggiore prestazione in bianconero, ha molto condizionato la costruzione del gioco. Un po’ meglio ma poco incisivo anche Bianchi, sempre molto generoso ma meno dirompente rispetto alle ultime prestazioni Addae. Nonostante i gol presi non ci è dispiaciuta la difesa che, tutto sommato, ha concesso poco agli avversari. Come detto il rigore è un errore (un’ingenuità) di un singolo, mentre il raddoppio è nato dal rischio che ha corso Cosmi a sinistra.

Come ha detto giustamente l’allenatore bianconero ora non bisogna fare drammi, è stata una brutta battuta d’arresto (che, al di là degli errori citati, è determinata anche dalla prestazione degli avversari) ma nulla è compromesso. Bisogna subito dimenticare e guardare avanti, anche perché sabato è in arrivo una sfida che è quasi uno spareggio contro il Pro Vercelli ultimo in classifica. Per i piemontesi, reduci dal pesante 4-0 in casa del Frosinone, quella con l’Ascoli è una sorta di ultima spiaggia, senza i tre punti le possibilità di salvezza si ridurrebbero sensibilmente.

Ma non è che i bianconeri stiano molto meglio, un passo falso vorrebbe dire tornare all’ultimo posto e perdere contatto con il gruppo, con tutto quello che ciò significherebbe. In realtà anche un pareggio non sarebbe un gran risultato, anche perché poi gli uomini di Cosmi sono attesi da una trasferta storicamente difficile (a Novara), con la successiva partita casalinga contro l’Empoli di certo non meno complicata. Sarebbe fondamentale portare a casa una vittoria che innanzitutto “affosserebbe” quasi definitivamente i piemontesi. Ma anche perché quasi certamente consentirebbe all’Ascoli di guadagnare qualche posizione in classifica, rendendo la trasferta di Novara un po’ meno delicata.

La speranza è che la squadra ma anche lo stesso Cosmi tra una settimana si facciano trovare più pronti rispetto a sabato scorso. Ci sono ancora 21 partite da giocare e il cammino è lungo. Ma non bisogna tergiversare troppo e l’auspicata risalita in classifica non può attendere ulteriormente.

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