Ascoli tra rimpianti, sollievo e inquietudine


Il pirotecnico pareggio interno con il Venezia lascia in eredità ai bianconeri l’amarezza per il vantaggio due volte sciupato ma anche il sollievo per la beffa evitata nel finale. Si sblocca finalmente Favilli ma la difesa torna a fare acqua. E la classifica preoccupa

Se neppure segnando tre gol alla migliore difesa (almeno fino a sabato scorso) del campionato si riesce a vincere una partita in casa, allora c’è davvero di che preoccuparsi. Il pirotecnico ed emozionante 3-3 del Del Duca contro il Venezia lascia sensazioni contraddittorie (all’amarezza per l’occasione persa si contrappone il sollievo per la beffa evitata dal miracoloso salvataggio di Padella sulla linea) e tanta inquietudine.

Ci sono amarezza e rimpianto per l’occasione persa, la bella rimonta ad inizio ripresa, il nuovo vantaggio dopo il pareggio dei veneti, la vittoria era davvero a portata di mano. Ma c’è anche la sensazione di sollievo per il pericolo scampato, per la beffa evitata al 90° grazie al miracoloso salvataggio sulla linea di Padella. Inevitabilmente guardando la classifica c’è anche un po’ di inquietudine, è vero che siamo ancora agli arbori del campionato ma quel penultimo posto non può non preoccupare. Anche perché dietro, all’ultimo posto, c’è una squadra (il Cesena) che sulla carta ha un potenziale di assoluto valore e, a differenza degli anni passati, non si vedono squadre con il destino segnato.

L’inquietudine cresce se si pensa che contro la formazione di Inzaghi sono riaffiorati vecchi difetti e si è avuta la conferma che la coperta, comunque la si tiri, è molto corta. E se su alcuni di quei difetti i due tecnici possono lavorarci, qualcun altro è strutturale e dovuto ad una rosa che presenta delle evidenti lacune. E che, ovviamente, fino al mercato di gennaio non possono essere sanate. Quindi c’è la piena consapevolezza che fino alla fine del girone di andata e all’apertura del mercato di riparazione bisognerà cercare di rimanere a galla, sperando magari che la crescita di qualche giocatore e l’esplosione di qualcun altro aiutino a risalire la classifica.

Parliamo, in particolare, di Favilli che finalmente ha trovato la via della rete (una doppietta) che potrebbe davvero diventare il trascinatore dell’Ascoli. Naturalmente a patto che riesca a frenare il suo ardore e che riesca ad essere più lucido. Perché non sempre troverà sulla sua strada un arbitro pessimo come Ros che, a metà ripresa sul 3-2, gli ha risparmiato il sacrosanto secondo giallo (mentre sono del tutto fuori luogo le proteste di Inzaghi per la presunta mancata espulsione di Mogos, c’erano altri due giocatori dell’Ascoli e, ad oltre 30 metri dalla porta, non poteva certo essere considerata chiara occasione da gol).

Ma pensiamo anche a Clemenza che, dopo un paio di partite senza mettere piede in campo, entrato al posto dell’infortunato Baldini ha dimostrato di poter alzare il livello qualitativo della squadra e di poter incidere in maniera decisiva in fase offensiva. Una buona spinta potrebbe arrivare anche da Carpani che, nel centrocampo a tre disegnato da Maresca e Fiorin, ha il ruolo di incursore di centrocampo che sembra essere fatto su misura per le sue caratteristiche e che il giocatore ascolano ha dimostrato di saper interpretare al meglio.

Con il Venezia ha segnato il decisivo gol dell’1-1 ed ha sfiorato la doppietta in altre due circostanze. Sicuramente importante potrebbe essere il rientro in squadra di Mengoni per puntellare una difesa che con il Venezia ha fatto venire i brividi. Tre gol “regalati” (anche se in due circostanze resta il sospetto di un possibile fuorigioco) ma anche tante altre occasioni concesse, alcune clamorose.

