Certi amori non finiscono: Ascoli premia Mimmo Renna


L’allenatore dell’Ascoli dei record, quello dei 61 punti nel campionato di serie B riceverà nel pomeriggio di giovedì 23 novembre, a palazzo dei Capitani, il Premio Costantino Rozzi promosso dall’associazione “AscolTiAmo”, giunto alla sua seconda edizione

Chi c’era e ha avuto la fortuna di vivere quella stagione, emozionandosi ed esaltandosi sugli spalti per le imprese dei bianconeri, di sicuro non potrà mai dimenticare la favolosa cavalcata dell’Ascoli nel campionato di serie B 1977-78, l’anno dei record. E rimarrà sempre legato e affezionato a Mimmo Renna, il condottiero di quella straordinaria squadra che, poi, l’anno successivo guidò anche ad una tranquilla salvezza nel campionato di serie A.

Per questo sarà un’emozione unica quella che vivremo oggi pomeriggio quando, a Palazzo dei Capitani, Renna riceverà il “Premio Costantino Rozzi”, promosso dall’associazione “AscolTiAmo”, giunto alla sua seconda edizione. L’unico neo di questa iniziativa è che, purtroppo, il nome dell’ex allenatore bianconero si unirà a quello di Carlo Tavecchio, il dimissionario presidente della Federazione, inspiegabilmente insignito del premio nella sua prima edizione (c’è da rabbrividire a pensare che il nome di Tavecchio possa essere in qualche modo legato a quello di Costantino Rozzi…).

Renna arrivò ad Ascoli nell’estate del 1977, dopo una stagione particolarmente deludente per i bianconeri. Che, dopo la discussa retrocessione in serie B (nonostante lo scandalo che aveva coinvolto la Lazio, incredibilmente “graziata”), avevano disputato un campionato di cadetteria anonimo, finendo al nono posto, molto lontani dalla zona promozione. Rozzi, delusissimo, aveva deciso di cambiare e di rivoluzionare la squadra. Via l’allenatore Riccomini, ecco arrivare Mimmo Renna che l’anno precedente aveva incantato con il suo Lecce neo promosso in serie B, fino a sfiorare una clamorosa promozione.

Allenatore nuovo e squadra rivoluzionata, con l’arrivo di 6 nuovi giocatori del calibro di Ambu, Bellotto, Greco, Marconcini (al posto di Marcello Grassi, storico portiere dell’Ascoli), Pasinato e Roccotelli. Rozzi naturalmente parlava di squadra che doveva lottare per la promozione ma negli ambienti c’erano molti dubbi sulla reale forza dei bianconeri, erano altre le squadre accreditate per la serie A (Cagliari, Bari, Varese, Catanzaro, Monza). E in effetti l’avvio di campionato non era certo stato scintillante, sofferto pareggio a reti bianche la prima giornata ad Avellino, vittoria solo grazie ad un calcio di rigore (realizzato da Adelio Moro) all’esordio in casa contro il Lecce.

La prima svolta, il primo momento in cui i tifosi bianconeri iniziano a capire che si poteva sognare, arriva alla terza giornata. I bianconeri sono impegnati a Varese, campo tradizionalmente ostico dove l’Ascoli ha spesso rimediato brutte figure. Invece questa volta la formazione di Renna spadroneggia, mostra un calcio spumeggiante sotto la regia “illuminata” di Moro, vero faro della squadra. Pasinato sulla fascia è incontenibile e si rende protagonista di una serie incredibile di quelle “sgroppate” coast to coast” che poi diventeranno il suo marchio di fabbrica. Roccotelli sulla fascia destra fa impazzire gli avversari e, per la prima volta, mette in mostra la sua famosa “rabona” che nel corso della stagione manderà in estasi i tifosi bianconeri. Finisce 3-0 con reti di Ambu, Moro e Greco.

Dopo quella partita i bianconeri infilano altri 3 successi consecutivi (con Ternana e Palermo in casa e a Cremona), poi dopo il pareggio di Brescia si presentano in testa alla classifica al derby contro la Samb. E’ un derby sentitissimo e temutissimo quello che va in scena in un Del Duca che presenta una straordinaria cornice di pubblico, con migliaia di tifosi rossoblu che fanno da contraltare al solito splendido spettacolo della curva sud e dei tifosi bianconeri. E’ la Samb di mister Bergamasco e dell’odiatissimo (ovviamente sportivamente parlando) bomber Chimenti. I rossoblu, dopo un avvio difficile, sono dati in grande forma, reduci da quattro partite utile consecutive (due vittorie e due pareggi). L’Ascoli scende in campo tesa e dopo pochi minuti passa in svantaggio.

