Errori, “orrori” e rimpianti: solito copione per l’Ascoli


Una “papera” di Ragni, il solito errore arbitrale, l’imprecisione sotto porta e un pizzico di sfortuna (il palo finale di Baldini) negano all’Ascoli l’indispensabile vittoria contro il Pescara. La classifica si complica ma nulla è compromesso, soprattutto se arrivano i rinforzi promessi

Terzo 1-1 su tre partite per Cosmi e solito copione di rimpianti e recriminazioni finali. Questa volta, rispetto ai due precedenti pareggi, è stato l’Ascoli a dover recuperare lo svantaggio ma alla fine, al tirar delle somme, siamo alle solite. Una vittoria possibile e sicuramente meritata che sfugge per un clamoroso errore del portiere (con l’Entella era stato Lanni, con il Pescara Ragni), per l’ormai solito “strafalcione” dell’arbitro e per l’incapacità di trasformare in rete una delle tante occasioni create nel secondo tempo dopo l’immediato pareggio di Bianchi (che nel primo tempo aveva avuto la palla per portare avanti i bianconeri dopo un quarto d’ora.

Dispiace perché quella con il Pescara era una partita da vincere, ancor più dopo aver visto in campo la formazione abruzzese. Che nel primo tempo più che di Zeman sembrava una squadra del compianto Nereo Rocco, dopo i primi 5 minuti di gara spavaldi, tutti in difesa negli ultimi trenta metri in una moderna versione del famoso “catenaccio” che nulla ha di zemaniano. Nonostante tutto, pur senza avere un attaccante degno di tal nome, i bianconeri un paio di buone opportunità per passare in vantaggio erano riusciti a crearle.

Poi l’incredibile errore di Ragni, sabato ad Avellino tra i migliori, che ha trasformato in gol un tiro tutt’altro che irresistibile di Crescenzi. Una “mazzata” per l’Ascoli che per qualche minuto ha sbandato, con l’inconsistente Pescara che fortunatamente non ne ha approfittato, probabilmente ancora stupito per il clamoroso e inaspettato regalo ricevuto. Poi, sul finire del primo tempo, l’ennesimo clamoroso errore arbitrale. Il rigore su Perez è netto ed evidente, la dinamica dell’azione non lascia spazio a dubbi. Perez è davanti, Mazzotta è in ritardo e allunga il braccio spingendo il centravanti bianconero che cade.

E’ rigore indiscutibile e netto, a termini di regolamento potrebbe esserci anche il rosso perché è evidente che si tratti di chiara occasione da gol (Perez a pochi metri dalla porta senza il fallo può tranquillamente calciare, se fosse un altro attaccante potremmo dire “a colpo sicuro”…). Il pessimo Baroni (imbarazzante la gestione “a casaccio” dei cartellini gialli) se proprio non vuole concedere il rigore allora dovrebbe ammonire per simulazione Perez (che invece verrà poi ammonito per le proteste). Purtroppo non è il primo “torto” arbitrale subito, difficile stabilire se è più clamoroso il rigore non concesso ad Avellino o quello con il Pescara.

Per onestà bisogna dire che anche il Pescara poteva avere un calcio di rigore per un fallo di mano di De Santis dopo pochi minuti. Il cross dell’attaccante abruzzesse è molto ravvicinato, il difensore ascolano prova a togliere la mano, però il braccio è abbastanza largo e se Baroni avesse dato il rigore non sarebbe stato uno scandalo. Arbitro a parte, poi nella ripresa il pareggio immediato, il rischio di una nuova beffa (traversa ospite su tiro deviato) e la serie di occasioni finali, con la sfortuna per il palo a portiere battuto di Baldini, i due ottimi interventi di Fiorillo sullo stesso Baldini e su Addae e l’errore sotto porta del centrocampista ghanese (autore per altro di una prestazione maiuscola).

Alla fine la vittoria che serviva non è arrivata e la classifica è leggermente peggiorata. La zona play-out è a 4 punti, la salvezza diretta a 5. Dire che ancora ci sono ampi margini per recuperare, a 22 giornate dalla fine, è un eufemismo. Ora prima della sosta e del mercato è rimasta la trasferta di Brescia, dove mancherà Padella espulso (doppia ammonizione) nel finale e forse anche Mogos, uscito malconcio. Inutile sottolineare che servirebbe fare risultato, se possibile pieno ma almeno bisogna tornare con un punto. Poi arriverà il momento decisivo, il mercato, e non si potrà sbagliare nulla se si vogliono alimentare le speranze salvezza.

Superfluo ripetere che servono innanzitutto due innesti importanti in avanti, anche contro il Pescara se l’Ascoli avesse avuto un attaccante degno di tal nome (con tutto il rispetto, Perez è davvero impresentabile a certi livelli e Varela, pur in crescita, resta poco concreto) probabilmente avrebbe portato a casa i tre punti. Interessante, in chiave Brescia, la mossa nel finale di partita di Cosmi che ha tolto Perez per inserire un effervescente Baldini. Potrebbe essere una soluzione praticabile, affidarsi a due giocatori offensivi rapidi e tecnici, visti i limiti evidenti di Perez.

Al di là delle soluzioni possibili e di quanto accadrà a Brescia, sarà poi fondamentale non sbagliare il mercato e, per giunta, fare presto. La società deve fare di tutto per mettere a disposizione di Cosmi i rinforzi da subito perché l’allenatore umbro dovrà avere il tempo per inserirli al meglio in squadra, in modo da farsi trovare pronti quando, dopo la sosta, il 20 gennaio inizierà il girone di ritorno. A quel punto non ci sarà più tempo, bisognerà ripartire subito forte per iniziare il lungo sprint salvezza.

Nonostante i tanti problemi Cosmi, anche a fine partita, ha dimostrato di credere fermamente nelle possibilità dell’Ascoli e, per giunta, sta dimostrando che può davvero essere il valore aggiunto. Basta vedere come ha trasformato e sta guidando una squadra che, oggettivamente, al momento ha un organico assolutamente inadeguato per la serie B. L’esperienza ci ha insegnato che spesso la logica nel calcio non esiste, quindi non è scontato che con i giusti innesti la squadra che ora sta comunque tenendo botta, inizierà poi a volare.

Di certo, però, senza almeno 3-4 innesti di valore neppure al grintosissimo Cosmi si potrebbe chiedere il miracolo…

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