Crisi Ascoli: Cosmi il giusto antidoto alla rassegnazione


L’arrivo (dato ormai per scontato) del tecnico umbro sulla panchina bianconera significherebbe che l’Ascoli finalmente avrà in panchina un vero allenatore ma, soprattutto, sarebbe la dimostrazione che la società è intenzionata a muoversi sul mercato per rinforzare la squadra

Se davvero come ormai sembra scontato (la firma è attesa in giornata) la guida dell’Ascoli sarà affidata a Serse Cosmi per i tifosi bianconeri si tratta finalmente di un’ottima notizia, a prescindere dall’opinione che ognuno ha in merito al tecnico romano. Innanzitutto perché ciò significherebbe che finalmente anche l’Ascoli avrà un vero allenatore in panchina.

Senza voler infierire su Maresca e Fiorin e senza dimenticare le gravi carenze della rosa bianconera (a cui poi si sono aggiunti anche gli infortuni), è del tutto evidente che le discutibili scelte dei due tecnici (e, nelle ultime due giornate, di Fiorin), sia su come è stata schierata la squadra in campo che negli uomini scelti ad inizio e nel corso della partita, hanno provocato non pochi danni. Nel calcio non ci sono controprove ma è lecito pensare che con un allenatore vero e competente in panchina ora i bianconeri avrebbero almeno 3-4 punti in più, con tutto quello che ciò significherebbe in termini di classifica e di prospettive future. Soprattutto, però, perché l’arrivo di Serse Cosmi sarebbe l’inequivocabile dimostrazione che, a prescindere dalla volontà o meno di cedere la società, il presidente Bellini vuole concretamente impegnarsi per cercare di salvare la stagione.

Perché, innanzitutto, è ovvio che in caso contrario il numero uno bianconero non spenderebbe (Cosmi ha un ingaggio abbastanza alto) così tanto per un nuovo allenatore ma continuerebbe con Fiorin in panchina. Poi perché lo stesso Cosmi non accetterebbe mai di prendere una squadra nelle condizioni in cui si trova l’Ascoli senza avere dalla società la certezza che a gennaio arriveranno i rinforzi necessari per poter concretamente lottare per la salvezza. Che, naturalmente, in assoluto non vuol dire garanzia che l’Ascoli riuscirà a salvarsi. Ma molto più semplicemente che il presidente e la società sono realmente intenzionati a fare di tutto perché ciò avvenga. Sembra scontato ma, vista la “buriana” delle settimane scorse, non lo è, le dichiarazioni stizzite di Bellini (“non spenderò più un euro per l’Ascoli”) avevano fatto temere il peggio.

Ovviamente non sarà facile, anche perché  a gennaio non è così semplice trovare gli elementi adatti ad alzare il livello qualitativo di una squadra (magari per l’Ascoli sarà più semplice, visto il basso livello qualitativo attuale dei bianconeri) e, oltretutto, c’è la necessità di intervenire in tutti i reparti. L’emergenza e la priorità riguardano l’attacco dove servono assolutamente due elementi di valore e di categoria, in grado di garantire un discreto numero di gol, visto che Favilli è out per tutta la stagione e Rosseti ne avrà ancora per un po’ (e, per giunta, dopo un avvio incoraggiante nel proseguo del campionato fino all’infortunio non ha certo convinto).

Inutile ora fare possibili nomi, quel che certo è che servono due buoni attaccanti per un reparto che al momento può contare sui “generosi” Santini e Perez che, però, hanno dimostrato ampiamente (soprattutto Perez) di non essere all’altezza della categoria. Ma qualcosa andrà fatto anche in difesa, dove serve almeno un esterno sinistro perché è impensabile andare avanti con Cinaglia (adattato sulla fascia sinistra e con evidenti limiti, soprattutto in fase di spinta), mentre il campo ha dimostrato che non è in alcun modo presentabile in serie B Pinto. Un innesto di qualità servirebbe anche a centrocampo, soprattutto per dare una mano in fase di impostazione di gioco a Buzzegoli.

Poi, naturalmente, qualcosa in più dovrà mettercela il nuovo allenatore, sia per quanto riguarda la disposizione in campo, sia per quanto concerne la necessaria cattiveria che deve avere una squadra che deve lottare per salvarsi. Su quest’ultimo aspetto possiamo dire di sentirci sicuri perché la grinta e cattiveria agonistica in campo da sempre sono un marchio di fabbrica delle squadre di Cosmi. Che, magari, potrà cercare di valorizzare meglio alcuni elementi di prospettiva presenti in rosa (Clemenza e Baldini su tutti ma anche D’Urso) che fino ad ora sono stati in qualche modo penalizzati dalle scelte dei due tecnici. Soprattutto Clemenza e Baldini siamo certi che possano dare molto di più, soprattutto in termini qualitativi, all’Ascoli.

In conclusione l’arrivo di Cosmi (sempre ammesso che non ci siano sorprese dall’ultima ora) può riportare un minimo di entusiasmo e fiducia nell’ambiente, fermo restando che la situazione resta difficile. Però lo spazio per recuperare c’è ampiamente, non siamo ancora neppure alla fine del girone di andata e basterebbe già vincere sabato contro l’Entella (cosa tutt’altro che facile) per rientrare in gruppo. Per farlo, però, oltre all’arrivo di un vero allenatore e ai necessari rinforzi non meno indispensabile è ritrovare un po’ di serenità, un po’ di unità.

Perché ciò avvenga, dando ovviamente per scontata la volontà della società di impegnarsi per cercare la salvezza, è necessario che i tifosi da una parte e la società stessa facciano entrambi un passo indietro. La stessa società, inoltre, dovrebbe smetterla con i “capricci” degli ultimi tempi, come la farsa del silenzio stampa “a targhe alterne” (solo con i giornalisti locali), che non aiutano certo a creare il giusto clima intorno alla squadra.

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