Arbitro e infortuni, impossibile fare di più per l’Ascoli


A Bari partita pesantemente condizionata dall’arbitro Serra che già due anni fa aveva arbitrato un Bari-Ascoli terminato 3-0 tra le polemiche dei bianconeri per le decisioni arbitrali a senso unico. Problemi in difesa per Fiorin-Maresca per la trasferta a Carpi

Segnatevi questo nome, Marco Serra da Torino. E’ l’arbitro che ha diretto, anzi che ha indirizzato Bari – Ascoli di sabato scorso. E’ importante ricordarsi di lui perché nelle prossime settimane bisogna verificare se verrà ancora mandato in giro a far danni sui campi di calcio.

Perché, fino a prova contraria, siamo pienamente e ciecamente convinti che gli arbitri sbagliano per vari fattori ma non certo in mala fede. Per questo siamo certi che i vertici arbitrali (tra cui c’è anche l’ascolano Emidio Morganti tra i designatori) quanto meno fermeranno per diverse settimane il disastroso arbitro piemontese, anche se sinceramente secondo noi un simile arbitro incapace andrebbe fermato definitivamente. Perché è altrettanto ovvio che se, invece, già la prossima o la settimana successiva Serra dovesse essere regolarmente mandato ad arbitrare allora sarebbe inevitabile fare cattivi pensieri.

Perché la partita del San Nicola di sabato è stata fortemente e pesantemente condizionata da Serra che, sicuramente casualmente, ha sbagliato a senso unico. Ma si tratta di errori gravi ed evidenti che denotano un’assoluta incapacità di arbitrare e di gestire una partita. Partiamo dall’unico errore che si può in qualche modo giustificare, il rigore non fischiato per l’evidente intervento di Capogrossi su Bianchi appena dentro l’area. Chissà a cosa stava pensando in quel momento il buon Serra, chissà quali pensieri così importanti animavano la sua mente al punto da non vedere un contatto clamorosamente evidente. In ogni caso, per quanto clamoroso ed evidente, ci può stare di non vedere o di non vedere bene.

Quello che non ci sta è l’interpretazione arbitraria e “a targhe alterne” del regolamento in tutte quelle situazioni nelle quali Serra è indiscutibile che ha visto, perché ha fischiato, però poi ha clamorosamente sbagliato la decisione. Già dopo alcuni minuti l’arbitro torinese ha fischiato (quindi ha visto) il fallo al centrale difensivo barese Gyomber, prima protagonista di un duro intervento da dietro (a centrocampo) poi di un’evidente trattenuta, per evitare di farlo ripartire in contropiede, sempre su Favilli.

Il regolamento in entrambi i casi è chiarissimo, va dato il giallo che, invece, è stato risparmiato al giocatore barese. Che, poi, a metà del primo tempo ha tirato “una stecca” mica da poco a Favilli a centrocampo, per giunta con l’attaccante che si era già liberato della palla. In quella circostanza Serra è stato bravo a concedere il vantaggio, per poi sanzionare il centrale biancorosso al termine dell’azione stessa. A voler essere fiscali un intervento simile può essere passibile di rosso, Serra in versione “buonista” ha optato per il giallo. Un paio di minuti dopo lo stesso arbitro torinese ha ammonito Improta per una gomitata a Mignanelli, con l’attaccante barese che ha reagito facendo, sotto gli occhi dell’arbitro, lo stesso gesto che è costato a Mandzukic il clamoroso secondo giallo in pochi secondi ad Udine.

Dal referto arbitrale sappiamo con certezza che l’attaccante della Juventus non ha accompagnato il gesto con alcuna imprecazione o parola rivolta all’arbitro, quindi il secondo giallo se l’è beccato per la platealità del gesto. Tutti i commentatori sono stati concordi, al di là della particolare situazione dell’azione che aveva portato a quell’evento, nel definire ingenuo Mandzukic e da regolamento corretta la decisione dell’arbitro. Questo significa che anche Serra avrebbe dovuto dare il secondo giallo ad Improta e, non avendolo fatto, da regolamento ha sbagliato. Al 37° poi l’episodio dell’espulsione di Gigliotti per un fallo più brutto a vedersi che cattivo.

