Dilettanti allo sbaraglio


Ascoli sempre più nel caos dopo la decisione di Maresca di dimettersi, nonostante il tentativo del presidente Bellini di fargli cambiare idea. A guidare la squadra sabato contro la Cremonese dovrebbe essere Fiorin, in attesa di capire le intenzioni della società

Quello che non ha avuto il coraggio di fare la società, lo ha fatto direttamente Enzo Maresca. Con un pizzico di cinismo verrebbe da dire che siamo a metà dell’opera, visto che comunque al momento resta Fiorin che dovrebbe guidare la squadra almeno fino a sabato prossimo contro la Cremonese.

Il condizionale è d’obbligo perché nella confusione che regna sovrana in quell’armata Brancaleone che è diventata l’Ascoli appare difficile avere certezza su ciò che accadrà nelle prossime ore, figuriamoci nei prossimi giorni. Lo avevamo detto lunedì scorso dopo il disastro, l’ennesimo delle ultime giornate, di Parma (“C’era una volta l’Ascoli”): se l’Ascoli vuole avere qualche possibilità di salvarsi deve innanzitutto cambiare guida tecnica, visto lo stato confusionale in cui da settimane si trovano Maresca e Fiorin. Il presidente Bellini non ha voluto farlo, ci ha pensato Maresca rassegnando le dimissioni. Per coerenza ci saremmo aspettati un passo simile anche da parte di Fiorin.

In assenza del quale una società con un minimo di buon senso non avrebbe esitato un momento ad intervenire in prima persona per chiudere un rapporto che non ha più alcun senso portare avanti. E non solo per i risultati disastrosi ottenuti sul campo (il cui “merito” è ovviamente da suddividere tra i due tecnici), quanto per il fatto che è cosa ampiamente nota che Fiorin è sulla panchina dell’Ascoli solo perché Maresca non aveva il patentino per allenare in serie B, quindi serviva qualcuno che potesse fare le veci di primo allenatore (in realtà lo stesso Fiorin solo a metà settembre ha ottenuto l’abilitazione), pur restando a tutti gli effetti lo stesso Maresca il vero punto di riferimento della squadra.

D’altra parte basterebbe ricordare le parole dell’amministratore unico Cardinaletti nel giugno scorso quando di fatto ufficializzò la nuova coppia sulla panchina bianconera. Non una parola per Fiorin ma un lungo elogio per Enzo Maresca, definito “l’uomo giusto, nel posto giusto”. Allora doveva essere ovvio e scontato che, andando via Maresca, sarebbe dovuto andar via anche Fiorin. Invece siamo all’ennesimo paradosso di questa prima parte di stagione da incubo, sarà (sempre a meno di sorprese dell’ultima ora) proprio Fiorin, in bianconero esclusivamente per quelle ragioni, a guidare la squadra nella delicatissima e importantissima partita di sabato prossimo contro la Cremonese.

Siamo all’assurdo, alla comica finale (almeno si spera…), parlare di “dilettanti allo sbaraglio” è assolutamente riduttivo. Naturalmente in una simile situazione di caos si moltiplicano le voci sui possibili scenari futuri, il più gettonato al momento sembra quello che vorrebbe da lunedì prossimo sulla panchina bianconera Serse Cosmi, anche se non mancano ipotesi e nomi alternativi (su tutti Massimo Silva). Il tutto, naturalmente, nel più totale silenzio della società che si è limitata, nel pomeriggio di martedì, a comunicare la decisione di Maresca. “In data odierna – si legge in un laconico comunicato pubblicato sul sito dell’Ascoli – il vice allenatore Enzo Maresca ha rassegnato le proprie dimissioni. Il club bianconero ne prende atto e si riserva di prendere una decisione”.

