Ascoli bello e “sprecone”


A Salerno si è vista una squadra in gran spolvero che a tratti ha dominato la gara, creando occasioni in serie. Tutte clamorosamente “sprecate”, compreso un calcio di rigore. Lanni evita la beffa ma il secondo 0-0 consecutivo tiene i bianconeri in fondo alla classifica

Lo ammettiamo, quando al 92° di Salernitana – Ascoli Vitale si apprestava a calciare la punizione dai 25 metri, in posizione centrale, eravamo certi che sarebbe arrivato il gol dell’insopportabile beffa. Il calcio quasi sempre è così, quando sotto porta sbagli di tutto poi puntualmente ti punisce.

Fortunatamente l’esterno sinistro campano ha praticamente passato la palla a Lanni e la temuta beffa non si è concretizzata. Solo così, pensando al pericolo scongiurato proprio alla fine, si riesce a digerire meglio il pareggio ottenuto dall’Ascoli contro la Salernitana. Perché, senza troppi giri di parole, all’Arechi i bianconeri più che guadagnare un punto ne hanno persi due, gettando alle ortiche una vittoria strameritata. Che ora ci permetterebbe di parlare quasi in termini trionfali della trasferta in Campania. Invece alla fine è arrivato il secondo 0-0 di fila, risultato mai così bugiardo (sotto ogni punto di vista) e decisamente differente da quello che era scaturito il sabato precedente al Del Duca contro il Palermo.

In quel caso il nulla di fatto era semplicemente l’esatta fotografia di una partita senza azioni di rilievo, senza (o quasi) tiri in porta, senza occasioni. Questa volta lo 0-0 è frutto esclusivamente del caso e di una serie di eventi imprevedibili: il rigore fallito dall’Ascoli, gli incredibili errori sotto porta dei bianconeri, un paio di grandi parate del portiere di casa, due miracoli di Lanni. E’ davvero un peccato perché non ci capitava da molto tempo di vedere una squadra che gioca in trasferta produrre così tanto.

Il rigore fallito da Rosseti che poi nel secondo tempo si è divorato un altro gol solo davanti al portiere, il gol fallito a porta vuota (dal limite dell’area piccola) da Addae, il tiro a colpo sicuro di Baldini da dentro l’area, finito incredibilmente fuori con il portiere ormai pronto a raccogliere la palla in rete. Quattro colossali occasioni, più difficili da fallire che da concretizzare, a cui si aggiungono un altro paio di parate decisive di Adamonis (una su Buzzogoli, l’altra al 93° su Cinaglia), un miracoloso anticipo di Schiavi su Rosseti a due metri dalla porta, una punizione di Buzzegoli a pochi centimetri dall’incrocio, un tiro affrettato dal limite (poteva ancora avanzare) di Carpani di pochissimo alto, almeno tre contropiedi con l’ultimo passaggio (che poteva portare un bianconero solo davanti al portiere) banalmente fallito.

Come si può non rodersi il fegato di fronte ad una simile produzione offensiva dalla quale non è scaturito neppure un gol? Con l’aggiunta che tutte le opportunità create sono scaturite al termine di splendide azioni manovrate, in profondità o dopo aver fatto girare a lungo la palla, con una qualità di gioco davvero elevata. Non pensiamo davvero di esagerare nell’affermare che il primo tempo dell’Ascoli, dopo il quarto d’ora iniziale di pressione della Salernitana (senza occasioni), è stato di altissimo livello, probabilmente la migliore espressione fin qui della formazione di Maresca e Fiorin.

Difesa solidissima, centrocampo padrone della situazione, manovra rapida e ficcante, Baldini inarrestabile a sinistra, Varela e Mogos devastanti sulla destra. Tutto molto bello e assolutamente piacevole da vedere che, però, doveva portare a chiudere la prima frazione quanto meno in vantaggio, anzi con un doppio vantaggio. Poi, per carità, sbagliare il rigore può capitare, è accaduto anche grandi giocatori di calciare fuori a porta vuota dal limite dell’area piccola (figuriamoci quindi se non può capitare ad Addae), che un avversario compia un miracoloso recupero fa parte del gioco, che due giocatori tecnici come Buzzegoli e Varela sbaglino il facile ultimo passaggio (che avrebbe messo Rosseti solo davanti al portiere) succede.

Ma che tutto ciò si verifichi non solo nella stessa partita ma, addirittura, nello stesso tempo (peggio ancora, in mezzora…) è davvero un evento irripetibile. Dopo un simile primo tempo nella ripresa era inevitabile attendersi una reazione dei padroni di casa che nei primi 25 minuti hanno messo in difficoltà i bianconeri, salvati in un paio di occasioni da un Lanni tornato insuperabile. Anche nel periodo più difficile della partita, però, la formazione di Maresca e Fiorin ha saputo rendersi pericolosa in un paio di circostanze, per poi tornare a costruire occasioni in serie (tra cui due clamorose con Rosseti e Baldini) nell’ultima fase di gara.

Se non fosse per un risultato che sta veramente stretto, ci sarebbe davvero di che essere soddisfatti. La difesa conferma la sua crescita (pur soffrendo un po’ di più) e ha ritrovato un Lanni in gran spolvero, mentre ormai non ci sono più parole per Mogos, in crescita costante. La regia di Buzzegoli piace e Addae non ha fatto rimpiangere Bianchi, neppure in fase di proposizione. Baldini ha probabilmente disputato la sua migliore prestazione, avesse fatto quel gol che sembrava sin troppo semplice da realizzare sarebbe stato da standing ovation, mentre Varela per 70 minuti ha svolto un gran lavoro in entrambe le fasi (offensiva e difensiva).

Più complesso il giudizio su Rosseti, dopo un avvio in sordina è stato sempre nel vivo del gioco, si è proposto, ha aiutato nella fase di costruzione. Però l’errore dal dischetto e quello nella ripresa pesano nel giudizio complessivo. Quello sulla squadra, invece, digerito a fatica il rammarico per la mancata vittoria non può che essere positivo. La crescita è evidente, i bianconeri hanno una fisionomia ben precisa, riescono ad esprimere ottime trame di gioco e crescono in fase difensiva. Resta da risolvere il problema del gol, un fattore non proprio secondario.

Però sinceramente dopo il brutto avvio non c’era da scommettere di trovarsi a questo punto con una squadra con queste caratteristiche. Ora, però, serve tradurre le buone prestazioni in vittorie perché la classifica cortissima mette comunque un po’ di pressione. Non sarà facile perché sabato arriva il Venezia di Inzaghi, neopromossa partita con il piede giusto e assai temibile in trasferta.

Però siamo convinti che se contro i lagunari rivedessimo un Ascoli simile a quello visto all’Arechi difficilmente la partita finirebbe senza reti. E’ accaduto una volta, difficilmente un simile evento potrebbe ripetersi…

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