Ascoli: serve un allenatore e qualche rinforzo per sperare nella salvezza


Lo 0-0 con la Cremonese, dopo una settimana terribile, con l’handicap delle assenze e le solite scelte sbagliate dell’allenatore, dimostra che basterebbe poco per poter lottare per la permanenza in serie B. Ma tutto è legato alle scelte che farà Bellini

Mettendo un attimo da parte le vicende societarie e cercando di parlare solo di calcio (per quanto, ovviamente, le prime saranno decisive per il futuro di questa squadra), il pareggio di 0-0 di sabato scorso contro la Cremonese al Del Duca ha fornito delle importanti indicazioni.

La prima è che, come abbiamo più volte sostenuto, il calcio è quasi sempre molto più semplice di quanto si possa credere. Se hai una squadra che ha qualche problemino in difesa e, ancor più, che è difensivamente disastrosa sugli esterni, la soluzione più semplice per cercare di rimediare è schierare una difesa a tre. Lo avevamo scritto dopo la prima partita a Cittadella, abbiamo dovuto aspettare 16 giornate per vedere quella che era la soluzione più ovvia e logica. E, non a caso, pur avendo di fronte ad una squadra che ha il gol facile, la retroguardia bianconera ha disputato una buona prova, concedendo agli avversari solo un paio di vere occasioni (nella ripresa, di cui una al termine di una mischia dopo calcio piazzato). Certo non è irrilevante il fatto che sia rientrato Padella e che, finalmente, si è rivisto (finchè ha retto) un Mengoni stretto parente di quello dello scorso anno.

La seconda, la più incoraggiante, è che in un campionato così livellato, dove non ci sono squadre straordinarie (ma neppure squadre debolissime), basta davvero poco per rimanere a galla, sperando poi di potersi giocare concretamente le proprie possibilità a partire da gennaio (e qui rientrerebbe in gioco il discorso societario). Il problema, e qui arrivano le note meno liete, è che per conquistare i punti necessari per arrivare a gennaio almeno in linea di galleggiamento servirebbe avere un allenatore vero e competente e, ancor più, giocare le partite in parità numerica e non con uno in meno come è avvenuto anche sabato contro la Cremonese (ma che abbiamo fatto di male per meritarci Varela?).

Si potrebbe aggiungere che ci sarebbe bisogno anche di avere arbitri adeguati. Ma questo abbiamo ampiamente capito che è impossibile, la squadra di arbitri della serie B è tra le più scadenti della storia del calcio italiano e la conferma la vediamo tutte le settimane, non solo nelle partite dell’Ascoli (anche con la Cremonese Di Paolo ha commesso errori gravi, inaccettabili per un arbitro, non solo contro i bianconeri). Sinceramente se fossimo nei panni del designatore, l’ascolano Emidio Morganti, non avremmo dubbi nell’alzare bandiera bianca. Con un livello così basso, con fischietti così scarsi e incapaci c’è poco da fare e poco da scegliere, che venga designato questo o quell’arbitro cambia poco, sempre un incapace viene mandato ad arbitrare partite importanti. Poi, inevitabilmente nel mirino finisce il designatore per aver mandato un determinato arbitro, come se ci fosse una reale possibilità di scelta.

Chiusa la parentesi sugli arbitri, pur negli evidenti passi avanti (d’altra parte fare peggio era impossibile) visti nella sfida con la Cremonese, anche sabato si è avuta la conferma che il primo e più importante rinforzo di cui avrebbe bisogno l’Ascoli sarebbe un vero allenatore. Uno (Maresca) se ne è andato, l’altro è rimasto, purtroppo. E, pur con tutte le attenuanti che è giusto dargli, ha ancora una volta dimostrato di non essere all’altezza. Non aveva molte possibilità di scelta, le poche che aveva le ha sbagliate tutte, difesa a tre esclusa. In particolare continuiamo a non capire per quale dannata ragione ci si ostini a schierare in campo Varela che ha ampiamente dimostrato e continua a dimostrare di essere inutile e inconsistente.