Sembra certo che, nel corso di una telefonata pomeridiana, il presidente Bellini avrebbe provato a far recedere dalla sua decisione Maresca che, però, non ha fatto alcun passo indietro. La situazione in cui versa l’Ascoli non consentirebbe titubanze e incertezze. Abbiamo ampiamente sottolineato che Fiorin e Maresca andavano esonerati già da qualche settimana, almeno dopo Parma. Così non è stato ma ora non si dovrebbe tergiversare, già nella giornata di martedì stesso bisognava risolvere in via definitiva la situazione. Chiaramente il modo migliore per farlo per noi era quello di ingaggiare un nuovo allenatore (Cosmi, Silva o qualcun altro) in grado di dare la scossa e di dare una carica diversa ad una squadra che, almeno fino a gennaio, deve cercare di sopravvivere, di non sprofondare.

Ma se la società stesse pensando alla “folle” di idea di andare avanti con il solo Fiorin avrebbe comunque dovuto prendere posizione. Così si rischia davvero di peggiorare ulteriormente la situazione di una squadra sull’orlo del baratro. Che credibilità può mai avere Fiorin nel preparare la delicata sfida contro la Cremonese quando tutto l’ambiente è convinto che da lunedì ci sarà comunque un nuovo allenatore? E che motivazioni può avere lo stesso allenatore sapendo di essere in ogni caso al capolinea, comunque vada la partita?

E se, per una di quelle stranezze che a volte avvengono nel calcio (e che ovviamente da tifosi dell’Ascoli non possiamo che augurarci), in un modo o nell’altro alla fine sabato l’Ascoli riuscisse non solo a vincere ma, addirittura, si rendesse protagonista di una buona prestazione, non diventerebbe poi molto più complicato comunicare a Fiorin che deve farsi da parte? E’ davvero sconfortante, è triste e doloroso doverlo ammettere, ma in questo momento l’Ascoli è una società allo sbando. Dove, ironia della sorte, l’unica componente che mantiene un minimo di lucidità è la tifoseria organizzata che nella serata di martedì si è riunita per decidere come comportarsi sabato prossimo.

Riunione che, è giusto sottolinearlo, era in programma già prima della notizia di Maresca e che ha portato ad una decisione assolutamente di buon senso, ancor più encomiabile perché l’amarezza e la delusione è davvero ai massimi livelli. In ogni caso, consapevoli della situazione e del rischio di sprofondare, i tifosi hanno deciso che sabato comunque saranno ancora dalla parte della squadra. Si limiteranno a mettere in atto 15 minuti di sciopero ad inizio partita per contestare l’operato della società. Poi saranno ancora pronti a fornire il massimo sostegno alla squadra, cercando di spingerla ad ottenere un risultato positivo assolutamente necessario per non sprofondare.

E’ proprio questo timore, che dovrebbe spingere prima di tutto il presidente Bellini a comportarsi di conseguenza, che spinge i tifosi comunque a non abbandonare la squadra, consapevoli che c’è la necessità di “resistere” in questa fase del campionato per cercare di arrivare almeno a ridosso del resto del gruppo al mercato di gennaio. E quello sarà probabilmente il momento della verità, perché il presidente Bellini dovrà dimostrare con i fatti quelle che sono le sue intenzioni. Servono 4-5 acquisti di un certo livello, giocatori di categoria, per dare consistenza alle speranze salvezza dei bianconeri. Senza quegli acquisti il destino dell’Ascoli sarebbe segnato irrimediabilmente.

In realtà qualcosa, sulle intenzioni del presidente, si potrà capire già nei prossimi giorni, in base a quanto accadrà con l’allenatore. I nomi citati (Cosmi e Silva) per prendere la panchina bianconero chiedono garanzie, nel senso che vogliono avere la certezza che la squadra sarà realmente rafforzata. Un’eventuale soluzione alternativa, anche la stessa permanenza di Fiorin oltre la partita con la Cremonese, sarebbe da interpretare in una precisa direzione. Con tutto quello che ciò comporterebbe…

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