La formazione di Renna non riesce ad esprimersi ai suoi livelli, la Samb controlla. Verso la fine del primo tempo, poi, si infortuna Ambu che deve lasciare il posto a Quadri. Sembra il presagio di una giornata storta, invece sarà proprio il nuovo entrato a diventare il grande protagonista e l’eroe bianconero. Dopo una decina di minuti dall’inizio del secondo tempo Quadri pareggia, l’Ascoli ora è salita di tono ma, pur assediando la Samb, non riesce a trovare il gol del sorpasso. Ci pensa ancora una volta l’attaccante entrato dalla panchina che, a poco meno di 10 minuti dalla fine, trova la girata vincente che supera Pigino e regala la vittoria nel derby.

L’euforia contagia squadra e ambiente, la domenica successiva i bianconeri fanno visita ad un Como in profonda crisi ed ultimo in classifica,con circa 2 mila tifosi al seguito convinti di poter fare un solo boccone degli avversari. Inevitabilmente la formazione di Renna disputa, invece, la peggior partita della sua stagione, i padroni di casa trovano il vantaggio dopo 20 minuti e l’Ascoli sembra incapace di reagire. I bianconeri non pungono, troppi giocatori svagati e, con il passare dei minuti, innervositi per una sconfitta inattesa che sembra inevitabile. Ad un quarto d’ora dal termine Renna toglie uno spento Greco per inserire Bellotto, considerato meno offensivo.

Una mossa che nessuno comprende ma che rianima la squadra. Finalmente i bianconeri chiudono i lariani nella propria area, costruiscono un paio di buone occasioni, in particolare per due volte il pallone buono capita a Perico che, però, da ottima posizione, manda alle stelle. La sfida sembra segnata, mancano meno di 5 minuti quando proprio Bellotto conquista palla a centrocampo, avanza e serve Perico che, a 20 metri dalla porta, lascia partire un destro che questa volta si infila all’angolino. E’ il pareggio che fa esplodere lo spicchio di curva dove sono presenti i tifosi bianconeri. Che, increduli, guardano la formazione di Renna come “tarantolata” avventarsi sugli avversari che riprendono il gioco da centrocampo dopo la rete e riconquistare subito palla. Una veloce ripartenza condotta da Bellotto e Moro che, però, restituisce palla un po’ troppo lunga al centrocampista bianconero che non molla, pressa Fontolan che è in anticipo, costringendolo ad un avventato retropassaggio che si trasforma nel clamoroso autogol della vittoria bianconera.

Dopo due partite del genere, la sensazione è che più nulla possa fermare la squadra di Renna. E in effetti l’Ascoli nelle successive 8 partite mette a segno 7 vittorie (tra cui quelle preziosissime a Bari e Cagliari, al momento secondi in classifica) e un pareggio, creando un vero e proprio solco con le rivali. Alla 19^ giornata a Genova, contro la Samp, arriva la prima sconfitta, al termine di una partita rocambolesca (3-2). Un incidente di percorso che non frena la corsa dei bianconeri che riprendono a mietere successi e ad entusiasmare. Alla 31^ giornata, con ben 7 giornate di anticipo, con la vittoria 2-0 sul Bari (gol di Ambu e Pasinato, con un “coast to coast” da cineteca) l’Ascoli festeggia la promozione in serie A.

Al termine della stagione arriverà anche il record di punti (61), che, considerando che all’epoca la vittoria valeva ancora 2 punti, tutt’ora resiste. Al di là dei record e della promozione ai tifosi bianconeri resta il ricordo di una squadra che entusiasmava, che esprimeva un calcio spettacolare e redditizio. Emblematica l’amichevole a fine stagione che l’Ascoli disputerà con la Juventus campione d’Italia, conclusa 2-1 per la formazione di Trapattoni messa però alle strette dalla formazione di Renna. In particolare di quella partita resta il ricordo di uno scatenato Roccotelli che fece letteralmente impazzire quel Gentile che, qualche anno dopo, fermerà ai mondiali in Spagna prima Maradona poi Zico.

Quella straordinaria e irripetibile cavalcata addirittura ha offuscato anche quanto di buono Renna e il suo Ascoli faranno l’anno successivo in serie A. Dal mercato erano arrivati due nomi altisonanti come Pietro Anastasi e Felice Pulici, oltre a Gasparini e Trevisanello. Anche in serie A la formazione di Renna saprà farsi valere, conquistando la salvezza e togliendosi un paio di grandissime soddisfazioni. Come la vittoria 1-0 al Del Duca contro la Juventus che poi conquisterà l’ennesimo tricolore e il pareggio a San Siro con l’Inter, con Ambu bravo a rispondere al gol su rigore di Altobelli.

A fine stagione le strade dell’Ascoli e di Renna si separeranno, con l’allenatore pugliese che andrà a Bari allettato dal progetto ambizioso di Mattarrese. Come recita una famosa canzone di Antonello Venditti “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Oggi simbolicamente l’amore tra l’Ascoli e Mimmo Renna si riaccende in un appuntamento che chi ama i colori bianconeri non può assolutamente perdere.

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.