Riavvolgendo il nastro della partita emerge come, oltre i tre gol realizzati, il Venezia si è letteralmente divorato due gol fatti (nell’ultima circostanza bravissimo Padella a non mollare e a salvare sulla linea ma se l’attaccante veneto avesse calciato con maggiore decisione e cattiveria non ci sarebbe stato nulla da fare) e Lanni ha compiuto un paio di ottimi interventi. Questo significa che i gol al passivo potevano essere di più (così come i gol all’attivo perché di occasioni, oltre i 3 gol realizzati, i bianconeri ne hanno costruite diverse) ed è chiaro che il problema reparto difensivo esiste e non può non preoccupare.

Questa volta non ha convinto per nulla neppure la coppia centrale Gigliotti – Padella anche se i problemi principali sono arrivati dalla fascia sinistra dove Pinto, per la prima volta titolare, è stato letteralmente travolto e ha dimostrato tutti i suoi limiti in fase difensiva (non a caso i tre gol sono venuti tutti su azioni sviluppate su quella fascia). L’ex Falzerano è sembrato un fenomeno, ha fatto il bello e il cattivo tempo, saltando puntualmente l’esterno difensivo ascolano con imbarazzante facilità. In poche parole se manca Mignanelli (che pure in fase difensiva non è proprio insuperabile) per l’Ascoli sono guai.

Va detto comunque che in questa circostanza non ci ha convinto neppure la coppia di allenatori Maresca-Fiorin che ha aspettato l’80° (con il risultato già sul 3-3) per togliere un disorientato Pinto e inserire al suo posto Cinaglia, sicuramente adattato sulla fascia sinistra ma di certo più abituato alla fase difensiva. La partita con il Venezia, inoltre, ha anche reso evidenti le ragioni per cui i due tecnici non si privano mai di Baldini che sulla fascia sinistra si sacrifica facendo un lavoro encomiabile in fase di copertura.

Uscito lui il suo sostituto Clemenza ha sicuramente portato molto brio e creatività in avanti (suo l’assist per il 2-1), riuscendo tra l’altro a far sbloccare Favilli. Ma Fiorin e Maresca hanno dirottato il giovane di scuola Juve sulla destra, spostando a sinistra al posto di Baldini Varela. Che si è sacrificato in un massacrante lavoro di copertura e per questo è da applaudire. Ma di certo non ha la stessa efficacia di Baldini nella fase difensiva e, tra l’altro, così ha perso smalto e di fatto, da quando è stato spostato a sinistra, non si è visto poi tantissimo in avanti.

Non sarà facile per i due tecnici bianconeri riuscire a trovare il giusto equilibrio sulle due fasce perché se si osa un po’ di più in avanti ci si scopre e ci si espone troppo dietro, soprattutto sulla fascia sinistra. Il problema è che con gli uomini attualmente a disposizione Maresca e Fiorin non hanno poi tante alternative. Bisogna fare di necessità virtù e cercare di conquistare più punti possibili per rimanere in linea di galleggiamento.

In tal senso è molto importante il trittico di partite che i bianconeri dovranno affrontare in 8 giorni da sabato 21 a sabato 28 ottobre, con in mezzo il turno infrasettimanale. Si parte sabato prossimo dalla delicata trasferta di Terni, in casa di una squadra in crescita che segna e subisce molto (dopo il Foggia è la peggior difesa della serie B). Martedì al Del Duca arriverà poi lo Spezia, una delle delusioni di questo inizio di stagione ma con un potenziale di primo ordine per la serie B.

Infine sabato 28 la difficile trasferta a Bari contro una squadra che ha qualche problema in trasferta ma che in casa è molto temibile (e che per giunta ha una rosa da primi posti, soprattutto in avanti). Bisogna assolutamente racimolare più punti possibile, cercando di tornare al successo, per evitare di fare precipitare la situazione.

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