Ci stava il giallo, soprattutto non ci stava qualcosa in più del giallo visto il metro arbitrale fino a quel momento adottato. Poi magari se Serra lo fosse stato anche con i due giocatori del Bari, sarebbe stato anche giustificata la sua fiscalità con Gigliotti. Un paio di minuti ancora ed ecco che di nuovo l’arbitro torinese torna ad un metro arbitrale molto più permissivo quando Tello, dopo un contrasto duro ma non falloso di Favilli, reagisce mettendo le mani in faccia all’attaccante bianconero. Anche in questo caso il regolamento prevede il rosso, il fischietto torinese non estrae neppure il giallo.

Nella ripresa, poi, oltre all’episodio del rigore non visto (eravamo sul 2-0), sempre sul 2-0 Capradossi rifila una manata in faccia a Favilli a palla lontana e sotto gli occhi dell’arbitro che, applica correttamente il vantaggio ma, poi, non prende alcun provvedimento. Nel finale di gara, poi, Petruccione, dopo un duro contrasto dell’esasperato (l’hanno picchiato dal primo all’ultimo minuto) Favilli, giudicato comunque regolare, si è vendicato con un intervento violento e volontario sulle caviglie dell’attaccante bianconero. Quando Serra si è diretto verso di lui correndo nessuno, giocatori e allenatore del Bari compresi, aveva dubbi sul destino del giocatore barese, visto che il suo intervento era molto più duro e molto più pericoloso di quello costato il rosso a Gigliotti. Invece l’ineffabile Serra si è limitato a mostrare il giallo. P

oco da aggiungere, se non che lo stesso fischietto torinese già due anni fa aveva arbitrato (5 dicembre 2015) un Bari – Ascoli al San Nicola. E, non ci credereste, anche quella partita terminò 3-0 con le lamentele dei bianconeri per un gol annullato (sullo 0-0) a dir poco dubbio, il rigore del Bari per il 2-0 a dir poco discutibile (fallo di mano) e un rigore negato ai bianconeri (sul 2-0) in un’azione assolutamente identica a quella del rigore concesso ai pugliesi. Per carità, solo una singolare coincidenza… Battute a parte è chiaro che, in un simile scenario, parlare degli aspetti tecnici emersi dalla partita di sabato è del tutto fuori luogo.

Un peccato perché per 37 minuti si era vista una sola squadra in campo, concentrata in difesa, ben guidata a centrocampo da Buzzegoli, ispirata dalla vivacità di Clemenza e con un Favilli che i difensori baresi hanno subito dimostrato di soffrire molto. Maresca e Fiorin avevano spiazzato tutti, presentandosi con un modulo inedito e facendo esordire dal primo minuto in avanti a sinistra Parlati. Che, dopo un ovvio imbarazzo iniziale, stava mostrando buone qualità. Il neo di quel bell’inizio di partita è stato, però, la concretezza, i bianconeri hanno creato una grande occasione, hanno avuto un paio di situazioni interessanti vanificate da scelte errate negli ultimi 20 metri ma non sono riusciti a sfruttare adeguatamente il proprio dominio.

Poi è arrivata l’espulsione di Gigliotti e la partita è radicalmente cambiata. Però bisognerebbe imparare a concretizzare i momenti positivi, anche perché con una squadra come il Bari, a prescindere dall’arbitro, c’è poi il serio rischio di pagare dazio. In un pomeriggio davvero nero ci si è messa anche la sfortuna con l’infortunio (quando ancora si era sullo 0-0) di Padella, mentre Mengoni non era neppure andato in panchina. Il problema è che, con la squalifica certa di Gigliotti, se non ce la fanno a recuperare Padella e Mengoni a Carpi l’Ascoli dovrà ancora presentarsi con una difesa assolutamente inedita e sperimentale, con De Santis e Cinaglia centrali.

Inutile dire che ci sarebbe poco da star tranquilli. Sperando sempre di non incappare, per giunta, con il primo Serra che passa…

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