Non solo, contro la Cremonese è rimasto tutta la partita in campo, pur non avendo combinato praticamente nulla di buono. Anzi, in più di un’occasione è risultato deleterio per potenziali azioni pericolose dei bianconeri, sbagliando il passaggio o anche semplicemente la scelta tattica. Non azzecca un dribbling, praticamente non salta mai l’uomo (la prima è unica volta che c’è riuscito è accaduto all’87°), non prova quasi mai a tirare dal limite anche quando ha spazio (se non si tira in porta è piuttosto complicato fare gol…). E’ vero che in avanti non c’è una grande possibilità di scelta ma, tra le poche alternative a disposizione, qualunque rappresenterebbe comunque una soluzione migliore (Clemenza, Baldini, Parlati).

Molto discutibile anche la scelta di schierare a sinistra Cinaglia, con una difesa a tre si poteva pensare ad un esterno sinistro un po’ più qualitativo. Per giunta le possibili alternative (Baldini e Parlati) hanno già dimostrato di essere capaci di fare anche un’adeguata fase di copertura, risultando però decisamente più pericolosi e incisivi in fase offensiva. Per tutta la partita Cinaglia (a cui non si può certo rimproverare nulla, ha fatto la sua parte, compatibilmente con le sue caratteristiche) a sinistra ha avuto l’opportunità di fare molto male alla difesa grigiorossa, trovandosi di fronte un Almici in giornata decisamente negativa (e per giunta dopo meno di mezzora ammonito…).

Il difensore bianconero ha fatto quello che ha potuto, più volte è arrivato pericolosamente in area non sapendo poi cosa fare, in più di un’occasione nella ripresa non ha sfruttato la libertà che aveva, non arrivando neppure alla conclusione. Si poteva e si doveva rischiare una soluzione un po’ più offensiva (Baldini) già sin dall’inizio ma, quanto meno, nella ripresa, visto quanto era accaduto il primo tempo. Così come non abbiamo capito il senso dell’ultimo cambio (quelli di Bianchi e Mengoni praticamente erano obbligati per le condizioni fisiche dei due). Innanzitutto andava tolto assolutamente Varela e non solo per la sua inconsistenza. Santini, con i suoi limiti e con l’ulteriore handicap che non è una punta centrale, aveva comunque provato a fare qualcosa, si era reso utile.

Dovendo scegliere non avremmo sostituito lui e, di certo, non avremmo messo in campo Perez (non vogliamo essere maligni ma ci è sembrata una scelta più per accattivarsi i tifosi che di reale utilità per la squadra). In un momento della partita in cui era la Cremonese ad attaccare, lasciando però degli ampi spazi, mettere un giocatore rapido e tecnico (come Clemenza o lo stesso Baldini) poteva essere più utile. E, comunque, se proprio Fiorin voleva mettere Perez per far contenti i tifosi allora poteva comunque togliere Varela, allargare Santini che, almeno, avrebbe potuto sfruttare gli spazi per tentare qualche conclusione dai 20-25 metri (cosa che Varela non fa mai).

Allenatore a parte (come se fosse un problema di poco conto…), è chiaro che in vista delle partite che restano per concludere il girone di andata quello del reparto offensivo sarà il problema più difficile da risolvere. Perché a centrocampo con Buzzegoli, pur se ancora ovviamente non al 100%, le cose migliorano decisamente (e la prossima torna a disposizione anche Addae), mentre in difesa con il ritorno di Padella e Mengoni e il nuovo schieramento a tre si dovrebbe aver trovato un po’ più di solidità. Ma far gol, con gli uomini offensivi attualmente a disposizione, non sarà per nulla semplice. L’obiettivo è chiarissimo, arrivare alla fine del girone di andata e all’avvio del mercato in una situazione che consente ancora di lottare per la salvezza.

Naturalmente, però, poi tutto dipenderà dalle decisioni della società, su quello che farà davvero Bellini. Sabato circolavano voci in città secondo cui in settimana ci sarebbe il clamoroso passaggio alla nuova società guidata da Della Valle e Nero Giardini. La realtà al momento ci dice che c’è un presidente che ha detto basta e che attende che qualcuno si faccia avanti. Difficile pensare che, se anche ci fosse davvero qualcuno interessato a comprare l’Ascoli, la situazione possa risolversi in breve tempo.

Questo significa che, con tutta probabilità, Fiorin continuerà ad essere l’allenatore e che gli attesi e sperati rinforzi di gennaio potrebbero non arrivare mai. Superfluo sottolineare cosa questo significherebbe…

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